La nostalgia di Cetto

Ieri sera, dopo reiterati tentativi in più cinema, abbiamo rinunciato ad andare a vedere il film di Albanese: non c’era posto.

Guardando tutta quella gente in fila, mi sono chiesta se volessero vedere Qualunquemente perché era una fotografia azzeccata e precisa della classe politica italiana contemporanea o piuttosto se non fosse perché, rispetto a quello che sta venendo fuori dalle varie inchieste, Cetto la Qualunque sembra ormai un sobrio e simpatico mascalzoncello del buon tempo andato.

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5 pensieri su “La nostalgia di Cetto

  1. mamma mia, ci sta andando un sacco di gente… Albanese è davvero un genio… oltre ad essere un bravo attore, si è creato una pubblicità che qualsiasi esperto di marketing gli invidia!

  2. @ladylindy: Una marea. A me poi Cetto piace. Anche se ho una vera passione per Perego. :-)
    @federica: mah, credo che la pubblicità possa fino ad un certo punto. Credo che sia un film di un tempismo perfetto, per cui la gente, incuriosita, va anche se in altri tempi non sarebbe mai andata a vedere un film di albanese.

  3. Beh, il tempismo è stata pura botta di culo. Anche se ho sentito Albanese dire che tanto sei mesi o un anno fa sarebbe stato uguale, c’era sempre qualche scandalo a sfondo sessuale che riguardava il nostro giovane premier… è vero, ma è pur vero che stavolta lo scandalo è grosso parecchio: forse ci vorrà solo un po’ più di tempo per smaltirlo, ma la pubblicità è stata tanta.

    Detto questo, io ci sono andata ieri sera. Il pilu è uno specchietto per le allodole, un pretesto per parlare davvero di tutti i problemi che affliggono la politica italiana. Ma non ci prendiamo in giro: le persone vanno al cinema per quello. E ridono, ridono, mentre sotto i loro occhi sfila una serie agghiacciante di nuovi mostri, di cui Cetto non è che un umile rappresentante.

  4. ecco, che bisogno c’è di andare al cinema per vedere un imitatore quando gli originali li abbiamo davanti agli occhi, su tutti i Tg, tutti i giorni?

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