Ripensiamo i Mondiali: nuove regole fra marxismo e par condicio

Fidel non ci sta, che caspita. Dopo che al Mondiale gli hanno eliminato l’Argentina dell’amico Diego, ha ripiegato sull’Uruguay, ma avverte: se per caso anche quella squadra non dovesse arrivare in finale, e quindi il Sudamerica, per la prima volta, si ritrovasse a non avere nemmeno una squadra candidata a portarsi a casa la coppa del Mondo di calcio, questo sarebbe un Mondiale senza valore, pallido, inutile, insomma ‘na ciofeca: l’ennesimo inganno, par di capire, del capitalismo ai poveri del mondo.

C’è un divertente concetto di calcio e di torneo in questa affermazione castrista, tale da far augurare agli appassionati, però, che mai l’organizzazione dei Mondiali sia affidata all’Avana. In linea con il principio “Da ciascuno secondo le proprie capacità, a ciascuno secondo i propri bisogni”, le squadre Sudamericane, o almeno una a turno, avrebbero una sorta di diritto acquisito ad accedere alle semifinali, altrimenti inficiate da decificit di rappresentatività. Non è ben chiaro a questo punto perché limitare la cosa solo al Sudamerica, però. I poveri stanno anche e soprattutto in Africa, e financo negli Stati Uniti. Quindi sì, riorganizziamoli davvero questi benedetti Mondiali con criteri più moderni e politicamente corretti: a quote fisse, con gironi divisi per area geografica. Uno con tutto il Sudamerica, da cui trarre la squadra che accede direttamente alla finale, uno per l’Europa, uno per il Canada e gli Stati Uniti, l’Africa, l’Asia; per l’Italia si potrebbe pensare un sottogirone in cui squadre del Nord etnicamente prive di stranieri si batton prima con quelle del sud, tanto per decidere se la rappresentativa nazionale sarà appannaggio di Padania o Terronia (così si fa contento anche Calderoli). Poi le vincitrici dei vari tornei a “quota fissa” vanno tutte in campo per disputare la finale.

Che dite, non si può disputare una partita a cinque squadre? Come siete antichi. Nel rigoroso rispetto della par condicio, le squadre nello stadio entrano tutte, giocano un po’ per uno, e tengono tutte il pallone lo stesso numero di minuti, con un regolamento scritto e rivisto da una commissione parlamentare di nostri deputati e dirigenti Rai, e denominato “Porcellum 2”, che garantirà per giunta l’immunità ai giocatori da ammonizioni ed espulsioni, nominandoli, quando serva, Ministri direttamente sul campo da gioco. Sarà una noia mortale, e un generalizzato parapiglia che scatenerà l’ira dei tifosi di tutto il mondo, ma Fidel troverà la sua soddisfazione e noi Italiani potremmo persino sentirci a casa, visto che ci sembrerà di guardare l’ennesima puntata di Ballarò.

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16 pensieri su “Ripensiamo i Mondiali: nuove regole fra marxismo e par condicio

  1. a parte l’imbecillità fidelistica, la cosa non è poi così peregrina. Nella NBA si sa che in finale arriva una squadra dell’Est e una dell’Ovest, punto. Basta decidere che anche ai Mondiali si fanno i gironi per aree del continente. Se poi il Ghana o l’Australia fanno fuori le europee o le sudamericane, amen.

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  2. Vorrei spezzare uno stuzzicadenti per Castro, il quale non ha detto che si devono riscrivere le regole del mondiale o che sono mondiali imperialisti, ma solo (1) che le squadre sudamericane sono finite fuori per errori arbitrali (ma che mondiale ha visto? Ha citato il Brasile, ma l’unico episodio potrebbe essere l’espulsione sacrosanta di Melo; il Messico ha preso un gol per un errore dell’arbitro ma a essere favorita è stata l’Argentina) e che (2) una finale tutta europea sarebbe scolorita (de gustibus…) e anti-storica (falso: ce ne sono state a bizzeffe, a cominciare dall’ultima, Italia-Francia, passando per Italia-Germania, Germania-Olanda, Inghilterra-Germania, Germania-Ungheria, Italia-Ungheria e Italia-Cecoslovacchia; senza contare le finali tra sud-americane: Uruguay-Argentina e Uruguay-Brasile). Ha detto una cazzata, insomma, ma non ha chiesto di riscrivere le regole. Casomai l’argomento degli errori arbitrali dimostra che ormai è un rintronato: i più clamorosi sono stati ai danni di squadre europee (l’Inghilterra in primis e se vogliamo persino il gol di Quagliarella nella meritatissima sconfitta contro la Slovacchia) o a favore di squadre sudamericane (l’Argentina, appunto, e il Brasile contro la Costa d’Avorio con il gol stile pallamano di Luis Fabiano).

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  3. @mau: Nel calcio sono spietatamente darwiniana e meritocratica. Viste le partite, direi che in fondo chi è andato a casa se lo meritava. E comunque è stato un Mondiale complessivamente molto bruttino, a mio avviso.
    (Se fanno un mondiale per aree geografiche, io tifo per le squadre delle aree più sfigate, In fondo sono spesso le uniche che arrivano con giocatori seriamente motivati: perché per un attaccante del Ghana il mondiale può essere l’unica occasione per farsi notare a livello internazionale e svoltare, mentre i nostri hanno contratti miliardari a prescindere e quindi spesso in campo fanno schifo).

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  4. L’unica squadra penalizzata dagli errori arbitrali è stata la Corea del Nord come nella scandalosa partita contro il Portogallo, a cui sono stati assegnati ben sette gol in realtà irregolari (tre fuori gioco, due di mano, uno calciato da una spia imperialista infiltrata in campo, e uno invalidato dalle contraddizioni insanabili del capitalismo).

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  5. Che l’ultimo residuo dell’ideologia marxista si rifugi alla critica calcistica da Bar dello sport è l’ennesimo segno del disatro dei tempi.
    Gerontocrazia e pannolini d’incontinanza al potere 🙂

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  6. Sì, nell’articolo di Fidel Castro Ruz si parla, incidentalmente anche di sport, di calcio. Ma Castro scrive soprattutto di altro. Ma si tratta di cazzeggio, non di cose serie e forti come la frase e il commento riportati dal giornale italiano:

    «Per il lidér maximo, l’assenza del Sudamerica sarebbe qualcosa di non accettabile. Castro evoca gli errori arbitrali che sono costati l’esclusione del Brasile dopo la partita dei quarti di finale contro l’Olanda. E fa notare che «più del 90% dei tifosi di calcio a Cuba è rimasto stupefatto» dell’attuale quadro che vede solo l’Uruguay a contendersi la vittoria, seppure con meno chances, sulla carta, rispetto alle tre seminifaliste europee, ovvero la già citata Olanda, la Germania e la Spagna. «Una finale tra paesi europei – ha dunque sottolineato – sarebbe la più scolorita e antistorica da quando è nato questo sport».

    L’ex presidente ha scritto testualmente nel suo articolo dal titolo “La felicità impossibile”:

    «L’unica cosa che si può affermare è che ai Campionati del Mondo di Calcio ci sono stati i quarti di finale. In questo modo noi tifosi abbiamo potuto goderci le emozionanti partite in cui abbiamo visto delle cose incredibili. Pare che la squadra dell’Olanda, negli ultimi 36 anni, non abbia mai perso una partita dei Mondiali giocando di venerdì. Solo grazie ai computer è possibile tirare fuori questo dato.

    La realtà è che il Brasile è stato eliminato dai quarti di finale della Coppa.

    È stato un arbitro a farlo. Perlomeno questa è stata l’impressione che non si è stancato di ripetere un eccellente cronista della televisione cubana. Successivamente la FIFA ha dichiarato che la decisione arbitrale era corretta.»

    Queste e poche altre frasi dedicate al calcio, evocato come momento di distrazione di massa mentre stanno per accadere, forse, altre cose. Ma il resto dell’articolo, ripeto, è puro cazzeggio.

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  7. Ma dai alice, così ci togli il gusto di litigare, prenderci a cazzotti e sparare delle immani caz***te.
    Non vale. Uno entro in un blog per farsi una seria litigata dopo che rientra stanco dall’ufficio (e si è preso una lavata di capo dal superiore), cerca un surrogato di ribellione…e arrivi tu con il tuo secchio a spegnere gli animi che si surriscaldano?
    Ma allora uno, che ci entra a fare in un blog scusa?

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  8. @mukele

    hai ragione, buttiamola in caciara. del resto Castro è ormai solo un ottuagenario malato (forse anche con problemi di demenza senile) che ha lasciato tutte le cariche e che di sport di squadra conosce il basket e il beseball. dovrebbe essere valutato quindi per quello che è stato, cioè un uomo di potere con tutti gli annessi e connessi, ma anche ciò che ha rappresentato: un esempio per l’amerca latina e una sfida per l’imperialismo (nonostante un blocco economico criminale che nessuna “norimberga” punirà).

    anche stasera abbiamo assistito ad errori arbitrali che hanno condizionato in modo decisivo questo mondiale. orami questi eventi sono SOLTANTO business, nel mentre MILIARDI di persone non hanno sufficienti beni essenziali quali acqua e cibo, non hanno accesso a cure e istruzione, diritto a lavoro legale e dignità.

    ma questo che c’entra? nulla, appunto, solo caciara da blog.

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  9. insisto: la frase esatta di fidel castro è questa:
    «La inmensa mayoría de los amantes de ese deporte ni siquiera saben en qué continente está Uruguay. Un final entre países europeos será lo más descolorido y antihistórico desde que nació ese deporte en el mundo.

    Il senso della frase è che la finale sudafricana dei mondiali, disputata da squadre europee, è destinata ad essere meno interessante dato il contesto in cui vive attualmente il calcio internazionale e dato il fatto che il torneo si svolge appunto in africa. L’antistorico, insomma, non è riferito alla storia passata dei mondiali (Castro sa benissimo che p.e. l’ultimo mondiale è stato disputato in finale da due squadre europee, ma, appunto, a BERLINO!!!!).

    i mondiali in un paese africano, in sudafrica, avrebbero dovuto dare un senso un po’ diverso al torneo. la presenza esclusiva di squadre europee nella finale tradisce il significato che poteva avere se vi fosse stata almeno una squadra non europea, meglio ancora se africana. di più castro non voleva dire.

    naturalemente i giornali padronali hanno preso a pretesto tale aggettivo, TACENDO sul resto dell’articolo di Fidel Castro, il quale, ripeto, solo incidentalmente, parla dei mondiali. è la tecnica abituale con cui si tratta l’informazione relativamente a cuba, e fa presa sulle persone superficiali.

    per chi volesse questo è un PUNTO DI VISTA di Castro sui mondiali e sul calcio:
    http://www.elpais.com/articulo/deportes/Fidel/Castro/rinde/Messi/elpepidep/20100610elpepidep_8/Tes

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