La delusione dell’Orient Express

E’ sera. Il sole tramonta sul Ponte della Libertà, immergendosi nella laguna. Un treno percorre i binari. E’ l’Orient Express. Esiste ancora. Vagoni in stile Belle Epoque, di un blu scuro molto chic con le lettere dorate che contrassegnano ogni carrozza, le tendine alla finestra in cotone bianco, i predellini liberty alla fine del vagone.

E’ un sogno, l’Orient Express, un sogno uscito dal passato: ti immagini al suo interno contesse russe con veletta e manicotto di zibellino in fuga dalla Rivoluzione, stilossissimi ufficiali inglesi di ritorno dalle colonie, Mate Hari e Belle Othero, spie interazionali che vogliono sottrarre segreti al Kaiser o all’imperatrice Vittoria, lasciandosi dietro educatissimi cadaveri di cui Poirot cercherà l’assassino.

Ti immagini tutto questo, un flash che mischia insieme ricordi letterari, fotogrammi di film, fantasie di antiche copertine di libri. Poi guardi e da uno dei finestrini si affaccia un tizio grassoccio, a torso nudo, in mutande, che tracanna una coca cola direttamente dal collo della bottiglia di plastica.

Siamo un’epoca che uccide la poesia, mannaggia.

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7 pensieri su “La delusione dell’Orient Express

  1. La vita è amara, a volte, Galatea ! Non c’è spazio per la poesia.

    Io all’ Orient Express ci passo vicino tante mattine, al deposito, e sento gli odori della cucina, e fa venire l’acquolina in bocca, ecco perchè poi hanno la panza !!!

    Anonimo SQ

  2. non ho mai preso l’ Orient Express ma ultimamente ho dovuto prendere un treno da Dacca a Mymensing che sta sulle rive del Brahmaputra e ti assicuro che è sta più di una avventura .Solo 120 Km per una durata di 3h e 1/2 con i passeggeri non paganti sistemati sul tetto dei vagoni….

  3. O.T.
    @–>Galatea
    Hai letto del nostro conterraneo – Vittorio Bisso - che, ammalato di sclerosi laterale amiotrofica, è andato in Svizzera per un’eutanasia assistita?
    Ti sembra giusto che una persona debba andare a morire all’estero [e perché può permetterselo in termini economici] solo perché a Roma una specie di Mago Othelma, sulla base del principio che la vita appartiene a un non meglio identificato “dio”, col ricatto rivolto a tutte le forze politiche, impedisce che ciascuno di noi possa autoderminarsi in questo tipo di scelte?
    Lo so che è un argomento poco consono al periodo e al solleone, però ritengo che un fatto così grave non debba passare sotto quel silenzio che le organizzazioni criminali cattoliche gradirebbero.
    Scusami per lo sfogo.

  4. io da bambina, sognavo di farci il viaggio di nozze sull’Orient Express. quando si è bambini si può. sognare, intendo.

  5. Sarà un vizio (o una virtù?), ma anche qui sottoscrivo quanto detto da Diego.
    Sento un brivido, nè caldo nè freddo ma come di melma che ti scorre addosso in rivoli.

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