La trama della vita

Alle volte ti capitano le cose. Ti grandinano addosso, tutte assieme. Inaspettate. Pare che lo sappiano, come colpirti per farti più male. Uno-due, con l’abilità di pugili perfetti.
Resti stordita. Ti sembra impossibile che ce l’abbiano con te. Che siano così determinate, perché a te pare di non aver fatto in fondo nulla, per meritartele.
Allora cerchi di razionalizzare. Ti dici che forse in tutto questo, anche se ora non riesci ad intuirlo, un qualche disegno nascosto c’è e le coincidenza non sono mai tali. Che ne hai passati altri di periodi orrendi, e sono passati. Che se anche non credi agli equilibri zen, c’è sempre il vecchio detto veneto che co se sera da porta se verze un porton.
Ti aggrappi a questa speranza, che esista una grande trama universale intersecata con il tuo piccolo fato privato, e ogni ghirigoro bislacco di questo sia in realtà dovuto al bisogno di quello di formare un’immagine più bella e compiuta.
Finché ti rendi conto che sono solo stronzate: non c’è alcuna trama, non non c’è alcun disegno, le coincidenze sono quello che sono, senza alcuna mano divina a farle grandinare giù. Perché in fondo è solo un atto di incredibile presunzione pensare che una mano divina, se esistente, si prenda la briga di perdere così tanto tempo a ricamare un destino per una cosa insignificante come te.
E allora la smetti di cercare un senso, o una giustificazione. Esci e vai avanti. E basta.

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10 pensieri su “La trama della vita

  1. scrivere un po’ aiuta

    nella mia lunga vita di compositore di libri altrui, ho notato come lo scrivere fosse in definitiva terapeutico, e non lo scrivo con disprezzo, ma con rispetto

    tempo fa è morto un mio caro amico, più giovane di me, solo 52 primavere

    la sua compagna, nelle lunghe attese d’ospedale, nei lunghi momenti si «fermo macchine» che tortura chi attende una fine, qualunque essa sia, ha scritto un libro molto bello, che ho letto due volte

    comunque, scrivere è una attività umana che fa bene, nel caso poi di galatea, è anche una scrittura pregiata, anche se stilisticamente più adatta all’ironia, ad uno stile alla stefano benni e achille campanile

    detto questo, mi scuso se ho scritto una fesseria, da vecchio tipografo

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  2. e se non riesci a scrivere? se davanti alla tastiera, con un miliardo di idee, di motivazioni, di problemi, di sfoghi che attendono, le mani non si muovono? che fare, allora, contro tutto, tutti, te stesso ?

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  3. ci sono dei periodi in cui si accumulano una serie di avvenimenti negativi e nefasti che ti sembra impossibile che avvengano tutti quasi in contemporanea o perlomeno in sequenza…ci mettiamo sulla difensiva e aspettiamo che il periodo passi

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  4. “Perché in fondo è solo un atto di incredibile presunzione pensare che una mano divina, se esistente, si prenda la briga di perdere così tanto tempo a ricamare un destino per una cosa insignificante come te.
    E allora la smetti di cercare un senso, o una giustificazione. Esci e vai avanti. E basta.”

    Appunto ….

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  5. Non ne sono certo dell’esistenza di segnali divini e col tempo le mie certezza tracollano sempre più. Ci sono momenti in cui arranchiamo e le tragedie sembrano non finire. Nasce così la consapevolezza della nostra precarietà che può essere solo affrontata a testa dura. Ciononostante credo che il nostro arbitrio sia accompagnato da una serie di circostanze che al di fuori di ogni nostra volontà possono cambiare la nostra vita in un secondo nel bene o (purtroppo) nel male, facendoci proseguire lungo un cammino che in parte è definito.
    Non è fatalismo, ma forse la stoica volontà di immaginare giornate migliori e non solo consolatrici!

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  6. La volonta` stoica esiste, ma entro certi limiti naturalmente..
    Durante le guerre, se sei dalla parte delle vittime, c` hai voglia..

    Gigi

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  7. adoro quello che scrivi.
    questa volta mi ha fatto pensare a questo.

    La vita non è in ordine alfabetico come credete voi. Appare… un po’ qua e un po’ là, come meglio crede, sono briciole, il problema è raccoglierle dopo, è un mucchietto di sabbia, e qual è il granello che sostiene l’altro? A volte quello che sta sul cocuzzolo e sembra sorretto da tutto il mucchietto, è proprio lui che tiene insieme tutti gli altri, perché quel mucchietto non ubbidisce alle leggi della fisica, togli il granello che credevi non sorreggesse niente e crolla tutto, la sabbia scivola, si appiattisce e non ti resta altro che farci ghirigori col dito, degli andirivieni, sentieri che non portano da nessuna parte, e dai e dai, stai lì a tracciare andirivieni, ma dove sarà quel benedetto granello che teneva tutto insieme… e poi un giorno il dito si ferma da sé, non ce la fa più a fare ghirigori, sulla sabbia c’è un tracciato strano, un disegno senza logica e senza costrutto, e ti viene un sospetto, che il senso di tutta quella roba lì erano i ghirigori.
    Antonio Tabucchi

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