La scimmietta che corregge gli Invalsi

Oggi ho scritto anche sul mio altro blog.

Sulle prove Invalsi e sulla scimmietta che li dovrebbe correggere.

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7 pensieri su “La scimmietta che corregge gli Invalsi

  1. Ho già raccontato in passato, ma mi permetto di ripetermi: quando insegnavo in Slovenia funzionava proprio così. Cioè i test (che non erano a crocette ma erano estremamente rigorosi: capirai che con matematica è più facile) venivano impacchettati e mandati a Lubiana, che poi li ridistribuiva in giro a casaccio accompagnati da rigorose schede per la valutazione: fino ad un certo passaggio l’esercizio vale tot, fino al seguente tot, etc.
    Anonimato completo, oggettività praticamente assoluta, supervisori del ministero pronti a dare consigli e dirimere situzioni controverse, e ognuno di noi per una mattinata faceva da scimmietta a qualche altro anonimo collega che forse si trovava a Maribor e forse si trovava dietro la porta di casa.
    Un po’ di nostalgia? Sì, lo ammetto.

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  2. Da qualche anno ormai do ripetizioni a ragazzini e ragazzetti del paese e dintorni. Sempre più spesso mi rendo conto che il più delle volte i problemi non sono imputabili alla loro incapacità/ottusità, ma al fatto che il prof di turno non sa “prenderli”. Be’ che su una classe di 20-25 persone un paio non ci arrivino e un altro paio non abbiano voglia direi che è fisiologico, così come che 3 o 4 non si trovino a loro agio col metodo di insegnamento e galleggino in quel limbo che non è proprio un 5, ma neanche ancora un 6.

    Quando però su una classe di 12-15 studenti (il paesello è piccolo e le scuole tante), più della metà devono andare a ripetizione, mi dico che qualcosa non va. Se poi un paio di loro mi arrivano con un problemino del tubo che si risolve con un sistema di primo grado dicendo che il prof non sa come risolverlo, allora ne ho la certezza. Se le prove invalsi fossero strutturate come si deve e non fossero pensate per trarre in inganno i ragazzi (e fossero anonime) allora potrebbero davvero servire per valutare se un insegnate sta facendo il suo lavoro e/o come lo sta facendo.

    Purtroppo nel nostro Paese la meritocrazia è sconosciuta e chi scrive le prove invalsi è, molto probabilmente, una scimmietta, neanche addestrata tanto bene.

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  3. “Quando però su una classe di 12-15 studenti (il paesello è piccolo e le scuole tante), più della metà devono andare a ripetizione”
    Recentemente, credo proprio la scorsa settimana, la Guardia di Finanza di Macerata ha scoperto un gruppo d’insegnanti che pregiudicavano appositamente gli alunni nei loro risultati scolastici, di modo che uno potesse far ripetizioni a quelli dell’altro, previamente consigliati sul “a chi rivolgersi”. A 35 euro l’ora, rigorosamente in nero, ovvio.
    Ah, quando si dice l’inventiva italica!

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  4. Hai ragione lector, c’è anche chi boicotta gli studenti per scambiarsi gli allievi a cui dare ripetizioni.
    Ma se l’osservazione è diretta a me personalmente, sappi che io non lavoro a scuola e che non accetto allievi che non hanno bisogno di aiuto!
    Se l’osservazione è in generale allora dirò solo che i disonesti esistono, l’unica cosa che si può fare è denunciarli.

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  5. Mm..
    Ne ho gia` parlato in passato.
    Io mi sono diplomato (licenziato?) alle medie con Ottimo e al Liceo (Scientifico) con 60/60.
    Ricordo a malapena il 2-3% di quello che mi hanno insegnato e anche quel poco che ricordo non mi serve a molto, a parte per le nozioni di Italiano che sono la base per scrivere.
    La Filisofia che ho imparato me la sono dovuto studiare da solo.
    Il Latino non mi e` servito a nulla, imparato e dimenticato (e si` che ero da 8 nelle versioni)
    La Storia che mi hanno insegnato e` stata solo una lista di nozioni che mi sono servite a poco.
    L` inglese me lo sono studiato al 90% da solo, adesso solo fluente.
    La Storia poi me la sono dovuto studiare da solo.
    La Matematica che si fa al Liceo Scientifico fa pena, poco piu` di zero, l` ho studiata all` Universita`.
    Studi i Promessi Sposi e la Divina Commedia che sono due romanzetti insulsi (secondo me), ma non studi Goethe, non studi Dostoevsky.
    E provengo da quello che era considerato un ottimo Liceo del Veneto
    Gli altri che sono usciti con 60 sono finiti con fare lavori del cavolo.

    Gigi

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  6. @—>Vale
    No, no. Era solo una battuta, in generale. Ho tratto spunto dal tuo intervento per ricordare che in questo paese, purtroppo, nessuno (inteso come categoria sociale) è senza peccato e che, prima di lanciare l’evangelica pietra nei confronti degli altri, ciascuno di noi dovrebbe fare due conticini con la propria coscienza. C’entrava con gli invalsi come i classici cavoli a merenda.
    Non mi permetterei mai di esprimere un commento, un’allusione così pesante nei confronti di una persona che neppure conosco.
    Ti chiedo sinceramente scusa se mai posso aver dar adito a un simile equivoco.

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  7. Nessuna offesa, lector. Purtroppo è una amara verità che ci sono insegnanti che aspettano solo lo stipendio anche quando non lo meriterebbero. Da questa considerazione veniva il mio infastidito commento. Per fortuna ci sono anche insegnanti molto bravi. Io devo dire che ho avuto fortuna: ho studiato assai bene la matematica, il mio inglese (senza modestia discreto) viene tutto dalla mia prof del liceo, se ho potuto esprimere critiche sulla divina commedia e soprattutto su Leopardi è tutto merito del prof di italiano. Con il prof di filosofia mi sento ancora e capita che si esca assieme…

    Per tutto questo mi sento una privilegiata, poi anch’io come tutti ho avuto insegnanti a cui sarebbe stato bene decurtare lo stipendio in favore di chi aveva la pazienza di rispiegarci le cose mille volte, anche dopo scuola (e a titolo gratuito!)…

    Per questo credo che ci voglia un mezzo di valutazione anche degli insegnanti. Per quel che mi riguarda se su 12 ragazzi a cui spiego il logaritmo, 8 non prendono la sufficienza, lo stipendio me lo decurto da me e a ragion veduta, perchè nessun genitore è disposto a pagare per non ottenere alcun risultato!

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