Tragica fatalità

È evidente che per alcuni imprenditori il concetto di “tragica fatalità” comprende tutti quei disastri che accadono perché tu imprenditore non hai voluto spendere due soldi per adeguarti alle normative di sicurezza antisismiche entrate nel frattempo in vigore.

13 pensieri su “Tragica fatalità

  1. Quoto in pieno le tue parole. Tanta fretta di ricominciare perché al nord non siamo piagnoni….ma per soldi anche noi sacrifichiamo le vite degli altri.

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  2. Non sarà così semplice, Filippo, ma se qualche anno fa è cambiata la classificazione geologica della zona e il rischio sismico, e tu non hai adeguato i capannoni a questo o non hai costruito i nuovi tenendone conto, il loro crollo può essere tragico, ma non è una fatalità.

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  3. Concordo in pieno con il senso del post (se e` come lo intendo).
    Purtroppo e` vero che le autorita` e tutti noi ci accorgiamo di un problema (come quello della sicurezza delle strutture e degli edifici) quando ormai e` troppo tardi.
    E spesso poi, una volta che la tragedia e` passata, si ritorna al tran-tran di sempre.

    Gigi

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  4. Adeguare le costruzioni ad una nuova normativa è difficile, spesso impossibile. Soprattutto se la normativa non prevede un periodo di transizione, sgravi, sconti fiscali, incentivi per la messa a norma. Se tu il martedì compri un’automobile e il mercoledì esce una modifica del codice della strada che dice che le auto per essere più sicure devono avere 5 ruote… cosa fai?

    Il problema vero è che la divisione in zone sismiche ha poco senso. E’ basata su un modello statistico, è un gioco delle probabilità. Sarebbe molto più semplice e molto più saggio stabilire per legge che le nuove costruzioni debbano essere costruite secondo i più moderni criteri antisismici, INDIPENDENTEMENTE DALLA ZONA.

    Per gli edifici esistenti bisogna invece incentivare il consolidamento, anche perchè prevenire è molto più economico che curare.

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  5. Concordo sul senso generale, Galatea, ma credimi… “due soldi” un corno!
    Per adeguare alle più recenti norme antisismiche la mia abitazione privata mi chiedono 250.000 euro (tre volte il valore della casa). Per un capannone grosso si può salire di almeno uno zero, e spesso infatti conviene piuttosto demolire e ricostruire.

    Infine, non che di delinquenti non ce ne siano, ma per esperienza ti posso garantire che buona parte degli imprenditori non ha ne parte ne responsabilità riguardo la costruzione dei capannoni, che spesso vengono comprati dall’impresa costruttrice comprensivi di certificato di collaudo statico… che solo a distanza di anni e alla prova dei fatti si rivela fasullo.

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  6. Leggo spesso i suoi post e, simpatia a parte, concordo su molti suoi giudizi ma in questo caso (e non solo questo) credo che per emettere sentenze occorra avere delle conoscenze specifiche della materia; conoscenze che credo lei, mi permetta, probabilmente non ha e non certo per colpa sua. Come ricordato nei commenti precedenti l’adeguamento alle normative non è né semplice né economico né a volte possibile e questo non solo per gli edifici industriali “vecchi” ma anche per quelli più recenti, per cui non farei di ogni erba un fascio.

    Sempre con molta stima

    Marino

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  7. Prima di condannare gli imprenditori bisognerebbe pensare a quelle realtà in cui il titolare pensando ai suoi operai che magari hanno un mutuo, dei figli e il coniuge in cassa integrazione cercano tutti i modi per dargli uno stipendio a fine mese. Nessuno condanna mai i dipendenti che accusano di essersi fatti al lavoro quando magari si sono slogati il polso facendo i lavoretti di casa nel weekend solo per mettersi in infortunio, senza pensare che per l’azienda saranno un costo. Al mondo ci sono imprenditori disonesti ma per il calcolo delle probabilità molti disonesti lavorano alle dipendenze di imprenditori onesti!

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  8. Poveri imprenditori, che subito dopo un terremoto e con uno sciame sismico in corso obbligano gli operai a tornare al lavoro in fabbrica minacciandoli di licenziamento. Non è mica colpa loro se le legislazioni sono così restrittive!

    http://www.fattidicronaca.it/articolo/terremoto-29-maggio-2012-operai-costretti-a-tornare-al-lavoro-cosi-crollano-i-capannoni/11065/

    http://www.unita.it/italia/il-racconto-degli-operai-br-costretti-a-ritornare-a-lavoro-1.415906

    Anche se in effetti ci si chiede: non ci dovrebbe essere un organismo di controllo (protezione civile) che dice: fermi tutti, aspettate un momento, qui la situazione è così e così e serve prendere queste e queste precauzioni prima di far rientrare la gente in edifici non antisismici? Giusto per non dar tutta la colpa agli imprenditori, non so se mi spiego.

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  9. Dal sito della protezione civile si evince che i comuni colpiti erano in zona classificata 3 (non a rischio elevato). Spinea è in zona 4. La provincia di Firenze, per dire, ha comuni in zona 2 e comuni (la stessa Firenze) in zona 3s, livello appena sotto quello di Finale Emilia. Pure nel capannone a due piani dove lavoro io le travi in cemento armato sono appoggiate e non imbullonate. E’ normale che sia così: la struttura deve essere elastica, se fosse rigida crollerebbe tutto al primo colpo. Ma se superi il limite di elasticità e ti si sposta/crolla una trave orizzontale, il peso di tutto il resto ti fa crollare tutto quanto.
    L’assurdo è che sia stata ripresa l’attività in capannoni dichiaratamente lesionati dopo la prima scossa, poi crollati a distanza di 10gg per una scossa di magnitudo inferiore. In 10 gg i datori di lavoro non si sono preoccupati di far verificare l’agibilità?
    Ora, solo per violazione delle norme di sicurezza sul lavoro, rischiano condanne penali parecchio pesanti. Non parliamo poi del civile…

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  10. Per capire:

    Zona 1 – E’ la zona più pericolosa, dove possono verificarsi forti terremoti.
    Zona 2 – Nei comuni inseriti in questa zona possono verificarsi terremoti abbastanza forti.
    Zona 3 – I Comuni interessati in questa zona possono essere soggetti a scuotimenti modesti.
    Zona 4 – E’ la meno pericolosa. Nei comuni inseriti in questa zona le possibilità di danni sismici sono basse.

    Di lato a dx (pagina linkata) c’è un file excel con l’elenco dei comuni italiani e la relativa classificazione.

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