Il vuoto e le scarpe

E poi compri un sacco di scarpe. Con tacchi altissimi che neppure sei certa di essere in grado di portare, perché c’è un limite ai tacchi che sai portare persino tu. Ma le compri lo stesso, le porti a casa con le loro scatole belle, nuove, e le accatasti dentro alla scarpiera e poi sul fondo dell’armadio, dove contenderanno il posto ad altre scatole, piene di maglioni, maglioncini, magliette, jeans, pantaloni di ogni foggia e di ogni colore, sciarpe, sciarpine, foulard. Perché hai un sacco di cose, e tantissime le hai comprate negli ultimi giorni, d’impulso, e poi le hai portate a casa nei loro sacchetti e le hai accatastate, tutte assieme, negli armadi e nei cassetti. Non sai nemmeno se le metterai mai. Ma non è quella la loro funzione, forse. Servono a riempire, riempire ogni angolo di casa, ogni pertugio, perché non sopporti di avere attorni spazi vuoti, ne senti già troppo di vuoto, dentro di te.

36 pensieri su “Il vuoto e le scarpe

  1. mi chiedo quanto conti certo immaginario dettato da alcuni modelli televisivi ( e no). Intanto è così. Le vedi in vetrina e e porti a casa, come fossero ornamenti, gioielli.

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  2. Mi piace lo shopping. Ma nello stesso tempo sono del tutto insensibile al suo potere allettatore. Il che, detto francamente, è un gran botta di culo.

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  3. Condivido il fatto che si acquistano scarpe che sistematicamente si accatastano in un armadio e forse non si metteranno più, credo che le donne esagerino con la mania delle scarpe, troppi soldi spesi e mal utilizzati.

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  4. puo’ diventare un problema

    per motivi professionali mi recavo spesso in un posto dove, alla porta affianco, lavorava uno psicologo

    c’era una persona che veniva a colloquio sempre con due o tre sacchetti di quelli die negozi di scarpe e vestiti, credo proprio per curare quel problema

    già rendersene conto, è una buona cosa, anche se non significa esser guariti

    del resto, dalla vita non si guarisce mai, se non ad una certa data da scrivere sul marmo

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  5. Non li riempirai certo così i tuoi vuoti. neanche in rete sarà mai possibile. Ma guardati attorno, non saprei se a scuola o per strada e troverai altri che cercano di riempire i loro vuoti (magari acquistando scarpe) e cerca la luce dei loro occhi. Potrebbe costarti fatica oppure no, ma a volte succede che così i vuoti si riempiano…
    Non mi piace sentirti così triste, spero sia la pioggia, torna presto a mordere la vita.
    Un abbraccio

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  6. Sì, è uno dei motivi principe. Non sentire il vuoto.

    Capisci di star bene, di poter star bene, quando il vuoto – meglio: lo spazio libero – lo cerchi. Non lo senti come un handicap, ma come una possibilità, un respiro che non trova ostacoli.
    No, non sto dando di matto, è che io sto vivendo l’opposto, più che un trend un nuovo corso da cui non si ritorna: mi sto liberando degli oggetti superflui.
    Compresi quelli che non hanno un vero valore affettivo, ma sono solo zavorra emotiva che mi permette di rappresentarmi in modo piacevole.

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  7. Mah, da quanto leggo hai evidenziato un problema collettivo.Resta il problema, questa volta individuale, del “pieno” di certi lettori dei quali faresti, verosimilmente, anche a meno, Ma questo è un altro discorso, senz’altro.
    Inchino e baciamano.
    Ghino La Ganga

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  8. Io sui tacchi non ci so camminare e di moda non capisco una mazza: i vestiti li compro al reparto ragazzina (taglia 170/14+) dell’H&M, costano poco e ci sto comoda. Però ho un iPod touch, un computer fisso, un portatile, un iPad e due stampanti (una laser e una multifunzione). Sarebbero meglio le scarpe 😉 ma ognuno riempie i vuoti come può.

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  9. Non so se sia peggio avere tante scarpe e non indossarle o averne un solo paio e perderle. Chiediamo a Cenerentola?

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  10. @Galatea
    Almeno non inquini l` ambiente, non sprechi risorse di questo povero pianeta inutilmente e vivi bene lo stesso e anche meglio.
    Poi, se per qualcuno le scarpe (o la macchina, o la moto..) sono una ragione di vita io non discuto, io ho altre priorita`.
    (Non lamentatevi poi di Berlusconi perche` non arrivate alla fine del mese, pero`)

    @Lector
    Anche io ho un Colosseo semi-nuovo da venderti, locato a Roma, prezzo: un affarone.
    🙂

    Gigi

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  11. A me sto post, scusa la franchezza, mi fa temere una tua fase introverso-consolatoria da far saltare i nervi (un po’ forte per un tuo lettore assiduo che commenta raramente). A parte questo e a difesa di Gigi: pure io ho iniziato a curare il conto in banca perché c’ho 40 anni e 2 figli a cui vorrei assicurare un po’ di sicurezza economica iniziale. E questo significa anche ridurre le vacanze ecc. ecc.: poca poesia come ho visto in altri commenti e molta prosa fatta di entrate e uscite. Ciao.

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  12. gli spazi vuoti si potrebbero colmare anche con i libri e al massimo con una bella collezione di scatole “vuote”… ma io non faccio testo non ho mai avuto una gran passione per le scarpe, preferisco le borse 😛

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  13. La cosa che trovo più sorprendente, di questi tempi, è l’incapacità di certuni di leggere tra le righe di un post. E pensare che non c’è nemmeno da sforzarsi troppo, in questo caso.

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  14. @–>Julka75
    Siamo uomini, Julka. Con le dovute eccezioni, la maggioranza di noi – me compreso – ha la stessa sensibilità della suola d’uno scarpone militare abbandonato sulla neve dai tempi della ritirata di Russia. Non avercene, così va il mondo.

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  15. per Diegob:
    Tanto è vero che quando dicevo che Galatea aveva evidenziato un bisogno collettivo, non mi riferivo certo a quello di scarpe, bensì a quello di riempire il senso di vuoto, che non conosce distinzione tra sessi. E’ semmai la comunicazione tra uomo e donna a conoscere forti distinzioni, sicchè risulta difficilissima: specie quando le lettrici, di qualsivoglia blog, partono dal presupposto che un uomo capisca nulla, a prescindere.
    State bene; inchino e baciamano alla padrona di casa.
    Ghino La Ganga

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  16. Ognuno riempie i suoi vuoti in maniera diversa: chi si compra scarpe, chi borsette, chi la macchina nuova, altri si comprano l` aereo (se se lo possono permettere).
    Ognuno ha il suo modo: io mi faccio una cioccolata calda.

    Gigi

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  17. @Ghino: il “certuni” di Julka comprendeva uomini e donne, ma la lingua italiana prevede solo la concordanza al maschile. 🙂
    @Gigi: io sono allergica alla cioccolata. E poi tu così finanzi le multinazionali del cacao che sfruttano i poveri Indios. Come la mettiamo?

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  18. @Galatea
    Compro la cioccolata del commercio solidale.
    Comunque, la mia non voleva essere una critica a chi compra le scarpe quando si sente un po` giu`.
    Meglio comprarsi un paio di scarpe ogni tanto che comprarsi una Ferrari o una Harley.

    Peace and love,
    Gigi

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