Terremoti e Movimento 5 stelle. Qualche perplessità sulle richieste di commissioni di approfondimento in Emilia

Io non ce l’ho con il Movimento 5 stelle, e tantomeno con Giovanni Favia, giovane esponente di belle speranze del Movimento stesso, che sono convinta sia un ragazzo pieno di buona volontà e di sincero entusiasmo. Da professoressa rompiballe, però, nonché da disincantata e cinica cittadina che ormai ne ha viste tante, quando mi sono trovata di fronte a questo video in cui il sunnominato Giovanni Favia spiegava le ragioni che l’han portato a chiedere l’istituzione di una Commissione d’Inchiesta per approfondire le possibili cause del terremoto, sono rimasta un po’ perplessa. Perché l’entusiasmo è certo lodevole, ma quando ci si candida e si viene poi eletti per fare i politici e quindi tutelare gli interessi dei cittadini (soprattutto se ci si presenta come “nuovi” e “alternativi” agli incompetenti arruffoni che ci han governato finora) bisognerebbe anche porsi questioni di metodo su come svolgere il proprio compito. E il“metodo” che Favia adotta, confesso che mi lascia piena di dubbi.

Nella sua interrogazione, Favia esordisce in aula dicendo: «Ci tengo a precisare che questa non è una commissione che vuole trovare le cause oscure del terremoto. Sappiamo e ci sono comunicazioni scientifiche che determinati interventi nel sottosuolo possono generare fenomeni di bassa sismicità che comunque potrebbero avere correlazioni con fenomeni che derivano dalla spinta della Placca Africana su quella Euroasiatica […] noi vorremmo capire se questi fenomeni di bassa sismicità possono avere delle interazioni o delle correlazioni con fenomeni di più alta sismicità»

Ecco, per dire, a casa mia questa è una contraddizione logica e argomentativa: gli scienziati, tutti e univocamente, a quanto se ne sa, hanno dichiarato in questi giorni che gli interventi umani (trivellazioni, pompaggi e altro) non sono in grado di provocare terremoti su vasta scalata o interagire con le faglie e le placche, perché comunque arrivano ad una profondità di molti chilometri inferiore a quella dove si accumulano le forze che poi generano i sismi. Lo stesso Favia ne è consapevole, perché parla di possibili episodi di “bassa sismicità” locale, ma poi pochi secondi dopo dice che “potrebbero” (non si capisce come) avere delle correlazioni con fenomeni relativi alla spinta delle placche. Quali siano gli studi scientifici che attestano o per lo meno mettono in campo questa ipotesi non si sa, perché Favia non cita nulla, se non delle generiche “comunicazioni”. Di chi, a chi o su cosa non si capisce.

L’unico studio scientifico che Favia cita poco dopo è quello del Prof. Panza dell’Università di Trieste, il quale, a detta di Favia, sarebbe in grado di prevedere i terremoti in maniera non probabilistica. Cosa voglia dire esattamente in maniera non probabilistica non mi è chiaro, dal momento che un algoritmo come quello messo a punto dal gruppo di studio triestino è comunque in grado di fare previsioni solo su base statistica, quindi dà dei margini (più o meno corretti) di probabilità che un avvenimento accada.

Il problema è però che il Direttore del Centro Internazionale di Fisica Teorica (quindi qualcuno che si presume di Fisica ne sa un po’ più di Favia e anche di me) ha dichiarato pubblicamente che comunque l’algoritmo di Panza, ancora in fase di studio, non serve a prevedere i terremoti. Quindi stiamo parlando di una ricerca ancora incompleta, che è in fase di verifica e che comunque non è nata per quello per cui Favia la cita, e che se anche fosse in grado effettivamente di fare quello che Favia pensa sarebbe comunque solo una previsione statistica più o meno precisa. Magari Panza ha davvero scoperto il modo di prevedere i terremoti, ma il corretto metodo scientifico, e il buon senso di chi governa, dovrebbe imporre che prima di convocare commissioni e perdere tempo ad ascoltare aggiornamenti su studi ancora in corso, si aspetti che i risultati definitivi siano stati presentati e la comunità scientifica li abbia dichiarati validi e abbia testato per che cosa funzionano. Altrimenti è buttare via i soldi di chi ti ha eletto.

Per Favia però, la Commissione serve, uh se serve, perché noi politici abbiamo bisogno di informarci meglio. Ecco, sì, appunto, l’aggiornamento è un vostro preciso dovere, sono d’accordo. Basta quindi che vi leggiate quanto già pubblicato, e le dichiarazioni degli scienziati: siamo in grado di farlo noi semplici cittadini seguendo un paio di link autorevoli, voi, che vi vantate di essere draghi della rete, avete bisogno di una commissione che ve lo spieghi? Quanto poi alla storia che «Ci sono anche bufale che girano su internet e vanno smentite ufficialmente», facciamo presente che le smentite ufficiali ci sono già. Perché non basta riprenderle?

Parte poi una serie di citazioni di casi precisi, che tirano in ballo lo stoccaggio di Rivara. Il quale però è ben difficile che possa aver in qualche modo delle responsabilità per il terremoto, visto che l’impianto non esiste ancora, e si sarebbe comunque trattato di un deposito, non di un luogo di estrazione. A questo punto anche creare il serbatoio per un normale distributore di benzina potrebbe, in base ad un ragionamento di questo tipo, essere una concausa del terremoto. O qualsiasi buco delle talpe nel giardino.

Secondo Favia, però, i comunicati della Erg in merito sono poco chiari perché non escludono trivellazioni in loco, di cui esisterebbero prove oggettive e foto fatte dai cittadini. Ma se ciò fosse vero, perché perdere tempo con una commissione politica? Si chieda subito una ispezione delle Forze dell’Ordine, dato che queste attività sarebbero state fatte senza i necessari permessi e al di fuori di ogni accordo di concessione. Invece no, Favia vuole una commissione, che, ci tende a precisare e qui diamogli atto della sua correttezza, sarebbe a costo zero, perché consisterebbe in una serie di audizioni di tecnici. Lodevole, ma non si capisce a cosa servirebbe, visto che i tecnici non potranno che confermare quanto han già scritto nei documenti, e, senza ispezioni in loco e senza riscontri oggettivi di Vigili del Fuoco, Carabinieri o altro non si potrà comunque contestarli. Quindi?

Favia ribadisce poi che gli eventi di bassa sismicità possono essere correlati al terremoto. Ma anche qua vorremmo qualche dato. Ci sono stati piccoli terremoti nelle zone colpite e in contemporanea con estrazioni dal sottosuolo? Quando? Quanti?

Favia parrebbe dire di sì, ma non fornisce dati, in compenso si lancia in una affermazione curiosa: «Gli avvenimenti legati all’attività antropica possono solo spostare di qualche anno l’accadimento del terremoto». Ecco, qua io ho un problema di logica di base: visto che al momento attuale non siamo in grado di prevedere la “data” in cui “deve” avvenire un terremoto, come diavolo possiamo capire, con delle audizioni, se determinate attività umane anticipano il suo verificarsi? Visto che non ho idea di quando X avverrà, come posso scoprire se la variabile Y, se messa in pratica, lo fa avvenire prima o dopo? Gradirei che Favia me lo spiegasse, perché giuro che mi sfugge.

Scopro poi, sempre dalle parole di Favia, che l’Emilia è come l’Arabia Saudita. Infatti, dice, ci sono ben 500 concessioni legate ad attività estrattive del sottosuolo. Già, ma presumo che sotto questa dicitura si possano trovare tipologie ben diverse (per esempio, anche una cava di argilla è una attività estrattiva: quindi anche quella è una possibile causa di scosse telluriche?). Sono tutte e 500 legate alla ricerca di idrocarburi nel sottosuolo profondo? Perché da come ne parla Favia pare di sì, e l’Emilia, a nostra insaputa, è trivellata da «I Texani, i Canadesi le multinazionali [venuti per]per prendersi le risorse del sottosuolo… senza contare che raffinare il loco Petrolio eccetera eccetera ha delle controindicazioni gravissime».Ok, ma raffinare il petrolio (portato da altri luoghi e in superficie) può scatenare terremoti? Perché se si tratta di un rischio ambientale generico, che esiste, non si capisce perché debba essere trattato in una commissione come quella chiesta da Favia, visto che commissioni o gruppi di lavoro “grandi rischi” o “rischi ambientali” dovrebbero essere già presenti, o a livello regionale o ministeriale, e aver peraltro esaminato tutta la documentazione relativa agli impianti. Favia ha chiesto lumi a queste commissioni qua prima di richiederne una nuova? E se sì, che cosa gli hanno risposto? Perché fare queste cose sarebbe proprio il lavoro specifico di un politico eletto, visto che il cittadino semplice non ha il tempo o la possibilità di farlo.

Favia, invece, se la prende con gli “idioti” che hanno preso in giro il suo lavoro e quello del M5S: «A me dispiace solo che questi pseudo politici o pseudo giornalisti non abbiano letto la nostra richiesta di commissione».

No, veramente l’abbiamo letta e scrupolosamente vivisezionata, come dimostra questo post. E’ per questo che, non da pseudo politici e giornalisti ma da semplici blogger e cittadini, siamo un po’ perplessi.

P.S: Onde evitare possibili flame: se Favia fosse stato di un altro partito, questo post sarebbe stato scritto uguale uguale. E non ho nulla di personale contro Favia. Però un paio di verifiche più approfondite le farei, prima di proporre altre commissioni.

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16 pensieri su “Terremoti e Movimento 5 stelle. Qualche perplessità sulle richieste di commissioni di approfondimento in Emilia

  1. Perfettamente d’accordo. Però aspettati gli adepti della setta che verranno a dirti che hai stravolto le sue parole. E poi, lasciamoli lavorare e sbagliare per una ventina d’anni prima di giudicarli

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  2. io di solito non sono una che crede ai complotti demoplutogiudaicomassonici – per intenderci, non vado in giro ad avvertire la gente delle scie chimiche e robe varie. Però, dato che un mese fa mi sentivo continuamente la sedia ballare sotto il sedere, e dato che ho vissuto tutto in prima persona, quando ho sentito parlare di questo fracking e delle trivellazioni mi sono cominciate un po’ a girare le scatole. Lo ammetto: quando ho visto che tutto crollava attorno a me, mi riusciva difficile non poter dare la colpa a nessuno. Sapere che obiettivamente qui in Emilia vengono fatte delle trivellazioni (e sì, i permessi adesso ce li hanno delle aziende americane grazie a Regione e Governo), e molte, e soprattutto non controllate – non si sa se il fracking venga usato o no -, sapere che queste trivellazioni potrebbero anche solo remotamente “risvegliare” una faglia già potenzialmente a rischio naturale (anche se dalle elementari ci hanno sempre insegnato il contrario) per il movimento degli Appennini… ecco, sapere tutte queste cose ha un po’ incanalato la rabbia e la frustrazione che il terremoto ci ha regalato. Non c’è nessuna certezza che i metodi rischiosi vengano utilizzati, né l’attività umana abbia effettivamente causato/ampliato il sisma, eppure tutta questa storia mi ha fatto venir voglia di informarmi, di saperne di più.
    (Ok, mi rendo conto di aver scritto una serie di cose confuse e non ho nemmeno menzionato la commissione di Favia che era il topic principale. Chiedo perdono.)

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  3. sapere che queste trivellazioni potrebbero anche solo remotamente “risvegliare” una faglia già potenzialmente a rischio naturale

    Sono incuriosito. Potresti citarmi o inviarmi una pubblicazione scientifica dove parlano di questi legami di terremoti col fracking? Grazie

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  4. @LadyLindy: No, ma io sono favorevole ad ogni tipo di approfondimento. Solo mi pare che se ci sono davvero dubbi che ci siano state trivellazioni abusive, per esempio, una commissione politica non serva ad una cippa: si chiedono controlli delle forze dell’ordine e si raccolgono dati “spendibili” per chiedere che siano bloccate (anche se magari non c’entrano con il terremoto). Una commissione come questa mi pare “brevi cenni sull’universo”. Si chiede per far contenti gli elettori e dire che si è fatto qualcosa, ma senza alcuna ricaduta pratica se non far perdere tempo a tutti.

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  5. @galatea già, sono d’accordo: ovviamente la commissione ha finalità politiche ed elettorali. Infatti qui per sapere veramente qualcosa, sia che le ricerche diano esito positivo o negativo, bisogna arrangiarsi.

    @rccs la maggioranza degli studi sul fracking è stata svolta negli Stati Uniti, perché là hanno già avuto casi del genere (in Ohio e Virginia). Anche lì, alcuni studi danno per certo il collegamento fracking-sisma, altri invece lo danno come “possibile” ma ancora da confermare. In questo articolo della canadese CBC news di aprile [ http://www.cbc.ca/news/technology/story/2012/04/17/environment-fracking-earthquake-studies.html ] vengono citati due studi scientifici, dell’ U.S. Geological Survey (autore: Bill Ellsworth) e di una commissione governativa del Regno Unito. Questi studi si concentrano in particolare sull’ iniezione di grandi quantità d’acqua nel terreno. Ma di relazioni scientifiche sul tema, nelle nazioni anglosassoni, se ne trovano tantissime… peccato siano contraddittorie.

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  6. Si vogliono fare le cose per bene?

    Si organizza una conferenza scientifica in merito, aperta al pubblico ma a pagamento (di solito sono molto costose, per rientrare delle spese, ed evitare la presenza di cazzari immondi).

    Si contatta qualche luminare italiano e non per l’organizzazione, si annuncia il tema, la deadline di presentazione per gli abstract, e poi la commissione scientifica assegna poster, talk, magari propone qualche invited talk o rigetta qualche proposta impresentabile.

    Certo, è una cosa che costa, e che è poi ‘difficile’ da capire, come ogni conferenze scientifica di livello, ma che ha più senso di tutto il resto.

    Finito un talk non sarà un imbecille a sollevare dubbi, ma qualcuno che sa di cosa si sta parlando.

    Ad Atene, noi facciamo così.

    Ciao!

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  7. Galatea, il fracking può provocare attività sismica indotta. Lo dimostrano alcuni studi americani pubblicati di recente e riportati da enti governativi USA. Un collega di Reggio mi diceva, l’altro giorno, che prima del terremoto c’erano nella zona di Modena delle trivelle di una ditta americana che poi, dopo il terremoto, sono sparite. Il problema non è la trivellazione in sé, visto che viene fatta da decenni in Italia, fin dai tempi di Mattei, ma la reiniezione in profondità nel terreno di acque di scarto dell’idrofratturazione delle rocce, che può movimentare faglie silenti. Anche i fanghi che sono affiorati dal terreno dopo il terremoto farebbero sospettare un’attività di quel tipo in zona.
    A questo punto un’inchiesta, come quella aperta dalla magistratura, è doverosa, per confermare o smentire i sospetti che in quella zona sia stata praticata, magari abusivamente, un’attività che si è dimostrato essere in grado di indurre terremoti, anche di discreta intensità. Non è sempre tutto complottismo a questo mondo.

    http://www.ilfattoquotidiano.it%2F2012%2F06%2F05%2Fterremoto-la-procura-apre-unindagine-su-possibili-trivellazioni-abusive%2F253463%2F&h=rAQEQ68yKAQFKeOc2dydtzWD374q1gGJRXmcxsTVMrb_NqA&enc=AZP_hZoDKNDD8CxUOhDOQ-6wqzCstqkGBhvkLaunRN9qXCfO84XjtYUJrLwsqjtAmEQa31MdV6X7r543YuSzwfJT

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  8. @lameduck: eh, infatti qui l’inchiesta la apre la procura, proprio perché sono ravvisabili estremi di reato e violazioni dei permessi, Lame. Ma una commissione politica in cui i tecnici ti vengono a ribadire quanto hanno scritto nei loro rapporti (magari falsi, pure, ma senza indagini e nuovi dati non contestabili) a che serve, di grazia?

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  9. Cara Galatea, da attivista 5 stelle, ti assicuro che già il fatto di evitare ulteriori inutili interpellanze e commissioni sulle scie chimiche (che in passato abbondavano), è già un risultato degno di nota, indice che una qualche cultura scientifica è entrata a far parte dell’anima del movimento. Il resto, nello specifico le richieste a proposito del terremoto, servono più che altro a “lisciare il pelo” alla popolazione colpita dal sisma, poichè se anche esistessero correlazioni fra attività umane e la distribuzione statistica dei terremoti, il fatto in se non sarebbe sufficiente a invocare alcun tipo di principio di precauzione, se non essere ancora più prudenti nell’autorizzare attività impattanti, che poi è il reale scopo che secondo me si voleva ottenere. Insomma, si sta cercando un arma in più per combttere la annunciata prolificazione di depositi sotterrnei, inceneritori, rigassificatori, e chi più ne ha più ne metta.

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  10. Comunque il “mistero misterioso” era già oggetto di relazioni rivolte al governo Usa nel 1990; provate a leggere questo bel riassunto:

    http://foodfreedom.files.wordpress.com/2011/11/earthquake-hazard-associated-with-deep-well-injection-report-to-epa-nicholson-wesson-1990.pdf

    Si, le perforazioni causano notoriamente piccoli sismi; lo sappiamo da più di mezzo secolo. La relazione con terremoti di media entità è dibattuta: essendo pochi gli eventi le correlazioni sono ritenute azzardate, attendono verifica. Questa faccenda e’ un complotto solo in Italia, altrove è semplicemente un fatto di natura tecnica.

    No, il terremoto emiliano è un terremoto e basta: mancano in esso tutte le caratteristiche che troviamo abitualmente in uno sciame sismico avente relazione con l’attività antropica.

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  11. (premetto: spero che la terminologia sia giusta, non sono un geologo e vado a memoria, sperando che sia buona 🙂 )

    @fausto grazie al cielo qualcuno distingue che si parla di diversi fenomeni: la microsismicità, (diciamo grezzamente “di cavita”) degli interventi antropici e la macrosismicità, (altrettanto grezzamente “di faglia”) dei terremoti come quello emiliano sono abbastanza ben distinte… e oltretutto queste due categorie non esauriscono minimamente il campo!

    Sì, delle correlazioni con terremoti più grossi non se ne sa abbastanza da poterle confermare ma neanche da poterle escludere al 100%… però si sa, per esempio, che i terremoti causati dalla liberazione di potenziali elastici (che se ben ricordo costituiscono la quasi totalità dei terremoti catastrofici, perlomeno in Italia), se anche vengono anticipati da cause antropiche (come ipotizzato talvolta) non possono però essere “causati” o “peggiorati” da queste.
    Banalmente, l’energia accumulata è quella, se non si libera ora si libera dopo, e non c’è niente che induca a pensare che dopo sia meglio… qualche decennio fa avevo letto studi che ipotizzavano addirittura un effetto benefico nel frammentare in tanti piccoli sismi un potenziale che liberato in colpo solo causerebbe disastri peggiori… ma per quanto ne so, sono ancora congetture quanto quelle opposte.

    Quanto alla passione italiana per i complotti, beh, quello per me è un mistero assolutamente più imperscrutabile dei fenomeni sismici. 🙂

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  12. “….studi che ipotizzavano addirittura un effetto benefico nel frammentare in tanti piccoli sismi un potenziale che liberato in colpo solo causerebbe disastri peggiori…”

    Finalmente qualcuno che se ne ricorda! E’ questo il nocciolo: se anticipo la data di un sisma, diminuisco il danno. Spezzare un grande evento in tanti piccoli eventi sarebbe la panacea per la sismicità.

    Sarebbe: perché in realtà ci si rese conto già negli anni 60 – 70 che non era praticamente possibile ottenere i risultati sperati. L’indizione di sismicità tramite variazioni di pressione può produrre migliaia di eventi di grado 2 e 3; i gradi 4 e 5 sono sporadici, e non si sa se effettivamente li possiamo scatenare noi.

    Dato che passare da Mw 2 a 4 implica un incremento in energia liberata di un fattore 1000, se ne deduce che impiegando sismi di grado 3 per “ammorbidire” un potenziale evento di grado 7 dovremmo scatenare un milione di mini eventi. Decisamente inutile, dato che richiederebbe tempi estremamente grandi…..

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