Triestina per sempre

Puoi essere andata via da Trieste in tenera età, non esserci più tornata da allora se non per sporadiche toccate e fughe di qualche ora, esserti dimenticata tutto, i nomi delle strade, il senso di libertà che regala Piazza Unità affacciata sul mare, il colore esatto della fontana di Ponte Rosso, il dialetto e quasi pure la cadenza, l’esatta tonalità di verde cupo degli alberi di Miramare, l’odore dell’erba bagnata a Villa Opicina, le radure brulle del Carso, quanto calda è la carezza del sole a Barcola, il salso che ti si incolla sulle labbra quando stai ferma a lungo sul molo Audace, gli sguardi perplessi delle Babe al Palazzo del Lloyd, il sapore dei pasticcini al Caffè degli Specchi, la violenza cieca delle raffiche di Bora.

Ma non appena vedi qualcosa di tenero, buffo, paffuto e dolcissimo non puoi fare a meno di esclamare: «Che coccolo!»

Sei Triestina per sempre.

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10 pensieri su “Triestina per sempre

  1. tutto vero, grazie del pensier!
    mi no son triestina, ma bisiaca. Ma mi nutro sempre del vento tra i capelli e dei colori che solo in Carso sa donare.

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