I terremoti non si possono prevedere, ma per la cretineria bisognerebbe far qualcosa

Il bello dell’Italia è che qualsiasi cosa fai, ti senti accerchiata. Passi giorni a scrivere post per tentare di arginare le bufale di quelli che vedono complotti dietro ogni panca e son convinti che i terremoti siano derivati da oscure manovre delle multinazionali o degli Stati Uniti  e della Nasa, e in base a queste convinzioni senza senso chiedono indagini, commissioni di studio, mobilitazioni di piazza e altre cretinate.

Spieghi con dovizia di particolari e link alla mano che allo stato attuale i terremoti non si possono prevedere e chi sostiene il contrario è un ciarlatano, o un idiota, o un mix ancora più pericoloso di entrambi. Pensi di aver fatto il tuo dovere di insegnante per aiutare, per quanto ti è possibile, la divulgazione scientifica decente e formare così dei cittadini che siano in grado di prendere decisioni migliori in futuro perché in possesso di una formazione scientifica più corretta.

Poi leggi che tre parlamentari, venuti a scoprire che tanto i terremoti non si possono ancora prevedere, chiedono di ridimensionare l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia.

E ti viene da piangere, ti viene.

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14 pensieri su “I terremoti non si possono prevedere, ma per la cretineria bisognerebbe far qualcosa

  1. Abito in Emilia, a pochi km dall’epicentro del sisma del 20 maggio. Ho sempre detto che non augurerei al mio peggior nemico di provare quello che abbiamo provato in quei maledetti 20 secondi che hanno stravolto le nostre vite. Ma leggendo cose come questa, quasi quasi cambio idea.

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  2. Mi spiace, ma state prendendo tutti una sonora cantonata, ragazzi.
    La giusta richiesta dei tre parlamentari è correttamente motivata dal fatto che quelle che non si possono prevedere sono le erezioni vulcaniche, in particolare se riferibili al presidente del partito di appartenenza dei firmatari dell’interrogazione.
    Il termine “eruzione” è solo un refuso.

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  3. Io tornerei ai bei tempi in cui per quietare i terremoti si buttava qualche sacrificio umano nel vulcano. Avrei giusto tre nomi, avrei… 🙂

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  4. Prima di dare dei cretini a questi tre parlamentari, proverei a fare una verifica circa la dimensione effettiva media in termini di persone altrove nel mondo.
    Se è vero che l’INGV conta 1000 dipendenti di cui 400 precari, il SED che è responsabile del monitoraggio e dello studio dei terremoti in Svizzera, non arriva a 100 persone. Per dire. IRIS, che è un consorzio universitario per il monitoraggio sismico mondiale in tempo reale, conta una sessantina di persone in staff.
    D’accordo che INGV comprende anche il monitoraggio di vulcani e non solo di terremoti, ma 1000 persone sembrano davvero parecchie. Abbiamo 4 vulcani + Campi Flegrei + Ischia + qualche vulcano sottomarino. Non siamo il Cile, l’Islanda, l’Indonesia, la Russia o il Giappone, eh.

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  5. Bah ! Intanto la Svizzera è grande sì e no come la Lombardia.
    Quanto ai vulcani, bisognerebbe contare anche quelli spenti o, meglio, quiescenti, e poi abbiamo quelli sul fondo del Tirreno che non scherzano.
    Quanto a terremoti, non siamo le Vanuatu Islands. Per fortuna.

    Dopodichè, i confronti si dovrebbero fare sulla produttività scientifica oggettiva (ci sono i fattori di impatto, i Citation Index etc), per confronto con analoghe strutture estere, “pesate” anche in funzione dei fondi che gestiscono.

    In generale, non puoi far correre il tuo fantino col mulo e gli altri coi cavalli purosangue; arriverà sempre ultimo per quanto bravo: sai che bello quando ti respingono un lavoro dopo averlo definito ben fatto, professionale, in area di interesse, ben argomentato ma basato su misure fatte con strumenti vecchi e non adeguati alla classe del giornale, come è successo a me ai tempi ?
    Se dopo trovi che i ricercatori son delle chiaviche, che fai ? butti tutto, anche il poco buono o cerchi di far germogliare il buono e tagliare il cattivo ? Ma ci vogliono attributi, conoscenza delle cose e volontà di costruire.
    Buttare tutto è + semplice, e meno complesso da fare, peccato che poi ci vogliano generazioni per ripartire di nuovo a livello internazionale, e ci devi mettere molti + soldi !

    Anonimo SQ (che nel modo della ricerca c’è da 29 anni oramai, e pensa di poter dire la sua…)

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  6. @frap1964
    Grazie per i link, però i dati che riporti non mi sembrano supportare l’idea di un INGV sovradimensionato.

    Lasciando stare l’Iris, che non è legato al controllo di alcun territorio specifico, quindi non so quanto sia comparabile all’INGV, in Svizzera (sia in quanto a estensione che popolazione sono circa il 13% di noi) al SED ci lavorano poco meno del 10% dei nostri ricercatori nonostante, per banale esempio, non abbiano neanche un vulcano attivo sul proprio territorio. Considerando che quelli riportati nel link sono tutti assunti in pianta stabile, risultiamo addirittura sottodimensionati come organico fisso.

    Per fare un altro esempio la Germania vanta poco più di mille dipendenti al loro GFZ, nonostante a livello di fenomeni sismici e vulcanici abbiano un territorio incomparabilmente meno problematico del nostro.

    Insomma, io numeri alla mano, mi sentirei la coscienza a posto nel dare dei cretini a questi tre fenomeni. 🙂

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