Il pericoloso multiculturalismo di Magdi Cristiano

si rigrazia esorciccio  per l’immagine

Magdi Cristiano Allam, sul Giornale di stamattina, dà una pittoresca definizione di multiculturalismo, fenomeno che aborre e considera fonte di ogni male, compreso l’attentato del folle norvegese:

«L’ideologia del multicultu­ralismo è la trasposizi­one in ambi­to sociale del relativismo che si fon­da sulla tesi che per amare il prossi­mo si debba sposare la sua religio­ne o le sue idee.»

Quindi il multiculturalismo, secondo la definizione di Allam, è quella cosa che, se, per esempio, sei un Musulmano e ti trasferisci in Occidente, ti spinge a sposare la religione cristiana e le sue idee.

In pratica Magdi Cristiano Allam si considera pericoloso, è evidente.

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19 pensieri su “Il pericoloso multiculturalismo di Magdi Cristiano

  1. d’accordissimo con Frank84.

    Ps Il tuo blog, dall’epoca in cui ne scrissi per La Nuova Venezia, è sempre più accattivante.
    Ancora complimenti Mariangela.
    Un abbraccio

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  2. I nazisti lo sapevano benissimo. Infatti, affidavano l’effettiva custodia dei campi di concentramento ai c.d. kapos (sing. kapò) e alle blokove, che altri non erano che detenuti e detenute con funzioni di comando sugli altri internati. Per non perdere i privilegi acquisiti in virtù della loro carica, kapos e blovoke erano spesso più crudeli nei confronti dei loro compagni degli stessi carcerieri nazisti.
    Berlusconi, quando diede del kapò al parlamentare europeo tedesco Martin Schulz, diede tra l’altro prova di non conoscere la storia.

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  3. I nazisti lo sapevano benissimo. Infatti, affidavano l’effettiva custodia dei campi di concentramento ai c.d. kapos (sing. kapò) e alle blokove, che altri non erano che detenuti e detenute con funzioni di comando sugli altri internati. Per non perdere i privilegi acquisiti in virtù della loro carica, kapos e blokove erano spesso più crudeli nei confronti dei loro compagni degli stessi carcerieri nazisti.
    Berlusconi, quando diede del kapò al parlamentare europeo tedesco Martin Schulz, dimostrò tra l’altro di non conoscere la storia.

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  4. Pero in realta Magdi Allam non era musulmano ma secondo varie fonti si dichiarava musulmano per farsi passare come esperto dell’islam. Era cristiano copto.
    http://www.kelebekler.com/occ/pinoc0.htm (Tanti pensano che “tutti gli arabi sono musulmani”, e magari che “tutti i musulmani sono arabi”. Quindi quando si vede qualcuno con un nome esotico come quello di Magdi, si pensa subito che debba essere un grande esperto di cose islamiche.
    Quando però avevo scritto, come fanno tanti, che Magdi Allam era un musulmano, sono stato subito corretto da diverse persone che avevano avuto modo di conoscerlo: secondo loro, Magdi Allam apparterrebbe alla splendida, antica e coraggiosa comunità dei cristiani egiziani. A differenza di Buffa e Palazzi, gli altri che sostengono che Magdi Allam sia cristiano in genere commentano – se Magdi Allam lo dicesse in giro, perderebbe il ruolo acquisito con tanta fatica di “musulmano che svela da dentro i misteri dell’Islam”. Insomma, sarebbe un po’ come se un valdese facesse il vaticanista negli Stati Uniti, sfruttando come unica carta il proprio cognome da italiano.

    Altri sostengono invece, con altrettanta decisione, che Magdi Allam sia musulmano; mentre per qualcuno, la verità si troverebbe in mezzo: un vecchio amico di Magdi Allam ci ha detto che il nostro sarebbe sì di famiglia copta, ma il nonno, in un momento di opportunismo, si sarebbe convertito all’islam. Il padre di Magdi, invece – forse con un occhio alla futura carriera internazionale del figlio – si sarebbe rifatto cristiano.

    Comunque sia, Magdi fu mandato in un collegio di preti e conseguì la licenza liceale in una scuola salesiana. Un ottimo posto per imparare l’italiano, forse non il posto migliore per avere il polso della vita egiziana.

    Saggiamente, Magdi Allam evita di arrabbiarsi quando lo definiscono “musulmano moderato”. )

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  5. Se fosse vissuto nel XIX secolo Magdi Allam avrebbe fatto volentieri il capo ascaro negli eserciti coloniali.

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  6. quando un fanatico uccide, è solo l’ultimo anello di una catena che parte da colte, apparentemente sensate, parole

    il giardino dell’odio sono in tanti a concimarlo, giorno per giorno, editoriale per editoriale

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  7. io non riesco a pensare che una ideologia, sebbene forte (nella sua testa, perchè, in se, era raffozonata e male, par di capire), possa permetterti di sparare per un’ora a dei ragazzini uno per uno. magari farti saltare con una bomba, un attimo di convinzione, ma una cosa del genere… ci deve essere qualcosa di profondo, non accidentale o recente, che fa me diverso da lui, ma anche un innocuo sostenitore delle idee neonazi ecc da lui. lo voglio sperare perchè altrimenti… tutto mi sembra insensato.
    quanto a quelli come Allam, di una “parte” e dell’altra, che usano questi eventi come scusa per propangare idee para-politiche di bassa convenienza, hanno tutto il mio disprezzo, perchè in un caso del genere non basta il “devo pur lavorare”.

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  8. Allam delira come neanche la peggiore Fallaci.
    Eppure, Oriana lanciava strali ed anatemi da un Paese in cui era ospite. Aliena. Straniera.
    Eppure, l’ hanno accolta.
    Idem per il novello crociato, Magdi (Cristiano?) Allam.

    Mi fanno un pochino pena, ma non più di tanto. Per fortuna mia.

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  9. A mio avviso, la frase andrebbe formulata (oppure letta) così:
    «L’ideologia del multicultu­ralismo è la trasposizi­one in ambi­to sociale del relativismo che si fon­da sulla tesi che per [convivere con] il prossi­mo si debba[no ritenere comunque compatibili] la sua religio­ne o le sue idee.»
    (ho tolto l’amore per il prossimo, che quando lo sento nominare mi sento spinto a causare dolore al primo che passa)

    Se interpreto correttamente, Allam non ha mica tutti i torti, in questo caso. Il multi-folklore, il multi-etnico, il multi-gastronomico possono funzionare; non il multiculturalismo, che porta prima o poi allo scontro sul piano dei principî fondamentali e delle leggi, con una parte che deve giocoforza prevalere su di un’altra.
    Credere a un dio piuttosto che a un altro, o non credere affatto, non è un requisito indispensabile (anche se qualche grattacapo lo si ha lo stesso) come invece è condividere i contenuti fondamentali di una carta costituzionale. Nel momento in cui si materializza questa condivisione, il multiculturalismo scompare, perché la base su cui poggia la convivenza è una sola.

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  10. @marcoz: Formulata in altro modo, sarebbe stata una frase diversa. Formulata come l’ha formulata lui è una scemenza paurosa, perché nessuno ha mai preteso di “sposare” acriticamente i contenuti di un’altra cultura (neppure della nostra, a questo punto: ci sono un sacco di cose della mia cultura che mi fanno francamente orrore), e il “multiculturalismo” non è quella roba che dice lui, e lui secondo me lo sa benissimo che la sua definizione è sbagliata, ma la usa perché una simile definizione gli fa buon gioco a sostenere quanto vuole sostenere.
    Il multiculturalismo può benissimo funzionare, perché spesso le altre “culture” hanno valori di fondo abbastanza conciliabili con i nostri e sono dispostissime ad accettare di rispettare i nostri pur di poter vivere qua tranquille. In genere il problema è che non si va d’accordo con i fanatici di qualsiasi cultura, ma è anche vero che secondo me i fanatici sono semplicemente fanatici, e non sono assimilabili per definizione.

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  11. La compatibilità non può essere “abbastanza” per i principî fondamentali: c’è o non c’è. E, ripeto, mi riferisco a quei valori che da noi hanno portato alla formulazione di una carta costituzionale (la quale, a parte qualche articolo che potrebbe essere suscettibile di modifica, non ritengo che contenga elementi tanto orripilanti)*.
    E se non c’è convergenza pressoché totale, l’unico sistema possibile è quello di due mondi distinti che convivono sullo stesso territorio, come sembra presagire l’adozione di tribunali islamici in UK (Dio – se esiste – ce ne scampi!). Però questo non è multiculturalismo all’insegna dell’integrazione, è vivere nello stesso palazzo facendosi i fatti propri, finché qualcuno non incomincia a litigare per l’uso dell’ascensore.

    * se per orrido, invece, ci si riferisce a particolari usi e costumi di alcuni nostri connazionali, che nessuna norma dichiara ammissibili, be’, questo è un altro discorso.

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  12. Anche secondo me il multiculturalismo può funzionare. In fondo noi esseri umani desideriamo le stesse cose, ed abbiamo , di base, gli stessi valori fondamentali, così come sistemi giuridici differenti, di fondo disciplinano in modo simile, magari dandogli un nome diverso, gli stessi fatti…

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