Cronache dalla spiaggia: lessico familiare

Il bimbo è sul passeggino, in vaporetto. Col ditino indica le cose che vede e poi sillaba i nomi, cercando con gli occhi, di volta in volta, l’approvazione della mamma.

Indica la nave che stiamo incrociando e dice: «Bacca!». E la mamma sorride e annuisce: «Sì, bar-ca.»

Poi indica il mottarello che sta mangiucchiando e dice: «Gellato!» e la mamma bonaria di nuovo sorride e conferma: «Sì, ge-la-to!»

Poi si tocca con il ditino la maglietta che ha addosso e dice, convinto: «Magietta!» Ma la mamma stavolta si rabbuia, lo guarda severo e corregge: «No, questa è una Lacoste, come quella del babbo!»

E allora ditelo che li rovinate fin da piccoli.

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10 pensieri su “Cronache dalla spiaggia: lessico familiare

  1. E diciamolo! Siamo una società che si arrampica sempre più sul niente, è infelice, si annoia… E darsi una mossa, semplicemente per vivere meglio?
    Ma non succede lo stesso anche tra gli “innovatori”, quando per es. guardano con sufficienza il mio Nokia n8? E’ forse il migliore telefonino di sempre per fare le fotografie, l’ho pagato pochissimo, è efficiente e consuma poca batteria… ma non è iPhone, non è Android!
    Forse ammettere che l’80% delle nostre relazioni umane è dominato dall’ideologia sarebbe giù un buon inizio… ,ma anche quando dico una cosa così tanti mi guardano come un marziano.
    Un saluto

  2. Stavo semplicemente per rispondere “Grande”! Molto spesso i tuoi post mi fanno sorridere e riflettere, poi ho letto il commento di Paolo che condivido quasi in pieno, non fosse che non ho idea di cosa sia un nokia n8… ora cerco su san google… (come lo chiamano vari colleghi americani)… e magari vedo che cellulare ho ;)

  3. Dopo due settimane ancora in spiaggia?
    E poi venite a lamentarvi che in Italia c` e` la crisi.
    Qua nel Far-East la gente al massimo fa una settimana di ferie ad Agosto, poi si lavora!

    Gigi

  4. Il nome di questa maglietta, letto con l’accento delle mie parti (che suona circa: Lou-cost), è un’antifrasi perfetta.
    Con mia moglie ci chiediamo spesso: 90 € per una roba che il bambino indosserà per un anno? Meglio spenderli per noi ‘sti soldi!!!

  5. @–>Gigi
    Ahi, ahi! Hai toccato un argomento tabù!
    Ricordati che in Italia i privilegi sono sempre quelli degli altri.
    Considerazioni come la tua sono estremamente indelicate, per non dire maleducate, e vengono considerate “politicamente scorrette” in qualsiasi salotto buono. ;-)

  6. Credo che una maglietta “lacoste” o di una qualsiasi altra marca o griffe…nn è simbolo di un bel niente,vista la diffusione di outlet dove si trova di tutto anche a pochi euro…a quella mamma evidentemente piace dare il giusto valore alle cose ….ahimè

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