Il caldo, i piani segreti di Berlusconi, gli stracci che volano e le battaglie fra Renzi, Espresso e Pd

Ieri, nel caldo africano di Scipione, non avendo di meglio da fare mi sono divertita come una pazza a seguire l’ultima polemica politico-giornalistico-twittarola italica, scatenatasi fra web e carta stampata come quel temporale estivo di cui tutti sentiamo la mancanza e che ahinoi non arriva.

L’Espresso ha pubblicato infatti un documento, definito “segreto”, stilato dai consiglieri di  Berlusconi, in cui si prospettava un piano per far diventale Premier l’attuale sindaco piddino di Firenze, Matteo Renzi, giovane rottamatore di belle speranze e finora poco altro. In cambio dell’appoggio, il Renzi avrebbe dovuto in qualche modo appoggiare un condono tombale di tutti i guai giudiziari di Silvio e magari anche l’eventuale scalata al Quirinale da parte del Cavaliere.

Già a leggerla una roba del genere sembra più la trama del nono Harry Potter, e in un paese normale le reazioni suscitate da un piano cervellotico simile sarebbero state una convulsa ed inestinguibile serie di risate, in primis degli elettori di entrambi gli schieramenti, subito seguite dalla feroce ironia di cronisti e notasti politici, che avrebbero sottolineato la débâcle totale e definitiva del Pdl, costretto a fare quello che ha sempre rimproverato al Pd, cioè andarsi a cercare un leader nuovo e presentabile fra le file dell’avversario: insomma, un po’ come se i consiglieri di Ratzinger suggerissero un piano per rilanciare l’immagine della chiesa che prevedesse l’ascesa al soglio pontificio come prossimo papa di Oddifredi.

Ma siamo in Italia, e la logica non è il nostro forte, o non saremmo presi come siamo, mentre la caciara sì. Per cui mentre dal Pdl non volava una mosca a commentare (solo in tarda serata Diego Volpe Pasini, ideatore del progetto, si è affrettato a dire che si trattava di una ipotesi tutta sua, che ha presentato sì a Berlusconi ma neanche s’è capito se Silvio l’abbia presa in considerazione, insomma, un esercizio di retorica sotto l’ombrellone), nel Pd sono cominciati a volare stracci tramite Twitter.

Matteo Renzi, tanto per cominciare, invece di liquidare il tutto con una battuta toscana, tipo “Ammazza quanto sono ganzo, Berlusconi è innamorato di me e manco lo sapevo! Allora quando m’ha invitato a pranzo era per provarci!”, ha iniziato a tuonare contro l’Espresso, smentendo di essere a conoscenza del piano berlusconiano. Cosa di cui, a onor del vero, nessuno lo aveva mai accusato. Subito la polemica si è allargata a Luca Sofri, disgustato perché l’Espresso aveva pubblicato il dossier, a suo parere per una scaltra manovra politica volta a danneggiare il Renzi, e orchestrata dai soliti “poteri forti” di cui il giornale suddetto non si capisce mai bene se sia l’ispiratore o il braccio armato.

Sentendosi chiamato in causa, a rispondere con ferocia è stato Alessandro Gilioli di Piovono Rane, il quale, da giornalista – e qua è difficile dargli torto – ha fatto notare che pubblicare un dossier segreto quando ne vieni in possesso è l’abc del mestiere, perché, almeno tecnicamente, questo il giornalista dovrebbe fare: dare notizie in esclusiva al suo pubblico; mentre tenere nel cassetto un dossier segreto perché la sua pubblicazione potrebbe rischiare di danneggiare, anche latamente, un politico (di qualsiasi schieramento) non è giornalismo, è una cosa per cui si potrebbero trovare tanti nomi, molti dei quali poco lusinghieri.

A questo punto si è aperta una battaglia di tweet e retweet, risposte piccate e repliche velenose, che probabilmente è ancora in corso in qualche angolo del web e sta già virando verso le paludi del complotto templare e della supercazzola prematurata di antaniana memoria.

Intanto noi cittadini ed elettori, nonché utenti di Twitter, in tutto questo ridiamo e ringraziamo: perché, con il caldo africano che fa, quando la gente fa volare tanti stracci, anche senza senso, almeno fanno un po’ l’effetto ventilatore, e sotto l’ombrellone tanto basta.

P.S. Sì, se volevo essere figa invece di mettere i link facevo uno Storyfy, lo so. Ma fa caldo, beccatevi solo questo.

11 pensieri su “Il caldo, i piani segreti di Berlusconi, gli stracci che volano e le battaglie fra Renzi, Espresso e Pd

  1. @dylan: guarda che se segui la discussione linkata su Twitter c’è tutto il botta e risposta fra i due. A me non interessa controbattere Sofri. Sinceramente mi pare un bel caso di polemica sul nulla.

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  2. Io sono convinto che tutto è vero e L’Esspresso vuole che si brucia questo piano.
    Forse perche la politica mi sembra come Grande Frattello, GF prima repubblica,GF seconda repubblica e cosi via.

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  3. “insomma, un po’ come se i consiglieri di Ratzinger suggerissero un piano per rilanciare l’immagine della chiesa che prevedesse l’ascesa al soglio pontificio come prossimo papa di Oddifredi.”

    un’ottima idea: mi permetti di raffinarla un po’? te ne lascio comunque la maternità:

    renzi papa

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