Un paese di vecchi

Il problema non è che siamo un paese di vecchi. Il problema è che siamo un paese di vecchi i quali assommano, al naturale e comprensibile rincoglionimento dovuto all’età, quello ancor più naturale ed intrinseco che si portano addosso dai tempi della gioventù, perché nella stragrande maggioranza dei casi essi sono arrivati ai posti di potere che detengono non per merito, ma ereditandoli per prestigio di famiglia, o facendoseli assegnare in cambio di servizi al potente di turno.

Siamo un paese di vecchi con poche competenze e molta spocchia, che si sono formati e sono cresciuti in un universo chiuso e autoreferenziale, dove la concorrenza era poca, e ancora ci vegetano, asserragliati dietro alle loro scrivanie con ficus aziendale di fantozziana memoria ed aggrappati ai «Buongiorno dotto’!» deferenti del loro portinaio di fiducia.

Siamo un paese di vecchi convinti di sapere tutto, perché “tutto” per loro si riduce a ciò che sapevano quando erano ventenni, e che l’ultima volta che hanno accettato di sentirsi raccontare un’idea nuova erano forse gli anni ’80, e comunque l’hanno bocciata.

Siamo un paese di vecchi che ha promosso una generazione di giovani, ormai ingrigiti nella mezz’età, solo se quei giovani erano uguali uguali a loro, ugualmente spocchiosi, chiusi, ignoranti e compiacenti, e gli altri, quelli svegli, li han massacrati e fatti scappare.

Siamo un paese di vecchi egoisti che ha sempre coscientemente promosso il peggio per essere certi di non avere concorrenti ai posti di potere, e che si è dunque cresciuta una generazione di eredi imbelli, incapaci di prendere responsabilità e decisioni in proprio, arruffoni, viziati e pressappochisti perché tirati su con l’idea che tanto a qualsiasi casino avrebbe messo poi mano il babbo, che le competenze fossero roba da stupidi, gli assi ereditari inamovibili, e la furbizia non avrebbe forse salvato il mondo, ma il culo sì.

Siamo un paese di vecchi che non corrono nessun rischio di essere sfrattati dal potere, perché gli altri più giovani non sono in grado di farlo, convinti che sia troppo faticoso e non convenga, e soprattutto perché per sfrattare una generazione dal potere bisogna prima fare lo sforzo di avere in testa una visione alternativa dello stesso, e questo non è possibile, perché la vecchia visione del potere a loro va benissimo così com’è.

Il problema non è che siamo un paese di vecchi, è che siamo un paese vecchio dentro, chiuso, meschino, pigro e senza speranze, perché persino i sogni costano fatica e noi quella fatica non la vogliamo fare, e brontolare senza costrutto è più facile e dà tanta soddisfazione, perché questo i vecchi fanno sempre, da sempre: brontolano dando la colpa al destino del mondo che han costruito e che contribuiscono a mantenere in vita.

Il problema è che siamo un paese di vecchi, e i vecchi siamo noi.

Per un simpatico esempio di mentalità moderna delle classi dirigenti di questo paese, leggere il seguente riassunto, qui.

 

Annunci

30 pensieri su “Un paese di vecchi

  1. niente di più giusto l’unica parte in cui non sono daccordo e il fatto della mancanza di idee, le idee ci sono eccome ma come dici tu e più facile brontolare che attuare

    Mi piace

  2. Eh, no! Stavolta ti contesto proprio!
    Siamo un paese di vecchi che non corrono nessun rischio di essere sfrattati dal potere, perché gli altri più giovani non sono in grado di farlo, convinti che sia troppo faticoso e non convenga, e soprattutto perché per sfrattare una generazione dal potere bisogna prima fare lo sforzo di avere in testa una visione alternativa dello stesso, e questo non è possibile, perché la vecchia visione del potere a loro va benissimo così com’è.
    Io ho una visione alternativa ben chiara, e come me vedo intorno tantissima gente che avrebbe tutte le capacità, le competenze e la volontà di farlo MA NON C’E’ PROPRIO SPAZIO, ZERO POSSIBILITA’: quando non hai neanche un lavoro, vivi di stenti (perché la situazione di tutti quelli che conosco è di stenti, con lavori precarissimi, contratti inesistenti, sfruttati all’inversosimile), hai anche provato ad aprire imprese ma tasse, commercialisti e creditori che non ti saldavano le fatture t’hanno ulteriormente indebitato e ancora hai la determinazione di impegnarti per cambiare le cose e non c’è un dannato spazio neanche di azione politica perché se pure uno volesse attivarsi a livello politico in qualche partito devi leccare culi, fingere, chiudere occhi o spalancare le gambe pure lì – SEMPLICEMENTE NON PUOI, NON E’ CHE NON VUOI. E’ che l’unica soluzione che ti rimane sono le bombe, e già solo il fatto che abbia scritto una cosa del genere, stamane, a commento del tuo post che davvero è offensivo per chi ci prova ogni dannato giorno come me, mi avrà consegnato nelle mani del prossimo stupro d’avvertimento in una qualsiasi questura italiana. Eppure queste cose intendevo dirtele lo stesso, perché non è la nostra (visto che più o meno siamo coetanee) generazione, il problema. Il problema è quel magma schifoso, inconcludente, mafioso e corrotto quanto la destra della sinistra italiana, e tutti coloro che ne fanno parte – ma proprio dal primo all’ultimo – che sono del pari di quelli che combattono. E non c’è più soluzione, siamo solo qui che ci parliamo addosso. E poi, qualcuna come te, si permette pure di dire queste cazzate. Buona giornata, và 😀

    Mi piace

  3. splendido!
    brava, bravissima!
    ottima analisi, dovrebbe essere l’incipit di ogni organo d’informazione per almeno un mese e, forse dopo, un po’, molto dopo, qualcuno ne prenderebbe coscienza…
    grazie

    Mi piace

  4. purtroppo ti devo dare ragione. grazie per la lucida analisi che fa piu’ male che bene. del resto, vecchi e corrotti lo siamo sempre stati, checché se ne dica a destra o sinistra, sopra o sotto.

    Mi piace

  5. @minerva: Be’ direi che, come dici tu, ci stiamo provando da anni, e non abbiamo ottenuto fino ad ora un caspita di risultato: i vecchi sono sempre là, e la loro generazione di figli/cloni pure. Si vede che non siamo tanto bravi nemmeno noi, o forse sotto sotto qualcosa del sistema ci piace, altrimenti li avremmo già buttati fuori a calci in culo. Prendiamo atto anche di questo, una buona volta. Saran cazzate, ma secondo me aiuterebbe.

    Mi piace

  6. O forse abbiamo deciso che fare stragi di esseri umani tirando bombe non è il metodo che vogliamo abbracciare – visto che è l’ultimo che ci è rimasto. Io ci sono stata – dentro diverse situazioni Galatea – non riesci a fare NIENTE, ma davvero. E posso assicurarti che sono tutt’altro che cretina o priva di determinazione. Se quindi la scelta di non fare stragi e tirare bombe, che è appunto l’ultima soluzione rimasta, tu la interpreti come non essere tanto bravi o sotto sotto farci stare bene le cose, puoi prenderti tutte le malattie che ho accumulato io per la rabbia, l’impotenza, i debiti di questi anni, puoi prenderti le umiliazioni che ho subito e tutta la sfilza di violenze, e poi vedere se ti diverti ancora così tanto a giudicare chi (come me) è probabilmente diverso da te.
    Forse sei tu quella cui tutto ciò fa bene, ma allora non parlarne in termini collettivi. Dì piuttosto: una parte di noi si fa andare bene la cosa, io sono tra quelli, e pertanto rientro nel paragrafo 4, e impedisco la sopravvivenza dei miei coetanei offendendoli con ciò che scrivo. Non ti fa male un po’ di cautela, sai? Mi bastano le displasie che ho, grazie, non ho bisogno di stupidi insulti ingiustificati.

    Mi piace

  7. @minerva: Mah, Minerva, sai, nella vita qualche esperienza l’ho accumulata anche io, nei vari posti di lavoro, ho attraversato le fasi di precaria sfruttata, di disoccupata incerta, ora di lavoratrice poco soddisfatta di ciò che riesce a fare perché bloccata da ataviche inerzie di chi la comanda; ho bazzicato più o meno la politica, e qualche idea di come vada il mondo me la sono più o meno fatta. Compresa quella che certe tirate a testa bassa come la tua mi lasciano piuttosto indifferenti, anche perché mi è piuttosto oscuro cosa tu stia contestando nel mio post. Descrive una società Italiana in cui una generazione di vecchi sta tenendo il potere e promuove e mette nei posti che contano solo giovani in qualche modo affini, emarginando gli altri, i quali, però, evidentemente non hanno la forza, o in alcuni casi la capacità. di cacciare questa “casta” a calci in culo, come meriterebbe, e quindi qualche domandina sui loro costanti fallimenti, questi ex giovani ormai quasi quarantenni pure loro, dovrebbero anche farsela. Scusa, mi sfugge cose non ti garbi nel quadro. Tu sei meglio di tutti, lo abbiamo capito, ma a parte questo?

    Mi piace

  8. Tu sei meglio di tutti, lo abbiamo capito è un po’ gratuito in un confronto dove ti sto solo facendo notare che mi hai offeso e hai offeso chi ci sta provando con ogni mezzo lecito/legalepossibile 😦
    Sono solo una che ci prova ancora e che ti ha trovata semplicemente offensiva verso chi come me le autocritiche se l’è sempre fatte, e sinceramente no ha trovato nulla che non abbia funzionato nel proprio passato o nel proprio impegno personale – forse proprio solo il fatto che mi sia fermata prima dell’eliminazione fisca dell’interlocutore potente che ha sbarrato l’accesso a quelli come noi. Poi se tu trovi che per questo dobbiamo sentirci degli incapaci, o ammettere che le cose ci stiano bene, beh… no non concordo. Tutto qui. Hai capito ora? Hai solo fatto male a chi con mezzi leciti e legali ci sta provando ancora.
    Ma magari ai tuoi occhi siamo noi a non essere così bravi: se hai un’altra soluzione, diccela, te ne prego. Perché io in questo stato di cose, no… non ci sto tanto bene 😉

    Mi piace

  9. @Minerva
    Che sia dura non lo contesto, se no non me ne sarei andato. Ma non impossibile ho un sacco di amici (dipendenti e non) che la sfangano benone senza spintarelle di sorta.
    Hai ragione sulla mancanza di spazio politico, ma quella è una conseguenza di quel che dice galatea.
    Guardati intorno: il grosso dei nostri coetanei li puoi dividere così:
    -parassiti o aspiranti tali
    -tifosi che litigano su chi voti la peggior schifezza
    -gente che non toccherebbe la politica con un bastone

    Vedo tantissimi incazzati, ma all’ atto pratico finiscono per chiedere qualche briciola per se o affidarsi ad improbabili profeti (tipo Bossi o Grillo).
    La maggior parte non sono incazzati contro il sistema delle corporazioni, ma solo perchè ne sono tagliati fuori, ed aspirano solo a qualche piccola rendita.
    Gli altri semplicemente sono quattro gatti.

    Mi piace

  10. @ Marcello: sono d’accordo con te. Si può sopravvivere. Non è vita – quella sarebbe un’altra cosa. Quindi sfangarsela o, ma forse non così benissimo. Nel mio campo sono arrivata al livello più alto possibile, da lì in poi era un aprire le gambe continuo, e farsi ridurre in schiavitù per le briciole che tu dici. Io non contesto l’analisi di Galatea – tutt’altro! Contesto la sua genericità nel criticare una generazione che non ha alcuno strumento di reagire se non, ormai, l’azione violenta – perché concordo con te per l’incazzatura che poi si riversa nel seguire falsi profeti, ma purtroppo nessuno di noi ha soldi, tempo, possibilità alcuna di fondarsi il proprio partito, sostenerselo economicamente, lavorarci dentro, perché siamo lì che aspettiamo pagamenti di un anno fa, andando in causa per briciole e mettiamo insieme il pranzo con la cena facendo le pulizie nelle scale a 3 euro l’ora non avendo appunto accettato di prostituire alcuna parte di noi (che fosse il corpo, la mente, il cuore, le passioni o ciò in cui crediamo).

    Mi piace

  11. @minerva: Veramente chi ha cominciato ad insultare gratuitamente mi sembri tu. Il senso del post è quello che ho ri-spiegato io nel precedente commento e che ha colto Marcello: sto semplicemente dicendo che nella società italiana c’è un tappo generazionale ma anche di “casta” e che parte dei giovani e semigiovani ne sono complici, in qualche maniera, e molti di quelli che anche combattono il “sistema” evidentemente non hanno finora trovato un modo davvero efficace per abbatterlo o cambiarlo, probabilmente perché non si rendono conto di essere comunque una risibile minoranza o di non aver ancora trovato i mezzi giusti e i canali efficaci. Non so perché questo ti debba in qualche modo offendere.
    Poi se tu vuoi continuare a polemizzare come se io fossi il problema perché racconto una situazione esistente, fai pure.

    Mi piace

  12. Il potere logora chi non ce l’ha. Ha logorato i quaranta-cinquantenni, le donne e ora sta logorando anche i più giovani. Chissà se i ventenni di oggi (magari le donne ventenni..) prima o poi si porranno il problema. Senza bombe, che anzi sono controproducenti, ma pretendendo di più che qualche strapuntino gentilmente concesso per coptazione. Di una rivoluzione ci sarebbe bisogno, ma culturale.

    Mi piace

  13. Dipende tantissimo dal campo che ti scegli.E se farsi illusioni è lecito, specie da giovane, nessuno obbliga a restare in quello che si è scelto da ragazzi.Qui (UK) vedo un sacco di gente riciclarsi saltando da un ruolo all’altro, in Italia no (e per inciso, non saprei da dove cominciare a farlo io 🙂 ).
    Io parlo di gente che da dipendente a 40 anni si è già pagata metà del mutuo andando in ferie tre volte l’anno, o altri che hanno aperto aziende che van bene, in un caso con decine di dipendenti.Pure io (sono informatico) guadagnavo abbastanza da vivere bene e me ne avanzava per aiutare parenti in difficoltà.
    Certo non stan bene come le varie trote messe a libro paga dalla politica, ma per sfangarla intendo un tenore di vita decente e senza scendere a compromessi.A meno che consideri tali il minimo di diplomazia per non dire al tuo datore di lavoro che ha appena avuto un’ idea cretina ogni volta che gli succede.

    Mi piace

  14. Siamo un paese di vecchi che non corrono nessun rischio di essere sfrattati dal potere, perché gli altri più giovani non sono in grado di farlo, convinti che sia troppo faticoso e non convenga>/i>.
    Tu hai scritto le righe sopra, ma sono io – per te – ad aver cominciato con l’essere offensiva? La tua analisi mi ha chiamato in causa, visto che anagraficamente la mia generazione viene dopo quella che mantiene come una piovra il potere e prima dei ventenni attuali, e non mi è piaciuto ciò che hai detto, non mi ci sono riconosciuta e te l’ho fatto notare. Poi hai continuato con il
    Tu sei meglio di tutti, lo abbiamo capito, offesa2 – personale, stavolta. Ti stavo solo spiegando perché a una come me la leggerezza della tua analisi ha fatto male 😦
    Errore tuo parlare in termini così generici come se lo volessimo (quando non è così), non usare dei ‘forse’, o non dire – come invece hai fatto in questo ultimo tuo commento – che parte dei giovani e semigiovani ne sono complici, in qualche maniera, e molti di quelli che anche combattono il “sistema” evidentemente non hanno finora trovato un modo davvero efficace per abbatterlo o cambiarlo, probabilmente perché non si rendono conto di essere comunque una risibile minoranza o di non aver ancora trovato i mezzi giusti e i canali efficaci.
    Questa è tutta un’altra cosa: capisci la differenza?
    Non volevo polemizzare gratuitamente. M’hai solo fatto male con le tue parole, e ti ho risposto con ciò che pensavo. Ciao, buona giornata. Davvero.

    Mi piace

  15. Quoto Minerva. Siamo in un Paesi di e per vecchi, questo è vero, ma anche i giovani ci mettono del loro. Purtroppo la maggior parte dei ragazzi pensa a farsi depilare e ad ascoltare l’ultimo disco di david guetta direttamente sulle spiagge del twiga. Sfido chiunque a trovarmi almeno 100 giovani tra i 18 e i 35 anni che abbiano: palle, stima e rispetto per se stessi e gli altri, idee nuove e un po’ di intelligenza.
    Guarda, ti porto un esempio banalissimo. Sono una studentessa di produzione di spettacolo e all’università abbiamo fondato una web radio. La cosa potrebbe coinvolgere non solo gli studenti di ingegneria che hanno creato dal nulla il sito e tutto quanto, ma chiunque avesse voglia di cimentarsi in questa esperienza. Contiamo nel mio polo universitario (quello di Prato), un centinaio di studenti in progettazione di eventi e una cinquantina di iscritti alla mia specialistica. Sai in quanti si sono proposti di partecipare al progetto? NESSUNO. Eppure è stato pubblicizzato a dovere, abbiamo organizzato grandi eventi, monstre, incontri ecc.. Nessuno che abbia voglia di mettersi in gioco, di tentare e divertirsi. E si parla di giovani menti che “studiano” per fare da grandi un lavoro molto simile a quello da noi proposto.
    Molti ragazzi non si impegnano a migliorare le aspettative del loro futuro partendo dal basso, dall’inizio. Spesso si rifiutano di farsi il culo o le esperienze necessarie a creare nuove idee e tendenze. Basta vedere come siamo costretti ad esser remissivi in fatto di contratti di lavoro. Se si abbassasse meno la testa dimostrando quanto si vale, porbabilmente saremmo meno nella merda di adesso. I vecchi non abbandonano il potere, non lasciano i troni del comando e le cose non si rimodernizzeranno perchè anche le nuove generazioni ci mettono del loro.

    Mi piace

  16. @minerva: Prendo atto che cominciare una conversazione dicendo che “dico cazzate” non è un’offesa. Bene. Prendo atto che io non posso generalizzare, mentre tu nei commenti puoi tranquillamente fare riferimento ad una “Destra della Sinistra italiana” che sarei tanto curiosa di capire che sia mai, perché la definizione mi pare più fumosa delle convergenze parallele di democristiana memoria. Prendo atto anche che evidentemente hai qualche problema nella analisi e nella comprensione di un testo piuttosto semplice, visto che è evidente che il “gli altri più giovani non sono in grado di farlo, convinti che sia troppo faticoso e non convenga” si riferisce alla casta di giovani “eredi” citata poco sopra. Prendo atto che attacchi ferocemente me e poi invece sei d’accordo con Marcello, non accorgendoti che diciamo la stessa cosa.
    Prendo atto inoltre che ti è evidentemente sconosciuto il principio che non si scrive in maiuscoletto, perché equivale ad urlare, e usare frasi come “capisci la differenza?” è offensivo, perché stai dando implicitamente dell’idiota al tuo interlocutore. Prendo atto.
    Forse dovresti cominciare a prendere atto anche tu che se abitualmente ti rapporti così con le persone con cui vorresti discutere civilmente, se queste ti mandano al diavolo in due minuti hanno i loro buoni motivi. Ciao, buona giornata anche a te. Davvero, eh.

    Mi piace

  17. Un bel post, Galatea. Si potrebbero aprire un milione di digressioni per ogni periodo, tanti sono gli aspetti della vita che tocca, che staremmo qui a discutere fino all’anno prossimo. Però rileggere la lezione di economia di Tremonti no. Mi è bastato sentirla in diretta!

    Mi piace

  18. Bè…
    si potrebbe dire che per fortuna ci sono ancora questi “vecchi rincoglioniti” che portano avanti la carretta, perchè i “giovani” sono molto peggio…
    Un esempio: tanti criticano l’inamovibilità dei Dalema, Veltroni, Bersani etc, e hanno sicuramente ragione, ma se poi venissero sostituiti da un Renzi, cosa ampiamente possibile, a me verrebbero dei brividi freddi…
    😛

    PS Marcello ha perfettamente capito lo spirito del tuo post, e concordo con lui… Purtroppo, al di là degli scherzi, siamo messi molto male sia per colpa dei “vecchi” che per responsabilità dei “giovani”…

    Mi piace

  19. Uh Galatea, come sono d’accordo.
    E il bello è che questa fotografia vale per ciascun sotto insieme si voglia prendere in esame: un’azienda, un condominio, un circolo sportivo, un [sottoinsieme a scelta].

    Manca solamente un ragionamento a questo post: come se ne esce? (ammesso che se ne possa uscire).

    Clap clap!

    Mi piace

  20. @federì
    temo se ne uscirà a calci in culo.O in aereo, come ho fatto io.
    In teoria non ci vorrebbe molto: basterebbe dedicare a far cose nuove metà dell’ energia che sprechiamo nello scannarci per le varie rendite.
    In pratica, come dice galatea, manca la volontà.
    Prima o poi il sistema collasserà trascinandosi il grosso delle rendite, come sta succedendo in Grecia.Più tardi sarà e più sarà dura, in bocca al lupo.

    Mi piace

  21. è un brano interessante, che cerca anche di cogliere quella che è un’ «atmosfera» nella quale siamo immersi, e in parte coglie nel segno;

    c’è da dire però che seppur molte responsabilità ricadano sia nella pessima e immorale classe di governo, nonchè in parte anche sui comuni cittadini, la cosiddetta «gente», c’è da dire che tutto questo avviene sullo sfondo di una crisi di sistema

    alla fine, se il meccanismo si inceppa e il sistema economico funziona male, è ovvio che a pagarne il prezzo più caro sono i meno abbienti, siano essi lavoratori del settore privato, precari del pubblico impiego, artigiani e piccoli imprenditori, cioè tutti quelli che già prima erano a rischio

    ma la crisi, alla fine, è di sistema, è una «classica» crisi insita nel sistema capitalistico, per cui è inutile spiegarla solo con categorie psicologiche, vecchi/giovani, tristi/allegri, orrimisti/depressi

    è una crisi normale, duramente insita nelle cose, non è vero che siamo vecchi o, quantomeno, non è certo il vero motivo dei problemi

    Mi piace

  22. @—>Galatea
    1. Attuale: Tremonti nasce avvocato specialista in diritto processuale tributario; di economia ne capisce quanto il sottoscritto potrebbe capirne di fisica delle particelle o di lingue orientali e lo ha dimostrato in più occasioni.
    2.Storico: Sai che adoro le tue “badilate di cultura”; ne consegue che apprezzerei particolarmente la trasfusione di quel sentimento d’italica attuale impotenza, di cui trasuda tutto il tuo post, in uno che abbia ad oggetto il cittadino romano d’occidente, nel periodo in cui tutto il suo mondo doveva sembrargli cadere addosso (i.e. ultima fase del c.d. “Basso Impero”).
    Ciao.

    Mi piace

  23. Vecchi si diventa, avendo vissuto molto, ma oggi ci sono molti giovani che sono vecchi dalla nascita, meglio sarebbe stato se i loro genitori si fossero fatti una sega, invece di partorire simili dementi

    Mi piace

  24. @Galatea
    ‘perché questo i vecchi fanno sempre, da sempre: brontolano dando la colpa al destino del mondo che han costruito e che contribuiscono a mantenere in vita.

    Il problema è che siamo un paese di vecchi, e i vecchi siamo noi.’

    Sono addirittura quasi d’ accordo.
    Per una volta.
    Cosa proponi di fare?

    Gigi

    Mi piace

  25. Siamo un paese di vecchi perché i figli non ammazzano simbolicamente i padri, ma li fanno fuori fisicamente per accaparrarsi quella pensione sulla quale hanno vissuto l’uno e l’altro; i giovani restano imprigionati nella cerchia psicologica della famiglia d’origine, senza rischiare nulla in proprio.

    Mi piace

  26. Ma questo nano putrefatto quando comincia ad occuparsi di qualcosa che non siano i suoi problemi con la giustizia italiana? Chissenefrega dei suoi problemi di truffe e vacchette? Chi-se-ne-frega delle sue mucche? A quando un GOVERNO?

    Mi piace

  27. @Gigi
    credo che l’ unica cosa da fare sia prendere coscienza del problema e cercare di educare chi ci sta vicino.Lavoraccio lungo e ingrato, ma non vedo alternative.La casta governa col nostro consenso, o vien meno questo o ci adeguiamo.Oppure instauriamo una dittatura.

    @Guido
    Mai troppo presto, ma che c’entra?
    BS è la peggior escrescenza, ma tolto lui il resto del marciume rimane, e non mi riferisco solo alla politica.
    Il post riguarda tutta la società, focalizzarsi sempre su di lui fa perdere di vista il quadro generale.

    Mi piace

  28. questo brano sui vecchi di galatea ha avuto parecchi riscontri, l’ho trovato in due o tre posti nel web; in effetti il tema è complesso e la domanda sul «che fare?» è quasi angosciante

    io credo che il senso del «esser vecchi» in realtà nasconde un’altra sensazione, cioè quella di essere a «fine corsa», cioè senza futuro

    a mio avviso bisogna ripartire addirittura dal filosofico, cioè dal «chi siamo» e che cosa vuol dire vivere una vita degna della nostra natura umana

    a mio avviso è deleterio aver insistito sulla fine delle ideologie, sulla fine delle utopie, perchè poi è diventata di fatto, una fine delle idee, del «sogno di una cosa»

    per fortuna io vecchio lo sono quasi già

    Mi piace

I commenti sono chiusi.