Dibattiti a sinistra

Gianni Riotta: Il dibattito a sinistra tra garantisti riformisti e populisti giustizialisti si apre dopo 20 anni. Finalmente.

Peccato però. Lasciamo in sospeso quello sul sesso degli angeli, che era così appassionante…

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4 pensieri su “Dibattiti a sinistra

  1. …e già dai titoli (o meglio, dai nomi delle squadre) si annuncia sereno e costruttivo, vedo.
    quello assegnato al mio bando, “populisti giustizialisti”, è troppo eufemista-metrosexual: potreste per favore chiamarci “forcaioli bavosi”? …grazie…!

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  2. suggerisco L’AMACA del 23/08/2012 (Michele Serra).

    Il senso delle istituzioni non è mai mancato agli uomini dell’ex Pci. È una virtù, specie in un paese indisciplinato e anarcoide. Ma anche una virtù, se diventa un’ossessione, può mutare in malattia. Quando, per esempio, Luciano Violante denuncia “un attacco politico mediatico contro Napolitano e Monti” ad opera di Grillo, Di Pietro e il Fatto quotidiano, forse crede di smascherare una Grosse Koalition della cosiddetta antipolitica. Sta, invece, semplicemente denunciando l’esistenza, in ordine sparso, di un’opposizione politica e giornalistica. Un’ovvietà, insomma. L’opposizione, anche in clima di emergenza nazionale, qualcuno dovrà pure farla: specie se il governo in carica gode di una straripante maggioranza parlamentare e di una quasi intatta popolarità nonostante la durezza della sua politica economica. Un eccesso di “stringiamci a coorte”, con tanto di costante rimbrotto a chi non è d’accordo, rischia di assomigliare a una specie di maccartismo “a fin di bene”, che vede in ogni forma di opposizione, giusta o sbagliata poco importa, una vera e propria alienità agli interessi della Repubblica. Di lì all’accusa di “attività antipatriottiche”, il passo non è poi così lungo. Darsi una calmata è meglio.

    Da La Repubblica del 23/08/2012.

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  3. Non c’ entra col post, ma è utile per capire lo spessore del personaggio.
    Tra i commenti italiani alla vicenda Assange si distingue quello di Gianni Riotta, che sulla Stampa ha scritto uno degli articoli piú servili e colpevolmente falsi degli ultimi anni. Sarebbe utile che qualche collega provasse a farlo riflettere e vergognare. Per un giornalista, considerare Assange un potenziale pericolo rientra nelle opinioni che non condivido ma che posso rispettare, fingere di credere ad accuse palesemente false e pure fare la pantomima dell’ indignato è da radiazione dall’ albo. Le prostitute intellettuali non si occupano solo di calcio…

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