I mattoni di Monti

C’è stato un momento, un attimo, in cui mi è passata un’idea precisa per la testa: ma non è che è tutta una tecnica sua per far bella figura? Perché l’uomo è sagace, e anche furbo come il demonio, e lo ha dimostrato subito alla prima conferenza stampa, che ha avuto più share di una puntata del Dottor House, e gli stessi elementi sapientemente dosati nella trama, cioè per protagonista una nazione in agonia e un medico, chiamato al capezzale, competente ma passabilmente stronzo.

Allora mi è venuto in mente: ma non è che Monti la scrive apposta la sceneggiatura del Governo, con i suoi Ministri che sembrano diventare improvvisamente balenghi e fare dichiarazioni a casaccio su quello che si abolisce o si ritratta nel prossimo decreto, perché così dopo arriva lui come un supereroe, convoca Ministri dalla bocca larga e sottosegretari dei partiti in fremito, e ci fa sempre la figura di quello che è geniale nel governare a tenere sotto controllo una manica di arruffapopoli improvvisati?

Mi è venuta in mente, questa ipotesi. Poi mi sono però ricordata di una vecchia risposta di De Gasperi, anche lui equilibrista di Governo in un momento di sfacelo totale. Quando gli chiesero come mai fra i suoi Ministri si fosse preso anche Andreotti, che già allora era piuttosto chiacchierato, sospirò e rispose: «Costruisco con i mattoni che ho.»

Ecco, forse quella di Monti non è una tecnica per parere più sveglio e più fico: è che i Presidenti del Consiglio, in Italia, nei momenti di emergenza, devono in ogni caso fare i conti con questa triste realtà: che ti muovi fra le macerie, e per tirare su qualche muro di contenimento alla bell’e meglio si devono raccattare i mattoni che si trovano a disposizione, anche se non sono granché.

7 pensieri su “I mattoni di Monti

  1. Tu pensi veramente che in una nazione di sessanta milioni di abitanti, che detiene probabilmente il record mondiale di fuga di cervelli, non si potesse fare delle altre scelte?
    Monti ha scelto esattamente quello che voleva: una compagine di governo neoliberista del tipo turbocapitalista-compassionevole (dove il “compassionevole” è nel senso anglosassone che si riferisce a quanti non prevedono effettivamente che bsogni lasciar morire di fame i disoccupati per strada), ed ora nascondendolo sotto la facciata della “necessità” e degli “interventi tecnici” sta portando avanti una serie di politiche in squisito accordo con quell’ideologia e con quella visione del mondo, che non ha mai nascosto. Il tutto con l’appoggio dell’alleanza PD-PDL.

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  2. Si sarebbe potuto fare moltissimo lavorando sulle banche, sui grossi capitali e sulle grosse rendite. La distribuzione della ricchezza in Italia è scandalosa. Ma non lo si poteva certo pretendere da un governo in cui il componente dal reddito dichiarato più basso prende, se non mi sbaglio, dell’ordine dei duecentomila euro l’anno, che non è un’enormità ma è pur sempre lo stipendio medio di dieci operai.
    Il che non significa che l’apparato statale italiano non sia terribilmente sovradimensionato, inefficiente e indegno di un paese avanzato; ma significa che questo governo non rappresenta affatto il paese come vorrebbero farci credere ma rappresenta solo ed esclusivamente l’elite dominante.

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  3. A vederla da qui…pare una manovra ben pensata. Ma diamogli il beneficio del dubbio e la speranza che ‘sti mattoni siano sufficienti.

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  4. Sembrerebbe che nei partiti politici italiani ci sia posto solo per gli imbecilli.
    Succede tutto a loro insaputa, dal trovarsi proprietari di una casa vista Colosseo, alla sottrazione di milioni d’ euro dalla cassa del partito presieduto da anni, ad essere assessore all’ urbanistica e non sapere del rilascio di bizzarre concessioni edilizie o fantasiose varianti urbanistiche previo passaggio di mazzette milionarie.
    La “politica” negli ultimi decenni ha cancellato scientemente dalle menti di molti il senso di responsabilità e la coscienza dell’ etica, dando la stura alla balordaggine di uomini privi di moralità.

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  5. @—Guido dalla Germania
    Secondo me, così come la Guardia di Finanza controlla sistematicamente le imprese, chiedendo conto all’imprenditore dell’antieconomicità d’una spesa che, se risulta tale, viene ripresa a tassazione, altrettanto dovrebbe fare nei confronti degli enti pubblici, che utilizzano il danaro dei contribuenti in maniera antieconomica. Anche riguardo a detti enti e ai loro amministratori dovrebbero essere effettuati dei controlli sistematici sulla congruità dei conti, ci dovrebbero essere degli “studi di settore” che permettano di verificare il perché uno zoccolo sanitario alla ASSL costa dieci volte di più di quello che costa normalmente in qualsiasi negozio, ecc. ecc.
    Per chi non lo sapesse, oggi, in Italia, non esiste nessun organismo in grado di effettuare queste verifiche di merito, al di fuori di qualche sporadica iniziativa da parte di qualche pubblico ministero presso la Corte dei Conti. I revisori controllano solo la legittimità (ossia che vengano rispettate le disposizioni di legge) e non il merito (cioé l’opportunità e la congruità) delle spese; il Co.Re.Co. (Comitato Regionale di Controllo) non ha più alcuna funzione effettiva; come volete che si possa moralizzare la Pubblics Amministrazione con queste premesse? Oggi come oggi, in Italia, la politica rappresenta il miglior business al quale un cittadino intraprendente possa dedicarsi, con notevoli prospettive di guadagno, per lo più illecito, e bassissima probabilità di essere presi con le mani nella marmellata.

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