La logica di Libero

In realtà era una festa di amanti della musica tecno. Ma il ragionamento di Libero è di una coerenza adamantina: se amano ballare, sono gay, no?

(Grazie a Metilparaben per la segnalazione)

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14 pensieri su “La logica di Libero

  1. Beh in effetti la Love Parade era proprio una versione popolare del Gay Pride, che all’epoca non era ancora diventato quello che è oggi. I tedeschi hanno l’abilità di rendere mainstream qualsiasi fenomeno di sottocultura. Io lavoro da 15 anni in Germania, e posso confermare che è nata proprio così.

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  2. su Belpietro mi verrebbe un’altro commento come quello di qualche giorno fa su S.B. ma non vorrei rischiare che ti chiudessero il blog…Comunque ci siamo capiti 😦

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  3. Reazione pavloviana. Tu dici “parade” e loro aggrediscono. Non è colpa loro, li addestrano in questo modo.

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  4. Bertolaso ha detto che in Italia non sarebbe mai successo: se ne aspettavano 700.000 portavano il preventivo a 2 milioni.
    Proprio non possono farne a meno del vizietto, il vizietto di aumentare i numeri. Tutti i numeri e di parlare sempre a sproposito.

    Errata corrige: leggasi “Berto Laso”, mio vicino di casa di anni 42, codice fiscale LSO BRT 68G22 105Z105.

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  5. E’ in effetti nato per celebrare l’amore sia etero che gay, a quel che so. Comunque è ovvio che titolare così fa il loro gioco: a fare i ‘ricchioni’ si finisce pestati, schiacciati o bruciati, meglio farsi una famiglia e procreare abbondantemente. Così da riempire il mondo di tant5a, tanta gente. Infelice, ma tanta e consumatrice.

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  6. Quelli di Libero pensassero ai pidiellini che fanno i leccaculi col papa e si mostrano tutti dio-patria-famiglia e poi li beccano ingubanati di coca che fanno i comizi a casa dei trans! Com’è che in quel caso niente titoloni ad effetto?

    Squallidi cortigiani senza coglioni…

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