Pasquinata in morte di De Pedis

Riceviamo e pubblichiamo un sonetto che Pasquino ci invia dalla tomba, non posta, a quanto ci è dato sapere, in nessuna basilica romana, al contrario di quella di De Pedis

E fateme capi’: dentr’a ‘na chiesa

in un sacello tutto colorato

cor nome in vista e ‘r marmo luccicato

e ‘na madonna che te guarda, appesa

 

ce stava un tizio, morto ammazzato

ché la sua vita l’avea tutta spesa

a fa’ er ladro, spaccià robba pesa,

sparà, rapinà, ammazzà tutto’r creato.

 

E tutti i preti ed i cardinali attenti

chè a li poracci contano i peccati

ad uno ad uno, come dei sergenti,

 

l’han sepolto, perchè dicheno, nei fatti

che lui era tanto bbono, e tanto pio,

e chi tutto sa nun so’ loro, è Dio.

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4 pensieri su “Pasquinata in morte di De Pedis

  1. Pasquinata sulla Lega

    Han rubato, li ho visti in Pontida
    convenuti dal monte e dal piano.
    Han rubato e si strinser la mano
    grassatori di venti città.
    Oh spettacol di gioia! I Lombardi
    son concordi, serrati a una Lega.
    Il bovaro al pennon ch’ella spiega
    coi verdoni la tinta darà.

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