Il Nordest e lo spritz mitologico del sabato sera

Il sabato sera estivo nel Nordest è quella cosa per cui si è tutti in piazza – fra signore, donne e ragazze che si sventolano, e signori, uomini e ragazzi che invece sventolano il loro smartphone – con un caldo becco e lo spritz in mano, a sudare a ciacolare di quanto si suda: «Marìa Vérgine, che caldo!» «Marìa Vérgine, se more!» finché uno, il più dritto della compagnia, non se ne viene fuori con un: «Ma i g’ha dito che stasera riva Hercules!».

Al che tutti, signore, signori, uomini, donne, ragazzi, tirano fuori il loro smartphone per scoprire chi cazzo sia Hercules – facendo però finta di saperlo già – e, capito che si tratta di una perturbazione, iniziano a disquisire sull’orario di arrivo, in base alle previsioni del tempo precise al minuto del sito di riferimento preferito. E dopo una serata passata a far scommesse con gli amici sul momento esatto in cui dovrebbe cominciare a piovere, e a cercare di individuare in ogni alito di vento l’avvisaglia dell’arrivo del temporale annunciato, terminati patatine, aperitivi e olive, si va a casa un po’ delusi, pensando che in fondo sarebbe stato bello, ed emozionante, assistere al grande scontro mitologico, degno di un sandalone degli anni ’50: Hercules contro lo Spritz.

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11 pensieri su “Il Nordest e lo spritz mitologico del sabato sera

  1. Per poi arrivare il giorno dopo che magari piove, e brontolare e ciàcolare che era meglio una giornata di sole per poter andare al mare…………….

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  2. ho ancora il ricordo di uno spritz davvero mitologico in una freddissima serata padovana di una decina di anni fa.

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  3. Il peplum …
    P.S.: sono capitato in una cittadina del Veneto dove lo spritz scorreva a fiumi. solo che era sabato mattina. ho prontamente solidarizzato.
    Ciao

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  4. <bRuzino
    Hai detto niente: la capitale del prosecco. Col Vetoraz, F.lli Rizzetto, Nino Franco, Canevel, Bortolomiol, Valdo, Bisol, Astoria, Ruggeri, ecc. ecc.
    Però, se vuoi bere il prosecco dei prosecchi, il principe di Valdobbiadene, devi bere Cartizze, che non è una marca, ma una qualità d.o.c.g. relativa a una zona di produzione limitata a soli 107 ettari.

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