Il Genitore Tecnologico

Il Genitore Tecnologico, quando scopre che la prof del figlio ha una pagina su Facebook, cerca subito di metterci il naso.

Il Genitore Tecnologico, quando il figlio riceve la pagella e si ritrova pieno di brutti voti, invece che prendersela con il figlio, cerca di entrare nella pagina facebook della prof, per trovare qualcosa per poterla denunciare alle competenti autorità scolastiche.

Il Genitore Tecnologico, quando si accorge che la prof ha però messo il lucchetto e lui non riesce ad entrare nella pagina, va dal Preside sbraitando, perché se la prof ha messo il lucchetto alla sua pagina di Facebook, allora vuol dire che ha qualcosa da nascondere, e quindi pretende che venga punita, e minaccia ricorsi non si capisce bene a chi.

Il Genitore Tecnologico, se passasse con il figlio metà del tempo che spreca in internet a cercare indizi per dar fastidio alla prof, probabilmente avrebbe un figlio con la media del 10.

Ma faglielo capire, eh.

E’ un racconto di fantasia. Di fantasia. Di pura fantasia. Del tutto.

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22 pensieri su “Il Genitore Tecnologico

  1. Non è questione di genitore tecnologico o meno… 😀 è questione che certa gente guarda la pagliuzza nell’occhio degli altri, e non si accorge delle trave nel suo occhio. 😀

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  2. un docente, dato il ruolo che ricopre, deve avere un atteggiamento prudente anche per quel che concerne la sua vita privata; ma è chiaro che in un paese dove questo concetto di decoro non vale addirittura per ilc apo del governo, figuriamoci per un semplice docente; purtroppo siamo in una società malata alle fondamenta; anche un genitore che si permette di raccogliere dossier per vendetta, è parte del degrado

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  3. Non so quale sia il quoto del rapporto tra insegnanti stupidi/insegnanti totali e quello genitori stupidi/genitori totali, nonché quale dei due prevalga.
    Tuttavia, se facessi l’insegnante, credo mi arresterebbero subito per genocidio: mamme starnazzanti che vengono a romperti i coglioni con le più banali tra le banalità, padri strafottenti ed arroganti che ti minacciano col classico “lei non sa chi sono io”, figli sdrogazzati e deficienti che mentre parli son lì con qualche diavoleria elettronica a farsi i cazzi loro e pure pretenderebbero di essere promossi, figliolette troie – tutte mammà! – imbellettate come anatre all’arancia pronte per il forno, che mentre ti rivolgi loro ti guardano con questi occhioni vacui come un orizzonte sul mare della disperazione.
    Farei un viaggio fino a Kabul, mi comprerei un bel Kalashnikov, una o due casse di munizioni a carica esplosiva e poi porrei fine alle loro inutili vite, facendo un favore sia ad essi stessi che al Mondo in generale.
    Che soddisfazione! Priceless.

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  4. Spero che non tutti i genitori tecnologici siano così poco genitori e così maniacalmente tecnologici, questa tua frase penso racchiuda il vero problema: “Il Genitore Tecnologico, se passasse con il figlio metà del tempo che spreca in internet a cercare indizi per dar fastidio alla prof, probabilmente avrebbe un figlio con la media del 10″….
    ma comunque è fantasia, in realtà questi soggetti depressi non esistono (o meglio, si spera di non incontrarne mai!!) 😉

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  5. gentile galatea, un atteggiamento prudente vuol dire appunto un atteggiamento prudente;

    primo motivo:
    un insegnante deve evitare di prestare il fianco a critiche da parte delle famiglie dei suoi allievi, perchè ovviamente dovendo prendere delle decisioni a volte dolorose, come una bocciatura, o anche semplicemente dei giudizi negativi sulle capacità di una ragazza/o, puo’, suo malgrado, avere dei nemici; è vero che non sono questioni grandi, come quelle che affronta un magistrato o un medico, ma purtroppo c’è comunque il rischio di dover avere delle inimicizie, siano esse giustificate, siano esse ingiustificate; quindi è meglio mantenere riserbo assoluto sulla propria vita privata

    secondo motivo:
    giustamente i docenti si lamentano dello scarso prestigio sociale di cui godono, e questo per una cultura televisiva di bassa lega ormai dominante, giustamente dicevo, ma è bene che si mantengano all’altezza, con un comportamento esemplare sotto ogni aspetto; un docente deve essere tale 24 ore al giorno, non è un impiego part time, è un ruolo sociale di alto profilo

    la libertà nel tempo libero non è un bene assoluto, non lo è per lo meno per i servitori dello stato, così almeno penso io, perchè altrimenti se accettiamo il lassismo dal basso, poi abbiamo meno argomenti per non accettarlo in alto, lassù dalle parti dei potenti

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  6. c’è chi impara ad usare il pc solo per spiare i figli o gli insegnanti dei figli. Poi si lamenta che la prole passa tutto il tempo al computer e non parla con la famiglia. Disprezzo assoluto…

    P.S. Chissà se i miei prof leggono/dovessero mai leggere il mio blog… ho una certa inquietudine al pensiero.

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  7. diego, da un insegnante mi aspetto solo che sia
    preparato
    capace
    onesto nelle valutazioni
    il resto sono solo c…. suoi
    ci mancherebbe altro che un insegnante, solo perchè è tale, dovesse rinunciare alla propria vita privata, che in quanto privata è insindacabile

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  8. @diego: non sono assolutamente d’accordo. IL docente è un lavoro, esattamente uguale a tutti gli altri. Ha orari precisi, e quando è finito si smonta. Cosa faccio nel mio tempo libero non deve assolutamente riguardare i miei alunni, né le loro famiglie, né altri, e non c’è nessuno che si debba ritenere in diritto di andare a sindacare come passo il mio tempo, finché non violo alcuna legge. E’ lo stesso principio base per cui, in questi giorni, critico Berlusconi: non perché fa le orge (quelli sono sacrosanti fatti suoi), ma perché si sospetta che, per farle, abbia violato la legge, pagando minorenni e facendo pressioni per salvare le signorine coinvolte che in qualche modo lo tenevano in pugno: per questo dovrebbe dimettersi.
    Mi sfugge poi cosa sia da considerarsi un “comportamento esemplare sotto ogni aspetto”. Quello che per me potrebbe essere considerato un comportamento indegno, per te potrebbe non essere tale, e viceversa. Se io posto sulla mia pagina di FB una foto in costume da bagno, forse mi devo aspettare una crociata di genitori bacchettoni? O non posso fumare una sigaretta o bere un bicchiere perché sennò vengo meno a qualche principio di decoro?
    I servitori dello Stato sono tenuti a non violare le leggi, ma, fatto salvo questo, non hanno nessun dovere particolare e ci mancherebbe pure che dovessero rendere conto alle scalmane dei primi genitori, i quali, peraltro, le scalmane se le fanno venire solo quando i pargoli non ottengono i voti sperati, quindi criticherebbero a priori qualsiasi cosa, e, non trovandone, si inventerebbero allegramente particolari.
    Fare l’insegnante significa anche insegnare agli alunni che tutti siamo esseri umani, e come tali non siamo modelli di niente, né eroi, né punti di riferimento per nessuno: siamo esseri umani competenti in una data materia, e quindi la insegniamo. Tutto il resto è appunto “il resto” della nostra vita, normale e banalissima. In cui facciamo quello che ci pare e loro come alunni e le loro famiglie ne sono esclusi, perché non li riguarda.
    Tra l’altro, chi si ritiene come insegnante una specie di inviato per conto di Dio, o un modello ispiratore, in genere è un pessimo insegnante, e fa disastri tremendi.

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  9. … meno male che è un racconto di fantasia, perché se dovesse diventasse realtà diffusa direi che si perde qualsiasi speranza di educare le future generazioni.

    @diegop
    anche dall’autista dell’autobus mi aspetto un comportamento dignitoso nella sua vita privata, ma solo per ciò che influisce sul suo lavoro, cioè mi aspetto che non assuma droghe e alcool e faccia le sue ore di sonno…

    Non mi sembra corretto fare della categoria degli insegnanti dei “missionari” che devono votarsi tutti alla missione educativa.
    Non è detto che sia così facile e univoco quale sia il comportamento giusto e l’esempio corretto. Io sono maturato più con i cattivi esempi da evitare che non con quelli buoni da imitare.

    Ciò che occorre sradicare è la dietrologia: se c’è il lucchetto hai qualcosa da nascondere, se hai tutto in piazza hai un secondo fine… ma va là!

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  10. se noi diciamo che nel privato uno fa quel che crede, diamo ragione a lui, che invece ha torto, e sai a chi mi riferisco

    comunque, mi dedichi troppa attenzione, non sono abituato, ti prego non replicare alle mie sommesse considerazioni, amo scriver quieto

    grazie comunque dell’attenzione

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  11. Uno dei guai della modernità è il cambiamento di certi vocaboli. Un genitore tecnologico, un tempo, l’avremmo chiamato un genitore imbecille.
    State bene; inchino e baciamano alla padrona di casa.
    Ghino La Ganga

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  12. Se ci fosse un pò più di tolleranza, e un pò meno voglia di giudicare a tutti i costi gli altri… o meglio farsi un piatto di caxxi propri, e non quelli d’altri, ogni mattina… il nostro paese sarebbe migliore… Faccio giusto due esempi… senza voler generalizzare troppo: i programmi televisivi più seguiti sono, quei programmi che “spiano” le persone i comportamenti e la loro quotidianità; mi viene in mente il Grande Fratello, L’isola dei famosi etc etc…
    Il secondo esempio mi è sfuggito, sarà l’età… ma vi giuro che era anche azzeccato. 😀

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  13. «chi si ritiene come insegnante una specie di inviato per conto di Dio, o un modello ispiratore, in genere è un pessimo insegnante, e fa disastri tremendi»

    Be’, che un buon prof sia inviato per conto di Dio certamente no, ma un modello ispiratore dovrebbe esserlo. Io ritengo di esserlo, tuttavia nella mia carriera non ho mai fatto disastri. Che poi sia pessima devono giudicarlo i miei allievi, non io.

    Detto questo, trovo un tuo sacrosanto diritto tenere un blog (cosa che faccio anch’io, come sai) e avere un account su FB. Se poi ci sono genitori sciocchi che si fanno gli affari tuoi e cercano di coglierti in fallo, non ti curar di lor …

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  14. @Galatea
    “E’ lo stesso principio base per cui, in questi giorni, critico Berlusconi: non perché fa le orge”
    Beh..
    Adesso dire che e’ OK che un capo di stato faccia le orge mi pare un po’ troppo..

    Un Gigi bacchettone

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  15. Credo di aver capito cosa intende Diego B: in quanto modello di comportamento, è indecoroso il fatto che un insegnante abbia una pagina Facebook. Perché? Ma lo ha spiegato tante volte Emilio Fede, quanti servizi sono stati dedicati al TG4 su Facebook , il notorio covo di facinorosi che firma le petizioni contro Berlusconi.

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