Come si conquista e si mantiene il pubblico sul web (Disperato appello ai lettori)

Il fatto è che ti chiamano dall’Ordine dei Giornalisti del Veneto e ti chiedono se vuoi andare a tenere un seminario per parlare, come blogger, di come ci si conquista e si mantiene un pubblico sul web e tu dici «Sì sì caspita!» perché dall’Ordine dei Giornalisti, come giornalista, non ti hanno mai chiamato, se non per ricordarti che non avevi pagato la quota annuale di iscrizione.

E allora, dicevo, rispondi di corsa «Sì sì caspita!» per parlare di come si conquista e si mantiene un pubblico sul web, solo che poi ti viene il dubbio che tu non è che lo sai proprio proprio bene come si conquista e si trattiene un pubblico su web, e allora fai un appello ai lettori del tuo blog, che sono il pubblico che ti dovresti essere conquistata e mantenuta: vi prego, non ve ne andate, almeno fino a domani. Sennò mi scoprono.

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38 pensieri su “Come si conquista e si mantiene il pubblico sul web (Disperato appello ai lettori)

  1. Io non ho mai provato il brivido, ma oltre a rispondere “con l`intelligenza”, potresti provare a dire che, finché Severgnini sarà iscritto all`ordine dei giornalisti e finché i giornalisti come Severgnini inviteranno il premier a “raccontarcela ottimistica, all`altra maniera”, rimarrà sempre un problema di rapporto con la verità.

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  2. Con una sana di ironia e auto-ironia, un po’ di capacità di osservazione, un po’ di abilità (tanta!) nello scrivere, tanta pazienza per i mille commenti fuori luogo…
    credo siano queste le tue armi vincenti!
    le mie di sicuro no, perchè non ho un pubblico!
    In bocca al lupo…

    PS: ma allora da domani posso smettere di far finta che mi sei simpatica?

    😉

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  3. Dimenticavo: se il tuo problema è sul metodo del seminario, ti presto il mio blog, così puoi gestire la cosa mostrando ciò che è in e ciò che è out. Ah, le amiche!

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  4. che ogni tant è utile scrivere qualche articolo-tranello per quei ormai noti detrattori che ovviamente abboccheranno al volo, come il sottoscritto… buona fortuna, ma se fossi in te qualche “segreto” lo manterrei tale.

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  5. Beh, essendo in Italia, dovrebbero bastare un paio di tette postate quotidianamente per mantenere il pubblico sul blog. Ovviamente scherzo, mica bastano solo quelle… serve anche il lato B. 😛

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  6. In effetti quoto Thumper. Non è che abbia mai riflettuto su questo, però mi sembra improprio definire chi legge, commenta, critica, elogia e anche litiga su un blog “pubblico”. Credo che i blog, soprattutto quelli come il tuo, che, invero, è uno dei pochi che frequento, richiedano una attiva partecipazione degli utenti. Il blogger stimola, buttando lì un tema, reazioni nello suo stesso ambito, nello stesso contesto della sua rappresentazione. Al contrario, il cinema, il teatro (dove indubbiamente c’è il pubblico) mirano a produrre emozioni e quindi in un dopo, temporale e locale, riflessioni. Il blog si nutre dalla partecipazione. Magari ho scritto solo scemenze.
    Però mi sembra strano definirci tuo pubblico.
    Nonostante ciò continuerò a esserci.

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  7. Post brevi e frequenti, mai banali, quando ci sono citi le fonti … perché non si dovrebbe seguirti regolarmente ? In più è aggratis … avanti così Galatea

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  8. credo che il Tuo problema non sia di mantenere il Tuo pubblico, ma di convincere con calma chi non vuoi come pubblico a smettere di leggerTi. Questa è la cosa più difficile, dannazione.
    Inchino e baciamano.
    Ghino La Ganga

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  9. Io ti leggo da tanto tempo.
    Perché ti seguo?
    La frequenza dei post è un fattore importante.
    La qualità ancor di più.
    Apprezzo anche la varietà dei post: gli aforismi, i racconti veneti, le badilate, la scuola, la tua storia personale.
    Il rispetto per la lingua italiana.
    Non vivo più in Italia e nulla meglio dei blog ti dà l’idea di come vanno le cose nella madrepatria.
    Spiritosa e intelligente.
    Non mi piacciono le polemiche coi troll.
    I commenti nella maggior parte dei casi non mi interessano molto, mi piacciono i post.

    Spero ti sia utile
    Buona fortuna!

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  10. Da quel che ho capito, per conquistare e mantenere un pubblico sul Web bisogna dare tane cose: post interessanti, belle immagini, rispondere ai commenti e visitare chi ti visita, almeno chi ti è simpatico. Soprattutto per chi inizia il farsi conoscere passa attraverso i commenti, dal commento si passa alla curiosità e la curiosità si trasforma in quotidianità.

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  11. Ironico: pensa che sono arrivato al tuo articolo proprio in un momento in cui mi sono detto “andiamo in giro a leggere e commentare qualche blog, così magari ne ho un ritorno in fatto di visite” 🙂
    Comunque alla fine i fattori per me sono due: farli arrivare la prima volta sul blog rendendoti visibile (facebook, chiavi di ricerca, scambi banner) e far si che ritornino scrivendo cose interessanti. Evidentemente a me non riesce nessuna delle due cose 🙂

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  12. 1) Puntualità. Non serve scriver ogni giorno, ma dev’esser fatto sempre, nel senso, se sei solita scrivere 1 volta al mese, scrivi una volta al mese. Se sei solita scrivere 5 giorni alla settimana, scrivi 5 giorni alla settimana. Per questo, se si hanno pochi argomenti, è deleterio iniziare un blog sparando a raffica e… finendo i proiettili in poco tempo.

    2) Visita/rispondi ai tuoi lettori. Il 70% dei lettori di un blog ha a sua volta o un blog, o un sito. Potendo è sempre meglio fare anche solo una visita da loro, lo apprezzeranno e si faranno vivi da te una volta in più. Parimenti se qualcuno ti scrive, rispondi sempre, anche solo con un “like” ove possibile. Un lettore che sa d’esser tenuto da conto, sarà più felice nel legger i tuoi post perchè, magari, ha più possibilità di interagire con te e, quindi, di instaurare una conversazione.

    3) Scrivi il giusto. Spesso la lunghezza stanca, ma anche la pochezza dei post è controproducente. Scrivere poco stimola poche risposte. Scrivere tanto tedia. Se hai da scriver molto, spezzetta il tuo discorso con foto, citazioni e video ove possibile, in modo da dar meno l’idea di un discorso infinito anche se, alla fine, lo allunghi. Anche l’occhio vuole la sua parte.

    4) Esser fedeli a se stessi. Se si scrive una cosa, si apre un blog, si segue un argomento o ci si vuol sfogare e si hanno dei lettori, MAI cambiare modo di scrivere o argomenti cercando magari un consenso più ampio o per pescare da un bacino di utenti più vasto, perchè si rischia veramente di perder quegli utenti che forse sembran pochi, ma sono i tuoi fedeli lettori.

    5) Indica sempre le tue fonti. Se il tuo blog non è proprio un blog personale di soli pareri e idee tue, cita sempre la fonte dell’informazione, o del pezzo scritto, o del video allegato ecc… meglio non rischiare, inoltre dai un valore a quello che dici ed alle news che proponi e non incorri in assurde buffonate, scherzi, flame o similari… cose che anche i giornalisti più frettolosi fanno, dando subito per certa una news eclatante, ma che in realtà è una bufala.

    … per me queste 5 son più che suff…

    Saluti da http://weneanderthal.wordpress.com/

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  13. Se vuoi posso scriverti un discorsetto io dove spiego perché se la mia blogger preferita… 🙂
    (invidia: a me l’Ordina non mi chiama mai per parlare di qualsivoglia tematica: faccio finta di credere che sia perché non sono al corrente del mio pseudonimo…)

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  14. Sono una lettrice silenziosa, non mi interessa commentare e interagire. Ti leggo perché mi piace quello che scrivi e come lo scrivi. Ti leggerei indifferentemente in un giornale o in un libro, perché mi piace il contenuto, il mezzo non è così importante.

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  15. visto il contesto del seminario la risposta è ovvia: dare notizie e non fare gli addetti stampa. Se invece ambiscono alla paga…

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  16. Ecchime.
    Credo che il tuo seguito sia dovuto in parte a un buon 10% di ispirazione (quotidiana), in parte a un buon 90% di traspirazione (altrettanto quotidiana). Idee, continuità, impegno che producono un risultato evidentemente apprezzato dai tuoi lettori.
    Besos

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  17. Pingback: Blog e giornalismo online, quale futuro? | LSDI

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