Delle valigie che non so fare

Lo so. Non ditemelo, lo so. io e i viaggi non abbiamo un buon rapporto. Nel senso che a me piace vedere i posti nuovi, ma detesto arrivarci, perché qualsiasi cosa si muova mi dà ansia: i treni, le macchine, i bus. Non riesco a godermi i viaggi perché sono sempre preoccupata di aver dimenticato qualcosa, di aver perso qualcosa, di non trovare i biglietti o le coincidenze, di perdermi nelle stazioni, di sbagliare il vagone o il treno o la direzione stessa, perché sono distratta e goffa, e quindi controllo, ricontrollo, poi mi viene il dubbio di aver sbagliato a controllare e allora ricontrollo di nuovo. Non faccio valigie, mi porto dietro il carapace come i paguri. Comincio con il dire che devo mettere dentro niente, ma poi il niente si trasforma in tutto, perché per tre giorni sei magliette se c’è caldo sono poche, e se c’è più fresco bisogna portare anche i golfini, e poi i jeans e poi le scarpe, e poi si arriva ai trucchi, e allora comincio col dire mi porto solo una matita per occhi, che poi diventano tre perché devono essere coordinate con i colori delle magliette, e poi gli ombretti, e poi il primer perché sennò l’ombretto dura una cippa, e poi la crema idratante perché non ho più l’età per stare senza, e due giorni senza crema idratante paio incartapecorita come la vecchia di spade. E poi guardo tutta quella roba che ho tirato fuori e dico: «Azz, ma sono solo due giorni!» e allora provo a togliere qualcosa, ma finisce che mi ricordo qualcos’altro, e i libri e il cellulare, e l’iPad e i caricatori. E alla fine butto dentro talmente tanta roba che so che quando arriverò non troverò nulla, e smadonnerò per un’ora per recuperare quello che mi serve davvero. Ma in realtà io non faccio le valigie per portarmi dietro le cose, le faccio per rassicurarmi che dovunque vada mi porto dietro il piccolo mondo mio. Siamo così, noi ansiosi. Magari ci bastasse una coperta di Linus. Abbiamo bisogno di un intero armadio.

7 pensieri su “Delle valigie che non so fare

  1. Viaggiare leggeri è un problema per molti, tranquilla Galatea… conosco persone che partono per un week end e si portano via un valigione di roba che io userei per traslocare!
    intanto alleggerisciti dei libri: ci sono gli ebook, non danno la stessa soddisfazione, ma sono un po’ più pratici!

    Mi piace

  2. Ti capisco: chiunque ti capisce. Una tecnica per la valigia è pensare che te la dovrai trascinare dietro, sollevarla per fare le scale (che non mancheranno mai), farla entrare nel bagno con te. Una tecnica per l’ansia è pensare che le uniche cose veramente necessarie sono i documenti, i biglietti (se viaggi con vettori antichi), lo smartphone col caricatore, un po’ di contanti, le carte di credito e un foglietto con su scritto a cosa sei allergica. Tutto il resto (anche lo spazzolino e il dentifricio, anche gli assorbenti) si procurano

    Mi piace

  3. Tre giorni: tre cambi di intimo; spazzolino da denti, dentrificio e filo interdentale; pigiama o channel n° 5 a seconda di chi t’accompagna; scarpe da ginnastica, jeans e camicia o maglietta di ricambio; la giacca la tieni addosso se fa freddo e te la togli se fa caldo; ombrellino da borsetta. Se ti serve altro, te lo compri in loco, magari dai cinesi che con un euro ti riempi un guardaroba intero, così fai pure girare l’economia.
    Buon viaggio, rilassati e goditi il panorama che il viaggio stesso è la meta.

    Mi piace

  4. se vai all’estero, porta via dei quattrini, non si sa mai che entro agosto c’è il default

    si balla sul titanic, ed è anche giusto andare in vacanza, magari son le ultime che ci si puo’ permettere

    Mi piace

  5. Io ho sempre la lista pronta (incollata in multiple copie, nell’armadio e in bagno ad esempio). Addosso giacca impermeabile (se necessario con l’interno caldo, staccabile). In valigia uno o due cambi di pantaloni, sei magliette, due o tre maglie a maniche lunghe, abbastanza biancheria per max otto giorni. Se sto fuori più a lungo, lavanderia a gettone. Pigiama di seta (prende niente posto e, seddelcaso, fa la sua porca figura)(si lava a mano e asciuga in giornata, alla peggio una notte a Chanel)(alla mia età mi dona più il pigiama che lo Chanel). Scarpe da ginnastica ai piedi e ballerine in valigia.
    La valigia è una sacca leggerissima, i vestiti viaggiano ripiegati in custodie piccole così non si spiegazzano troppo (l’elastan e la seta sono i miei amici).
    Per la toilette, saponettina misura hotel, minishampoo, minibalsamo, minispazzola, tagliaunghie a clip, kit denti da borsetta. Il tutto in una bustina di plastica di quelle da aereo, nella tasca esterna della valigia.
    iPad, cellulare, macchina fotografica, e tutti i caricabatteria del caso (più eventuale sim del paese di destinazione), biglietti, documenti e chiavi stanno nel minizainetto (grande come l’iPad). Ci sta anche un libro tascabile ;).
    Tutto insieme fa circa sette-otto chili, così posso portare indietro qualche acquisto senza uscire dai limiti ryanair.
    Buone vacanze!

    Mi piace

  6. Due trucchi semplici semplici. Il primo, sul dimenticare: niente è essenziale, nemmeno la direzione del tuo viaggio. Controlla di avere portafoglio e cellulare. E poi parti serena.
    Per la valigia, il vero trucco, che pochi sanno, è che va fatta non con anticipo reale, ma con anticipo mentale. Pensa all’idea di valigia che vuoi in maniera programmata. Vedrai che il contenuto si dimezza!

    Mi piace

I commenti sono chiusi.