Questione di rughe

Ieri sera, a casa di un amico un po’ cinefilo, mi sono ritrovata a vedere un film scandinavo. Più i fotogrammi scorrevano e più avvertivo qualcosa di strano, che però non riuscivo a capire che fosse. E non era la luce grigiastra, ché quella la vedi anche a Marghera, i giorni che il cielo è imbronciato. E non erano nemmeno i mobili, perché tanto le case nostre sono tutte arredate con quei mobili lì. E non erano neanche i vestiti, perché mi sa che gli attori vestivano qualche abito dal taglio italiano. Eppure c’era qualcosa, ma qualcosa che proprio era diverso dai film che di solito si vedono qui, nostrani o d’Oltreoceano.

Poi, durante un primo piano sul volto del protagonista, ho capito cos’era: gli attori che impersonavano personaggi di quarantacinque anni ne dimostravano davvero quarantacinque.

Annunci

13 pensieri su “Questione di rughe

  1. Hai proprio ragione. Me ne sono accorta quando ho visto la trilogia di Millennium. Non solo le rughe, ma anche le imperfezioni della pelle lasciate dall’acne giovanile. Naomi Wolf scriveva: “L’Era Chirurgica definisce gravi lesioni le rughe che si formano sul volto della donna, testimonianza invece dei pensieri che hanno inciso segni tra le sue sopracciglia e tracciato sulla sua fronte i solchi orizzontali della sorpresa, della gioia”.

    Mi piace

  2. Eri tu, ieri 11 agosto, a Duna Verde, in comune di Caorle, alle 11:15 circa, che prendevi il sole leggendo Repubblica, stesa sul muretto della spiaggia? Sono rimasto incerto per qualche minuto, poi ho risolto di non rischiare l’equivoco.

    Mi piace

  3. @ lector: una volta mia sorella aveva un filarino che si chiamava Marco Finocchio. Giuro. Io non l’avevo mai visto, ma me lo descriveva così bene che credevo di conoscerlo da sempre. Capitò che una sera lei non potè andare ad una festa dove Marco l’attendeva, e mi incaricò di scovarlo, e di comunicarglielo. “Tanto sai com’è, no?”. Andai alla festa, ed effettivamente c’era un tizio che si attagliava benissimo alle descrizioni.
    Gli dissi: “Scusa, ma sei Finocchio?”. Cosa capitò in seguito, lo lascio immaginare.

    Mi piace

  4. @laura: ma non erano solo le donne. Anche gli uomini, finalmente, avevano l’aspetto della loro età. Cioè magari con le rughe e un pochina di pancetta, la pelle non tiratissima e abbronzata anche d’inverno. A me sembravano non solo più reali, ma pure più belli di certi divi hollywoodiani che dimostrano trent’anni fino all’età della pensione. (Ma io non faccio particolarmente testo: il film in cui George Clooney mi è piaciuto di più è Siriana, in cui aveva la barba ed era sovrappeso!) 🙂

    Mi piace

  5. @–>Gala
    Scommetto che leggi “Libero” …. 😀
    (comunque, meno male: mi sarebbe dispiaciuto l’aver perso un’occasione per conoscerti di persona).

    @–>Gan
    Aneddoto molto simpatico. Un po’ meno, credo, la situazione vissuta.

    Mi piace

  6. @falce &cappello: Non saprei..ottimi truccatori? Botulino come se piovesse? Al di là dello scherzo, è una cosa che ho notato anche guardando le fotografie dei miei nonni e dei miei genitori: una volta la gente ci teneva quasi a sembrare più vecchia della sua reale età. Era una questione di atteggiamento, non solo perché oggi abbiamo la possibilità di curarci di più. Nelle foto mia nonna a venticinque anni era una splendida donna, ma aveva un piglio severo che oggi manco una sessantenne.

    Mi piace

  7. E’ vero. Non voglio fare il solito vecchiaccio(non lo sono) che ricorda i bei vecchi tempi andati, però una volta era tutta un’altra storia…

    Mi piace

  8. Diceva Anna Magnani al truccatore prima delle riprese “Mi raccomando non mi tolga le rughe, ci ho messo 50 anni per averle!”

    Il fascino di un viso adulto, sta anche nelle rughe. In quei piccoli solchi che il Tempo ha lasciato insieme a mille altre cose, impercettibili forse prese separatamentente ma che nel loro insieme raccontano la storia della persona, la storia della Vita.

    Mi piace

I commenti sono chiusi.