Cose che sarà difficile spiegare un giorno ai nostri nipoti

Perché un povero vecchio che ha avuto un ictus e non riesce più a pronunciare una sillaba comprensibile sia stato a farfugliare mezz’ora, su di un palco sotto il sole,  di fronte ad una platea grondante sudore e vestita di verde, gridando ogni tanto “Padania Libera” non si sa bene da chi.

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17 pensieri su “Cose che sarà difficile spiegare un giorno ai nostri nipoti

  1. “E comunque se facessero la somma di tutti gli anni di scuola dei leghisti a Pontida si arriverebbe, scarsi, ad una 3a elementare”

    interessante. dove le piglia lei queste statistiche?

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  2. Queste affermazioni somigliano più a un tentativo apotropaico per esorcizzare il nemico, analogo ai riti tribali totemici descritti da Frazer nel suo celeberrimo “Il ramo d’oro”, o altrimenti la sua demonizzazione, nei modi e nei termini sempre utilizzati dal peggior cristianesimo, piuttosto che il reale sforzo di comprendere il perché una determinata forza politica, in un certo territorio, abbia un consenso superiore al trenta per cento. Oppure in Veneto, Piemonte e Lombardia sono quasi tutti scemi ed ignoranti? Mi pare un’argomentazione molto limitante, che non gioca certo a vantaggio di chi la sostiene. Anche e soprattutto perché, in larga parte, sono persone che si alzano alle sette di mattina e lavorano dieci e più ore al giorno. Forse, nell’immaginario collettivo italico, si tratta di poveri scemi proprio per questo.
    Sia chiaro, non sto parlando dei capi, ma della loro base. Se dovessimo inferire l’intelligenza media nazionale da ciò che dicono i rappresentanti di tutte le parti dell’agone politico, nessuna esclusa, ne dovremmo trarre impietosamente che gli italiani, nella loro totalità, sono dei minus habentes.
    Tale opinabile modo di aggredire l’avversario rappresenta il limite alla democraticità della Sinistra che mi ha sempre lasciato perplesso rispetto ad altre, giuste e condivisibili questioni di cui ha saputo e sa farsi portavoce.

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  3. P.S. Preciso doverosamente che il mio commento di prima non era indirizzato a Galatea (e al suo post), che ha solo fatto della gustosissima satira, come sempre. Cosa più che legittima, dato che, se sei oggetto di satira, significa che te lo sei andato a cercare.

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  4. A me ha colpito molto che all’affermazione di Bossi (se ho capito bene) che il “suo” ministero si trasferirà al Nord, nessun commentatore di quelli che ho sentito (né alcuno nella platea che lo ascoltava) abbia obbiettato che lui è un ministro senza portafoglio, che al massimo si avvale di un dipartimento. Ma a chi la conta? Che trasferisce? Se fossi una sua elettrice mi seccherebbe essere presa in giro così anche su questo.

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  5. lector, ancora un po’ di anni e anche la “destra” riuscirà in questa operazione culturale, secondo me. In fondo Berlusconi s’è mai impegnato a fare un discorso come il tuo, o ha solo detto male dei “comunisti”?perchè purtroppo di cretini c’è n’è comunque non pochi, e son sempre quelli che strillano di più, e convincere i cretini di essere più intelligenti degli altri non già per come motivano le loro tesi, ma per il senso di appartenenza instillano sfruttando quelle tesi alla bisogna, è una delle cose più facili per chi sta in alto…

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  6. ok, nord produttivo tutti scemi ed ignoranti. Alipigiani tutti chiusi e retrivi montanari nazisti. anche a napoli erano tutti camorristi, quando c’era su la destra. e detto onestamente e senza nessuna personale antipatia, non è che da firenze in giù tutta l’italia brilli per senso civico e di responsabilità nella politica e nell’amministrazione.

    figata, gli unici furbi quindi siamo noi emiliano-romagnoli?

    ma dài…

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  7. Ma proprio nessuno si ricorda più dei vecchi “Festival dell’Unità”, tutti a base di polenta, costicine, salsicce alla brace e ballo liscio, con la premiata orchestra “I polka-boys della Romagna”, dove ci si divertiva “passamente”? Che sia forse la sindrome da rimozione, meglio conosciuta come “sindrome di Anna Maria”, dal nome di battesimo della Franzoni?
    Mai rinnegare le origini, porta male.

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  8. @—>nomedelblog
    “ancora un po’ di anni e anche la “destra” riuscirà in questa operazione culturale, secondo me”
    Sono d’accordo, ma la cosa non mi consola. Mal comune, in questo caso, non fa mezzo gaudio, bensì disperazione totale.
    I have a dream: un paese dove posso scegliere di votare una parte o l’altra sulla base delle persone e dei programmi di ciascuna e non di prevenzioni ideologiche sedimentate nel pregiudizio. Un voto che, allo stesso tempo, possa essere una scelta e un onore al merito; un encomio a un’opera ben fatta ovvero un biasimo per non aver rispettato le promesse.
    Purtroppo, non credo che vivrò abbastanza per vederlo realizzato. Forse, mio figlio. Forse.

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  9. un paese come dici tu esisterà quando, come diceva Dalla, qualcuno sparirà, i troppo furbi e i cretini d’ogni età.

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  10. @—>nomedelblog
    Vedremo come si comporterà la Sinistra nella prossima legislatura, quando andrà al governo. Se si preoccuperà veramente del Paese o se cercherà solo – come tutti e come al solito in questa disgraziata “espressione geografica” (mai parole furono tanto profetiche!) – d’occupare più “cadreghe” possibili per gratificare il suo sottobosco e garantirsi così la continuità.

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  11. Perché?
    Il fatto che gli uni* vogliano portare la capitale in un autodromo e gli altri* l’autodromo in una capitale ti sembra semplice da spiegare?
    * Gli uni e gli altri governano insieme…

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