Il rasoio di Occam e l’Italia di oggi

Dopo aver passato due giorni a vedere sui media tradizionali foto di ragazzine morte prese senza permesso dai loro profili Facebook per un preteso diritto di cronaca, deliri di soubrette diventate esperte di eversione e terrorismo internazionale, nomi di presunti sospettati che non sono però manco indagati sparati in diretta senza controllo, teorie del complotto di ogni genere, che attribuiscono le bombe e persino i terremoti a oscure forze della reazione, e aver perso preziosi minuti a rispondere su questo blog a commenti deliranti per rispiegare cose che erano scritte già in origine in modo chiarissimo e ribadire l’ovvietà che per formulare una qualsiasi teoria si necessita almeno di una vaga base di appoggio, sono giunta alla triste conclusione che se vivesse oggi in Italia il povero Guglielmo da Occam userebbe ancora il suo rasoio. Ma per tagliarsi le vene.

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15 pensieri su “Il rasoio di Occam e l’Italia di oggi

  1. Io sono per il rasoio di Occam totale.
    Vale a dire: non parlare totalmente della cosa e concentrarsi sulle tragedie che si possono evitare: i migliaia di morti sul lavoro ogni anno, i 60 milioni di bambini denutriti in India e il collasso dell` ecosistema totale.

    Gigi

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  2. @–>Gigi
    A Noventa di Piave, ridente paesotto sulla riva sinistra del fiume sacro alla patria, non molto distante dalla foce, dove peraltro vige il detto che piantando fagioli nascano ladri, si narra la storia di “quello della fionda”. Era costui un ragazzetto molto abile nell’uso del noto strumento per il lancio di pietre a scopo d’offesa, reso nobile dal biblico re David, nel mitico scontro con il gigante Golia. Orbene, nulla avendo di meglio da fare, il nostro si divertiva tutto il santo giorno a colpire con la sua fionda le cose più disparate: vasi di coccio, vecchie bottiglie, uccelletti raminghi, cani e gatti randagi, spesso anche le persone a loro insaputa. Finché, una volta, per errore o per scelta nessuno lo sa, finì per arrecare un grave danno alla bottega dell’unico barbiere del posto, distruggendone la vetrina. Erano tempi d’economia e una vetrina costava vari mesi del salario d’un povero bracciante. Il fiondarolo nulla faceva, né aveva famiglia; così, reo confesso di quanto aveva commesso e incapace di ripagare il danno, venne tradotto per qualche giorno nella locale caserma dei carabinieri, e gettato in gattabuia previo l’inevitabile sequestro dell’arma del delitto. Trascorso che fu il tempo della pena, nel ridargli la libertà, il maresciallo ben pensò di chiedere al ragazzo che avesse intenzione di fare, onde accertarsi se finalmente la dura lezione fosse stata appresa. Candidamente, quello a domanda rispose: “Vado subito a costruirmi un’altra fionda”.
    Cosicché “quello della fionda” rimase nei lustri a indicare chi insiste caparbiamente su qualcosa, con totale sprezzo d’ogni argomento contrario. 😀

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  3. Non ho capito perché viene citato il Rasoio di Occam.

    (se, per arrivarci, mi tocca andare a leggere “commenti deliranti” in un post precedente, come non detto)

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  4. Il buon Occam viveva in un’epoca forse ben più tormentata della nostra. Ne ebbe di occasioni per usare il suo rasoio e per questo ce l’ha lasciato ben affilato.

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  5. Mi ero ripromesso di non tornare sul luogo del delitto, perchè mi pare che la polemica sia ciò che alimenta questo blog… ma si sa, le promesse sono fatte per essere infrante..,

    Intervengo solo per fare sommessamente notare che il metodo di Occam (che conosco molto bene, perchè nel mio lavoro lo uso quotidianamente) è citato decisamente a sproposito (o, se preferisci, può essere dannoso se usato da chi non lo sa usare)

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