La soppressa e la felicità

In fondo, il segreto nella vita sta nel saper godere di quello che si ha. Per esempio, la mattina che sei di sorveglianza agli scritti di Italiano, ringraziare il cielo che hai Flipboard sull’ipad per passare il tempo.
Poi uscire dall’aula, farsi accarezzare dal sole, sedersi al tavolino del baretto da camionisti fuori dalla scuola, con i tavolini sghembi ed i pensionati parcheggiati da tempo immemorabile davanti al loro eterno bicchiere di vino bianco, gli operi rumeni che entrano ed escono e le ragazze cinesi del centro massaggi dietro l’angolo che si siedono, per qualche minuto, di tanto in tanto, per la pausa. Entrare, informarsi se è arrivato il pane fresco e la soppressa con l’aglio, quella buona buona, che il gestore mette via per i più affezionati clienti, ordinarsi un panino zeppo zeppo di quella meraviglia, fregandosene altamente dei trigliceridi e di tutte le scalmane salutiste, e mangiarselo tutto, in santa pace, godendosi ogni singolo boccone come un privilegio.
Ci vuole poco, ad essere felici, in fondo.
Basta la soppressa.

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20 pensieri su “La soppressa e la felicità

  1. mi scusi il commento pedante,ma cosa si è portata a fare l’ipad se era di sorveglianza ai ragazzini?

  2. mauro, hai mai fatto un compito di italiano? Perché quando li facevo io “fare sorveglianza agli scritti” voleva dire evitare che ci passassimo i temi o ce li dettassimo, cosa che da fare per le quattro ore di un esame è, a dir poco, una palla…per cui avere il giornale dietro, o un libro, (o il suo equivalente elettronico) è sopravvivenza…ché basta alzare il naso quando senti troppo movimento…

  3. lorenzo,ho sempre pensato che fare i temi a scuola fosse un modo per far vedere quanto ero bravo,non quanto fossi capace di passare compiti.
    cosi’ come credo che la responsabilità di controllare sia si pesante ma un dovere
    senza scorciatoie.

  4. @lector

    Può essere, può essere. “Chi vuol esser lieto sia, del diman non v’è certezza”

    Anonimo SQ

  5. complimenti per la foto, da profano dico che é pura poesia, l’occhio rimane incantato nel guardare la forma perfetta della soppressa dentro il panino, anche questa é arte.

  6. Dai, è una specie di salame a pezzi grossolani però meno stagionato e perciò + tenero. Diciamo un ca 10 cm di diametro. Si taglia a coltello e a fette grosse, che si spellano e poi quasi si “spalmano” sul pane.
    Epico : “pan biscoto, sopressa e un goto de clinto…”. (altro che prosecchino: è da fighette, in questo contesto).

    Anonimo SQ

    PS vabbè, accettiamo anche merlot o cabernet !

  7. @ lector

    Giusto !
    Ho tentato disperatamente di ricordarmi quel nome di rosso, ma ieri sera non mi veniva. Mi veniva Maalbeck, che comunque, tanto sbagliato non sarebbe… almeno a gusto mio (per me quasi ogni rosso va comunque bene ! (anche una Bonarda, per dire))

    Anonimo SQ

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