La rivoluzione con il permesso di papà

Ditemi voi, per favore, che cosa è più esilarante: Gasparri che invita i genitori a “tenere a casa i figli”, o il Corriere, che apre un forum per i genitori, dove possono discutere se sia o meno il caso di aderire all’invito di Gasparri.

Contando che i figli sono quasi tutti diciottenni e qualche volta anche più anziani, e che, anche quando non lo siano, scendono in piazza per far sapere che vogliono cambiare quello che non va, ci mancherebbe pure che provassero a fare la rivoluzione solo previa approvazione dei genitori e dopo aver chiesto il permesso di mamma e papà.

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11 pensieri su “La rivoluzione con il permesso di papà

  1. Beh, dopotutto se gli italiani sono, come sono, un popolo di servi e leccapiedi abituati ad applaudire al ducetto di turno, una buona parte della colpa sta proprio nella nostra fottutissima idolatria per la famiglia…e per la mentalità gerarchica che ne consegue. O che la precede? E’ nato prima l’uovo o la gallina? In ogni caso, il cattolicesimo regna sovrano! Non a caso si dice che l’immagine che si ha di dio rispecchia fedelmente l’immagine che si ha della società: e chi più dei cattolici rappresentano Dio come un padre a cui obbedire e la Madonna come una madre addolorata per i dolori che le danno i figlioli, con sette spade nel petto? (certo, il figliolo di Maria si è fatto crocifiggere per salvare le nostre anime, mica per chiedere la pace in terra o la giustizia, infatti scacciare i mercanti dal tempio è stato un atto simbolico e la frusta che ha usato era un giocattolino da niente…mica come quei bastardi di black block, eh! quelli sì che fanno piangere le loro famiglie! cattivi!) Il problema è che gran parte dei giovani ci casca…e diventeranno così anche loro, padri giusti e madri addolorate…da fucilare nella schiena! E’ una malattia che si propaga di generazione in generazione…

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  2. Va beh, ma i giovani italiani sono solo dei bamboccioni che stanno a casa dai genitori perché mamma stira le camice e papá dá loro la paghetta. Basterebbe minacciare di mandarli a giro con la camicia stropicciata e senza soldi in tasca, no? (Sto scherzando: lo so che non ci sarebbe bisogno di dirlo in tempi normali, ma questi non lo sono, come sottolinea il tuo post)

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  3. Beh, da quello che vedo in giro, nelle famiglie di amici, è normale abitudine per i ragazzi, anche diciottenni e anche ben oltre, essere accompagnati in macchina ovunque: a scuola, in palestra, al corso di inglese, in discoteca, dal moroso e così via. Non mi meraviglierebbe molto vedere i genitori accompagnare i figli anche al corteo.

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  4. vorrei scrivere al sig. luigi: certamente è vero che i genitori a volte viziano i figli, ma è pur vero che non è colpa dei genitori lo stato di precarietà lavorativa in cui versano e la prospettiva d’una vecchiaia in miseria cui sono destinati a causa della riforma pensionistica

    certamente la famiglia deve essere superata dialetticamente, nella storia di ognuno, e sicuramente l’atteggiamento protettivo è sbagliato, ma far ricadere su di noi genitori, tutti i problemi che hanno i nostri figli ventenni o trentenni mi pare eccessivo

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  5. @elena: be’ prima dei 18 anni uno la patente non ce l’ha…. Poi capisco che qui siano tutti cittadini, ma in provincia senza macchina non ti muovi. Ne consegue che qualcuno ti deve accompagnare eh…

    @ale: In piazza contro il governo a farsi menare ci sono i quarantenni infatti. Che tristezza questa italia che odia i propri giovani.

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  6. C’è da capirlo, Gasparri: in genere, gli italiani si lamentano ma non protestano. Così, se parte una contestazione, nessuno sa più che fare. Lui però va sul sicuro, dire qualcosa di stupido è sempre appropriato.

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  7. @Vegetarian:
    per risponderti mi tocca proprio dire “ai miei tempi”, cioè una ventina o trentina di anni fa, quindi non nel medio evo, a 18 anni non si aveva la patente, non si aveva neanche l’auto veramente, anche per un bel po’ di anni dopo, e pensa un po’, i ragazzi, anche quelli che non vivevano in città, si arrangiavano!!!! andavano a piedi, in bicicletta, in motorino (chi ce l’aveva), in autobus, in pulmann, in treno. Se pioveva, prendevano pure l’ombrello e l’aprivano!!
    Mia madre non aveva neppure la patente, mio padre lavorava lontano e sono sopravvissuta a terribili traversate casa/scuola/casa, casa/discoteca/casa, casa/casa del moroso/casa, e perfino casa/università in un’altra città/casa!! Ma sono una vera dura, non so se ora ce la potreste fare.

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