Cronache della Mostra

Ti accorgi che sta per cominciare perchè il vaporetto solito non è più tanto solito: è pieno di gente che smonta telecamere, trasporta telecamere o si preoccupa che qualcuno rompa le preziosissime telecamere. Sono le avanguardie televisive preannuncianti le armate cinefile che caleranno nei prossimi giorni: pallidi intellettuali che parlano di Godard, o di quanto la gente sarebbe migliore se avesse visto Godard, o almeno visto qualche film iraniano sottotitolato solo in lingua originale.
Ti accorgi che sta per cominciare perchè, camminando distratta sul Gran Viale, per poco non inciampi in un leone di plexiglas che deve essere issato su un cubo rosso gigantesco, per formare un infilata di leoni di plexiglas su cubi enormi manco sul Gran Viale ci dovesse passare Cleopatra-Liz Taylor per una rievocazione del celebre film, ma un po’ più kischt.
Ti accorgi che sta per cominciare perchè i motoscafisti in Bacino sono in fibrillazione per l’arrivo di star e amici di star e codazzo di gente al seguito delle star, e tutti questi qui sono famosi per prendere il taxi motoscafo anche per attraversare un canale, perchè gli hanno detto che si fa così, quindi bisogna essere pronti ad accaparrarsi i gonzi.
Ti accorgi che sta per cominciare perchè il Lido viene tirato a lucido sotto lo sguardo divertito e disincantato dei Veneziani, pronti ad accogliere come ogni anno i cinefili, le star, quelli della televisione che seguono le star, gli entourage, gli uffici stampa, i codazzi, perchè i Veneziani in fondo ai foresti i ghe vol ben, ma resta el fato che i xè mati.

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13 pensieri su “Cronache della Mostra

  1. Beh, effettivamente…

    Che dire, per esempio, di Vargas Llosa, Nobel della letteratura che sentii sparare a zero su Venezia per il costi assurdi dei taxi, che prendeva a profusione anche quando era giovane e squattrinato negli anni ’50, manco fosse stato in un film su New York, mentre sarebbe bastato andare a piedi o servirsi dei (plebei) vaporetti, chè allora non c’erano neanche il biglietto differenziato e la CartaVenezia ?

    Simpatico e bravo, ma o mato, o mona…

    Anonimo SQ

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  2. Ma va là, che ieri al telegiornale han fatto vedere degli spezzoni di fantastici film iraniani sottotitolati. Cibo per la mente, ragazzi miei, cibo per la mente.
    Vèrghine!

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  3. Ma va là, che ieri al telegiornale han fatto vedere degli spezzoni di fantastici film iraniani sottotitolati. Cibo per la mente, ragazzi miei, cibo per la mente.

    sì, ma con i sottotitoli di tedesco, altrimenti è troppo facile, da cineforum parrocchiale

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  4. caro lector, spero di incontrarti al prossimo workshop, dove potremo finalmente discorrere intorno alla semantica della sinossi parallela, nella fondamentale rilettura struttaralista e morfopoietica, che ci permetterà, con la consueta perifrasi lacaniana, di focalizzare le tematiche più emergenti

    certo, i sottotitoli, saranno in aramaico ma rivisti secondo una prospettiva che tenga conto delle famose differerenze e ripetizioni deleuziane

    speriamo non imbatterci nei soliti intellettuali che se la tirano, che non li posso soffrire

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  5. @–>Diegod56

    Sarà veramente un piacere. Riguardo all’aramaico, non ti preoccupare. Ho studiato nello stesso college di Gesù Cristo.
    (P.S. se vedi in giro Umberto Eco, non farti capire che ci siamo messi d’accordo per trovarci al convegno, perché quello è solo un invidioso).

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  6. “La mostra intende proporre e sempre propone, un possibile ritratto delle due anime del cinema: l’una profondamente segnata dal rapporto con la storia, votata all’impegno, alla lotta politica culturale e alla cronaca appassionata di un decennio (ventennio ?) tragico, l’altra già rivolta verso il decennio successivo, caratterizzato da un’atomosfera ben più gaudente e individualista, dove anche il linguaggio della cultura avrebbe di liì a poco preferito sostituire l’idea di ‘progetto’ con quella di ‘evento’.” (Sostituire la parola cinema a piacere es. Venezia, Milano, fotografia, pittura etc., e il senso rimane intatto).

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