Lo strano caso del precario anticasta

Al momento in cui scrivo questo post questa pagina di Facebook conta più di 200mila fan. E’ stata aperta, si legge nelle informazioni, da un sedicente “precario”, ossia un portaborse, il quale, licenziato dopo quindici anni di onorato servizio, dice di aver deciso di svelare “tutti i segreti della Casta”.

Di segreti, in realtà, ce ne sono pochini. Le agevolazioni, le offerte e i canali privilegiati di cui parlamentari e politici godono in virtù del loro ruolo sono in realtà già noti da tempo, grazie a libri e inchieste sui giornali. Il fantomatico “portaborse” si limita infatti a scrivere dei post in cui riassume questi privilegi: sconti su auto, tariffe telefoniche agevolate. Tutte cose che in periodi di crisi economica ammetto che facciano un po’ arrabbiare i privati cittadini che si devono pagare tutto, ma che poi, comparate con analoghe tariffe e sconti offerte dalle varie società ai normali dirigenti d’azienda non sono così scandalose.

Poco più interessanti i post in cui si spiega come alcuni parlamentari ottengano una scorta non dovuta, o portino mogli e amanti in giro sulle auto blu. Ma anche qua, nulla che non si sapesse: basta dare una scorsa ai libri di Stella e si viene a conoscenza di particolari ben peggiori, e sono citati anche nome e cognome dei politici coinvolti, mentre qui, c’è da dire, nomi e cognomi tragicamente mancano: non solo quelli dei politici, ma anche quello dell’autore dei post.

Mentre la stampa ha dato gran risalto alla pagina di Facebook del sedicente ex portaborse, affrettandosi a dichiaralo “il nuovo Assange anticasta” e pare dare per scontato la veridicità della storia da lui raccontata (qui il Corriere e qui la Stampa) la Rete, quella che è sempre accusata di saper creare solo bufale, dimostra invece di avere una straordinaria capacità di creare anche gli anticorpi alle stesse: Arianna Ciccone subodora qualcosa che non torna nell’operazione, e altri giornali, messi sull’avviso dal tam tam web si chiedono se non vi sia dietro qualche abile manovra di marketing.

Il sedicente ex portaborse, intanto, apre un blog ed un account su Twitter, dicendosi spaventato che lo si voglia “zittire” a causa di presunte minacce a lui giunte di chiusura della pagina di FB. Si fa accenno ad imprecisate “violazioni del copyright”, ma non è chiaro a cosa ci si possa mai riferire. Il precario stesso, per quanto invitato nei commenti a chiarire, non risponde; anzi, per la verità, a parte le comunicazioni tramite lo status e i link a nuove note, non replica proprio e non interagisce con i suoi fan. Da qualche accenno sparso in rete su altri siti e sui SN, però, pare che i commenti in cui alcuni esprimano dubbi o chiedano maggiori informazioni vengano anzi prontamente cassati.

Quelli rimasti in calce ai post sono numerosissimi e tutti entusiasti. I fan del “precario” infatti si distinguono per l’assoluta mancanza di dubbi su quanto viene loro raccontato. Non tanto sulla sostanza dei post, ma sull’identità di chi racconta questi fatti. In breve, la storia del precario licenziato scritta sul box viene presa per vera senza alcuna ulteriore verifica. A nessuno dei fan viene in mente che, non essendoci un nome e un cognome, né nessun indizio riguardante la regione di provenienza, non vi è la minima certezza né alcuna maniera di verificare che l’autore della pagina sia davvero un ex portaborse di Montecitorio e non una parrucchiera bontempona di Trento, per dire.

Alcuni, più sgamati, dimostrano in realtà di non considerare importante se la biografia raccontata dal precario sia vera o falsa. In altri blog o pagine di google+, come la mia, dove si apre un dibattito, arrivano a dire che non è importante sapere se il precario esista o meno, perché l’importante è che serva a far scoppiare una sommossa popolare, a svegliare le coscienze. Se per far questo bisogna ricorrere all’espediente di qualcuno che racconta una biografia falsa in rete, è a fin di bene.

Man mano che i fan aumentano, sulla pagina di Facebook si assiste ad una deriva nei commenti: mentre i primi erano solo di schifo profondo per quanto veniva raccontato, negli ultimi si arrivano ad invocare “ghigliottine”, “rivoluzioni”, e c’è chi definisce il fantomatico precario un “eroe”, uno “con le palle”. Il tutto senza che ancora sia stata data dall’”eroe” una sola prova della sua esistenza reale. In pratica, potrebbe davvero trattarsi di una parrucchiera di Trento che ha letto e riassunto bene i libri di Gian Antonio Stella, di Pansa e qualche altra inchiesta affine, anche se il sospetto più fondato, dato l’aggiornamento costante della pagina, la velocità con cui le redazioni dei giornali sono state avvertite della “messa on line” del materiale ancora prima che il precario sbarcasse su Facebook, fanno pensare ad un collettivo di persone che si san muovere bene su internet e tengono monitorata costantemente la rete.

Ieri alle 13 Spider Truman – che nel frattempo si è scelto come avatar la foto di V per Vendetta – esce con questo post, in cui dice di voler svelare la sua identità, ma poi, in realtà, in pratica svela la beffa: Spider Truman non esiste, o meglio dovrebbe incarnare (non si sa a che titolo) tutti gli “sfruttati” della società. Con un tono apocalittico ma ingiustificato – dato la pochezza delle “rivelazioni” fatte – evoca una rivoluzione vaga e di là da venire.

Alcuni dei commenti cominciano ad essere fortemente critici, ma la maggior parte è entusiasta. In certuni si continua a far riferimento ad una fantomatica “censura” da parte di Facebook, addirittura chiedendo il boicottaggio di FB. Censura che però non è mai avvenuta, e non ci sono nemmeno prove che sia nemmeno stata mai minacciata, ma ormai, per taluni fan, è diventata un dato di fatto incontrovertibile. Nonostante il fantomatico precario non abbia dato indicazioni su cosa praticamente voglia fare, si moltiplicano nei commenti anche i suggerimenti a organizzare manifestazioni e occupazioni. Suggerimenti che per ora cadono nel vuoto, perché il “precario” non risponde.

Alcune riflessioni sulla vicenda:

  1. La Rete e le bufale. Stando a quanto è avvenuto, è per lo meno impreciso dire che “la rete” ha appoggiato in modo acritico il “precario”, o si è bevuta senza controllo la storia. In realtà, come si è visto, le prime voci scettiche ed inchieste serie sulla vicenda sono partite proprio dalla “rete” stessa, o meglio da alcuni blogger, mentre la stampa tradizionale si è dimostrata molto più propensa a riportare la storia senza alcun controllo reale su quanto veniva affermato, più interessata, forse, sulle prime, all’aspetto “folkloristico” della cosa che ad una indagine seria su quello che veniva detto dagli autori della pagina facebook. La “rete” intesa come entità omogenea, non esiste: esistono persone che scrivono e si muovono sulla rete. Alcuni di questi, come il gruppo dietro al “precario”, conoscendo i meccanismi pubblicitari li sfruttano per creare storie acchiappaaudience. Ma le tecniche usate, anche se declinate sul web, sono simili a quelle che vengono usate dal marketing per qualsiasi altro ambito. La “rete” semmai – o meglio: alcuni blogger che operano in essa – hanno capito ben prima dei media tradizionali che qualcosa non tornava nelle affermazioni proposte e si sono mossi più speditamente ed in maniera più incisiva dei giornalisti “professionisti” (distinzione peraltro anche difficile da fare: Arianna Ciccone è una giornalista).
  2. La credibilità dell’eroe. Fra i fan del precario in larga parte però si nota l’assoluta incapacità di distinguere fra una storia “falsa” e una “verificata”. Il grosso pubblico – formato, si noti, anche da persone mediamente “colte” – dimostra di prendere per oro colato le affermazioni del “precario” sulle presunte pressioni o possibili censure e rischi da lui corsi, nonostante l’assurdità di queste affermazioni sia palese (la pagina di FB non è stata chiusa, è ancora là; i post vaghi che ha pubblicato, pieni di notizie ampiamente pubbliche, non possono in alcun caso essere oggetto di querela da parte di nessuno, il precario non ha alcun bisogno di postare da sconosciuti internet point come un agente segreto braccato, eccetera). Una volta assunto il “precario” come eroe, i fan in pratica abdicano ad ogni filtro razionale sulle sue affermazioni, ed anzi paiono affascinati quanto più queste si colorano di aspetti da fumetto o da romanzo d’appendice. La Rivoluzione non è un pranzo di gala, ma è affascinante solo se sembra una brutta puntata della Primula Rossa. I fan, inoltre, sembrano del tutto insensibili al fatto che il presunto loro eroe in realtà non ha ancora fatto nulla di “eroico”: non ha rivelato scottanti segreti, non ha rischiato nulla, non ha neppure proposto e fatto girare un qualche “programma” concreto. Neppure risponde in pratica alle loro sollecitazioni o idee. In questo il “precario” è una sorta di Beppe Grillo all’ennesima potenza. Beppe Grillo, infatti, è una persona reale che ha messo in piedi un movimento reale partendo dalla rete; il “precario” è una figura totalmente virtuale e senza back ground, e nemmeno interagisce con i fan. Eppure è incredibile come sul sito si moltiplichino i commenti di chi “vuole dare una mano” e si offre per mobilitarsi. Per cosa, non si sa.
  3. Il complesso della collana della Regina. Altrettanto interessanti sono coloro che, pur subodorando che si tratti di una bufala, però dicono che è meglio, perché tutto quanto serva a far scoppiare l’ira contro la casta, anche una manifesta operazione montata ad arte, va bene. Qua siamo dalle parti dei pamphlet rivoluzionari contro Maria Antonietta, che spesso inventavano ad usum populi incredibili storie di corruzione alla corte di Francia, tipo la vicenda della Collana della Regina. Anche qua, il “virtuale” vince il reale: in un momento in cui per trovare vere storie di malaffare, molto più pesanti di quelle citate dal fantomatico precario e con tanto di nomi e cognomi verificabili, basta guardare le prime pagine dei giornali, la storia che conquista è quella del fantomatico precario, non tanto per quello che racconta, ma per come è raccontata e impacchettata. L’indignazione è vincolata ad una narrazione affascinante creata da un personaggio con tratti avventurosi.
  4. Il disprezzo intrinseco per le masse. C’è da domandarsi però se coloro che plaudono a questo tipo di spettacolarizzazione come “mezzo” per calamitare le masse e portarle verso una “rivoluzione anticasta” si rendano conto che così agiscono esattamente come coloro che odiano: manipolano il consenso popolare, spingendo una torma di individui a mobilitarsi per una narrazione fasulla. A voler fare una analisi politica, usare la falsa storia del precario per suscitare indignazione anziché usare una storia reale è una operazione che denota una un dispregio totale nella capacità del “popolo” di sapersi mobilitare per le cause “giuste”. Più che una rivoluzione dal basso, chi usa una storia simile per creare attorno a sé consenso si dimostra parte di una élite che vuole usare la massa per arrivare ad una qualche forma di potere. Insomma, è una operazione che, nei suoi tratti distintivi di fondo, non è pensata per abbattere “la casta”. Solo per sostituire una casta ad un’altra, semmai.

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89 pensieri su “Lo strano caso del precario anticasta

  1. “una operazione che denota una un dispregio totale nella capacità del “popolo” di sapersi mobilitare per le cause “giuste”. ”
    E in effetti, se così dovesse essere, non ci avrebbero sbagliato di molto a giudicare dal tenore dei commenti e dei fans.

    Sin dal primo momento mi è parso tutto molto strano, quando la pagina ancora non raggiungeva i 100 mi piace ho notato che non c’era l’ombra di un nome e lì mi è crollato tutto.

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  2. Da questo punto di vista, la cosa più grave è che il punto (4) sta funzionando.

    Resto convinto però che si tratti di qualcosa di assimilabile ad un’opera d’arte dal seguente punto di vista: non è interessante di per sè ma è interessante in quanto ci dice qualcosa di quello che la società (o fette consistenti di essa) accetta e fa suo e ciò che la società rigetta o semplicemente trascura. Ed il discorso si riferisce sia ai contenuti (la rabbia, ma anche la superficialità) sia ai metodi (gerarchici? o peggio ancora: anonimato da tastiera e ben poco movimento reale? per ora, eh. Questo è comunque un classico che chiunque faccia politica è abituato ad affrontare tragicamente).

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  3. Non lo so, sono perplessa. In effetti il presunto precario di montecitorio aggiunge parecchi particolari in piu’ a vicende già note e quello che racconta appare, a chi non ne è digiuno, verosimile. Personalmente mi sono fatta la seguente opinione:
    Il problema è se quanto scrive sia vero e solo in subordine chi sia il precario. Se è vero quanto scrive, anche se le notizie non sono proprio nuovissime, assume importanza il tempo e il contesto storico in cui queste notizie vengono date e il clamore ad esse riservato dalla stampa embedded. A ‘sto punto se il progetto proviene da qualche istituzione (si vocifera ci siano dietro di pietro e vendola) resta in bilico il problema di “come non farsi strumentalizzare”. Ed è lì che si giocano tutti gli orizzonti politici del presente.

    Se, viceversa il tizio non scrive nulla di vero o balle condite di verità, allora bisognerà vedere dove porta questo clamore mediatico che supporta palle.
    Magari sarà l’ennesima bufala massmediatica che lascia il tempo che trova.
    In ogni caso i giochi sono aperti.

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  4. In effetti non mi aveva convinta… puzzava di bluff da lontano. Ho condiviso il tuo post sulla mia pagina di FB, perché sicuramente qualche credulone tra i miei amici l’ho anch’io! 🙂

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  5. Sono d’accordo sul punto 1, ma non sono d’accordo sul punto 2.

    La conversazione in Rete è un fatto dinamico quindi il fatto che qualcuno sostenga la tesi A e qualcun altro la tesi B non significa che chi sostiene la tesi A debba essere considerato per sempre cretino.

    Alcune obiezioni del punto 2 poi sono sbagliate: “Il grosso pubblico (…) dimostra di prendere per oro colato le affermazioni del “precario” sulle presunte pressioni o possibili censure e rischi da lui corsi, nonostante l’assurdità di queste affermazioni sia palese (la pagina di FB non è stata chiusa, è ancora là; i post vaghi che ha pubblicato, pieni di notizie ampiamente pubbliche, non possono in alcun caso essere oggetto di querela da parte di nessuno, il precario non ha alcun bisogno di postare da sconosciuti internet point come un agente segreto braccato, eccetera).”

    1. Non è detto che una pagina FB problematica debba essere chiusa entro 24 ore. I provvedimenti “repressivi” (giustificati o meno) possono anche essere presi settimane dopo. Avere un blog di backup è comunque una buona politica per qualsiasi presenza in Facebook.

    2. Per chi ha tasche profonde, non occorrono presupposti legali troppo solidi per fare una querela intimidatoria, quindi non è vero che i contenuti dei post “non possono essere oggetto di querela in nessun caso”.

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  6. Giusto stamane mi è arrivata questa mail in spam che, considerata l’attinenza, giro a tutti voi :

    Qualche settimana fa c’era un articoletto che spiega che recentemente il Parlamento ha votato all’UNANIMITA’ e senza astenuti un aumento di stipendio per i parlamentari pari a circa € 1.135,00 al mese.
    Inoltre la mozione è stata camuffata in modo tale da non risultare nei verbali ufficiali.
    STIPENDIO Euro 19.150,00 AL MESE, di cui:
    – STIPENDIO BASE circa Euro 9.980,00 al mese
    – PORTABORSE circa Euro 4.030,00 al mese (generalmente parente o familiare)
    – RIMBORSO SPESE AFFITTO circa Euro 2.900,00 al mese
    – INDENNITA’ DI CARICA (da Euro 335,00 circa a Euro 6.455,00) TUTTI ESENTASSE
    – TELEFONO CELLULARE gratis
    – TESSERA DEL CINEMA gratis
    – TESSERA TEATRO gratis
    – TESSERA AUTOBUS – METROPOLITANA gratis
    – FRANCOBOLLI gratis
    – VIAGGI AEREO NAZIONALI gratis
    – CIRCOLAZIONE AUTOSTRADE gratis
    – PISCINE E PALESTRE gratis
    – FS gratis
    – AEREO DI STATO gratis
    – SERVIZI AMBASCIATE gratis
    – CLINICHE gratis
    – ASSICURAZIONE INFORTUNI gratis
    – ASSICURAZIONE MORTE gratis
    – AUTO BLU CON AUTISTA gratis
    – RISTORANTE gratis (nel 1999 hanno mangiato e bevuto gratis per Euro 1.472.000,00).

    Intascano uno stipendio e hanno diritto alla pensione dopo 35 mesi in parlamento mentre obbligano i cittadini a 35 anni di contributi (41 anni per il pubblico impiego !!!)

    Circa Euro 103.000,00 li incassano con il rimborso spese elettorali (in violazione alla legge sul finanziamento ai partiti), più i privilegi per quelli che sono stati Presidenti della Repubblica, del Senato o della Camera. (Es: la sig.ra Pivetti ha a disposizione e gratis un ufficio, una segretaria, l’auto blu ed una scorta sempre al suo servizio)

    La sola camera dei deputati costa al cittadino Euro 2.215,00 al MINUTO !!

    Far circolare. Si sta promuovendo un referendum per l’ abolizione dei privilegi di tutti i parlamentari……queste informazioni possono essere lette solo attraverso Internet in quanto quasi tutti i massmedia rifiutano di portarle a conoscenza degli italiani……

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  7. Condivido quanto detto da Cloro.
    Da parte mia dico che, sinceramente, non capisco tutto questo sbattersi per dimostrare che Spider-coso è un fake (come se i privilegi della Casta non fossero comunque qualcosa di fin troppo evidente e reale).
    Tra l’altro, come faccia Daniele Sensi ad essere così sicuro che si tratti di un bluff lo sa solo lui.
    Questa campagna anti-Spidercoso, tutto sommato un fenomenuccio di rete come tanti, dimostra solo come stia diventando facile scatenare una reazione pavloviana nelle blogstar che ogni giorno devono dedicare un post all’argomento del momento se no non sono più blogstar. Come se dovessero smascherare chissà quale complotto. Anche questo, e cioè lo scrivere tutti la stessa cosa, è la cara vecchia omologazione, non trovate?

    Calma ragazzi, è solo un altro blog e l’ennesima pagina Facebook. Le tariffe ultra-agevolate TIM sono vere? Basta questo. Se poi sono stati Fini o Stracquadanio o Di Pietro ad avere aperto la pagina, cosa cambia? La gente deve comunque sapere che razza di gentaglia ci governa perché, ricordiamocelo, la TV non glielo dice.

    Ad ogni modo, se dietro la maschera di Spider-coso ci fosse veramente Mascia si spiegherebbero tante cose. Pavlov compreso.

    Besos.

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  8. Narrazione fasulla sarà la tua, il solo fatto che le notizie non portino firma non vuol dire che non siano vere!!! Ho fatto il portaborse per 5 anni e spider truman chiunque esso sia sta riportando solo la verità che, peraltro, è sotto gli occhi di tutti gli italiani (mai visti i servizi di Report che portano una firma ed una documentazione tangibile di quanto si afferma, Stella e Rizzo tuoi colleghi, raccontano un sacco di ca……) poi onestamente è’ più importante certificare la veridicità delle denunce di spider truman anziché rincorrere il gossip!!!
    Assunto che sia tutto vero e perchè dovrebbe scivolarci tutto addosso!!!??? E’ vero ormai in Italia è la normalità, ci sono persone oramai assuefatte al sistema. Dal tono del tuo articolo emerge una criticità forte nei confronti di chi solleva il problema, del problema non parli!!? Non lo riconosci come un problema? O lo consideri la solita tiritera all’italiana!!??
    Sei una donna e probabilmente mamma, i tuoi figli cresceranno con il tuo esempio, spero concorderai su questo, ed i nostri politici con quale esempio stanno crescendo i propri connazionali!!???
    Scusami, ma è troppo comodo criticare gli attori di questa vicenda, quando ad ora ancora non si sa chi ne è l’artefice e soprattutto mi piacerebbe sapere il tuo punto di vista sull’argomento e non sul promotore?
    Fanno un lavoro ben retribuito e mi permetto lo fanno male, tutto il debito pubblico accumulato dall’Italia non certo solo colpa del contribuente evasore, è dovuto anche a 40 anni di cattive gestioni e di sprechi!!!???
    Le argomentazioni di spider mi sembrano molto valide e, sinceramente, sapere se dietro a tutto questo c’è un viola, un comunista, un fascista, un ebreo ecc. mi sembra solo un pretesto per sviare l’attenzione dal problema reale, in Italia la politica ha oltrepassato i limiti, aprite gli occhi che tra qualche anno ne riparleremo!!!!!
    Giuseppe Piccirilli

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  9. @–>Hacksaw
    No, mi spiace, ma devo dirti che ti sbagli. Ignoro lo scopo di tale invio, ma ti assicuro che le informazioni che vi sono contenute sono tutte esatte. Per motivi professionali, ho assistito per parecchi anni alcuni parlamentari e godono effettivamente di tutti i benefici che sono elencati nella lista. Inoltre, la loro indennità è suddivisa in due quote: una tassata, l’altra no. Ultimamente, verso la fien dello scorso anno, per puri motivi propagandistici, s’erano ridotti di qualche centinaio di euro l’indennità tassata. Ciò che non hanno pubblicizzato è che, nel contempo, si erano aumentati di pari importo la quota non tassata.

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  10. hai ragione galatea quando scrivi che la rete non esiste, esistono delle persone, alcuni intelligenti, alcuni normali, alcuni scemi abbastanza

    non ho seguito la vicenda perchè non seguo le vicende dell’internet, essendo uno di quegli sfigati che deve lavorare per campare

    diciamo che la casta fa ribrezzo, ma è anche un ottimo argomento per fare audience, per cui comprendo le perplessità

    per me l’internet non è solo un luogo di democrazia, ma è anche uno sterile sfogatoio, talvolta

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  11. interessante analisi, adesso pero’ andiamo al dunque: ci spremono come limoni perche’ hanno mandato allo sfascio l’economia, ma “loro” non pagano un centesimo: questo (in estrema sintesi) e’ il dunque.

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  12. Pingback: Tutta la verità su Spider Truman (Show) « I media-mondo. La mutazione che vedo attorno a me.

  13. ti stimo in generale ma soprattutto per il parallelo con l’affare della collana. realissimo e più che pertinente

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  14. che spider truman sia un modo di richiamare l’attenzione tramite internet mi pare abbastanza ovvio. Che dopo ci siano esaltati in una direzione e in quella opposta pure, chi lo vuole elevare a santo paladino e chi lo vuole come una grande bufala.

    quello che però ottiene è la divulgazione dei tanti, tantissimi, troppi e troppo grandi privilegi della casta.

    Vero anche che tutti quei dati sono già stati divulgati in precedenza, ma mai tutti assieme e con tanto seguito. La stampa che dovrebbe informare tutti in modo neutrale e autonomo da decadi serve il potere perché è la stessa stampa un potere. Forse sarebbe il caso rivedere il film “il quinto potere” ?

    E qua per me sta il pregio di Spider Truman e di internet, nel divulgare assieme, in modo concentrato e raggiungendo gente di destra, di sinistra e i tanti stufi della politica ma tanto stufi che ormai non ci fanno nemmeno più caso se un potente usa la sua posizione per intascare qualche milione in più di tangenti o altre “cosette” del genere … ” tanto lo fanno tutti” oppure “beh, si sa che è così” o ancora “chi ci metti a posto loro”.

    Spider Truman almeno può far ragionare a tanti che è ora di cambiare e per cambiare questa situazione dobbiamo svegliarci tutti noi e capire che possiamo cambiare questa situazione.
    Dieci anni fa nessuno avrebbe mai scommesso di vedere un presidente USA di origine in parte africana, quanti anni ci vorranno qua da noi per capire che si può cambiare?

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  15. Pingback: SpidermanTruman è Gianfranco Mascia del Popolo Viola e dell’IDV. | Reporter 24

  16. @lector
    Interessante… ho recuperato la mail originale (non butto via niente :D)… è del 2000 e le cifre sono in LIRE (ma bastava vedere la citazione sulla Pivetti e sui dati del 1999). Per il resto, praticamente identica.

    Nei fatti, la parte “recentemente il Parlamento ha votato” è la prima bufala, le cifre indicate sono bufale (non erano vere neanche nel 2000), la parte “la mozione è stata camuffata in modo tale da non risultare nei verbali ufficiali” è una bufalissima (si chiama “colpo di stato”).
    La parte “Si sta promuovendo un referendum per l’ abolizione dei privilegi di tutti i parlamentari” è una bufala (chi lo sta promuovendo?), quella “quasi tutti i massmedia rifiutano di portarle a conoscenza” è quantomeno da ridere nel 2011 visto che è da mesi praticamente il tema del giorno.

    Permettimi che in questa cornice anche se ci mettono qualcosa di giusto, ci rimette qualsiasi credibilità… anche se molti dei privilegi elencati sono veri (ma non certo una novità), la mail resta comunque una bufala principesca.

    Per seguirne la storia fino al 2008:
    http://attivissimo.blogspot.com/2008/01/antibufala-classic-gli-stipendi-dei.html

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  17. Pingback: Lo strano caso del precario anticasta « Il nuovo mondo di Galatea | Spider Truman | Scoop.it

  18. @lameduck: Scusami, Lame, ma potresti essere più precisa, per favore? Facciamo così, mettiamo un bello specchietto riassuntivo delle cose che si possono denunciare in Internet e di quelle che invece no. Tipo: se un tizio compare dal nulla raccontando che è un precario di Montecitorio, no, non si può sbugiardarlo perché sennò impicciamo la rivoluzione, e siamo anche delle blogstar in po’ isteriche che temono di perdere il loro enorme potere.
    Non so a te, ma a me, se un tizio sbuca fuori dal nulla, promette rivelazioni ecclatanti che poi non vengono epperò con questo si conquista un pubblico di 200mila persone, la cosa incuriosisce. Mi prende l’uzzolo (da blogstar isterica, per carità) di andare a controllare se la storia che racconta di sé è vera, soprattutto quando semina nei suoi post una serie di cose che la fan sembrare poco credibile. E per me no, non è lo stesso se la pagina la apre Straquadanio, Fini o Pinco Pallo che è un precario davvero. Per una sorta di tigna personale da blogstar rompicoglioni (veramente da cittadina rompicoglioni) voglio sapere chi c’è dietro una pagina, per esempio, se decido di diventarne fan o di appoggiare una qualsiasi campagna. Perché sai, poi, quando non ti informi su chi c’è dietro, succedono strane cose. Come aderire a campagne apolitiche che improvvisamente si scopre invece sono orchestrate da qualche onorevole, o aderire a siti “indipendenti” sul nucleare che dopo si scopre erano finanziati da quelli che le centrali volevano costruirle… cose così, insomma.

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  19. @gianni lombardi: se facebook chiude una pagina per segnalazioni degli utenti, non manda avvisi. La chiude e basta, e di solito, anche se smadonni per avere informazioni, non ti dice manco il perché. Quindi sarei molto curiosa di sapere come Spider Truman invece sapesse “preventivamente” che qualcuno voleva fargli chiudere la pagina. Avrà la palla di cristallo, chissà. Inoltre sul blog dice che la pagina rischiava di venire sospesa “per problemi di copyright”. Anche questo è strano. Sulla pagina, che era appena aperta, erano presenti solo post scritti dallo stesso Spider Truman. Che copyright potrebbe avere violato, visto che il materiale era suo, le foto (poche) erano sue e non c’erano riprodotti documenti?
    Le querele, per essere presentate, richiedono che il querelante dimostri che o il suo nome è citato o è chiaramente identificabile dal contesto o per accenni. Sul blog non ci sono nomi, non ci sono accenni e si parla sempre, genericamente, di cose che “alcuni onorevoli fanno”. Se presenti un esposto simile, i Carabinieri manco lo prendono in considerazione. Ma mettiamo pure che un onorevole lo quereli davvero. Be’, è quello che può capitare a chiunque di noi, me compresa, quando pubblichiamo un post sul blog. Se hai paura di questo, non apri il blog né la pagina di Facebook. Pretendere di postare senza rischi è davvero strano, specie per uno che vuol fare il rivoluzionario. Quando denunci una cosa, sai che ti assumi dei rischi. Anche gli imprenditori che denunciano il mafioso che chiede loro il pizzo rischiano. E Spider Truman no, non può correre neanche il rischio di una querela? E allora che posta a fare, l’eroe?

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  20. parlando in modo succinto penso che Giuseppe abbia una buona dose di ragione. A me non importa chi sia spider truman, se uno, 2.000 o nessuno….

    Penso che sia ora che la gente si svegli e inizi a pensare che si può cambiare lo status quo, che poi ci sono esaltati anche di direzioni opposte non cambia il fatto che tanta gente almeno ora ci pensa e ne parla.

    Dire che solo perché molto probabilmente spider truman non è un ex precario e che certe cose sono copiate o alterate da versioni vecchie di denuncia non è – per me – la cosa giusta da fare.
    Se ST non dice la verità si può esporre quale sia la verità, se i politici non hanno i privilegi citati fatecelo sapere, per cortesia.
    Ho visto pubblicato il tariffario usato per i parlamentari per cellulari (e loro aggregati probabilmente) – é anche questo falso?
    Falso pure che hanno biglietti gratis per volare in tutta l’Italia? Anche se magari non sono in servizio?????
    Falso che hanno auto blu, scorta permessi per la ZTL che possono mettere in una seconda macchina mentre poi quando vanno a lavorare magari hanno l’auto con l’autista?
    Falso che certi stipendi mensili sono quanto percepisce un precario in 12 mesi di lavoro?

    penso si dovrebbe parlare di questo e non cercare di oscurare il sole usando un setaccio…. anche se per tanti va bene, tanto nel frattempo riescono ad abbronzarsi!

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  21. io mia aspetto che tra qualche giorno si scopra che non vero niente con l’effetto di togliere argomenti e credibilità alle giuste proteste contro l’indisponibilità della politica di fare la propria parte di sacrifici

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  22. Pingback: I cretini del web - manteblog

  23. Pingback: SpiderTruman non esiste. Come avevamo subito intuito. Dietro c’è Gianfranco Mascia del Popolo Viola e dell’IDV | Informare per Resistere

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  26. Pingback: Spider Truman « Guidoriccio

  27. Lucidissima analisi da condividere. Non solo ! Pensavo le stesse cose, ma privo delle capacità di snocciolarle così bene. Concordo tuttavia con la replica di ATTILIO

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  28. cara Galatea, son consapevole che la tua priorità non è convincermi. Una cosa che potrebbe interessarti però è questa. se tu non avessi scritto su spider truman, io ad esempio non me ne sarei mai interessato. su facebook mi è passato sotto il naso ed è scivolato via come migliaia di altre pagine decisamente più insignificanti. quindi in minima parte anche tu sei colpevole del suo grande successo, ed anche questo è un fatto, senza viaggiare per universi paralleli. la prima volta che ho letto qualcosa di tuo, raccontavi la storia di Frine. post bellissimo direi, ed anche unico nal suo genere, visto che ho dovuto realizzare ritratti di donne “importanti” della storia (reali e non), ne cercavo informazioni sul web e su Frine in realtà avevo trovato ben poco, il tuo racconto è stato illuminante. forse sono stato solo fortunato perchè poi ho letto tutto il resto sulle biografie eccelleti da te analizzate, e molte mi son piaciute. certo, se fossi capitato per la prima volta nel tuo vecchio post su cavour (sicuramente meno unico e fin troppo “istituzionale”, se mi concedi il termine) o su questi ultimi di spider truman(tante parole sui suoi “seguaci”, tranne la vera causa del suo successo, come se t’ interessassero più i primi), non credo sarei diventato un tuo assiduo lettore. detto questo, interpreta queste righe come meglio credi, io non ho certo il tuo seguito, il mio blog è frequentato da pochi estimatori e i ,presumo, tanti detrattori semplicemente ne stanno alla larga o m’ ignorano, ho sicuramente meno responsabilità di te. su argomenti di questo genere, tranquilla, non t’ irriterò più. ti lascio agli applausi della tifoseria. saluti.

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  29. @–>Hacksaw
    Ho letto velocemente il post di Attivissimo; nei resoconti rilasciati dalla Camera, mi pare ci siano delle colpevoli omissioni. In particolare, quasi ogni deputato fa parte di una o più Commissioni, che fruttano loro quasi un secondo stipendio. Nella spam che gira ci sono delle notevoli imprecisioni, che denotano una conoscenza indiretta degli assunti. Ma, nella sostanza, corrisponde alla realtà dei benefici goduti dai nostri rappresentanti (dire cellulare gratis, anziché 3.000 euro annui di rimborsi spese telefoniche, mi pare possa reputarsi equivalente; non dispongono di auto blu, tuttavia, quando si muovono per “motivi istituzionali” possono ottenerla con estrema facilità, sebbene solo temporaneamente; non hanno cinema e teatro “gratis”, tuttavia ricevono quasi quotidianamente biglietti gratuiti per le prime della capitale e per quelle più significative in ambito nazionale; le spese elettorali vengono rimborsate al gruppo ma, a ciascun deputato, al termine del mandato, competono diverse migliaia di euro a titolo di buonuscita; ecc. ecc.)

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  30. Barbara, il punto è che il fatto che sia tutto vero è noto da tempo, è scritto sul sito ufficiale della Camera che hanno i voli gratis, e Tim può fare lo sconto a chi cazzo gli pare, come tutte le aziende del mondo.
    Pensare che duecentomila cittadini non lo sappiano, e che si sveglino di colpo per una pagina Facebook farlocca, è molto peggio. Vuol dire che una bella fetta di popolazione è ignorante come una capra, perché i privilegi che tanto schifano sono noti, pubblici e palesi. Non c’è nessun complotto, nulla di segreto o di oscuro. Questo è quello che non va in ST. Se la gente crede al complotto perché non gli piace che uno abbia dodicimila euro al mese, il suo livello di coscienza civile è esattamente quello della pensionata che crede a Berlusconi che dice che sta abbassando le tasse. Il fatto che la rabbia si diriga in una direzione “giusta” è contingente, e pure questione di opinioni.
    Poniamo che si realizzi la “rivoluzione anticasta” di ST: ci avremo guadagnato politici con lo stipendio più basso, ma il branco di pecoroni pronti a bersi qualsiasi appalto truccato resta, basta che a truccarlo bene sia il politico “amico” che si è abbassato lo stipendio. Per questo il problema vero, quello grosso, non sono i fatti che racconta ST, ma la gente che se li beve come fossero una novità. Insomma, sono “rivoluzionari” che a malapena sanno la differenza tra presidenzialismo e repubblica parlamentare, che non si sono mai degnati di aprire il sito della Camera, insomma “rivoluzionari” da operetta…pronti a seguire il primo che si venda come “dalla loro parte” indipendentemente da quel che poi davvero fa…

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  31. Lorenzo, ma tu credi che la Rivoluzione Russa l’abbia fatta Lenin o una massa di contadini e operai analfabeti o semianalfabeti?

    …e NON sto dicendo che ST sia Lenin, eh! nè che i trecentomila fans siano una potente forza rivoluzionaria. sto parlando solo ed esclusivamente del tuo post e di quello che dici della gente che non sa la differenza tra questo e quello.

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  32. L’unica cosa che mi viene da dire è: “Embè?”. L’ “anticastista” dice cose false? No… Risapute? Sì… E’ manovrato? Chissà… La gente lo segue? Senz’altro… E allora? Mi sembra che “ilmondodigalatea” faccia come quel tale cui venne indicata la luna e invece di guardarla fissò la sua attenzione sul dito! Io mi permetterei di porre l’accento sul fatto che le notizie “anticasta” stanno avendo un’eco che non ha precedenti e che, se autentiche, tutto il resto sia assolutamente fuffa!

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  33. Spero che almeno qualcuno ti abbia pagato per scrivere questo articolo idiota perchè se è farina del tuo sacco mi fai pena…

    Come puoi pensare di giustificare i privilegi della casta dicendo che sono simili a quelli di tutti i dirigenti di azienda?
    Persino il berlunano si vergognerebbe di dire una cazzata del genere.
    Non me ne frega niente se una multinazionale ha soldi da buttare ma quì stiamo parlando di soldi pubblici di un paese con miliardi di debito.
    In altri paesi “civili” abusi e appropriazioni risibili rispetto a quelle dei nostri politici sono state denunciate su tutti i mezzi di stampa costringendoli alle dimissioni, mentre da noi vengono pubblicate su libri che leggono in pochi e per mero scopo di lucro come se fossero libri di barzellette.

    Chiunque stia facendo questa denuncia a me non importa, resta una cosa positiva.
    Tu parli di manipolazioni ma è esattamente quello che stai facendo anche tu cercando di gettare fumo sulla cosa.

    Comunque non ti preoccupare non cambierà nulla come sempre.

    Disgustato.

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  34. Pingback: Tutta la verità su Spider Truman (Show) « Il Malpaese

  35. @peppe: Grazie per gli insulti, Peppe. Quando poi ti capita di riconnettere il cervello, magari puoi spiegare chi è che “getta fumo”. Uno che si spaccia per ciò che non è, o chi invita a riflettere e a ragionare prima di crearsi dei falsi eroi. Poi, se ti capita di ragionarci, fammi sapere, eh.

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  36. @Davide Briatore: ilmondodigalatea in genere preferisce sapere, prima di infervorarsi per chiunque, chi ci sta dietro. Onde evitare di ritrovarsi poi ad aver inneggiato ad un tizio che aveva tutt’altri scopi e che cercava solo gente da manovrare come burattini. Se poi a voi essere manovrati piace, ne sono felice per voi.

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  37. Io penso che una rivoluzione non sia tale se sostituisce un regime con un altro. Direi che i risultati di medio termine della rivoluzione d’ottobre non siano poi stati il mondo ideale…
    In ogni caso, visto che è passato un secolo, forse val la pena di ragionare sul 2011. A me non importa un tubo che ci sia gente che s’incazza per i rimborsi elettorali, e poi si beve una finanziaria come l’ultima continuando ad elogiare il presidente della Repubblica che l’ha sostenuta e ha spinto per una sua incondizionata approvazione, per dire. E ST non cambia certo questa situazione, anzi l’accentua, perché sposta l’attenzione su fatti che sono marginali.
    Aiuta a creare una massa di pecoroni pronti a bersi qualunque fregnaccia, purché sia di loro gradimento. È uguale a berlusconi. Se domani cambiasse a 180 gradi la sua direzione, i fan lo seguirebbero. Storia già vista…se questa è la tua rivoluzione, spero non arrivi mai.
    Io penso, visto che l’idea di una rivoluzione vera (quella con le armi e il sangue che scorre) non mi pare proprio il migliore degli sbocchi possibili, che l’unica rivoluzione sia quella di avere cittadini pensanti e consapevoli. ST non informa, perché se i cittadini che “sveglia” non si sono accorti di notizie pubbliche e sbandierate da anni vuol dire che la loro “sveglia” finirà appena il ritmo dei post del caro “precario” su facebook rallenta. E si berranno di nuovo qualunque porcheria. O peggio, continueranno a fare gli indignati, i moralisti, propagandando le porcate che si sono appena bevuti. Bella rivoluzione…

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  38. @lector
    Informazioni preziose le tue, e si direbbero decisamente più attendibili di quelle nel messaggio di spam. Hai già fatto un post da qualche parte dove le sintetizzi? Mi piacerebbe anche conoscerne la consistenza numerica.
    Tornando alla questione principale: per me la giusta reazione a chi semina bufale per creare indignazione, piuttosto che insistere a criticarne e analizzarne i motivi (che per carità ci sta), è provare a diffondere meglio i dati veri!
    Penso che siano già abbastanza brutti da vergognarsi, senza dover dipendere dalle balle diffuse ad arte per illudere oggi e deludere domani.

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  39. Lorenzo, ho detto chiaramente che non considero ST un Lenin nè i suoi ammiratori una forza rivoluzionaria: ho solo detto che la tua pretesa di far cambiare le cose solo a persone che conoscono la differenza “tra presidenzialismo e repubblica parlamentare” lascia un poco il tempo che trova.

    Dopodichè sembra che avesse ragione Galatea e che Spider Truman fosse solo un’operazione del popolo viola (http://lavitaesogno.blogspot.com/2011/07/internet-et-circenses.html e links lì presenti) ma la domanda resta: perchè questa reazione abnorme? E perchè non si trasforma in azione politica diretta? Facio politica di base da più di dieci anni e far collezione di “like” su facebook è facilissimo: ma in piazza siam sempre le solite facce: come mai?

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  40. Luigi, mi son spiegato male…io non vorrei che a cambiare le cose fossero solo quelli che conoscono la differenza! Vorrei che si pensasse che la cosa buona da fare è spiegare alle persone che non lo sanno come si capisce la differenza, o al limite spiegargliela, non farle incazzare cinque minuti con la storiella dei privilegi per poi trovarsi che se ne fregano appena si cambia argomento…Perché se anche tu sei tra le solite quattro facce (ci saremo visti allora :-)) saprai bene che quelli che magari si incazzano e vengono alla manifestazione “anticasta” poi non verranno a quella contro l’abuso X fatto dall’impresa del paese, perché gli tocca informarsi attivamente, leggere il volantino, magari stare ad ascoltare quei tizi fastidiosi che fan tanto casino…per questo dico che la pagina di ST fa danni, farsi domande su ST fa bene. Perché con ST, per la mia esperienza, fai una manifestazione grossa e poi basta, con le domande ci guadagni le persone per una vita. E secondo me la via non è sperare che una manifestazione più grossa delle altre risolva tutto, ma continuare a far domande perché OGNI manifestazione sia un po’ più grossa di quella prima.
    Spero d’essermi spiegato meglio!

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  41. Certo Galatea che mi spiego meglio, se vuoi.
    A mio parere, nessuno può sapere con certezza se ciò che circola in rete è vero o falso, a meno di non avere informazioni a livello di servizi; figuriamoci se un poveraccio qualsiasi che scrive su un blog può pretendere di sapere cos’é vero o cos’é falso. Io lo considererei comunque un tantino pretenzioso.
    Se dietro a ST c’è il popolo viola, ma chi se ne frega. Il problema è il rischio di essere infinocchiati da un fake? Beh, se è per questo, hanno fatto delle guerre basandosi su attentati sanguinosi più fasulli della maschera di ST e inventandosi armi di distruzione di massa mai esistite andando a giurare all’ONU che esistevano.

    Agitarsi tanto per questo Spider Truman non serve a nulla.
    Tra l’altro qualcuno potrebbe aver giocato proprio sul fatto che, creando qualcosa dal forte profumo di falso, la rete (le blogstar) si sarebbero concentrate sulla veridicità o meno di questa fonte offuscando, con una sterile polemica di superficie, gli argomenti e le denunce trattati dal fake. Così, falso il Truman, false anche le sue denunce. Capisci? Per non essere infinocchiati dal fake potreste essere stati infinocchiati dal babbo del fake.

    Questa storia mi incuriosisce, al di là di tutto, perché ho avuto l’impressione che, dopo che Daniele Sensi aveva additato Spider Truman come un fake, tutte le blogstar gli fossero andate dietro tipo dei lemmings con i loro post indignati sul fake con la pagina FB e il sito farlocco. A me, da psicologa sperimentale, interessa questa reazione automatica, questa forma di omologazione per la quale, se sei una blogstar, rischi di accodarti alle altre per raccontare le stesse cose. Non è isterismo, come dici tu, è senso di appartenenza ad un gruppo, alle cui esigenze si soggiace in cambio dello status, appunto di blogstar.

    Tra parentesi, visto che lo hai ribadito un paio di volte nella tua risposta, allora tu ti consideri veramente una blogstar, più che una blogger? 😉

    Besos

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  42. @ Lameduck: Ma chi cavolo sono le “blogstar”? Cioe’, quello che dice una “blogstar” deve essere preso con maggior considerazione di quello che dice chi “blogstar” non e’? E quanti “punti” si devono raccogliere per diventare “blogstar” cosicche’ quello che diciamo sia preso maggiormente in considerazione?
    Lameduck, avrai capito che queste sono domande pleonastiche ed io so che anche tu concorderai con le risposte che io ho gia’. 🙂

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  43. @ilmondodigalatea
    Vediamo se ho capito bene ciò che vuoi sottintendere: se un tizio qualsiasi (manovrato, imboccato ecc. ecc.) dice cose comprovate, giuste, condivisibili e (per chi naviga un po’) financo vecchiotte, ricevendo un ampio gradimento, questo vuol dire che ci sta manovrando con il preciso intento di fomentare una rivoluzione? A questo punto perchè non potrei pensare che anche tu stia facendo un’operazione analoga (ma al contrario, ovviamente), pilotata da chissà chi, volta a gettare acqua sul fuoco, focalizzando l’attenzione sulle innegabili incongruenze (poco importanti, a mio parere) dell’operazione, a discapito dell’intento ultimo (estremamente importante): informare l’opinione pubblica, che ben sappiamo disinformata, su fatti gravissimi?

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  44. un post sacrosanto e intelligente che leggo un po’ in ritardo. Alcuni dei commenti qui sopra mi lasciano davvero a bocca aperta. Mi sembra che sempre più si stia formando un abisso fra chi dialoga e chi insulta – fra la cordialità che pervade parte della comunicazione nel web e l’aggressività che l’avvelena. Forse finiremo a contarci tra i gentili e i non gentili. Grazie davvero di questo post, intanto. Le parole servono anzitutto per capire, non per affermare.
    paolo

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  45. Il tuo post mi ricorda molto il (triste) finale di Baol 😉

    Concordo in parte con quello che dici: ma se si tratta di una semplice collezione di notizie già note, io non escludo ancora che ci sia un intento didascalico alla base del tutto (beata ingenuità 😉 ).
    Certo è che se si vuole gettare discredito sulla rete, creare un bluff di dimensioni ciclopiche (come queste) e poi smascherarlo, è un ottimo metodo.

    La tua etica è ammirevole, e comunque il fuoco di paglia fa una gran vampata e nulla più.

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  46. @lameduck: No, lame, siamo seri dai. “A mio parere, nessuno può sapere con certezza se ciò che circola in rete è vero o falso, a meno di non avere informazioni a livello di servizi.
    E’ una sciocchezza. Se io seguo un blogger, faccio presto ad accorgermi se il blogger è credibile o meno, soprattutto quando racconta fatti. Se uno si presenta come un “insider” chessò del mondo della Borsa e annuncia rivelazioni clamorose che poi sono invece cose che si sapevano già persino a livello di non addetti ai lavori, faccio presto a sospettare che sia introdotto a Piazza Affari quanto me.
    Quanto a controllare le identità, non ci vuole James Bond: un controllo incrociato su Google, Facebook e altri motori di ricerca, di primo livello, e ciascuno è in grado di sapere che io sono Galatea, qual è il mio indirizzo, il mio lavoro, e farsi quindi una idea di chi sono. L’hai provato anche tu, quanto sia facile. Ti ricordi quando qualcuno ha cercato di controllare informazioni su di te? Ecco, per dire: non ci vogliono certo i servizi.
    Un blogger (no, veramente, per quanto mi riguarda: un semplice cittadino, magari un po’ rompicoglioni come sono io) ha il sacrosanto diritto, se ne ha voglia, di indagare su chiunque si presenti alla sua porta e gli racconti una storia che non lo convince. Questa, ai miei occhi, puzzava di falso lontana miglia, quindi, da brava appassionata di Sherlock Holmes, mi sono messa a controllarla conforntando le dichiarazioni fatte da questo tizio. Sono pretenziosa? Può essere. Ma è nel mio carattere. Tu sei psicologa, io sono storica: se trovo una notizia, mi piace andare a controllare la fonte. Più che “pretenziosità” , io la definirei sana deformazione professionale.

    Beh, se è per questo, hanno fatto delle guerre basandosi su attentati sanguinosi più fasulli della maschera di ST e inventandosi armi di distruzione di massa mai esistite andando a giurare all’ONU che esistevano.&lt
    Eh, e se sappiamo oggi che erano false ed inventate, se non sbaglio, è perché ci sono stati quelli che, quando gli han raccontato che c'erano le prove, invece di prendere la cosa per oro colato sono andati a controllare e a far le pulci. Erano pretenziosi anche loro, si vede.
    Agitarsi tanto per questo Spider Truman non serve a nulla. No, è solo un esercizio di logica, e di metodologia. Se anche uno solo di quelli che c’era cascato all’inizio, grazie alla bagarre venuta fuori avrà imparato che deve essere un po’ più critico quando gli dicono una cosa, sono contenta perché vuol dire che ho contribuito. Comunque, a questo punto, non serve allora agitarsi tanto per nulla. Ricordatelo, la prossima volta che scrivi un post su una balla di Berlusconi.

    Qualcuno ha “giocato” sul falso Truman per far rendere false anche le denunce? Be’, scusa, coglione lui che ha inventato una storia e si è messo nella situazione di essere sputtanato, però. Ripeto, l’ho già detto sopra: a me interessa l’episodio. Non è che se scopro un falso sto zitta perché rischio così di fermare chissà che rivoluzione in nuce. Altrimenti, se lo sospetto e sto zitta, sono complice di uno che ha raccontato balle. A me chi conta balle non piace, sia Berlusconi o Spider Truman. Mi dispiace, se vogliono il mio appoggio per qualche battaglia politica, ‘sti tizi devono cambiare metodo, perché questo a me fa schifo. E, peraltro, visto che stai portando avanti una denuncia condivisibile (quella contro gli sprechi della politica) non vedo perché devi inficiare tutto con una mossa che ti toglie ogni credibilità di fondo e rischia di ritorcersi contro di te nel giro di poche ore. Se lo fai sei un coglione, ripeto. E i coglioni in politica sono pericolosi.

    “Ho avuto l’impressione che, dopo che Daniele Sensi aveva additato Spider Truman come un fake, tutte le blogstar gli fossero andate dietro tipo dei lemmings con i loro post indignati sul fake con la pagina FB e il sito farlocco”. Oddio, io il post di Daniele Sensi non l’ho neppure letto, per dire. Ho visto la notizia su Repubblica e poi ho pescato in rete l’articolo di Arianna Ciccone, la prima, in ordine cronologico, che abbia espresso dubbi e che per questo, il primo giorno, si è presa valanghe di insulti. Ho raccolto il materiale di mio perché la cosa non mi tornava e quindi ho scritto il post. Nessun senso di appartenenza, quindi. Sei sicura, e qui faccio io la psicologa a te, che questa idea tua non sia frutto di una immagine che tu ti fai della presunta cerchia di “blogstar”, e quindi che non sia la tua ad essere una “reazione automatica”? Perché pare, da come scrivi, che il mio primo problema alla mattina sia: “oh cazzo, chissà oggi qual è l’argomento del giorno e come devo parlarne per essere accettata nel circolo delle blogstar”. Cosa che, francamente, mi fa un po’ sorridere.

    visto che lo hai ribadito un paio di volte nella tua risposta, allora tu ti consideri veramente una blogstar, più che una blogger? Direi che sei tu che mi consideri tale, visto che nel commento precedente e in questo dicevi tutte le blogstar si sono sentite in dovere di gettarsi sul caso e scrivere post. Siccome io mi sono gettata sul caso e ho scritto un post, è ovvio che secondo te sono una blogstar. Mi limito a prenderne atto. 🙂
    Baciotti.

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  47. @davide briatore: Guarda, Davide, tu sei liberissimo di pensare quello che ti pare. Di fatto, a giorni di distanza, i fatti sono che Spider Truman non ha fatto una sola clamorosa rivelazione delle tante promesse, che assai probabilmente non esiste nessun precario parlamentare licenziato a far da “gola profonda”, che dietro a questa operazione pare ci siano degli esponenti politici che han creato questa balla per ottenere un consenso che se si fossero presentati per ciò che sono forse non avrebbero ottenuto. Insomma, uno scenario poco chiaro che a te non disturberà, ma a me invece sì. Se sei in grado di provare che anche dietro a me ci sono chissà che forze oscure e che racconto su di me un sacco di balle (tipo, non so, che non sono una insegnante veneta ma una ballerina di lap dance turca finanziata dal Pdl), prego, accomodati.

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  48. @–>Hacksaw
    Non sono in grado di darti consistenze numeriche esatte, perché son passati troppi anni da quando avevo notizie di prima mano. Presumo (e sottolineo presumo) che da allora le cose siano cambiate poco, se non per l’aggiornamento delle cifre all’euro. Se però leggi con attenzione i resoconti ufficiali della Camera, pubblicati nel sito di Attivissimo, e provi a fare due conti, t’accorgerai che il nostro “bufalista” non dice cose poi molto lontane dal vero. Per il resto, sono perfettamente d’accordo con te (e con il Disinformatico) sul fatto che, se si vuol dare una notizia o segnalare alla pubblica vergogna un fatto, il primo requisito dev’essere la veridicità di ciò che si afferma. Questo perché, se le cose son dette in maniera imprecisa, impropria o semi-onesta, ne viene necessariamente inficiato tutto il costrutto su cui si supportano. E’ ciò che accade anche in tribunale: se il giudice ti squaglia che dici una mezza verità o che i tuoi ragionamenti sono inficiati da qualche errore materiale, perdi totalmente credibilità e rischi la soccombenza anche se, nel complesso, stai facendo delle affermazioni veritiere. E’ il motivo per il quale l’Amministrazione Finanziaria (Agenzia delle entrate) molto spesso soccombe di fronte alle Commissioni Tributarie.

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  49. P.S.
    Reazioni diverse a notizia analoga (clamorosi prilegi dei propri parlamentari).
    – In Inghilterra: i cittadini indignati costringono alle dimissioni l’intero Parlamento;
    – In Germania: i cittadini indignati pretendono dalla magistratura e dalla polizia l’immediata carcerazione di tutti i deputati;
    – In Francia: i cittadini indignati, non potendo più radere al suolo la Bastiglia, distruggono il Beaubourg e ghigliottinano il Presidente della Repubblica;
    – In Italia: i cittadini, indignati, corrono ad iscriversi al primo partito politico disponibile a candidarli al Parlamento.

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  50. @ilnuovomondodigalatea
    Sia detto per inciso, adoro le ballerine di lapdance turca, provviste o meno di mandante politico! Quello che non mi riesce di capire è questo timore di essere manipolati dalla Verità dei Fatti, solo perchè viene espressa in maniera discutibile e non ortodossa da qualcuno di cui, evidentemente, non si condivide l’idea politica… Cosa ci interessa di più: la verità o chi la dice? Non sarebbe meglio indirizzare la tua indubbia, rispettabilissima e acuta vis polemica all’indirizzo di quei parolai prezzolati che, loro sì, dicono un sacco di balle per manovrare l’opinione pubblica?

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  51. il problema è che il confine fra giusta indignazione e qualunquismo è sottile, e chi vuol calcare sul «tanto son tutti eguali» lo sa benissimo

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  52. @ilnuovomondodigalatea il senno di poi è una scienza esatta.

    Io ho seguito il fatto nel corso del suo nascere (sono stato fra i primi ventimila ad aderire alla pagina su Facebook, non perché sia un boccalone ma per curiosità) e restano tuttora valide le diverse ipotesi che ho fatto: salvo depistaggi abilissimi (fingere di essere meno bravi di quel che si è), “Spider Truman” non è un esperto di Web ma semplicemente uno che se la cava e che probabilmente è sveglio (ipotesi che resta valida anche se “dietro” ci fossero Di Pietro e Vendola: hanno dei consulenti in gamba, ma che non sono dei geni internazionali di Internet marketing, qualcuno lo conosco):

    http://scrittorefreelance.blogspot.com/2011/07/chi-e-spider-truman-alcune-osservazioni.html

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  53. @ Gianni Lombardi: Ho letto il tuo articolo. Molto interessante e riporto qui il commento che ho postato anche da te.
    Cio’ che a me non torna e’ Adwords. Che se ne fa uno che ha in mano rivelazioni “fresche” in grado di mettere in difficolta’ la casta, di 500 euro mensili alle Isole Cayman, dove fra l’altro per aprire un conto devi essere gia’ milionario?
    Adwords e’ l’unica anomalia intutto questo “affair”. Con notizie del genere, se sono vere, si assume un ghost writer e si scrive un libro che frutta assai di piu’ (soprattutto in un momento in cui l’antipolitica sta dilagando). Si realizza di piu’ persino a vendere il proprio silenzio a chi non desidera che certe cose vengano fuori. Se i parlamentari fanno una colletta e mettono un euro ciascuno, raccattano il doppio di quei 500 euro con Adwords.

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  54. Galatea, tu sostieni che sia facile scoprire se un blogger è credibile. Bene, ti racconto questa. Anni fa io seguii per mesi una blogger che scriveva dal Giappone. Una ragazza italiana che viveva là e scriveva ritratti gustosissimi della società giapponese. Il blog aveva centinaia di fans sfegatati. Un giorno il blog non si aggiorna più e la blogger scompare. Dopo qualche tempo ricevo una mail da un tizio che mi confessa di essere lui la blogger e di avere scelto me, una delle sue commentatrici assidue, per confessare che quella ragazza che scriveva dal Giappone non era mai esistita. Era lui che si era inventato un’identità femminile per gioco ma, ad un certo punto, non era più riuscito a reggere il gioco e aveva deciso di “uccidere” il suo personaggio.
    Ecco, giusto per ribadire che possiamo benissimo venire tratti in inganno in qualsiasi modo quando non c’è un contatto diretto tra persone, come succede abitualmente in rete.

    Ci sarebbe inoltre, sempre riguardo alla blogsfera, il curioso caso di Lexi Amberson. Un caso paradigmatico, direi, di confusione identitaria tra personaggio ed autore.

    Comunque, per tornare al nostro amato Spider Truman. E’ Leonida Maria Tucci, vero precario al Senato o Gianfranco Mascia? Io credo che questo sia stato solo un esperimento di viral marketing dove a qualcuno è stato fatto credere che avrebbe salvato la rete dai pericolosi fake smascherandoli a colpi di post. E’ stato un meme, Galatea, nient’altro che un meme e non devi arrabbiarti se qualcuno lo pensa.
    Ricordi, tra parentesi, come si incazzarono quando tu e quelli di Giornalettismo vi inventaste la bufala sulle tracce dei temi dell’esame di maturità (nel 2007, mi pare.)

    A questo punto, ti dirò di più, se il losco è veramente Mascia, io ci ero arrivata già ieri, come ti dicevo nel commento e senza scriverci su dei post ed aver approfondito il caso. Senza sforzo e con un filo di gas, come si dice.

    Riguardo alla qualifica di blogstar che ti avrei dato io, se scrivi: “Mi prende l’uzzolo (da blogstar isterica, per carità) di andare a controllare se la storia che racconta di sé è vera”….”Per una sorta di tigna personale da blogstar rompicoglioni…” cosa devo pensare? Io avrei detto blogger. Mi piace di più. 😉

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  55. Sono, in linea di massima, d’accordo con quanto esposto qui sopra. Però, due considerazioni: primo, viene dato per scontato che la storia sia falsa, ma nemmeno questo è una certezza; secondo, la storia della collana dalla regina, a conti fatti, ha funzionato.

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  56. @lameduck: Credo che scoprire se un blogger è credibile o meno dipenda anche molto dall’impegno che uno ci mette. Di solito, quando leggiamo un blog che parla di viaggi o della vita quotidiana di una persona raccontando le sue (presunte) avventure non ci teniamo poi a sapere più di tanto se tutto quanto racconta è vero. Anche io posto su questo blog racconti scritti in prima persona, e ho una percentuale di lettori che credono siano degli episodi veri della mia vita, mentre non è così, ma quando glielo faccio notare (a parte che c’è scritto in calce sotto ogni racconto) non causo certo traumi: perché il fatto che io passi o meno le vacanze nel Qualcheshire con il Maestro e la compagnia descritta non è una cosa rilevante: leggono perché piace loro come scrivo. Quindi il fatto che un blogger possa inventare una blog ambientato in Giappone e farsi passare per giapponese, o per lesbica non mi sconvolte. Sono gli stessi autori che poi, però, (almeno nel caso di Lexi Amberson che linki) che si stupiscono del fatto che i lettori e i fan scatenati non abbiano colto quelle che erano vere e proprie plateali inesattezze, tipo il fatto che Lexi avesse da tre anni sempre diciannove anni.
    Toglimi una curiosità, Lame: poi, quando poi tu hai scoperto che la Giapponese non esisteva, per un centesimo di secondo non ti sei sentita presa per il culo? Magari non ne hai fatto un dramma perché, in fondo, la cosa non cambiava la tua vita, ma se non altro il fatto di aver abboccato un po’ rode. E’ umano, in fondo è pur sempre aver fatto una piccola figura da idioti non aver sospettato che qualcuno ci stava raccontando balle, anche se immagino che il fatto che lui abbia poi scelto te e te sola per rivelare la verità abbia in qualche modo contribuito a lenire la minuscola ferita all’ego.
    Ma un blogger che inventa un falso sito sul Giappone, o una falsa vita da lesbica a mio avviso è u po’ diverso da una operazione modello Spider Truman, che è su più larga scala, ha coinvolto sapientemente giornali e centinaia di migliaia di persone, per altro continua ancora. E’ un fenomeno sociale e di credulità popolare, che, per giunta, ha un manifesto scopo “politico”, anche se gli obiettivi non sono ancora del tutto chiari. E allora io, di carattere, quando qualcuno mette in piedi una operazione del genere e cerca di mobilitare le masse attraverso la rete, mi incuriosisco e mi insospettisco. Perché è stata fatta? a cosa mira precisamente? Chi c’è dietro? E se è stato un meme (a parte che bisogna dare a questa parola una accezione molto vasta, e a giudicare dai commenti sul sito, gran parte degli utenti ne sono ancora inconsapevoli, per cui forse è stato un meme per chi di rete ne mastica, ma per gli altri no, e nessuno fra gli autori del meme stesso è ancora uscito allo scoperto per chiarire questo, il che, a questo punto, è giocare ancora più sporco).
    Personalmente ho dei forti dubbi che dietro ci sia una sola persona (sia Mascia sia il fantomatico Leonilda Maria Tucci), e seguo l’evolversi della vicenda perché voglio capire dove si andrà a parare e come finirà. Non dubito che tu avessi capito tutto, ma chiediamoci allora perché te lo sei tenuto per te? Non ti infastidisce nemmeno un po’ che uno metta in piedi una operazione poco chiara di questo tipo? Debunki sul tuo sito tante altre cose con gran fervore, questa no, anche se avevi capito tutto. Bene, abbiamo sensibilità diverse. Ma non capisco perché te la prendi tanto se invece io e altri siamo andati a ravanare e abbiano scritto dei post in merito. Esattamente, cosa ti infastidisce nel nostro operato?
    Quanto alla blogstar, anche qua, Lame, vorrei che mi chiarissi tu una cosa: continui ad usare il termine “blogstar” per definirmi. Tu lo usi. E con un senso di malcelato disprezzo, per altro. Come se indicare qualcuno come “blogstar” automaticamente significasse toglierli credibilità, identificarlo come uno che insegue semplicemente il successo, è assillato dal bisogno di fare audience o di confermare che fa parte di una cerchia esclusiva. Ripeto, io mi adeguo alla definizione che tu dai di me: dici che sono una “blogstar”, non mi hai mai chiamato tu per prima blogger. Bene, mi adeguo. Ma spiegami però perché tu hai questo astio malcelato contro le “blogstar”.
    E poi, fossi anche una di loro, in questo caso, cambia qualcosa? Spiegami per qual motivo, se un presunto falso precario della casta mette su un sito in cui sputa sulla casta, tu dici che non è importante sapere chi sia o cosa faccia, basta che quello che dice sia “vero”, e se invece una presunta “blogstar” va a fargli le pulci, non importa se quello che desume è vero, ciò che scrive è delegittimato perché è una blogstar e quindi tutto ciò che ha scoperto non importa, perché lo ha fatto solo per avere audience, perché vuole farsi bella con i colleghi blogger, bisogna indagare quali sono le sue motivazioni psicologiche dietro e capire cosa ci guadagna… non è vagamente contraddittorio tutto ciò?

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  57. Quando ho scoperto che Dearwanda (la sedicente blogger dal Giappone) non era mai esistita ma era un maschio, ho trovato la cosa incredibilmente divertente e basta. Spero anche di essere riuscita a spiegare al suo creatore che non doveva dannarsi l’anima più di tanto per essersi inventato questo gioco e che il senso di colpa era fuori luogo, non avendo ammazzato nessuno ma solo un avatar.

    Preciso una cosa su ST. Non ho “capito tutto” riguardo alla possibilità che dietro ci fosse Mascia. Ho semplicemente fatto una deduzione che potrebbe rivelarsi esatta, osservando a chi stava rodendo di più l’operazione, e cioè quelli ai quali sta sui maroni Mascia. Ma non ho ritenuto comunque il fenomeno degno di tanto scarmazzo. Much ado about nothing.

    Se hai notato, molti hanno criticato ST per il fatto dei guadagni. Bene, è curioso. Ti sembra questa una nobile crociata contro i falsi in rete o semplicemente paura che qualcuno si faccia le budella d’oro con un sitarello del cazzo? Quei 200.000 accessi hanno fatto bruciare il sederino a tanti.
    Lo sai Galatea quanto sono sensibili certi blogger (soprattutto le blogstar) ai guadagni che dicono si possono fare in rete e quanto recentemente si siano lamentati che i blogger non guadagnino abbastanza sostenendo che il blog costa (certo, se devi pagare Casaleggio, forse). Anche questa polemica l’ho trovata una fenomenale stronzata.

    Per non parlare dell’allarme sulla censura in rete che è servito più che altro alla parte alta della blogosfera per continuare a linkarsi e slinguazzarsi a vicenda con tanto di grafichetta da appiccicare sul blog. Quando proponevi discussioni su argomenti concreti, per andare oltre il meme, manco ti rispondevano.

    Riguardo all’ultima parte della tua risposta. Peccato, eri partita così bene e mi sei caduta nella negazione infantile, nonostante l’evidenza, di esserti definita tu stessa per prima blogstar.
    Guarda che se io rimprovero un amico blogger di comportarsi da blogstar, ovvero di non disprezzare affatto di appartenere ad un’élite in rete e di uniformarsi a certi desiderata, pur se l’élite non rappresenta il meglio di ciò che può esprimere la blogsfera, lo faccio per il suo bene. E’ perché non voglio rischiare di vederlo un giorno, senza che se ne accorga, scrivere il post scemino ed innocuo che piace tanto, come il Crodino.

    Non te la prendere Galatea, gli amici non sono quelli che ti dicono quanto sei brava e quanto è intelligente il tuo post.

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  58. @lameduck: mi sembra che a questo punto anche tu in campo di negazioni infantili stia diventando maestra. Non te la prendere, ma visto che gli amici servono a dirti le cose scomode, ecco:
    1) Se stai rispondendo a me, ti faccio notare che la polemica sui guadagni del sito di Spider Truman qua non è stata fatta. Il mio post si limitava ad una disamina sulla vicenda, segnalando alcuni lati poco chiari di quanto il sedicente precario andava affermando.
    2) Se invece vuoi rispondere in generale a tutto quello che è stato scritto da tutti sulla vicenda, ti pregherei di fare i nomi precisi e indicare i link. Chi sono le blogstar cui fai continuamente accenno? Perché “blogstar” di per sé non è una categoria indicativa, è come dire “Gli Statali” o “i suonatori di ukulele”. Dunque, chiariscimi, Lame: chi sono le “blogstar” o anche i semplici blogger di cui parli? E perché vieni qua ad accusare me di aver fatto polemiche su temi che nel mio post non sono stati nemmeno toccati e poi pretendi da me risposte per cose che hanno citato altri?
    3) dici inoltre: “Per non parlare dell’allarme sulla censura in rete che è servito più che altro alla parte alta della blogosfera per continuare a linkarsi e slinguazzarsi a vicenda con tanto di grafichetta da appiccicare sul blog. Quando proponevi discussioni su argomenti concreti, per andare oltre il meme, manco ti rispondevano.” Non ricordo che tu mi abbia mai contatto sul tema specifico, anche perché quando mi hai contattato ti ho sempre risposto. Per altro, non ho nemmeno partecipato attivamente alla recente campagna contro le nuove regolamentazioni per internet, cui penso tu ti riferisca. Anche qua, stai parlando di me, o in generale, siccome hai deciso che faccio parte della categoria “blogstar”, stai appiccicando a me cose sostenute da altri? E se è così, ancora una volta, come posso risponderti a nome di altri che magari nemmeno conosco e frequento e le cui posizioni nemmeno condivido?
    3) “Peccato, eri partita così bene e mi sei caduta nella negazione infantile, nonostante l’evidenza, di esserti definita tu stessa per prima blogstar.” Veramente, in questo scambio di opinioni, chi ha detto che chi si era lanciato in disamine critiche sull’operato di Spider Truman faceva parte di una sorta di “club delle blogstar” spaventato da questo tizio sei tu, se non erro. Io ho preso la tua definizione e ti ho risposto. Continuo per altro a chiederti, senza ottenere risposta, esattamente cosa intenda TU per “blogstar” e soprattutto non capisco davvero perché, in ogni caso, connoti la parola di un’aura così negativa. E soprattutto perché l'”essere blogstar” o il considerarsi tale renda automaticamente stupida la posizione assunta da me su Spider Truman. Quindi, spiegami, se l’articolo critico l’avesse scritto un altro, un semplice blogger che a tuo giudizio non ha alcuna ambizione da “blogstar”, andava bene o sarebbe stata ‘na stronzata uguale? Cioè, in soldoni: siccome a te pare che io mi tiri arie da blogstar, automaticamente tu non puoi concordare con quello che scrivo, o non ti piace proprio il post e contesti quanto affermato?
    4)”E’ perché non voglio rischiare di vederlo un giorno, senza che se ne accorga, scrivere il post scemino ed innocuo che piace tanto, come il Crodino.” I post scemini li possono scrivere tutti, ne avrò già scritti a vagonate anche io, indipendentemente dal fatto di essere o meno “blogstar”. Questo post, però, è scemino? Liberissima di crederlo, ma, ripeto, sarà scemino per quello che dico (che dico io, non tutto il resto della blogosfera) non perché sono o non sono una “blogstar”. Vuoi criticarlo? Liibera, ma nel merito di quanto è scritto nel post. Perché se tutte le obiezioni si limitano invece al fatto che me la tiro da blogstar e che potevo fare a meno di occuparmi dell’argomento perché se ne occupavano già le blogstar, be’, come dire, è anche difficile darti una risposta. Può darsi, come è evidente che questo ti dà fastidio, ma anche un chissenefrega, eh.

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  59. Sono d’accordo con Lameduck.

    C’è anche un problema metodologico (che Ilmondodigalatea secondo me non riconosce), e che viene chiarito da questa domanda:

    “Quanti sono i precari con 15 anni di anzianità che sono stati licenziati recentemente?” Siccome sono pochi, se la storia è (parzialmente) vera, l’autore – se è intelligente – E’ COSTRETTO a depistare (ovvero molte delle info che dà su di sé sono _necessariamente_ false).

    Ovvero: il tema della credibilità è molto più complesso che non “ho trovato due o tre contraddizioni QUINDI è un bluff”.

    Che la premessa sia vera o no, l’autore del blog ha _comunque_ la necessità di depistare, quindi non può che dare (anche) notizie false su di sé. Quindi, in attesa di ulteriori notizie, accanirsi sulle contraddizioni per dimostrare una tesi o l’altra è ozioso (e infatti anche la Valigia Blu secondo me ha avuto un po’ troppa fretta nell’attribuire la paternità a Gianfranco Mascia):

    http://scrittorefreelance.blogspot.com/2011/07/chi-e-spider-truman-forse-non-esiste.html

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  60. @gianni lombardi: Quindi, ammettendo che esistea, qui ci troviamo di fronte ad una persona già licenziata, che decide di “vuotare il sacco” su presunte irregolarità. Che sono, peraltro, tutte cose già note da altre fonti, quindi a “divulgarle” rischia molto poco.
    Nel momento in cui però decide di “vuotare il sacco” però sente il bisogno di “depistare” sulla sua identità, come dici tu. Non è molto chiaro il motivo: ha già perso il posto e non ha nessuna possibilità di riaverlo, a quanto dice. Perché allora non uscire con nome e cognome e raccontare la sua storia? Per paura di querele? Ma tutti noi rischiamo querele, quando ci esponiamo. Lui non vuole rischiare? Allora tanto vale non dire nulla. E se invece la sua è una lotta per tutti i precari sfruttati, perché non uscire con nome e cognome? Gli operai che sono saliti sui tetti, lo han fatto mostrandosi e prendendosi le loro responsabilità, eppure loro rischiavano spesso un posto di lavoro e ritorsioni economiche e penali dirette. Gli imprenditori che denunciano la mafia del pizzo rischiano molto di più, addirittura la vita.
    Se la storia fosse vera, il personaggio risulterebbe anche più moralmente ambiguo: un moralizzatore che però non vuole rischiare nulla di suo, e preferisce restare nell’ombra. Anzi, si potrebbero aprire anche scenari peggiori: che resta nell’ombra perché vuol far sapere in giro di possedere magari notizie ben più scottanti di quelle pubblicate, e di essere ora in grado, grazie al casino mediatico, di divulgarle presso un pubblico ampio, a meno che, magari non venga riassunto o pagato per stare zitto su certe cose. Guarda, io preferisco pensare che sia una bufala, perché l’alternativa è anche più inquietante.

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  61. @ilmondodigalatea Sì, esatto.

    Il Corriere della Sera a quanto pare è riuscito a parlare con Spider Truman (ovvero con “un” qualcuno che ha accesso al blog). È però evidente che le informazioni che Spider Truman dà di sé DEVONO essere in gran parte false, se vuole veramente mantenere l’anonimato (ovvero, se dichiara di avere 37 anni, probabilmente la sua età è ben diversa, proprio per depistare). È anche possibile però che, come succede ai serial killer, da una parte faccia di tutto per non essere scoperto, dall’altra non veda l’ora di essere scoperto proprio per poter dire “avete visto quanto sono bravo?”.

    Idem, mutatis mutandis, se l’operazione fosse marketing politico.

    Però, finché non emergono fatti concreti, è abbastanza inutile accapigliarsi per dire “la mia ipotesi è più giusta della tua” 🙂

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  62. Galatea, dimmi quale nervo scoperto ho toccato per farti avere una reazione così piccata?
    Cioè, tu non sei una blogstar e non ti definisci tale, oppure si ma poco poco, come piace a noi, anzi proprio si, tanto tanto, ma te la prendi per le mie critiche alle blogstar in generale e ti ritieni personalmente coinvolta e addirittura accusata.
    Guarda che il mio testo non lo stai leggendo alla lettera ma interpretando a tuo modo.

    Se ti sembra che le accuse che faccio alle blogstar ti riguardino è solo perché tendi a centrare ogni polemica su te stessa. E’ il tuo personalino narcisista che ti fa reagire in questo modo ma attenta che, così facendo, proietti più di una multisala.

    Devo fare i nomi delle blogstar? Ma li conoscono tutti, basta andare nelle prime posizioni di Blogbabel. Sai che farò: se dovrò fare delle critiche costruttive ai Mantellini, ai Mascia, ai Leonardo, ai Metilparaben eccetera eccetera, inserirò il disclaimer: “Attenzione, in questo post ogni riferimento a Galatea è puramente casuale”, così non ti sentirai più coinvolta.

    No, Galatea, questo post non è scemino, è solo inutilmente impegnato. Mi dispiace che tu sprechi il tuo talento per delle polemiche inutili create ad arte e pilotate da altri.
    I post scemini sono altri. Sono quelli che finiscono per scrivere prima o poi le blogstar quando non hanno più niente da dire ma solo posizioni da mantenere, quindi non di certo tu.

    E infine, scusami, questa è una nota personale ufficiale: scusa se te lo dico ma il finale del tuo ultimo commento è un po’ gnè gnè.

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  63. in effetti ilmondodigalatea, al di là delle connotazioni del termine «blogstar», alla classifica di blogbabel risulta al n. 80, mentre lameduck al n. 492, ma sono entrambi comunque, molto in alto; per fare un esempio ridicolo, il mio aristocratico blogghetto è circa al n. 10.000

    quindi, in qualche modo, è verosimile che chi scrive un blog molto seguito si senta più responsabile di quel che afferma e, quindi, di fronte al propagarsi di una possibile bugia (che orrore il termine «bufala»…), senta come l’impegno morale di non prestarsi

    il problema è che un blogcorazzata perde il suo connotato di scrittura personale, per pochi e selezionati amici e lettori, ma diventa una specie di gulliver legato dai mille lillipuziani che vi si agganciano

    secondo me galatea è molto intelligente ma ha un difetto: legge i commenti e li ricommenta; invece deve scrivere quel che pensa e buonanotte al secchio, tanto ci sarà sempre chi ama, chi odia, chi non capisce, chi scrive in appoggio come una mosca cocchiera, chi scrive in contrasto sperando così, di esistere un pò

    tenere a mente: poca brigata vita beata

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  64. @lameduck: Eh, certo che sono proprio egocentrica ed illogica, alle volte. Se uno viene a polemizzare sul mio blog e commenta un mio post, tendo a considerare, poiché possiedo un ego immenso, che il commentatore stia parlando con me di quello che ho scritto io. Invece, scopro, tu vieni a commentare qua per polemizzare con quanto han scritto Leonardo, Mascia, Mantellini e Metilparaben e con tutta la sfilza di gente che sta nelle prime posizioni di Blogbabel. Certo, è una brutta botta al mio ego, lo ammetto.
    Il mio post, invece, è solo “inutilmente impegnato”, e dovuto a polemiche create da altri, cioè le fantomatiche “blogstar”, che devono essere come gli Illuminati di Baviera. Scusa, perché a questo punto sono molto curiosa: ma da chi di loro, in specifico? Perché, facendo due conti con la cronologia (tu sei psicologa, io storica, su queste cose son pignola), Metilparaben e Leonardo non mi risulta abbiano trattato la questione. I primi sospetti su Spider Truman sono stati sollevati da Arianna Ciccone, che non è una “blogstar”, ma una giornalista (il post è linkato), ed erano stati generati dalla notizia uscita sull’Inkiesta, su Repubblica e Il Corriere (anche qua, guarda i link nel post); poi è arrivato il mio post e alcuni accenni di Daniele Sensi (che seguiva la questione dal giorno prima, ma me ne sono accorta solo dopo), e anche lui non è certo una “blogstar”, ma un giornalista che monitora la rete. L’on. Mascia è uscito ieri pomeriggio con una dichiarazione ai giornali (successiva ai post, quindi, e non sulla rete) in cui lasciava intendere di esserci lui dietro a Spider Truman. Infine Massimo Mantellini è intervenuto sulla questione solo ieri sera, citando il mio post, e, a seguito del suo post, sulla sua pagina di Facebook s’è aperto un dibattito cui han partecipato Marco Massarotto, Camisari Calzolari e altri.
    La successione dei fatti, quindi, non conferma la tua ipotesi: non mi sono accodata a niente, semplicemente il fatto mi interessava, ho raccolto la documentazione e ho scritto il post, che dopo è stato ripreso da altri. Mi spiace che a te sembri inutile, o inutilmente impegnato; per me si tratta di un esercizio di piccola ricostruzione storica, (che, come vedi è una cosa che sarebbe bene insegnare, perché aiuta a a salvarsi da abbagli) e sono tanto egocentrica da pensare che sul mio blog possa scegliere gli argomenti da trattare, un po’ come fai tu nel tuo. Comunque, se vuoi, la prossima volta prima di scrivere un post ti mando prima una mail, per sapere se per caso l’argomento è inutilmente impegnato, o se sono autorizzata a scrivere invece di occuparmi di cose più importanti, tipo il cambio degli armadi estivi o le mie nuotate in spiaggia. Sempre che anche questi non siano argomenti a rischio, perché potrebbero essere la dimostrazione che non ho più niente da dire. insomma, Lame, detta fuori dai denti: mi pare che se c’è qualcuna che sta facendo delle polemiche veramente assurde, qua sia tu: ti sei fatta una ricostruzione a tuo uso e consumo di tutta la storia per comprovare che non dovevo scrivere un post trattante questo argomento, e non si capisce perché la cosa ti urti tanto; e per trovare giustificazioni ti stai arrampicando sugli specchi da diversi commenti.
    Scusami, ma tutto questo tuo astio per le “blogstar”, che ti fa ipotizzare un loro coinvolgimento più o meno occulto in tutto ciò manco fossero dei Templari del Grande Complotto Universale, mi fa intuire che devo avere proprio toccato un nervo scoperto. Che trauma hai subito? Parliamone, Lame, magari può essere utile a superarlo. (Spero che la chiusa stavolta non sia più gné gné, ma correttamente patetico-psicologica, così da farti felice)

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  65. Galatea, tralascio di commentare a fondo la tua risposta velenosetta. Ormai sei sull’ottovolante in discesa e mi stai perdendo più punti di un subprime. Non solo ma ti fai le domande e ti dai le risposte. Che peccato, ed io che volevo solo darti un consiglio di stile da sorella maggiore.
    Ma in fondo, dai, è divertente e dovresti essermi grata. Ho fatto uscire quel tuo lato aggressivo che i lettori non conoscevano e che hai esaltato così bene in questo improvvisato cat-fight.

    Comunque caschi male a parlare di traumi, perché i miei sono state cose serie, delle quali ho anche parlato nel blog, e che non hanno niente a che vedere con le bagattelle tra bloggers. Magari lo fossero state, mi sarei risparmiata vent’anni di sofferenze.

    La pianto qui, visto il livello della discussione. Dico solo che mi preoccupa il fatto che tu pensi di poter fare un’analisi storica in itinere, senza lasciar sedimentare i fatti che vuoi analizzare. Lo storico è in grado di analizzare gli eventi solo a posteriori, avendo avuto il tempo di raccogliere tutta la documentazione che è stato in grado di trovare e che non sempre è subito disponibile, altrimenti è meglio chiamarlo cronista. Ecco, forse è meglio se ti definisci cronista.

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  66. @lameduck: Già è noto che le analisi storiche non si possono fare “in itinere”. Infatti Tucidide ha aspettato che finisse la Guerra del Peloponneso, per scriverne, tanto per avere quella giusta distanza e soprattutto per essere morto nel frattempo, il che dona un distacco meraviglioso dagli eventi, ne converrai. Comunque mi va benissimo essere definita “cronista”: un bravo cronista fa una cosa, per esempio, che tu ignori allegramente: prima di lanciarsi in elucubrazioni cervellotiche mette in fila i dati.
    Ecco, il mio cosiddetto “lato aggressivo” viene fuori spesso, e i lettori del blog lo sanno, quando mi trovo davanti a gente che imposta i ragionamenti come i complottisti delle scie chimiche. Ciò che resta, alla fine, è che mancano del tutto i dati che comprovino le tue interessanti affermazioni iniziali, e per tutto il cosiddetto “catfight” hai continuato a non portarne. La serie dei tuoi commenti, a questo punto, potrebbe essere usata come modello di polemica “all’Italiana”: si parte con una affermazione indimostrabile e vaga (le blogstar hanno creato un caso dal niente), si procede condendola con qualche notazione psicologica un tanto al chilo (povera Galatea, si lascia manovrare perché ha un bisogno inconscio di farsi accettare dalle blogstar) e, quando qualcuno chiede di fornire qualche prova di quanto si va affermando, invece di rispondere con dei dati, si finisce con uno sbuffo di paternalismo (te lo dico come una sorella, lo faccio per il tuo bene). Grazie, Lame, è un perfetto esempio di come non va impostato mai un discorso minimamente serio. Se dovessi usare i tuoi termini, un discorso da vera blogstar. Ciao ciao, stammi bene.

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  67. Per quanto scriviate benissimo e siate invidiabili intelligenze entrambi, e le vostre reciproche battute siano spesso molto divertenti, duole sentire tanto livore sbattuto in pubblico e veder scivolare opinioni e divergenze in scambi di improperi, sia pure addolciti dalla bella lingua. Magari è colpa mia, e non dovevo star qui a leggere tutti i commenti al post: ma l’ho fatto per il desiderio di scoprire elementi che mi aiutassero a farmi un’idea più completa sull’argomento trattato, non per altro. Ho perso tempo, ma immagino e spero sia stato solo un caso. Umilmente chiedo che si pensi sempre, quando si dibatte in questo modo, che ci sono persone che continuano a leggere i commenti ai post perché interessati ai post, e non a chi li scrive. Un saluto comunque ricco di stima

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  68. Ciao ciao Galatea, stammi bene anche tu.
    Che fai adesso, prendi il pallone, lo buchi e te lo porti via? 😉

    P.S. Comunque stiamo parlando di storia moderna, non delle Guerre del Peloponneso e quindi di storiografia moderna. Come quando parli del nazismo. Che fossero “tutti pazzi” lo scriveva l’agente a Berlino dell’OSS nei suoi rapporti a Washington con la guerra ancora in corso. Dopo, a botta fredda, si sono fatte delle analisi un po’ più approfondite del fenomeno nazista e delle personalità del regime. La storia va lasciata sedimentare, che ti piaccia o no, perché certe cose si capiscono solo guardandole da lontano.

    Comunque, hai ragione, non disturbo più. E chiedo scusa ai tuoi sensibili ospiti se hanno visto volare qualche straccio.

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  69. Abbiate pazienza, sarà che io son di provincia, ma tutto questo perder tempo dietro a gente che sbuca dal nulla e dice cose scontate come ‘sto spider truman o come si chiama, o che scrive dal giappone inventandosi tutto; o discutere se sia meglio essere un blogger o una blogstar, con dei puntigli pazzeschi, mi pare una pugnetta incredibile. Quale fanculatore incaricato dalla padrona di casa, segnalo che esistono passatempi migliori: anche certe masturbazioni fisiche son più soddisfacenti di certi sproloqui, date retta.
    State bene.
    Ghino La Ganga

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