Voi ve lo ricordate Lorenzo?

Ho passato gli ultimi due giorni a rispondere a commenti irati sul mio post riguardante la necessità di bocciare (ogni tanto, e quando è necessario) qualche alunno a scuola, perché continuare a mandare avanti ragazzi che non hanno raggiunto nemmeno il minimo né imparato una sola nozione fra le tante che servono non è voler loro bene, è condannarli ad una vita infelice mandandoli allo sbaraglio.

Ho cercato di spiegare, ribadire, motivare il mio punto di vita nei modi che mi sembravano più adeguati. Poi, ieri sera, un amico mi ha passato l’ultima puntata di Aniene di Guzzanti, dove quel maledetto geniaccio ha riproposto il personaggio di Lorenzo.

Ve lo ricordate Lorenzo? Era il ragazzo che vent’anni fa doveva fare la maturità (classica), e Serena Dandini si improvvisava sua tutor per ripassare: operazione inutile, perché Lorenzo non sapeva nulla, nemmeno leggere e scrivere, usava parole a caso orecchiate dalla Tv, aveva un unico interesse al mondo, la Roma. Alla fine, però, veniva promosso, perché i professori all’esame – forti del fatto che per legge con gli alunni in difficoltà si può decidere di farli parlare delle loro “esperienze di vita” più che del programma vero e proprio – lo interrogavano sulla formazione della Roma, e passava la maturità con il 60.

Vent’anni dopo Guzzanti riprende Lorenzo, che ora è adulto, e padre single di un figlio (laziale): lo ritrae fuori da un supermercato, nel fine settimana in cui ha la custodia del figliolo. Lorenzo non ha un lavoro fisso, vive di espedienti grazie all’aiuto della mamma pensionata, e il figlio lo prende in giro perché, quando deve aiutarlo a fare i compiti, «Nun sa legge’, nu sa ‘n cazzo, guarda solo le figure!»

Ecco, io ho passato due giorni a spiegare che far passare sempre e comunque tutti evitando loro i “traumi”, senza mai permettere loro di fermarsi un attimo per recuperare le lacune, non è una soluzione né un atto di carità, perché dopo la vita, purtroppo, fa giustizia, e chi non ha competenze diviene un emarginato costretto a vivere di espedienti.

Guzzanti lo ha fatto meglio di me.

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46 pensieri su “Voi ve lo ricordate Lorenzo?

  1. Ma l’ho notata solo io una tremenda decadenza nei personaggi interpretati da Guzzanti? Ho trovato lo sketch su Lorenzo estremamente realistico per essere una parodia. Era un personaggio stanco della vita, e i suoi problemi non erano ispirati al reale, erano veri. Anche il calcio, l’essere romanista, il figlio laziale, non lo interessavano più di tanto perchè ha altro a cui pensare. Anche i monologhi in studio sembrano più uno sfogo che un analisi satirica della situazione. Adoro Guzzanti, ma ho come la sensazione che questo paese lo abbia consumato. (scusa l’out topic)
    g.

  2. Avevo visto il tuo post, sul quale ero d’accordo (mi ero lanciata in una discussione simile nella vita reale, oltre che in quella virtuale, sostenendo – pensa te come sono perfida – che per i motivi che tu dici sarebbe opportuno cambiare drasticamente punto di vista, e riflettere su quanto potrebbe fare bene, ogni tanto, quando è necessario, bocciare alle elementari), ma poi nel fine settimana non sono riuscita a ripassare per commentare a modo. Lo faccio ora. accodandomi a te nel pensare che l’immagine di Lorenzo sia probabilmente la migliore per esprimere il concetto che si potesse trovare. Chissà, tra quanti ridono di gusto vedendo Guzzanti, quanti sono pronti a saltare alla giugulare dell’insegnate che non ha paura di pronunciare la parola “bocciatura”.

  3. L’hai fatto bene anche tu. E chi guarda quel geniaccio di Guzzanti non so se riesce a capire quello che hai spiegato tu qui. Questo mammismo perdonista la fa da padrone comunque.

    Pochi minuti fa ho ricevuto la telefonata della mia preside, che mi diceva che la mamma di X, bocciata, continua a fare storie perchè non l’abbiamo avvisata. Dunque tutte le volte che lei firmava i 3 i 4 e i 5 non veniva avvertita del pericolo della bocciatura. Firmare le insufficienze, firmare il mio avviso scritto riguardante i probabili effetti del basso profitto scolastico, senza venire a parlare con me a scuola, perchè ero io che dovevo telefonarle ed invitarla ad interessarsi della figlia. Della quale lei diceva, a gennaio, quando io già le prospettavo la difficoltà di superare l’anno, che è immatura. Chissà da chi ha preso.

  4. Condivido pienamente le idee di Galatea. Guzzanti è un grande.
    Da studente ho fatto spesso il “Lorenzo” . Ho vissuto anche bei momenti spensierati e felici in quel periodo ma, col senno di poi, rimpiango di non aver sfruttato meglio quello che la scuola e gli insegnanti mi offrivano giorno dopo giorno. Anche per me è arrivata una bocciatura e mi ha fatto bene, mi ha cambiato vita e strada sulle quali mi ero incamminato.
    Ai miei figli raccomando sempre di seguire con entusiasmo tutte le materie perchè nella vita occorre sapere di tutto e i voti e i giudizi servono a valutare quanto si è imparato, se non si deve bocciare nessuno si possono eliminare anche i voti.

  5. Cara Galatea, io sono una di quelle mamme che sono state sempre favorevoli alla bocciatura. Fin dalla quarta elementare ho cercato di convincere gli insegnanti di mio figlio a bocciarlo senza alcun risultato. Mi guardavano con occhi pieni di pietà, a volte di sorpresa, e a volte di indignazione. Io li pregavo, dicevo loro che mio figlio non faceva nulla, non si impegnava nemmeno un minuto nello studio, e avendogli vietato tutto quello che poteva piacergli preferiva star steso sul suo letto a guardare il soffitto. Spiegavo che ero convinta che sbattere contro la realtà della vita, e cioè che nessuno in futuro lo avrebbe premiato se non avesse fatto il suo dovere, gli avrebbe fatto solo bene. Niente da fare. Ora finalmente ce l’abbiamo fatta!!! Dopo in anno di riuniuoni e convocazioni il mio ragazzo non è stato ammesso agli esami di terza media. Ancora vive nel limbo delle vacanze mentre i suoi compagni affrontano le varie prove, chissà, si sentirà anche fortunato per questo: lui ciondola e gli altri si affannano. Ma lo aspetto al varco! A settembre scuola nuova, nuovo gruppo classe compatto e lui, solo.
    Detto questo sono fermamente convinta che nella scuola italiana si insegnino un sacco di fesserie inutili che alla vita non preparano proprio per niente. Nozioni, nozioni, nozioni. Noi siamo arrivati al liceo seza alcuna nozione sulla geometria analitica e siamo sopravvissuti, in compenso eravamo molto più allenati al calcolo di base e ad utilizzarlo in modo logico per risolvere problemi. Sapevamo costruire un pensiero che avesse senso e soprattutto eravamo in grado di esprimerlo in modo più o meno corretto.
    In questo momento mio figlio mi vorrebbe chiedere quale tipo di contratto telefonico ha stipulato sua sorella e non conosce le parole “contratto” e “stipulare” o “sottoscrivere” e mi chiede: “mamma, quella roba che ha fatto mia sorella, tipo che tu mandi tot messaggi, e paghi, si insomma, infiniti messaggi e paghi un tot al mese, quelli che mostrano nelle pubblicità tipo quella della 3 che paghi tipo 10 € e robe del genere… hai capito?”
    Ecco. Ho detto tutto.

  6. Non hai idea di quanto mi batta per affermare gli stessi principi , anche a rischio di duri ed estenuanti diverbi (cosa che non fa bene alla salute…). Purtroppo, tra gran parte dei colleghi, l’argomento è tabù, per le ragioni che hai elencato e altre ancora, una delle quali sta nella fatidica risposta dell’Amministratore Delegato dell’Azienda Scuola: e se li fermiamo, dove li metto ? Nobile motivazione: l’alunno al centro dell’azione educativa, o meglio: il “pacco-bimbo”.Mi sa che l’alunno sta un po’ troppo al centro… come un narciso, di cui la scuola deve essere l’estensione famigliare, prolungando quel non saper dire mai “No”, non saper agire per l’adulto che sarà, che di sicuro non sarà “al centro” della società. Di tutto questo preferiamo lavarcene le mani, perpetuando in lui la convinzione che qualcuno, prima o poi, lo tirerà fuori dai guai, l’insegnamento come atto di carità…. Come sono buoni questi bianchi… Rimettiamo al centro della scuola ciò che è più importante, e che non per forza di cose deve essere spendibile nel contingente, e che non è la welfare-scuola, un sistema che agisce da compensatore per i torti della vita, ma che finisce per prolungarne gli effetti, come ben dimostra il Lorenzo divenuto adulto. E guardate che non sto parlando delle situazioni limite, dei casi che necessitano di attenzioni particolari, né sto facendo l’apologia gratuita della meritocrazia e dell’agonismo sui saperi. Mi rompe ritrovarmi ad esser d’accordo con Renzi, non quello di Crozza, quello sentito ieri sera dalla Gruber… :-)

  7. @giacomocanelli: A me non è parsa decadenza. Mi è parso anzi adeguato alla nuova realtà italiana, molto adeguato. I suoi personaggi non sono più solo parodie, sono specchio della società. Mi è piaciuto tantissimo proprio perché c’era una vena di sottile malinconia che lo contraddistingue dalla volgare ridanciana “comicaggine” alla bagaglino, per dire.

  8. Vivo e lavoro lontano dall’Italia e ho esperienza diretta di scuola americana e sudafricana. In alcune situazioni estremamente disagiate negli Stati Uniti così come in Sud Africa i programmi scolastici vengono appiattiti verso il basso e alla fine del percorso scolastico arrivano ragazzi quasi totalmente inconsapevoli della realtà che li circonda. Alcuni sono anche tecnici decorosi, spesso per corsi specialistici affrontati dopo il diploma, ma non hanno un minimo di cultura generale. Sono incapaci di affrontare una conversazione che vada di poco più in la del risultato del monday night football o semplicemente si allineano alle opinioni espresse in tv dall’anchor man di turno. Durante una discussione sulla politica americana ho detto ad un tizio della Georgia (petroleum engineer) che “chi è disposto a cedere una parte delle sue libertà fondamentali in cambio di una briciola di sicurezza non merita ne le prime ne la seconda”… Mi ha dato del comunista rivoluzionario… Gli ho gentilmente fatto notare che la frase era certamente da ascrivere ad un rivoluzionario, ma non certo comunista, visto che era un aforisma di Benjamin Franklin. Ovviamente non conosceva gli aforismi di uno dei padri della sua patria… e non conosceva neppure il termine aforismi.

  9. @ilmondodigalatea Quello che volevo dire è che la comicità può essere specchio della società, ma deve comunque cercare una distorsione, un riflesso diverso. Lorenzo è reale. Ha problemi normali. Da questo punto di vista si, ti dico, è un interpretazione magistrale della realtà, ma non c’è più lo spazio per ridere. Cosa c’è da ridere di un personaggio che sembra un giovane vecchio? Forse quello che ci vuole dire Guzzanti è che non c’è un cazzo da ridere. Con lui sono d’accordo, ma allo stesso tempo mi duole vederlo così. Chiudo dicendo che non ho mai neanche mosso un muscolo (che potesse in alcun caso essere frainteso come una risata) durante un qualsivoglia sketch del bagaglino. Sarà che vedo Guzzanti come un padre putativo, e vederlo invecchiare con questa malinconia nel cuore, un po’ fa soffrire anche me.

    ps. Lo sketch di rambo descrive molto bene il suo stato d’animo.

  10. @–> Rock Bottom
    “Mi rompe ritrovarmi ad esser d’accordo con Renzi”
    Perché? E’ una cosa disonorevole essere d’accordo con qualcuno per i suoi argomenti, piuttosto che per mero spirito d’appartenenza?
    Non sarebbe ora che, in Italia, la smettessimo d’intendere la politica come tifo da stadio, piuttosto che come scelta ragionata con la quale si cerca di contemperare gli interessi dell’individuo con quelli della società, attribuendo la propria fiducia (sempre revocabile e non certo incondizionata)! a coloro che paiono mirare a detto risultato nella maniera più equilibrata?

  11. Tengo a far notare che Lorenzo e` un *personaggio di fantasia*, e pertanto slegato dal mondo reale.
    Il fatto che una persona porti un *personaggio di fantasia* come prova della bonta` delle proprie tesi fa pensare.

    Io invece, mi permetto di portare a sostegno delle mie tesi alcuni personaggi *reali*:

    Giovanni Rana http://www.youtube.com/watch?v=62Iqc47PBwY
    Cecchi Gori: http://www.youtube.com/watch?v=T8PEPuYJs8Y

    Altri esempi: Vincenzi Biscotti, Veronesi Mangimi, Pollo Amadori, Centomo Mobili..

    Sapere che Briatore si e` diplomato con il minimo dei voti a un instituto tecnico facendo la tesi di diploma su una specie di garage?

    Altro che laureati in lettere e filosofia da 110 e lode che lavorano ai call-center!
    Qui stiamo parlando di signori con i milioni se non miliardi di euro che a malapena sanno parlare l` italiano!

    Gigi

  12. Bravissima Galatea, sono molto d’accordo con te!!!!!

    Aggiungerei che una certa severità (e anche serietà) non ci starebbe male anche nel distinguere le tra meglio preparati e meno assidui, più volenterosi e più superficiali (e a volte più capaci).
    Finiamola di regalare meriti e giudizi, di riformare scuole (e università) e metodi semplificando e avvantaggiando i furbetti e, a volte, sacrificando i meritevoli più ingenui.

  13. Anch’io sono in parte d’accordo, in parte nel senso che occorre valutare caso, o meglio, persona alla volta. Ragazzi bocciati che hanno capito, altri che non riescono perché quello solo riescono a dare. Rimango dubbiosa, anche se questo tipo di prospettiva, mi darà modo di pensare….a come agire al prossimo scrutinio e a questi esami di stato….

  14. La maggior parte della gente che non vede quanto sia pericolosa l’ignoranza dei propri figli perché ha davanti agli occhi clamorosi esempi di successo: personaggi televisivi ignoranti, politici asini, sportivi semianalfabeti. Pensano che anche i loro figli ce la faranno senza la cultura e che arriveranno in alto. La vita, come al solito, li trasformerà in persone infelici e cattive perché a loro non è stata data la possibilità di sfoderare tutto quel grande nulla che hanno dentro.

  15. Ma come fate ad affermare che l’ignoranza rende infelici?
    Certi emeriti ignoranti vi sembrano infelici ? il trota, ad esempio. Tante veline e colleghe. I calciatori… non direi proprio, nella vita si sono realizzati moooolto bene!

    A dispettto di quanto affermavano i romani, la conoscenza produce frustrazione, insoddisfazione, amarezza.

  16. Ma che incredibile tristezza, Gigi!
    Per te ognuno deve essere giudicato esclusivamente per i soldi che riesce a metteere assieme. Non esiste altro metro di giudizio nella vita, forse?
    Non esiste il piacere di leggere un buon libo, e riuscire a capirlo perché la scuola ci ha fornito gli strumenti per farlo? O un’opera teatrale, un museo, un film, una mostra d’arte, e capire, e giudicare, e criticare, perché la scuola ci ha fornito gli strumenti per farlo?
    Per non parlare della politica.
    Di Giovanni Rana mi piacciono i tortellini, parecchio. Di Giovanni Rana persona non è che mi interessi molto, ne di Cecchi Gori, ne di Briatore. Non invidio ne loro ne tanto meno i loro soldi.
    Cheppoi i video che hai indicato confutano loro stessi la tua tesi: Cecchi Gori si lamenta della mancanza di contenuti nella TV: e chi li scrive i programmi, gli analfabeti? Giovanni Rana, per la sua affermazione, proclama l’aiuto indispensabile di Gavino Sanna, che le sue lauree se le è prese, eccome.

  17. @Salazar
    Caro Salazar, mi metti in bocca parole che non ho mai detto.
    Non ho mai detto che *solo* i soldi sono importanti nella vita, dico che *anche* i soldi sono importanti.
    Poi, Giovanni Rana, Amadori, Centomo, etc. non sono persone di successo *solo* perche` hanno fatto i soldi, ma anche e sporattutto perche` hanno creato aziende che danno lavoro a migliaia di persone e contribuiscono alla nostra economia e al nostro benessere.
    Se non provi riconoscimento per quello che hanno fatto, secondo me sbagli.
    Giovanni Rana ha aperto un impero che fattura centinaia di milioni e milioni di persone mangiano i suoi tortellini.
    Io l` ho sentito parlare e, con tutto il rispetto, non credo passerebbe gli esami di terza media.
    E l` impero economico l` ha creato lui, non Sanna.
    E lo stesso dicasi per Centomo, Amadori, etc.
    Io li ammiro per quello che hanno fatto, anche se sono, passatemi il termine, degli “ignoranti”.
    Chi non li ammira dovrebbe prima chiedersi cosa ha fatto lui per gli altri, anche se laureato con 110 e lode.

    Gigi

  18. @gigi: Il problema è che qualche volta, stando alla tua scarsa comprensione dei testi altrui, sorge il sospetto che l’esame di terza media non l’avresti dovuto passare tu. Ignorante non vuol dire stupido. Giovanni Rana e gli altri che citi un esame di terza media probabilmente oggi lo passerebbero con lode: se non sanno bene usare l’Italiano per parlare, evidentemente sanno gestire contabilità, leggere grafici, tenersi aggiornati per dirigere un’azienda. Giovanni Rana è uno che se gli domandi qualcosa sugli ultimi studi di marketing sulle innovazioni introdotte nei ripieni dei tortellini, ti risponde immediatamente: il che vuol dire che ha imparato a scuola come si legge anche un testo “tecnico”. Poi magari parla in veneto, ma questo non vuole dire una cippa.
    Non credo che lo abbiano imparato a naso, o per lo meno non ai livelli a cui serve per gestire aziende di quel tipo: il che vuol dire o che si sono fatti loro una cultura in merito (leggendo e studiando da soli, grazie però a quello che avevano imparato a scuola, perché se uno non sa nemmeno leggere è difficile che possa aggiornarsi) oppure hanno assunto alle loro dipendenze diplomati e laureati di cui si fidano e che curano particolari aspetti della loro azienda che loro non possono seguire in prima persona. Caro Gigi, e piantiamola con la favoletta italica dell’imprenditore che da solo gestisce tutto anche se è ignorante come una zucca: dietro ogni azienda di successo c’è un team, spesso l’imprenditore è tale perché ha l’intelligenza di assumere diplomati e laureati intelligenti. E a questo serve la scuola, a fornirglieli.

  19. Purtroppo qualche “lorenzo” invece diventa ministro della repubblica o insegnante alla Bocconi o tutte e due le cose contemporaneamente

  20. @–>Gigi
    “Sapere che Briatore si e` diplomato con il minimo dei voti a un instituto tecnico facendo la tesi di diploma su una specie di garage?
    Chissà perché, ma non ne avevo il minimo dubbio. :-D
    Ciao Gigi. Guarda che avevo risposto al tuo ultimo commento, nel precedente post, nel caso ti fosse sfuggito.

  21. Cara Galatea… Mi piacerebbe che fosse come dici tu! Sono laureato e specializzato e quando dico che lavoro faccio la gente dice: ” che bel lavoro fai!”. Mi chiamano “dottore”, ma alla mia veneranda età ho dovuto tornare da mammà, la mia macchina ha dodici anni e i miei conoscenti (ignoranti come il tacco) fanno vacanze in periodi di crisi, spendono e spandono anche se non sanno fare un download. Sigh

  22. Secondo me il fatto è che la scuola non forma cervelli, ma offre strumenti che però, se uno si muove nel modo e nell’ambiente adatto, si può talvolta trovare da solo, come ha fatto Giovanni rana ma anche Franklin, se vogliamo. Ho dato un po’ di aiuto a ragazzi che a sedici anni erano più concentrati a cercare di prendere un buon voto piuttosto che ha cercare di capire che cosa desiderare da una vita lavorativa o dalla vita in genere. Sicuramente questi ragazzi diventeranno laureati brillantissimi, ma molto probabilmente lavoreranno, come dice Gigi, in un call-center, a meno che non si chiariscano le idee andando avanti.
    Per quanto riguarda la faccenda delle bocciature, la trovo complicata assai, come ho detto a un ragazzino che aiutavo nei compiti per le vacanze, io credo che la scuola sia più una questione di diplomazia che altro.

    Chiara

  23. Ma perché, lamiacasetta, anche tu come Gigi abbini direttamente la scuola ai soldi, o alla mancanza di soldi nei periodi di crisi?
    La scuola, perlomeno quella dell’obbligo, deve servire a farti ragionare e farti capire le cose, non a farti guadagnare, che a quello ci devi pensare tu, dopo.

  24. Cara Galatea,
    ti rendo la conversazione le forum scoppiettante, ti aggiungo qualche utente in piu` (io) da nazioni che altrimenti mai ti visiterebbero, e tu in cambio mi insulti..
    Proprio vero che la riconoscenza non e` di questo mondo..
    Vabbe`, comunque non mi pare che agli esami di terza media si richiedano la gestione della contabilita` e leggere i grafici.
    Non ai miei tempi, almeno.
    Come lo passa allora il buon Rana l` esame di terza media allora?
    Parlando in veneto rustego ?
    E sono assolutamente d` accordo con te che io l` esame di terza media oggi non lo passerei tanto bene, l` italiano me lo sto scordando perche` non lo parlo mai.
    Pero` prendo circa 4~5 volte lo stipendio di una professoressa (oltre a parlare 3 lingue a parte la mia), e allora chi se ne importa di qualche errore di grammatica..

    Gigi

  25. @gigi: se magari di parlare a vanvera ti informassi sui programmi degli esami di terza media (in matematica, per esempio, ci sono nozioni di contabilità, lettura di grafici per trarre i dati di risoluzione dei problemi, etc) faresti migliori figure quando intervieni. Del resto, visto che uno come te, dotato di una cultura assolutamente superficiale, logica argomentativa scarsa, quasi totale incapacità di comprendere correttamente le obiezioni che gli vengano mosse e ignoranza e cafonaggine così congenita che ritiene un metodo efficace per misurare il suo successo ribadire che prendi uno stipendio triplo del mio, è riuscito a passare le medie evidentemente il sistema era mal tarato anche un tempo. Ciao, e stai bene.

  26. P.s.: a me pareva che la tesina di diploma di Briatore fosse su una stalla…
    State bene; inchino e baciamano alla padrona di casa.
    Ghino La Ganga

  27. p.s. n.2 : a leggere il Gigi, par di capire che, se si ha un gatto attaccato ai coglioni, bisogna ringraziarlo, poichè ci ricorda di averli. Cavoli: è meglio di Confucio.
    State bene; inchino e baciamano alla padrona di casa.
    Ghino La Ganga

  28. Caro @Salazar, forse hai ragione tu. Fatto sta che viviamo in un mondo e in un periodo che questo misura: quanti soldi hai fatto. Posso dire che non lo ritengo valido (e lo penso davvero), ma devi ammettere che non è facile. Poi credo sia vero che la conoscenza e/o la cultura, proprio perché ti fanno capire le cose, ti rendono più triste…

  29. @–>Gigi
    “Pero` prendo circa 4~5 volte lo stipendio di una professoressa (oltre a parlare 3 lingue a parte la mia), e allora chi se ne importa di qualche errore di grammatica..”
    Hai esemplificato magistralmente cosa intendevo dire quando parlavo di “cadute di stile”.
    Neppure a Lino Banfi, quando interpretava “il re dello zampone” con la catena d’oro alla caviglia, era riuscita una performance più efficace.

  30. per Lector:
    a me viene in mente anche il Boldi di ‘Vacanze di Natale ’90’, quando spiega che lui le tessere ‘da soldi’ le ha tutte: visa, american express,diners, bancomat, golf club gallarate, videonoleggio busto arsizio, conad, coop, eccetera.
    State bene; inchino e baciamano alla padrona di casa.
    Ghino La Ganga

  31. @Galatea
    se magari di parlare a vanvera ti informassi sui programmi degli esami di terza media (in matematica, per esempio, ci sono nozioni di contabilità, lettura di grafici per trarre i dati di risoluzione dei problemi, etc) faresti migliori figure quando intervieni.

    -> Ma davvero?
    Seriamente, quando sono uscito io (e stiamo parlando di 25~30 anni fa, mica secoli) a malapena ti insegnavano le parentesi graffe.
    Mi fa` piacere che si sita andando avanti..

    Del resto, visto che uno come te, dotato di una cultura assolutamente superficiale, logica argomentativa scarsa, quasi totale incapacità di comprendere correttamente le obiezioni che gli vengano mosse e ignoranza e cafonaggine così congenita

    -> Lo vedi che mi dai ragione?
    Se anche uno zappatore come me, senza cultura. incapace di comprendere, etc. puo` inserirsi nel mondo del lavoro con (discreto) successo, allora vuol proprio dire che la cultura che impari a scuola serve a.. A cosa?

    che ritiene un metodo efficace per misurare il suo successo ribadire che prendi uno stipendio triplo del mio,

    -> Non e` il triplo.

    @Lector
    Neppure a Lino Banfi, quando interpretava “il re dello zampone” con la catena d’oro alla caviglia, era riuscita una performance più efficace.

    -> Banfi e` milionario e pieno di soldi.
    Ma sto diventando ripetitivo

    Gigi

  32. @–>Gigi
    Devo dire che verso di te ho una sorta d’inspiegabile trasporto quasi affettivo. La ragione risiede nel fatto che mi ricordi un carissimo amico d’infanzia, talmente pieno di soldi che gli escono perfino dal buco del culo, ma dotato della stessa delicatezza che può avere un elefante in un negozio di porcellane. Con lui avevo e ho tutt’ora un’amicizia di tipo fraterno. Da ragazzi eravamo come il principe e il povero. Ovviamente, non serve neppure precisarlo, il povero ero io. Lui, fino a poco tempo fa, ricopriva un incarico assai elevato in Confindustria. In un intervista, credo su Repubblica, a proposito dei rinnovi contrattuali nel settore metalmeccanico, se ne uscì con questa frase, puntualmente riportata dall’intervistatore “Cosa hanno poi gli operai da lamentarsi? Anch’io m’accontento di girare in 500, anche se è una 500 Mercedes” (segue risata di massimo compiacimento).
    Ancora oggi, quando glielo faccio notare, non riesce ad afferrare che cosa avesse sbagliato.

  33. @Lector
    Dai su, non essere cosi` permaloso con il tuo amico ricco.
    Anche se ha fatto una battuta un po` cosi` non crocifiggerlo.
    Un po` di spirito !

    Gigi

  34. Mamma mia, come sono permalosi questi poveracci!!
    (si fa per ridere, Sig.ra Galatea, non mi mandi dietro la lavagna)

    Gigi

  35. P.S. Guarda che chi se l’è presa con il mio amico è stato Luca Cordero, che non gli ha più rinnovato l’incarico alla scadenza e gli ha pure tolto l’appoggio nelle elezioni mandamentali alla presidenza di un’importante sede di Unindustria.
    Luca Luca non ha per nulla gradito che venisse denigrato un prodotto di casa Fiat, sul quale peraltro l’azienda ha investito milioni e milioni di euro di battage pubblicitario per presentarlo al pubblico come prodotto “cool”.

  36. Galatea, sono con te su tutto, al 100%.

    e il signor Gigi è il classico esempio di coloro che ritengono che il valore di una persona si misuri solo con gli zeri del proprio stipendio. come disse Fra’ Cristoforo “Verrà un giorno…”

  37. @laura: “dicevo loro che mio figlio non faceva nulla, non si impegnava nemmeno un minuto nello studio, e avendogli vietato tutto quello che poteva piacergli preferiva star steso sul suo letto a guardare il soffitto”

    In quarta elementare.
    Io ce l’ho e ce l’ho avuta, prole in quarta elementare. Se non si impegnano nello studio, non mi metto lì a vietargli tutto quel che si può. Cerco di capire cosa c’è che non va, di trovare il modo di interessarli.

    “Ma lo aspetto al varco! A settembre scuola nuova, nuovo gruppo classe compatto e lui, solo.”

    Suoni tale e quale mia madre quando io avevo quell’età. Per fortuna che ognuno educa i suoi, di figli.

    PS “nella scuola italiana si insegnino un sacco di fesserie inutili che alla vita non preparano proprio per niente. Nozioni, nozioni, nozioni. Noi siamo arrivati al liceo senza alcuna nozione sulla geometria analitica”

    Che la geometria analitica non sia considerata un’idea fondamentale per lo sviluppo della scienza e tecnica moderne ma un coacervo di nozioni da imparare (e/o di fesserie inutili per chi al liceo non ci va) la dice lunga su come funziona la scuola in Italia.

  38. @Lanoisette
    Lei non ha letto o, piu` probabilmente, non ha capito quello che ho scritto.
    E cosi` mi mette in bocca cose che non ho ne` detto ne` pensato.
    Pazienza.

    Gigi

  39. Buon Lector
    Se si e` mosso Luca Cordero per mandarlo via doveva essere un pezzo grosso davvero.
    Ma tu, con un amico cosi`, non sei riuscito a farti a dare una spintarella per trovarti un posto all` interno di Confindustria?
    Possibile che hai imparato a scuola la data di morte di Traiano e non come farti strada nella vita?
    Ti devo insegnare queste cose io che, come dice giustamente la padrona di casa, sono uno zappatore ignorante che non passerebbe gli esami di terza media?

    Gigi

    Nota
    Ovviamente si fa per ridere, neh? :)

  40. @–>Gigi
    E’ il presidente di Confindustria che “promuove” i vari delegati nazionali, a qualsiasi grado, assegnando loro gli incarichi (delegato ai rapporti col sindacato, delegato alle relazioni con le istituzioni, ecc. ecc.) anche se questo viene poi formalizzato da elezioni o designazioni delle sedi mandamentali. In Confindustria trovi di tutto, dall’amministratore di una multinazionale con filiali in tutto il mondo, al piccolo imprenditore veneto – poco più d’un artigiano – che ha solo voglia di mettersi in mostra. Normalmente, chi si accolla gli incarichi più fastidiosi sono quest’ultimi, come nel caso del mio amico. Lui ha avuto la sua occasione e l’ha persa, proprio per il suo brutto vizio di “farla fuori dal vaso”, tanto per usare un’orribile ma efficace espressione delle mie parti.
    P.S. Non so a memoria la data di morte di Traiano, purtroppo.
    In ogni caso, mai letto “‘A livella”, del grandissimo Totò?

  41. Mah, il problema è che raramente ho visto alunni recuperare, grazie alla bocciatura, competenze e conoscenze che non avevano acquisito. Qualcuno sì, per carità, ma comunque una minoranza molto ristretta. Ho visto spesso invece alunni bocciati, nella quasi totalità figli di immigrati o disgraziati, intraprendere un percorso che li ha allontanati dalla scuola. Voglio essere chiaro, anch’io boccio, e parecchio, spesso non posso fare altro. La scuola però dovrebbe metterci a disposizione strumenti efficaci per evitarlo. Grazie per Lorenzo, andrò a caccia dei suoi video adulti.

  42. Carissima Galatea, ti conosco da un po’ di tempo, ma per timidezza e ritrosia non avevo mai scritto nulla sui tuoi bellissimi pezzi, ma a Lorenzo NON HO RESISTITO!!!
    Avendo ormai una certa età, Lorenzo non solo lo ricordo benissimo, ma continua ad essere citato nelle conversazioni mie e di mio marito – anche lui ormai in età – come esempio di perfetta classe e stile di certa romanità, che si atteggia a caput mundi ma non riesce a fare a meno degli irresistibili grugniti propri di Lorenzo: i suoi ‘EM’BEH, MA DDECHE AHO’ non si possono dimenticare! Guzzanti era ed è straordinario in questo come in tanto altro (giusto per restare a Roma, come tralasciare la mitica parodia rutelliana?).
    Quanto al tema della bocciatura e di tutte le saggezze che scrivi, la sottoscritta è reduce da due giorni di esami orali di terza media: non voglio tediare nessuno con considerazioni didattico-educative e giustificazioni varie, ma credo che sarebbe giusto che prima di esprimere qualsiasi giudizio sulla scuola, uno dovrebbe almeno provare a capire cosa vuol dire stare in una classe con 25 ragazzini di 11, 12 o 13 anni. Se qualcuno vuole, gli presto le mie classi, una delle tre, o due, o tutte magari, per una settimana, magari a gennaio – febbraio o a maggio – giugno, periodi noti per attività ricreative per noi insegnanti quali compiti, interrogazioni, relazioni finali, scrutini e prescrutini, collegi docenti e varie amenità…
    Baci a tutti e scusate se sono stata noiosa, ma ero un pochino emozionata…

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