Il picco dell’intelligenza

«Cervello al limite evolutivo, non saremo mai più intelligenti di così».

Il che non è consolante, ammettiamolo.

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27 pensieri su “Il picco dell’intelligenza

  1. Mm..
    Sono smpre stato scettico su proclami su intelligenza e quozienti vari.
    Perche` presumono di poter decidere cosa e` intelligenza e cosa no.

    Gigi

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  2. E’ un’intuizione che ho avuto da tempo e che ora sembra abbia trovato la sua conferma. Il nostro cervello è adattato a una visione tridimensionale del mondo, a una velocità che al massimo può essere quella del suono e non quella della luce, a un concetto spazio temporale necessario e sufficiente per l’ordinaria sopravvivenza d’un mammifero in una boscaglia del Serengeti e qualcosina di più, ma non molto.
    Ci è quasi impossibile prefigurarci mentalmente uno spazio n-dimensionale, ragionare in termini caotici anziché deterministici, capire esattamente quel che succede a livello sub-atomico, comprendere la teoria del multiverso o delle stringhe, intercettare il continuum spazio tempo (conoscenze terminologiche che mi derivano dalla ripetuta visione della saga di “Ritorno al futuro”). 😀
    Perché tutto questo diventi effettivamente “patrimonio dell’umanità”, forse, sarà necessario un ulteriore salto evolutivo. Con buona pace dell’homo sapiens sapiens.

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  3. sono in totale disaccordo, a partire dal concetto di intelligenza

    e poi l’intelligenza è già ampiamente «distribuita», per fare un esempio concreto, io ho competenze specifiche nel mio ambito d’azione, ma quando apro il rubinetto in cucina uso l’acqua per cucinare ma non ho nessuna competenza di come si organizza e gestisce un acquedotto

    l’intelligenza non ha limiti, per il semplice motivo che è molto difficile stabilire chi ne è il depositario, «chi è» intelligente

    poi l’avvento delle memorie «esterne» ha complicato parecchio le cose, segnalo una splendida conferenza di ferraris dal titolo «l’anima e l’ipad» al festival della mente dello scorso anno
    http://www.festivaldellamente.it/eventi_dettaglio.asp?id=252

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  4. Non ci credo. Si tratta di un’affermazione gratuita, non verificabile empiricamente né popperianamente falsificabile. Come prevedere il cammino dell’evoluzione? Come escludere, d’altra parte, che saranno neuroni, neurotrasmettitori e sinapsi ad essere più potenti?

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  5. Non sorprendentemente, la vera ricerca è molto più approfondita e motivata, e anche molto più limitata nelle affermazioni, rispetto al titolone giornalistico.

    Spiega che “l’organo cervello” è ai limiti di quanto è possibile fare con l’attuale biologia umana, e con solide e falsificabili argomentazioni.

    Dire che il cervello non può evolvere molto oltre la struttura attuale, e dire che non possiamo essere più intelligenti di come siamo: tra le due c’è un abisso… l’autore della ricerca ne è cosciente. Quanto al titolista di Repubblica… beh, è un titolista di Repubblica 😉

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  6. @Hacksaw
    Siamo cosi` ignoranti sul tema “cervello” che non sappiamo nemmeno realmente a cosa serva ne` come possa essere modificato, che il cervello potrebbe tranquillamente essere quella parte dello scibile umano che noi meno conosciamo.
    Che qualcuno venga a dire che puo` definire con esattezza non solo cosa e` l` intelligenza in termini assoluti (cosa che non mi pare nessuno possa dire di poter fare) ma anche pretenda di poter dire qualcosa su come si evolvera`; mi pare ai limiti del comico..

    Gigi

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  7. Attenzione: esistono dei limiti fisici, che non sono superabili, checché se ne dica. Se il nostro corpo è calibrato per correre a max 25 km/ora, ne cosnegue che a detto valore sono regolati anche tutti gli altri sensi (occhi, riflessi, udito, ecc.). Tali limiti possono essere superati solo in relazione a fattori eccezionali (es. Schumacher), ma non appartengono alla media degli individui. Parimenti, vi possono essere individui eccezionali (es. Einstein o Hawking), capaci di ragionare con naturalezza in termini di multiverso o spazio n-dimensionale, ma ciò non appartiene alla media degli essere umani, perché il nostro cervello non è strutturato per farlo (non essendo necessario per la sopravvivenza).
    Ciò potrà avvenire (se mai avverrà) solamente in ragione d’un salto evolutivo, per il quale il nostro cervello acquisti una diversa configurazione e tale configurazione sia generalmente distribuita tra la maggioranza degli individui che formano la specie.

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  8. @Gigi
    Ribadisco che l’articolo originale è su come può (o non può) evolvere “l’organo cervello” in base ai suoi parametri FISICI (densità, interconnessione, dissipazione di calore ecc.)
    Di come possa evolvere l’intelligenza in conseguenza, si fa appena qualche accenno sulla base dei pochi elementi noti (es. correlazione lineare tra capacità di memorizzazione e densità di interconnessione).
    Il resto è pessimo giornalismo.

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  9. @Lector, Hacksaw,
    1) il salto evolutivo non e` detto che sia un salto, fiora il cervello si e` evoluto per piccoli cambiamenti genetici continui, secondo la teoria dell` evoluzioe darwiniana
    2) il collegamento cervello = intelligenza, anche se giudicato scontato, tanto scontato non e`, in quanto non si e` mai messo veramente il relazione grandezze fisiche (tipo cellule del cervello) con capacita` intellettive in modo chiaro e definitivo. Non che io sappia.
    3) La teoria dell` evoluzione, anche se provata storicamente, non e` una teoria scientifica nel senso che puo` prevedere come qualche organo si evolvera` nel futuro in un determinato ambiente.
    Per cui dire come si possa evolvere il cervello (o l` unchia del piede destro) in un futuro lontano non ha per me molto senso

    Premetto che sono un hobbysta della teoria dell` evoluzione e non uno specialista

    Gigi

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  10. Commento superlativo e fantastico Blog.

    Se Scott Adams (quello del principio di Dilbert) sosteneva che la vera catastrofe dell’umanità è la carta stampata, poichè mette nella bocca di molti stupidi le idee dei pochi geni che la popolano, potremmo dire che il disastro di Repubblica e del Corriere (ha pubblicato la medesima) è il web, in quanto gli permette di raggiungerci anche quando non li compriamo… 🙂

    Dedicassero più tempo alla qualità e si degnassero di produrre meno carta da macero con formati ridotti ammetto che sarebbero “quasi” leggibili….

    Essere ignoranti ormai è quasi un lusso, ma certa informazione non è assolutamente collegabile allo sviluppo intelletivo, semai atrofizza il cervello.

    Matteo a.k.a. dlsan

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  11. @–>Gigi
    Solo tre appunti:
    1. “fi(n)ora il cervello si e` evoluto per piccoli cambiamenti genetici continui”: è una teoria; ce n’è un’altra che si rifà ai salti;
    2. “non si e` mai messo veramente il relazione grandezze fisiche (tipo cellule del cervello) con capacita` intellettive”: il mio discorso prescinde del tutto da fattori di carattere quantitativo; funziona perfettamente anche in termini meramente qualitativi;
    3.“dire come si possa evolvere il cervello (o l`un(g)hia del piede destro) in un futuro lontano non ha per me molto senso”: infatti; t’è evidentemente sfuggito il mio inciso “(se mai avverrà)”.
    Sono pienamente convinto – in ciò suffragato anche da qualche riscontro molto più autorevole che la mia modestissima opinione – che non v’era quasi nessuna differenza tra il nostro cervello e quello dei nostri antenati “sapiens”. Ciò sta a significare che, in centinaia di migliaia di anni, il cervello umano non s’è evoluto neanche d’una sinapsi. Diverso è il confronto con precedenti antenati, quali, ad esempio l’homo erectus. In questo caso s’è verificato proprio quel salto evolutivo di cui parlo.

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  12. @–>iLManigoldo
    In verità, l’autore o gli autori di quel pezzo che riporti, sono nel giusto, sia rispetto ai fondamenti della religione che all’insegnamento della Chiesa; è quello che tentava di spiegare Odifreddi nel suo celebre “Perché non possiamo essere cristiani …”, che pochi invero hanno compreso.

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  13. @lector

    Il killer non é cristiano tanto meno tradizionalista o fondamentalista».Il cristiano deve aborrire la violenza e chi la mette in pratica del cristianesimo non ha compreso nulla.
    La storia del cristianesimo come si evince da una delle innumerevoli forme e rappresentazioni che ho riportato in immagine (con tanto di domanda retorica..) porta in sè stesso l’imprinting della violenza e dell’uccisione. ‘mortui’ manent e verba volant..

    p.s. Babini che ha ragione?!… non ci siamo proprio

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  14. @–>iLManigoldo
    Purtroppo non ho tempo di leggere l’articolo. Ti replico al volo.
    Babini dice “i cattolici … devono essere fondamentalisti”, cioé devono attenersi ai fondamenti della loro religione.
    E’ corretto. Chi non lo fa, non è cattolico.
    Sarà di volta in volta deista, teista, massone, inquieto, spirituale, teologico, ateo, anticlericale, purista, ecc. ecc., ma non cattolico.
    E’ cattolico solamente chi si attiene con doverosa osservanza a tutti i dettami di Santa Madre Chiesa e quando esce dal seminato corre a confessarsi.

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  15. il salto quantico non mi convince già a livello concettuale, per il semplice motivo che la mente umana è sempre e comunque incorporata nel corpo stesso, tant’è che i filosofi della mente più al passo col dibattito odierno scrivono appunto corpomente; quindi i limiti fisici non sono quelli del cervello, anche perchè è davvero ingenuo ogni isomorfismo fra la massa cerebrale e la mente; il concetto di intelligenza poi, è davvero assurdo inchiodarlo presuntuosamente alla specie umana, vorrei far osservare come è quasi certo che per esempio i batteri, ci sono da 400 milioni di anni e, probabilmente, ci saranno altri 400 milioni di anni dopo che quella forma fuggevole di vita che è l’uomo, sarà scomparsa; chi intelligente? solo chi lo sa raccontare? comunque, ogni teoria ha il suo fascino, e non la si può giudicare senza approfondimenti ad hoc

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  16. @lector
    vediamo di capirci:
    Babini pensiero: “Il killer non è cristiano perchè uccide (non può essere fondamendalista). Il cristiano non uccide “sennò non ha capito nulla del cristianesimo” (è fondamentalista).
    Il cristianesimo si è storicamente porta con sè una marea di violenza e uccisioni. Babini non ne tiene affatto conto limitandosi (suo solito) a farne un discorso di pura semantica da catechismo (le chiacchiere stanno a zero, parlano da sole le stragi fatte dai cristiani tradizionalisti e fondamentalisti come dice lui). Da qui il mio post iniziale sulla regressione galoppante del cervello del suddetto vescovo emerito..

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