Il nome di Pierfrancesco

«Pierfrancesco, vieni qua!»

«Pierfrancesco, stai fermo!»

«Pierfrancesco, non correre!»

«Pierfrancesco, vieni da mamma!»

Pierfrancesco è un settenne che, dall’inizio della stagione balneare, ruzzola ovunque zampettando sugli asciugamani dei vicini, lanciando sabbia addosso ai passanti, scavando buche come una talpa in calore. Lo conosciamo tutti, sulla spiaggia, dove è temuto come una piaga biblica, e conosciamo anche la madre, una quarantenne abbronzatissima e perennemente sdraiata sul suo lettino, da cui non alza le chiappe mai, qualsiasi disastro epico abbia combinato il figlio. La sua unica reazione è questo perenne gridare il nome del pupo ai quattro venti, con richiami che il figlio ignora bellamente, anche perché in genere è troppo impegnato a far danni attorno.

E tutti noi vicini di ombrellone, mentre, barricati dietro alle copertine dei libri e delle riviste, auguriamo al figlio e alla madre le peggio cose, pensiamo inoltre che se una mette al mondo un demonio simile, che dopo chiama ad alta voce ogni tre minuti gracchiando come una cornacchia rauca, dovrebbe almeno avere il buon senso di mettergli un nome più semplice, tipo “Nino”, ecco.

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22 pensieri su “Il nome di Pierfrancesco

  1. Immagina, qualche decennio fa, i vicini di ombrellone di Pierferdinando. Decisamente peggio, poi si è pure ulteriormente rovinato col crescere…porta pazienza, dai!

  2. io ho fatto un volo poco piacevole con Matteo e Paolo, due pesti pure con cravattino, e madre con voce melensa che li richiamava come un disco …”Matteepaoloooooo” giuro una sola parola ululante, siamo arrivati stremati…. ma a vederli erano pure eleganti le pesti.Le mie figlie li volevano picchiare….

  3. Come sono stati previdenti i mie, a chiamarmi Ivo…
    (comunque, bisognerebbe indagare se la madre è apatica o solo rassegnata al fatto che il settenne è più veloce di lei)

  4. Nè apatica nè rassegnata, direi: solo menefreghista.
    I Pierfranceschi siffatti e le loro degne madri vanno abbattuti a colpi di paletta, e raccolte le viscere e le ossa in un secchiello buttati a mare. Tanto è tutta roba organica, circa.

  5. Mi vengono in mente alcune soluzioni, di facile attuazione sul balneario:
    – la vasca degli squali all’aquarium;
    – la fossa che ha già inghiottito più d’un nuotatore distratto, in fondo al molo 16;
    – le sabbie mobili in prossimità della prima secca, quando c’è la bassa marea;
    – la teca con le vipere del Gabon al reptilarium (o, in alternativa, otttimo anche il pitone delle rocce africano);
    – la coppia di rottweiler assassini della nipote di Himmler, quella che soggiorna coi due angioletti puntualmente ogni estate all’Hotel Riviera;
    – la banda di trafficanti di organi nigeriani, che ogni sera s’imbriacano sulla spiaggia, davanti al chiosco della Clara.
    Lo attiri nella trappola col classico sistema del gelato, poi ne consegnerai i poveri resti alla madre – ammesso che ce ne siano – rammaricata di non aver potuto far nulla per salvarlo. Mi raccomando la faccia rammaricata: è fondamentale.

  6. Pierfrancesco fa solo quello che la sua età gli permette. E’ chiuso tutto il restante dell’anno in un appartamento.
    Ma, ci sono due alternative al “fastidio” che provoca:
    – Frequentare spiagge esclusive, da 1000 al giorno tutto compreso spaziose e silenziose senza essere costretti al puzzo delle creme abbronzanti e bambini vivaci.
    – Più economicamente, mettere al collo del bimbo un collare elettrico della serie, maledetta dirò, antiabbaio.

  7. Galatea non mi sembra giusto di colpevolezzare i bambini per il casino che fanno. Poi quella frase che scrivi …” che se una mette al mondo un demonio simile,”… scarica tutta la colpa sui figli come se nascono cosi per caso “demoni”. Per me un bambino/a possiede il carattere dei suoi genitori (come erano loro da piccoli) più la loro educazione.

  8. @ ceciliadenise

    I Pierfranceschi siffatti e le loro degne madri vanno abbattuti a colpi di paletta,

    no, dai, una donna della tua sensibilità non puo’ avere queste opinioni (se non per scherzo ovviamente)

    io portavo al mare quattro bambini fra figli e nipoti, quasi vent’anni fa

    il problema è che non devi «andare al mare e portarti i bambini dietro» come fa quella signora in oggetto, ma dei «portare i bambini al mare, e tu li accompagni»

    quindi, devi giocare con loro, seguire quel che fanno, essere «con» loro anche per tutte le loro esigenze, così non si annoiano e non fanno casino per richiamare la tua attenzione

    non devi pensare che sei un adulto al mare, ma che sei colui che accompagna i bambini, e devi quindi vivere la giornata di mare finalizzata a loro

    gli adulti senza figli, hanno ovviamente molto più modo di leggere e spalmarsi le creme o anche dormire mentre il sole cuoce le carni

    ma chi ha i bambini, deve concepire se stesso in altro modo, che appare più faticoso a volte, ma quando torni a casa, hai accumulato dei ricordi bellissimi che ti rimarranno per tutta la vita

    certamente quando serve il ceffone, lo dai (piano però), perchè un bambino l’unica cosa che davvero lo umilia è la tua indifferenza

    zitelle e palestrati, si ungano delle loro creme, non sono simpatici, però è anche giusto vigilare che i bambini non vadano oltre il «lieto romore» leopardiano

  9. @–>Galatea
    Non toccare i figli agli italiani! Non dimenticarti mai che “so’ piezz ‘e core”.
    Grave errore d’immagine per una blogger esperta e navigata (nel web, ovviamente) come te. :-D

  10. I bimbi possono essere antipatici e maleducati. Le madri, lo stesso. Ma tu, ogni volta che parli di bambini lo fai con esempi sempre uguali (intendo: la madre stronza, la nonna priva di ogni freno nei giudizi, il bimbi maleducato). E che palle, sopratutto per noi genitori senza aiuti che ci facciamo un mazzo per crescere bimbi educati che però, naturalmente, disturberanno voi privi di prole, sempre così tristemente ed acidamente uguali nella vostra mancanza. Scusa la franchezza: e no, non sono un troll (non ho neanche ben capitato cosa so’ ‘sti troll).

  11. Beh, Arturo. Io sono padre, ma posso dirti che sarebbe anche ora che ‘sti genitori gliela insegnassero un po’ di vecchia buona educazione ai propri figli, che poi ti vengono su come quelle commesse sedicenni nei negozi che danno del tu con la massima disinvoltura a gente che ha quarant’anni più di loro e se glielo fai notare ti guardano con due occhi che il bove di Carducci in confronto sembra Sean Connery. Oppure come quei semideficienti privi delle più elementari regole del vivere sociale, sempre con l’immancabile bottiglia di birra in mano, incapaci di rapportarsi in un contesto civile al punto che l’istinto di prenderli a calci in culo verrebbe anche al Mahatma Gandhi.
    E basta. Non se ne può più! In ogni caso l’educazione dei figli riflette impietosamente quella dei genitori, per cui figli di cafoni sempre cafoni saranno.

  12. Gentile Lector, come darti torto? Persone (madri, padri, figli) maleducate ne è pieno il mondo – e forse l’Italia in particolare. Ho provato a dire altro, però: e magari mi puoi dire che non era che analisi psicologica da strapazzo (vero). E puoi aggiungerci che un certo pregiudizio ce l’ho io: sono un antico e silenzioso lettore e ricordo un altro pezzo – piuttosto nervoso – su mamme e passeggini che mi aveva fatto veramente incazzare. Torno nel silenzio: in questi casi basta suggerire (vale anche per me) l’incipit del Grande Gatsby. Saluti.

  13. @Arturo: Forse perché le madri stronze e i figli maleducati sono quelli che danno fastidio a tutti, non solo ai single senza figli come me, quindi se devi scrivere un post ironico prendi di mira loro. Io non ce l’ho con tutti i bambini (anche perché da insegnante con i bambini lavoro ogni santo giorno), ma con quelli che sono maleducati. E sono maleducati perché i loro genitori – non perché sono soli e senza aiuti, semplicemente perché sono dei gran maleducati egoisti a loro volta – non si preoccupano di insegnare ai pupi le regole minime della convivenza civile ed ad assicurarsi che non diano fastidio al prossimo. Se ti può consolare, il “Pierfrancesco” del post è parimenti odiato anche dalle altre mamme, babbi, nonni e nonne della spiaggia, che, secondo i tuoi parametri, non sono “acidi” per la mancanza di prole, ma quella prole là vorrebbero strozzarla, assieme alla simpaticissima genitrice che se ne strafrega.

  14. @Arturo: Appunto, e anche nel caso dei passeggini si prendevano di mira quei genitori maleducati che pensano di poter fare quello che vogliono solo perché stanno portando a spasso un pupo in passeggino. Scusa, Arturo, ma se tu sei un genitore educato, perché ti senti tirato in ballo? Mica ho mai sostenuto che tutti i genitori sono così. Cos’è, non si possono criticare i genitori maleducati? O non si può nemmeno ammettere l’esistenza di genitori maleducati? A te non è mai capitato, pur da genitore, di incrociarne uno? Personalmente, pur non avendo figli, quando mi capita di essere in giro con i miei nipotini mi assicuro che si comportino educatamente e non diano fastidio al prossimo. Perché certe mamme e babbi paiono non porsi minimamente questo problema quando portano a spasso la loro prole?

  15. Avete ragione e scusatemi: sulla questione sono molto sensibile: vecchie storie di perdite e assenze. Se mi è mai capitato di incrociare genitori maleducati? Beh, qualche volta sarò passato io per tale! Ciao.

  16. Il demonietto vive e imperversa in tutte le spiagge ed il suo genitore è il personaggio più odiato dell’estate, ciò è noto e condiviso. Il demonietto ha il diritto di sfracassare la uallera e tutti noi di agognare la sua morte lenta. Ma anche il genitore, suvvia, non può neanche dormire sonni beati sognando un destino da Medea?

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