La coda e il paese reale

Nell’ordine, in fila: Siciliano quarantenne con orecchino e capelli pieni di gel, che prende per il culo Bossi, ma protesta perché il padre è morto dieci anni fa poco prima di andare in pensione, e allora sua madre deve vivere con 500 euro, mentre i Tunisini qua fan la vita da signori, e lui lo sa perché è stato nelle carceri tunisine quando lo han sequestrato con il peschereccio, e ha fatto sei mesi a pane e acqua prima che lo liberassero, ché suo padre poi ha dovuto anche sborsare cento milioni; Veneto cinquantenne con orecchino e capelli pieni di gel, che è insofferente alle critiche del Siciliano su Bossi, ma protesta anche lui parlando con l’amico, perché lui non vuole mica andare in pensione giovane,  però si potesse ancora ci andrebbe,  ma mica per prendere i soldi, no, ma insomma, per una questione di giustizia, perché come si fa, che se hai un’azienda che fattura 30mila euro, se ne fatturi uno di più ti raddoppiano le tasse e allora è logico che tutti dichiarano 30mila euro e non quanto guadagnano davvero; vedova pensionata sessantenne che ce l’ha con tutti i politici indistintamente, e per questo no n vota da quantici anni nessuno e non fa votare neanche i suoi figli e le nuore, perché a lei la pagano poco e ha dovuto aspettare per sei mesi la pensione di reversibilità del marito, e intanto chissà con cosa campava secondo questi cialtroni dei politici ladri tutti, ma poi è in coda per farsi la dichiarazione dei redditi perché ha due appartamenti e non sa quanti negozi e lei con tutte quelle carte da compilare non si trova; Veneto pensionato abbondantemente ottantenne sordo come una campana ma non così tanto da non ascoltare con attenzione ogni glinglon del campanello, perché odia il mondo e pensa che tutti gli vogliano passare avanti, perché sono tutti ladri, e poi i giovani sono stronzi, perché non vogliono lavorare come ha lavorato lui, che poi si scopre che era usciere in un Palazzo della Provincia, e famoso per dormire in servizio nella guardiola tutto il santo giorno salvo quando usciva per prendere il caffè; giovane mamma probabilmente rumena con bambino, che tenta di passare davanti a tutti perché mamma, e viene brutalmente fermata dagli altri in coda, ma non perché rumena; badante del Bangladesh che parla tutto il tempo al telefonino; badante russa che parla tutto il tempo al telefonino, anziana locale che tenta di passare avanti con la scusa che deve solo chiedere una informazione, e viene anche lei brutalmente fermata dagli altri, e allora fa una faccia offesissima non tanto perché l’hanno fermata ma perché le scoccia di essere stata trattata uguale uguale alla ragazza romena; operaio trentenne con orecchino e gel fra i capelli che non cede il posto alla vecchia ma sarebbe disposto a far passare avanti la ragazza rumena, soprattutto per guardarle il culo.

Il paese reale, insomma.

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9 pensieri su “La coda e il paese reale

  1. Ciao Gala. Sempre a proposito del paese reale, proviamo a fare un esperimento: vediamo se si riesce a scatenare una caccia al tesoro tramite web.
    Due mesi or sono circa, a un assai noto imprenditore del sempre mitico nord-est, è stato rubato lo yacht del valore di 1,3 milioni di euro. Tuttavia, ciò che interessa non è tanto il valore della barca, che parrebbe essere ben poca cosa rispetto al suo contenuto. Fonti attendibili rivelano, infatti, che, in un doppio fondo del natante, sarebbe nascosto il nero di tutte le aziende che fanno capo al nostro. Si tratterebbe peraltro di svariati milioni di euri.
    La barca è ferma al porto di Beirut, lo dice il satellite. Tuttavia, nessuno ha il coraggio di andare a recuperarla, per ovvi motivi. Infine, le probabilità che i ladri abbiano individuato il doppio fondo sono scarsissime.
    Beh, se v’è qualche coraggioso tra i tuoi lettori, potrebbe essere la sua occasione della vita.

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  2. questo non lo vedo tutti i giorni, ma uno sì e l’altro no. E’ proprio così. Ma tutti quelli di cui hai parlato, magari, un politico lo conoscono, lo frequentano e, probabilmente, lo hanno già “consultato” per un posto di lavoro, per il figlio, per passare avanti qualcun altro…

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  3. ricorda il modo d reagire del mio ex, ingegnere di orientamento comunista, a confronto con gli operai veri, molto diversi dalla Classe Operaia propagandata dai gruppi di studio leninisti del Politecnico

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  4. @gigi
    No no, tutto il contrario: ne consegue che bisogna riservare gli stessi calci nel sedere anche a coloro che rappresentano. 🙂

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