Luoghi comuni da aggiornare

Detesto Celentano. Santoro non mi è mai piaciuto granché. Grillo mi dà i brividi. Non guardo le Invasioni Barbariche e poco Crozza e la Dandini. Baricco mi fa venire l’orticaria. Repubblica non è il mio giornale preferito. Non metto le Clarks. Non vado spesso a vedere film d’essai. Ho sempre preferito Diderot a Marx e Celine a Garcia Marquez. Non passo le vacanze a Capalbio e nemmeno ai festival di letteratura. Non ascolto i Baustelle e mi urtano i nervi Manu Chao e i Têtes de Bois. Non ho mai trovato Benigni così tremendamente geniale e, dopo Mistero Buffo, neanche Dario Fo. Fra i Sofri e i Calabresi, mi son più simpatici i secondi. Odio i dibattiti e non sono mai riuscita a finire di leggere un fondo di Scalfari senza sbadigliare a morte.

E sì, nonostante tutto questo, continuo a considerarmi di Sinistra. Aggiorniamo i luoghi comuni, grazie.

25 pensieri su “Luoghi comuni da aggiornare

  1. E’ la prima volta che scrivo e lo faccio perché con questo post hai fatto la fotografia quasi perfetta (per es. ogni tanto guardo Le Invasioni Barbariche) di quello che è anche il mio essere (o sentirmi) di sinistra. Complimenti ..
    P.S.
    Mi ritrovo anche nel commento di Lameduck

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  2. io non mi sono mai considerato di sinistra anche se per colpa di un certo tizio da anni mi vedo catalogato come “comunista”.I luoghi comuni della destra sono da studi archeologici ma sinceramente accostare Celentano alla sinistra mi pare troppo pure per loro

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  3. Sono d’accordo con Lameduck e soprattutto con “Fra i Sofri e i Calabresi, mi son più simpatici i secondi.”… (e non guardo Le invasioni barbariche:-).
    Il problema è che i luoghi comuni della destra lo sono diventati, in parte, anche della sinistra.

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  4. Premesso che mi ritrovo su quasi tutto quello che hai scritto (le Clarks le ho indossato eccome! ma non sono tanto sicura che all’epoca fossero di “sinistra”…; non ho mai letto Celine, e talvolta vedo la Dandini, Crozza e Le invasione, trovando la Bignardi così irritantemente adorabile con quel suo snobbismo torinese ), credo che questa tua fotografia dei luoghi comuni (ma sono poi veramente tali?) di una “certa” sinistra sia illuminante. Nel senso che nella realtà un popolo unico della sinistra non esiste, e che chi si ritrova, variamente, sotto quell’etichetta sia molto meno omologabile di altri. Voglio cioè dire che c’è molto più individualismo a sinistra – in Italia, almeno – di quanto non ce ne sia a destra.
    E forse questo spiega anche la frantumazione dei partiti di sinistra.
    Mi rendo conto che si tratta di un’analisi superficiale, da post di un blog….

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  5. Destra e sinistra non esistono, come non esiste babbo natale, la democrazia, la befana e le bombe intelligenti.
    Sono solo parole usate da chi ha potere per fregare chi non ne ha (e per far comprare i regali a Natale ai vari papa’).

    Gigi

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  6. Siamo di sinistra perchè
    – Difendiamo la complessità, e impariamo a comunicarla con parole adatte a tutti
    – Siamo sordi alla frase “funziona così”
    – Preferiamo gli integri ai furbi, il coraggio al trasformismo di convenienza
    – Non garantiamo fedeltà a un sistema che rende i forti sempre più forti e i deboli sempre più deboli …
    Chi se ne fotte dei gusti personali, i giornali di partito, gli scrittori e i comici? Facile uscire da un luogocomunismo per cadere in un altro.

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  7. Beh, come futuro ministro dell’interno di un mio eventuale governo, dovrai però scegliere se preferisci i blindati con l’idrante sopra o quelli con i cannoncini a proiettili di gomma. Ti ci avrei visto peraltro alla grande, in piazza Sintagma, a spiegare a quei quattro incapaci di poliziotti greci come si fa una carica decente.
    😀
    Inchino e baciamano.
    Ghino La Ganga

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  8. Io sono di sinistra e mi ci vedo nei luoghi comuni. Sono appunto comuni a molti e mi danno un senso di appartenenza anche se non sono sempre quelli citati (ho delle finte clark ai piedi in questo momento). Io ad esempio ho i miei altrettanto “luoghi comuni” ma diversi da questi eppoi essere fuori dai luoghi comui è un altro luogo comune. E per finire con i luoghi comuni (quante volte l’ho scritto?) visto che non l’ha ancora fatto nessuno cito GAber ” ma cos’è la destra cos’è la sinistra? “.

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