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C’è un gran frullare di proclami sul web, per salvare generazioni perdute, fermare l’incombente declino, crederci, risvegliare Italie dormienti con l’iniezione di una qualche nuova classe dirigente più giovane o più competente, determinata e rimasta finora nell’ombra, non si sa bene dove.

Io leggo, approvo, qualche volta persino sostengo e firmo: sono quei momenti in cui si è talmente allo sbaraglio che persino una pigra cronica come me sente almeno il bisogno di un gesto per dire che si sta facendo qualcosa. Anche se poi ha il dubbio che il problema non sia salvare o meno una generazione, o sostituire un gruppo alla guida del paese con un altro, ma qualcosa di più profondo e difficile, forse impossibile: affrancarsi da una mentalità atavica che ha pervaso per anni tutto e tutti, e ci ha portato ad arrivare, incoscienti e felici, dove siamo ora.

Siamo un esempio perfetto di darvinismo sociale frainteso che è stato messo in pratica e di darvinismo sociale vero che alla fine ha trionfato su di noi. Perché tutti, non leggendolo ma ricordandone vaghi bignamini del pensiero un po’ fascisti, hanno sempre ritenuto che il buon Darwin abbia detto che in natura sopravvivono i migliori; e noi Italiani, quindi, ne abbiamo dedotto che bastasse secondare la nostra intrinseca natura perché questa selezionasse i migliori per noi. Invece il buon Darwin aveva affermato soltanto che in natura sopravvivono quelli più adatti all’ambiente in cui vivono. Per cui, se crei un ambiente in cui i furbi ed i furbetti sono sovrani, si va avanti a furia di conoscenze e di raccomandazioni, e tutti, dal dirigente d’azienda al portiere dello stabile, pretendono di lasciare al figlio incapace il lavoro in eredità o addirittura fagli fare carriera, garantirsi prebende a scapito d’altri, evadere le tasse e le regole, premiare l’incompetenza e l’ignoranza purché a possederle siano un amico o un sodale, alla fine si va in malora tutti assieme.

Darwin non inneggia alla legge della giungla in cui il più forte sopravvive: racconta semplicemente quello che ci è successo. E cioè che se per anni costruisci un ambiente di merda, poi non ti puoi stupire se i cigni si estinguono o se ne vanno, e a sopravvivere felici in esso sono solo i batteri coprofagi e gli scarabei stercorari.

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