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Quindi ti fai prendere dalla dolce soffoco dell’estate, perché il bello del caldo è quel suo essere un grande alibi per le nostre immutabili pigrizie: tutte quelle cose che in altre stagioni devi fare, in estate no, si perdono o si dilatano, perché fa caldo.

E’ questo scivolamento nel nulla, l’estate: non gli impegni che si diradano, ma il loro sfaldarsi pian piano, evaporare come il sudore, l’avere il respiro lungo, comprendere che nulla è così necessario o così impellente e doveroso. E’ il tempo in cui il tempo rientra nella dimensione giusta, più lenta ed umana, e tu puoi perderlo a guardare il sole, il mare, le nuvole all’orizzonte, fermarti a non fare nulla con il giusto ritmo per farlo.

Poi passa, eh.

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