Bevete bevete, qualcosa resterà

Approvato alla Camera un provvedimento per 10 mila nuove assunzioni nella scuola. Sarà finanziato grazie ad una tassa sugli alcolici.

L’Italia, quella nazione dove l’alcolismo dei padri è un modo per assicurare ai figli un’istruzione.

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8 pensieri su “Bevete bevete, qualcosa resterà

  1. L’attinenza, in effetti, c’è. I soldi serviranno a finanziare gli insegnanti di sostegno, cioé quelli che, mettiamo tu non stia su una gamba sola…

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  2. Strano, copn tutti i bar che hanno chiuso a causa del vietato eccesso e abuso d’alcol, arriva questa tassa………………. a meno che non sia sull’alcool denaturato, allora mi sà che aumenta……………

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  3. premetto che io non sono un insegnante e non prendo lo stipendio dalla scuola (questo per chiarire che non scrivo pro domo mea) e neanche dal pubblico impiego

    ma trovo questa idea molto ma molto brutta per il significato culturale che ha

    in sostanza, la scuola non è più un elemento indispensabile e costituente lo stato (ed anche la nazione, in senso politico), ma ci viene fatto capire che è un lusso, un qualcosa che si finanzia se arrivano i soldi da una qualche imprevedibile entrata

    così, la scuola perde, nel concetto che come cittadini ci formiamo, quella intangibilità strutturale, sacrale, essa viene sospinta verso le cose che si fanno se ci sono i soldi, altrimenti pazienza

    è un ribaltamento di tipo culturale molto pericoloso, e non ce ne rendiamo conto, perchè il pensiero unico, il pensiero che solo l’equilibrio di bilancio è sacro, penetra subdolamente anche in ambiti finora abbastanza protetti

    così pare a me, ovviamente potrei sbagliarmi, ma vedremo strada facendo

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  4. @ Diego: ma questo è già successo con la “riforma” Gelmini, che più che una riforma era un adattarsi a risorse che Tremonti aveva tagliato

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