Il paese irreale

Poi magari un giorno qualcuno con calma mi spiegherà perché, nel comune sentire dei mass media e degli opinionisti filogovernativi, un paio di aspiranti veline e un tronista che berciano davanti ad una telecamera sono l’autorevole voce del paese reale, mentre un milione di persone nelle piazze di tutta Italia sono solo uno sparuto gruppo di radical chic.

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17 pensieri su “Il paese irreale

  1. Te lo spiegio io. La questione è che se tu fai questi ragionamenti cervellotici da intellettuale di merda, è perché sei una comunista. (tutti i termini usati in questo comment sono stati rivolti a me a suo tempo da dirigenti di Mediaset).

  2. Sta benissimo, è vero che non se ne può più, tuttavia è difficile parlarne, senza entrare nel ginepraio del donne contro donne o donne contro il metodo.

  3. @gians non è donne contro donne: la manifestazione di oggi non è certo stata contro le veline,le escort, o le ragazze dell’Olgettina. Si tratta di riportare al centro del dibattito pubblico la questione della società in cui viviamo, della libertà vera per tutte le donne (e anche per gli uomini), di che cosa intendiamo per potere (l’arbitrio o la possibilità di realizzare un progetto condiviso?), delle discriminazioni e gerarchizzazione. La questione del genere è centrale in questo, perché nella sua interpretazione più riduttiva (genere=donne) riguarda più di metà della popolazione di questo paese.

    Non capisco che intendi quando dici “donne contro metodo”.

  4. credo che sia sulla qualità della vita delle donne e della famiglia concreta (figli, madri, padri, genitori anziani) che si misura la qualità di una società

    sento che esser solidali con le donne, con la loro dignità, sia il modo migliore di fare il nostro interesse di uomini

    certo, esistono specificità di genere, ma tenendo presente che il genere più importante è quello femminile, dovremmo ricordarci anche che a noi maschi ci ha fatti una donna, non un maschio

  5. @Laura. donne contro metodo rievoca la vecchia storia del commendatore e della segretaria preferita. Insomma un sistema/ metodo meritocratico in uso da che esistono le scorciatoie. Roba vecchia ripeto, da combattere assolutamente, lo si è tentato di fare oggi e sono felice. Ma quanto tempo perso!

  6. Piuttosto, il paese nel quale, in pubblico, tutti proclamano di essere un esempio di rettitudine stile Maria Goretti e poi, nel loro privato, ciascuno si fa i cazzi propri, compreso il tanto vituperato sesso di scambio.

  7. ok: le donne (alcune donne) la danno per fare carriera; e sarebbe una novità?
    O forse perchè adesso la cosa sta assumendo dimensioni industriali ed è spudoratamente esibita?
    Ah be’, allora…..

  8. Per me la questione e` in questi termini.
    C` e` chi ha il potere e chi no.
    Chi ha il potere e` chi controlla quello che viene detto in TV e sui giornali.
    Chi non ha il potere e` chi non ha questo controllo.
    Chi ha il potere vuole mantenerlo.
    Per questo gira la frittata a suo uso e consumo.
    Mi pare una analisi tanto ovvia..
    Quindi, per rispondere alla domanda del post:
    “Perche` chi comanda nei giornali ed in TV, non ha interesse a dare spazio agli argomenti della manifestazione.
    Siccome tu non comandi ne` nei giornali ne` in TV, la tua opinione non raggiunge le masse”

    Gigi

  9. Tra il dire e l’essere… non mi sento radical chic. Quella piazza, al massimo mi è sembrata radical choc. E’ stato bellissomo. GRAZIE DONNE.
    (fanculo tutti i distinguo e le sottigliezze)

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