Arcore’s night: qua ci vuole l’esorcista

Padre Gabriele Amorth (sono sempre curiosa di sapere se si tratta di un nome d’arte, ma pare di no), esorcista ufficiale della Santa Sede già famoso per aver tuonato contro Harry Potter, ha una spiegazione tutta sua per i festini di Arcore: se il Premier si abbandona ai bunga bunga con minorenni non bisogna avvertire la magistratura, ma gli esorcisti.

Intervistato da Novella 2000 (ma pensa te, non ci si può più fidare di nessuno: passati i bei tempi in cui su Novella intervistavano solo la presunta amante di un Pippo Baudo qualsiasi, adesso no, vanno di padre Gabriele!), il sacerdote chiarisce che la villa è il male, non Berlusconi: i precedenti proprietari, infatti, erano noti per la loro vita licenziosa ed i festini erotici, culminati addirittura in un omicidio-suicidio. Il povero Silvio, comprando l’immobile, si sarebbe quindi ritrovato immerso in questa atmosfera permeata dagli “spiriti maligni”, che avrebbero spinto in tentazione lui ed i suoi ospiti. Insomma, Lele Mora, Emilio Fede, e la simpatica corte di fanciulle convocate, la sera avrebbero voluto davvero giocare a tombola, ma i muri di Arcore sono posseduti dal Maligno, il quale – siccome è Maligno mica pe’ gnente – ogni tanto gioca in trasferta anche a Palazzo Grazioli e nelle ville sarde, perché si sa come è il Maligno, tu gli apri la porta di una casa e quello si insedia anche in tutte le dependance.

Il buon padre Gabriele ammette che il Diavolo certo non riesce ad operare se non trova terreno fertile nelle menti di chi lo seconda, ma di sicuro la posizione di Silvio da questa rivelazione esce molto alleggerita: non è colpa sua, ma dello Spiritello Porcello di casa, una sorta di versione hard del Fantasma Formaggino delle barzellette, tanto care peraltro al Premier, e così il cerchio si chiude.

Padre Amorth garantisce quindi che le inchieste sono superflue, basta un bell’esorcismo professionale sulla villa. E io me lo vedo il corteo, padre Amorth in testa, seguito da Berlusconi, Fede e Lele Mora cosparsi di cenere (Rossella un po’ di lato, preso a controllare che il colore della cenere faccia almeno pendant con la cravatta), mentre le fanciulle del bunga bunga seguono in corteo, biscicando litanie come si conviene a Maddalene redente, nelle speranza che tutto ciò serva a far resuscitare un potere che ormai è bello che defunto.

Si sa, del resto: il Governo val bene un messa, figuriamoci un esorcismo.

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9 pensieri su “Arcore’s night: qua ci vuole l’esorcista

  1. Eh sì, sì… per aver turlupinato una minorenne proprietaria di Arcore e non solo di quello, ma anche dei terreni su cui è nata Milano 2, ragazzina il cui tutore era il caro Previti, si è dovuto accollare, pover’uomo anche il maligno della villa S.Martino…
    Vedi come va il mondo? Tu pensi di fare il bene (per te stesso e per tutta la tua genia) e ti accolli il maleficio. Diciamolo a padre Amorth (ma davvero si chiama così?) che è probabile che oltre la maledizione del maligno del povero ometto esiste anche l’emanazione della sfiga che porta su ogni cosa che tocca. Chiedetelo al povero Mubarak, non ha fatto tempo a nominarlo che … zac… la maledizione ha colpito ancora. Altro che esorcismo, qui non resta che rottamarlo e seppellirlo nella pèrofondità di un vulcano.

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  2. Confermo per i dubbiosi che Amorth è proprio il cognome del prete trentino discretamente famoso per i libri sul diavolo e compagnia.
    Ho letto anch’io con gusto il sito di novella 2000, pagine che mai avrei pensato di frequentare… e alla fine mi sembrava quasi meglio di “libero” o del “giornale”…

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  3. maledetto googlereader, mi fa perdere mezze informazioni!
    ma quindi… tu… metil… (ingranaggi nel cervello di claudio iniziano a cigolare)… voi due…

    clà

    (in ogni caso onorato per il “tesoro”)

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