Qualcosa di ipocalorico: apologo quasi buddista dedicato a tutte le donne che non vogliono mangiare dolci

Lei, quarantacinquenne di quelle che sembrano la réclame di una palestra o di un programma di dimagrimento, entra nel bar con uno sguardo da vincente, di quelli che hanno solo le donne che fanno palestra o hanno seguito con successo un programma di dimagrimento. Il marito, o forse compagno, o forse amante, al cui braccio è abbarbicata, tira fuori dalla tasca del giubbotto un portafoglio gonfio e tronfio, ordina con un solo gesto un caffè e poi le chiede: «Cosa prendi?»

Lei lancia uno sguardo panoramico al bancone ingombro di ogni ben di Dio e poi lo allunga fino a lambire la Clara, che, immensa ed immobile, è dietro al bancone stesso, con una espressione sul viso simile a quella del Buddha, e negli occhi lo stesso lampo di feroce, fredda e flemmatica ironia che avrebbe avuto il Buddha se fosse nato a Venezia.

«Non so – dice lei pensosa, valutando con due pupille che paiono aghi di una bilancia di precisione, le paste e la Clara, di cui soppesa ogni grammo e analizza ogni rotolino di ciccia – Vorrei qualcosa di ipocalorico…»

La Clara non si scompone, le sorride con il miglior sorriso da Buddha fetente e le risponde un flautato: «E allora ha sbagliato negozio, perché questa è una pasticceria.»

Advertisements

11 pensieri su “Qualcosa di ipocalorico: apologo quasi buddista dedicato a tutte le donne che non vogliono mangiare dolci

  1. la dieta è un tormento per ricchi, una sorta di fame di lusso

    e non suscita mai simpatia, anche quando ha ragione

    Mi piace

  2. la dieta è un tormento per tutti, anche per i poveri… stare in forma (senza esagerare) è una cosa buona per tutti.

    PS: ma un po’ di ironia sulla laurea del trota no? niente??

    Mi piace

  3. Evviva le pasticcerie! Evviva le Clare del mondo! Evviva affondare in un krapfettone strafritto da chilo!
    Buuuuu le palestre.

    Mi piace

I commenti sono chiusi.