La logica di Radio Padania

Siccome a Brembate di Sopra è scomparsa una ragazzina, Radio Padania, sempre presente sul territorio, lancia un appello, che definisce “culturale”, ai suoi ascoltatori e soprattutto agli extracomunitari che abitano nei paesi vicini:

“I lavoratori extracomunitari sono senz’altro persone oneste, ma siccome il sospetto per il diverso è sempre un sospetto radicato, qualcuno di loro si faccia avanti per togliere questi retropensieri”

Ora, lo ammetto, io alle volte non sono molto acuta, ma non ho ben capito cosa dovrebbero fare, questi lavoratori extracomunitari di Brembate, per far felici e sollevare l’angoscia dei leghisti: presentarsi ad uno ad uno alla sede di Radio Padania per dichiarare che non hanno rapito loro la ragazzina? Riunirsi in associazione – tutti quanti, mi raccomando – e mandare un rappresentante a Radio Padania che, giurin giuretto, parola di lupetto, assicuri che loro non c’entrano?

E il solerte speaker di Radio Padania ci spieghi un po’: per lui “gli extracomunitari” cosa sono, una entità indistinta dotata di una volontà unica, un po’ come i Borg di Star Trek, per cui se uno di loro, metti caso, fosse coinvolto nel rapimento della ragazzina, tutti gli altri lo saprebbero?

Ma soprattutto, caro il mio speaker di Radio Padania, ci chiarisca una cosa, al fine di togliere qualche “retropensiero” che potrebbe sorgere spontaneo: visto che nel recente caso di Sara Scazzi, la ragazzina scomparsa si è poi appurato essere stata rapita dalla cugina e dallo zio, a Radio Padania non sarebbe il caso di invitare anche tutti gli zii e le cugine del territorio di Brembate, per chiarire che stavolta loro come categoria non c’entrano? Così, mica per razzismo, solo per fare chiarezza.

Si rinvia all’encomiabile blog di Daniele Sensi per l’audio originale.

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18 pensieri su “La logica di Radio Padania

  1. Radio Padana è molto piu’ equa di quanto tu non creda.
    Per Radio Padana non ci sono 100 razze, ma solo due.
    Padani e ‘terun-negher-lavatif’.

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  2. Palese esempio di come si considera la persona nata altrove giusto oggetto di discriminazione, perseguibile non perché delinque, semplicemente perché il caso non ha voluto che nascesse in una nursery dove campeggia il santino di Bossi sopra il letto.

    Mi ricorda un poco il peccato originale, siete nati fuori dal giardino dell’eden e siete peccatori a prescindere.

    Mi chiedo soltanto se siamo sicuri che la “Padania” sia il paradiso terrestre.

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  3. TUTTI DOVREBBERO CAPIRE CHE QUESTO “sospetto per il diverso”, per quanto radicato, è potenzialmente criminogeno. il partito della sicurezza è in realtà produttore di insicurezza (fonte di montagne di voti) e di emarginazione sociale, premessa di reati.

    Qualcuno ricorda Amadou Bailo ?
    Vediamo su Wikipedia : ” In un controllo di routine alla ricerca di uno stupratore che poteva corrispondere alla fisionomia di Diallo, i quattro poliziotti Edward McMellon, Sean Carroll, Kenneth Boss e Richard Murphy intimarono Diallo di farsi riconoscere. Diallo mise le mani in tasca, e i poliziotti pensando ad all’estrazione di un’arma, fecero fuoco. Esplosero 41 colpi di pistola, colpendo Diallo per 19 volte. Lo scandalo che colpì il dipartimento nacque dal fatto che Diallo non aveva armi addosso, solamente il portafoglio che, si può presupporre, Diallo voleva estrarre per mostrare i propri documenti. Inoltre la quantità incredibile di colpi esplosi provocò l’accusa verso i poliziotti statunitensi di brutalità, razzismo e facilità nell’utilizzo di armi: aggravante ulteriore fu che dalle indagini condotte si scoprì che il poliziotto Edward McMellon non esplose nemmeno un colpo, aumentando quindi la media dei colpi esplosi dagli altri tre colleghi.”

    La logica è la stessa: ci sono etnie potenzialmente criminali, il sospetto è legittimo.

    La destra governativa ha semplificato a tal punto la questione dell’immigrazione da ridefinire radicalmente il concetto di prossimo, relegando nel buio della dignità chi sia nato fuori dai nostri confini o, se nato qui, abbia genitori stranieri. Grazie ad una propaganda massiccia e subdola è diventato normale ed accettabile che una persona diventi un delinquente solo perché dopo sei mesi un suo documento scade. Legare la sua rispettabilità all’esistenza di un lavoro ci è sembrato giusto e ovvio. Le espulsioni di massa, perfino da chi blatera di difesa della propria cultura democratica e liberale, vengono considerate come la conseguenza logica della necessità, che ha ogni associazione umana, di liberarsi dell’inutile e del dannoso, se non del pattume maleodorante. Ci stiamo abituando, i veri eversori della nostra etica civica e democratica sono al potere, efficaci imbonitori di un allarme sempre ripetuto e sovradimensionato, e il tanfo dei loro proclami falsi e aggressivi non puzza più. Affannosi difensori di una legge e di un ordine che valgono solo quando calpestano la vita dei loro odiati scarti umani e non valgono più quando devono consentire gli abusi di potere delle loro oligarchie, riescono a far sembrare il loro detabuizzato razzismo classista una questione di sicurezza. Ebbene il partito della Sicurezza appalta ad un dittatore acclarato la ri-soluzione finale del problema immigrati, ossia la loro morte o tortura o pena continua nei deserti libici. Possono dirsi ancora innocenti? Un giorno ci sarà un tribunale per i loro crimini? Quando si diffonderà un sacrosanto antileghismo, irrinunciabile prolungamento dell’antifascismo?

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  4. Il punto è che “il sospetto per il diverso è sempre un sospetto radicato” , e l’autore della frase ha chiamato gli altri a confermare che i SUOI sospetti sono condivisi , quindi legittimi. In altre parole, la frase non va letta come rivolta agli extracomunitari ma al “popolo leghista”. Ora la ricerca del consenso che deve servire a giustificare i propri “sospetti” è una delle forme diffuse di auto-rassicurazione, dove il capro espiatorio può cambiare di volta in volta, ma l’obiettivo resta lo stesso: trovare una risposta rassicurante alle proprie paure ed al senso di inutilità per la propria , singola, vita. Banale forse ( ma il male è banale )e cosa di cui bisogna preoccuparsi quando diventa fenomeno di massa. La storia d’Europa e d’Italia dovrebbe insegnarci a guardare a questi fenomeni “di massa” con occhio diverso. Mi chiedo come mai si continui a pensare che il consenso al “fascismo” sia stato solo opera di 4 scazzacani e di un professionista dell’egocentrismo, e che per contro la “Resistenza” abbia spazzato via questo pericolo grazie alle giuste parole d’ordine.
    La farsa/tragedia cui assistiamo oggi è caratterizzata dal fatto che i capi in cui identificarsi ( Bossi, Berlusconi ) non sono, come figure carismatiche, all’altezza del compito proprio per la pochezza della loro immagine. Ma è anche vero che le cose non sono più come negli anni Trenta, ed il controllo sui media di massa ha reso meno indispensabile la figura del capo. Berlusconi può apparire come la parodia del duce, ma il sistema mediatico che informa gli italiani cancellando la realtà nelle rappresentazioni che arrivano nelle case è molto più efficace di qualsiasi carisma personale.
    Radio Padania deve continuare ad alimentare l’idea che il paese fantasticato (la Padania appunto ) possa continuare a vivere nella mente degli “indigeni” del Nord grazie ad un “nemico” che vi si contrappone, e se ” Roma ladrona ” non funziona più (almeno finché la Lega deve restare al governo dell’Italia …), non resta che il nemico extracomunitario, che va introiettato nelle menti.
    Ma in questo discorso non bisognerebbe dimenticare che tra i veneti e i lumbard ed i piemontes il collante comune è anche quello della Chiesa cattolica … Affaire a suivre.

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  5. L’odio che si legge tra le righe di chi mi ha preceduto, espresso con tanta forbita eloquenza e segno anche di una buona cultura, è veramente più schifoso e vergognoso rispetto a quello espresso dai leghisti e molti, ma molti normali appartenenti al popolo di sx.
    Oggi, ad esempio, ho perso inutilmente il mio tempo a spiegare ad un compagno tornitore che il negro lavoratore tornitore vicino a lui non portava via il lavoro ai compagni italiani ed aveva i suoi stessi diritti.
    Non sono leghista ne berlusconiano, ma accetto ciò che gli italiani hanno scelto. Non sopporto opportunisti e traditori finiani, non sopporto gli impiccatori di piazza dipietrini, non sopporto i falsi e sinistri profeti, non sopporto più il mio partito il cui leader, credendosi craxi, fa solo che Casini.
    Insomma qualcuno mi faccia un nome che non sia un comico, imprenditore, conduttore, che illumini un po’ il buio pesto creato dai nostri guru della politica.
    Scusate la inevitabile scivolata dall’argomento radio padania

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  6. Considerato come si stanno mettendo le cose, forse qualcuno di loro si è fatto avanti. E ce n’è qualcun altro in galera. Radio Padania aveva visto giusto: i lavoratori extracomunitari sono senz’altro persone oneste. Salvo le solite mele marce, che sono in tutti i panieri.

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  7. @freemind: Gentile Freemind, visto che nel rapimento paiono essere coinvolti anche due Italiani che abitano là, ora attendiamo trepidanti che Radio Padania ci “veda giusto” e inviti tutti gli abitanti di Brembate e paesi limitrofi a venire a fare un mea culpa collettivo davanti ai microfoni.

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  8. Pingback: Retropensieri pedofili « Vita In Pillole

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