Cronache dalla spiaggia: la geek

La donna è in spiaggia da qualche ora, ormai. E’ distesa sul lettino, con di fronte il mare, attorno bambini che giocano,  vicini che parlottano, adolescenti che smorosano, il caos della battigia affollata d’Agosto. E lei, con la faccia aggrottata e lo sguardo concentrato, continua a giocattolare con il suo iPhone. Digita, scrolla, twitta, facebucca, istagramma: felicemente inconsapevole di quanto le accade attorno, vede davanti a sé solo il piccolo schermo che contiene tutto il suo mondo e tutte le sue relazioni. Senza fermarsi un attimo.

Io la osservo per un po’, alzando il naso dal libro che mi sono portata. Essì che sono pure io una vera geek, una maniaca in piena regola di ogni cazzabubbolo elettronico, non me ne perdo uno, non so stare senza e sono sempre aggiornata. Ma non posso proprio fare a meno di farmi una domanda, vedendola così assorbita a digitare, digitare, digitare.

Che diavolo di batteria gli ha messo su, che non si scarica?

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9 pensieri su “Cronache dalla spiaggia: la geek

  1. Da molti anni non vengo al mare in Italia. Chissà se gli ombrelloni sono ancora incollati l’ uno all’ altro, in modo tale da consentire di godersi il russare del vicino in pennichella…

  2. Qualche giorno fa sul treno Arona/Milano si è seduta davanti a me una splendida ragazza munita di i-pod, i-pad e smartphone. Per un’ora non ha alzato la testa continuando a polliciare e diteggiare sui tre devices con un’aria incazzata rara. Io leggevo un libro. A volte mii sento uno stegosauro.

  3. Ci sono anche quelle dell’Air Force, ad isotopi radioattivi, che vanno per anni. Magari, con le amicizie giuste, un prototipo da un F35 si riesce ad avere…
    Unico inconveniente, i tumori ai pollici, ma Parigi val bene una messa…

    Anonimo SQ

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