Shopping cristiano

Ecco, sì, però, adesso è proprio una cattiveria gratuita. E sotto Natale, poi. Cioè, una per una vita il Natale proprio non lo sopporta, le fan malinconia i presepi, le lucine, le messe di mezzanotte con il freddo che fa venire la congestione post abbuffata, i canti e i cori di infanti, che, essendo infanti etimologicamente non dovrebbero parlare e invece chissà perché cantano pure. Insomma, una il Natale proprio non lo regge, con la sua retorica della bontà obbligatoria, il cristolino tenerello perché è un pupo, l’asinello, il bue, la stella cometa, i Re Magi.

Proprio perché non lo sopporta, si dedica all’unica cosa veramente laica che le resta in questo periodo, l’orgia da shopping, pensando che in fondo è un modo per dissacrarlo, il Natale, renderlo più simile ai giorni normali, in cui compriamo carabattole comunque.

Poi ti arriva un Socci qualsiasi, e ti spiega che lo shopping è cristiano, cristianissimo, anzi, vale quasi quanto una messa cantata.

Uffa. Per fare qualcosa di veramente irreligioso mi sa che mi tocca chiudermi in un eremo a pregare.

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5 pensieri su “Shopping cristiano

  1. Userei il massimo cattolico come esempio.
    Per essere irreligiosi basta fare cose che il papa non fa: far dormire i barboni (magari musulmani) nelle chiese perché non muoiano di freddo; protestare per le persecuzioni religiose anche contro i non cattolici; difendere la vita dei condannati a morte; dare ai poveri tutte le proprie ricchezze (o anche solo metà, vah); ecc. (altre idee si trovano qua e là per i vangeli, ad aprirli)

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