I Berlusconiani sono gli ultimi comunisti

E’ un meraviglioso, anche se involontario, spaccato sociologico quello generosamente offerto da un lettore del Giornale, che spiega perché sta con Berlusconi e non con Fini. Il lettore – che spedisce al giornale il suo commento per mail, quindi non è certo del tutto digiuno di tecnologia, né è un emarginato che culturalmente è escluso dai prodigi del mondo moderno – chiarisce: “Mentre con Berlusconi quando parla si capisce cosa vuole dire, con Fini no! Usa termini tipo “scevro” “ortodossia”: sono parole che io devo andare a cercare sul vocabolario per capirne il significato”.

Ecco, il ritratto è perfetto. Nella democrazia rappresentativa il rapporto fra elettori/eletti è fondato su un semplice patto, che determina un metodo di selezione darwiniana per la classe dirigente: io voto te e ti mando al Governo perché mi pare che tu di me sia meglio. Sei uno che è più intelligente, più informato, più adatto al compito che ti mando a fare: io mi impasticcerei a dover prendere decisioni sulle politiche economiche, sulle grandi scelte morali, tu no. Ti voto perché mi fai capire, parlandomi, che sai cosa fare, che sai come muoverti, e lo sai perché sei meglio di me: hai studiato di più, hai visto più cose. Sai persino più parole, perché le parole sono idee, progetti di mondo.

Per gli elettori berlusconiani, invece, il patto non vale, anzi dà loro sui nervi: loro non vogliono che governi qualcuno che sia meglio di loro. Vogliono qualcuno che sia uguale a loro, perché se usa parole difficili che loro non sanno, non solo devono alzare le chiappe dalla poltrona per andare a vedere cosa quelle parole vogliano dire, ma desumono anche che il tizio se la tira.

Se qualcuno si innalza al di sopra, sperano che venga immediatamente fatto fuori, allontanato, epurato velocemente come ai tempi delle belle purghe staliniane. Non vogliono una selezione meritocratica, vogliono una classe dirigente che sia ignorante come loro, uguale uguale, in cui tutti siano allo stesso loro livello.

Non diteglielo, ma sono in pratica gli ultimi comunisti.

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46 pensieri su “I Berlusconiani sono gli ultimi comunisti

  1. Più maoisti, preciserei. Nell’Unione Sovietica di rispetto per la cultura ce n’era parecchio, anche se quella artistica finiva piegata ai voleri del Partito.

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  2. d’accordo con nihil: e non solo nell’unione sovietica, pure da noi la base comunista voleva studiare per capire e alla fine poter parlare coi paroloni. magari non ci riuscivano, però l’aspirazione c’era.

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  3. Mao con i suoi pensieri era in effetti molto semplice:

    “Noi dobbiamo sostenere tutto ciò contro cui il nemico combatte, e combattere contro tutto ciò che il nemico
    sostiene.”

    Facile no?

    Oppure da lui ha preso anche Obama per vincere il premio Nobel per la Pace:

    “Noi siamo favorevoli all’abolizione delle guerre; noi non vogliamo la guerra. Ma non si può abolire la guerra se non mediante la guerra. Affinché non esistano più fucili, occorre il fucile.”

    Ma in confronto a Mike Bongiorno era comunque un dilettante …

    🙂

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  4. E no eh.

    🙂

    Rivendico il copyright. E’ da mo’ che lo dico. Mica per nulla lo chiamo Silvione-Chavez.

    🙂

    E comunque Silvione non e’ maoista. Silvione e’ realismo socialista puro.

    @Nihil

    “Più maoisti, preciserei. Nell’Unione Sovietica di rispetto per la cultura ce n’era parecchio”

    Non mi risultano maoisti nel PCUS, specie dopo le “divergenze di opinioni” con Mao sul fiume Ussuri.

    Nulla da dire sul rapporto URSS e cultura, ma la “Rivoluzione culturale ” maoista sta alla cultura come ” Il Grande Balzo in avanti” sta al non morire di fame…

    E comunque per Marx, prima di arrivare tutti a leggere Platone o Euripide, si passava prima per la pancia piena e la giustizia sociale.

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  5. @Yossarian: Mi hai letto alla rovescia, mettevo appunto in contrasto sovietici e maoisti, collocando i berluscones presso i secondi.

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  6. Vedo che non c’è gara!

    Mao quantomeno PENSAVA, come testimoniano i suoi pensieri.

    Ma qualcuno sa forse dirmi un pensiero di Mike Bongiorno?

    Ci si può ispirare solo a uno come lui per avere la geniale idea di inventarsi il Ministero per la Semplificazione …

    Giusto per fare un piccolo esempio !

    🙂

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  7. No, ho sbagliato.

    1 pensiero Mike ce l’aveva, anzi era un chiodo fisso che ha temprato gli Itagliani e si è stampato, come un marchio indelebile, nella coscienza del popolo:

    A L L E G R I A ! ! !

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  8. Ciao Galatea,

    forse fraintendo lo spirito umoristico del post, ma tutto sommato mi sembra che non sia proprio corretto quello che scrivi…

    Perchè gli elettori di Berlusconi dovrebbero volere altro da sè? Quando voti non scegli anche tu qualcuno di cui condividi le idee? Se manco capisci quello che dice, come puoi condividere le sue idee?

    Il mio è sicuramente un commento polemico, ma il tuo articolo in compenso nasconde un pesante pregiudizio: quello secondo cui chi è ignorante dovrebbe farsi da parte affidarsi a chi è più “sapiente”, nella speranza che poi LUI sappia difendere gli interessi dell’elettore. Un principio che ritengo profondamente sbagliato.

    Sbaglio? E se si, dove? Prima di ricevere eventuali critiche (ben accette) ricordo a tutti che la democrazia è fondata sulla rappresentatività: di conseguenza un gruppo di ignoranti – che ha diritto di vivere come tutti gli altri- è giusto che desideri essere rappresentato da un’ignorante. I problemi dell’Italia risiedono piuttosto nel controllo monopolistico dei mass media, che influenzano la creazione di un’opinione personale.

    Saluti

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  9. Sei sicura che sia proprio come dici?

    Sei sicura che negli sproloqui verbosi degli anni ’70 ci fosse una miglior politica rispetto a quella di adesso?

    Se parole quali “scevro” o “ortodossia” nascondono un vuoto cosmico di idee, magari discutibili come quelle del Berluska, sono davvero utili?

    E’ più difficle esprimere delle “non idee” senza usare parole difficili, perchè, detto fra noi, “ortodossia”, al 99% delle volte, è un vocabolo che viene usato per non esprimere alcun concetto.

    Certamente per chi è fiero della propria scolarizzazione sentire un discorso di Capanna, pieno di astruserie da decifrare è più gratificante di un “magistrati vigliacchi” berlusconiano, ma siamo sicuri che Capanna stia esprimendo un pensiero?

    Tutti sappiamo che a Fini girano le palle perchè vede Tremonti superarlo nella corsa alla successione del Cavaliere Nero, per cui deve fare qualcosa, qualsiasi cosa per smarcarsi dal Berluska, ma non dai suoi elettori e quale è il sistema più antico della politica? Usare il politichese, usare delle formule dialettiche tali da mostrare un distacco/non distacco, usare le cd “parole difficili” che non significano praticamente niente, al di là gettare in faccia un po’ di fumo al proprio elettorato per fare digerire alcune scelte.

    Cordialità

    Attila

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  10. Ortodossia è un termine con un significato abbastanza preciso. Avesse detto “bisogna contestualizzare le istanze di partecipazione attiva a un progetto condiviso di superamento dei paradigmi” è un discorso, ma se devi andare ad a vederti sul dizionario cosa vuol dire ortodossia è un tuo problema. Pensare che un operaio non possa arrivare a comprendere un discorso più complesso di “Ci rubano il lavoro” o “Amore contro odio” è errato oltre che offensivo.

    Ha ragione Galatea e ancora più chi parla di maoismo: c’è tutto il disprezzo verso le professioni intellettuali. E’ normale che un politico dica “ortodossia” così come un medico dirà “intestino retto” e non “culo”.

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  11. Credo che Galatea volesse sottolineare come la categoria dei berlusconiani non sia solamente ignorante, che più che un difetto è un pesante svantaggio, ma anche tragicamente pigri, il che trasforma la loro ignoranza in una scelta e in un grave difetto: l’ignavia.

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  12. @lorenz: Il problema è che nel momento in cui con il voto seleziono chi dovrà prendere decisioni importati al posto mio, sarebbe logico cercare di votare chi si dimostra “meglio” di me. Per dire, io non ho una formazione di tipo economico: se dovessi votare qualcuno che va ad occuparsi di economia, tenderei a scegliere qualcuno che dia l’impressione di saperne più di me in materia: poi se mi accorgo che è un cretino che combina pasticci, al limite la prossima volta non lo rivoto.
    Nell’elettorato berlusconiano e leghista, invece, pare che valga il principio opposto: ovvero una tenace diffidenza nei confronti di chi usa un lessico al di sopra del livello base; insomma, si diffida di chiunque abbia un minimo di cultura (che non vuol dire “un titolo di studio”: la percentuale di stupidi fra i laureati è uguale a quella nelle altre categorie).

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  13. @Attila: Francamente il discorso di Fini mi pareva più che comprensibile per chiunque avesse una scolarizzazione normale, ovvero una terza media ben fatta. E chi ne ha alle spalle una fatta male, all’età che si presume abbia il lettore del giornale dovrebbe almeno essere in grado di prendere da solo un vocabilario e controllare cosa vogliano dire “scevro” e “ortodossia”. Se non altro per uno scatto di dignità personale. Mentre mi pare che in quella critica ci fosse solo l’autocompiacimento della propria ignoranza. Se essersi fatti una cultura non è sempre sintomo di intelligenza, essere fieri di voler rimanere ignoranti è per me sicuro sintomo di imbecillità. 🙂

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  14. Scusate se insisto, ma Mike Bongiorno

    “Idolatrato da milioni di persone (…) sembra quasi che egli si venda per quello che è e che quello che è sia tale da non porre in stato di inferiorità nessuno spettatore, neppure il più sprovveduto.”

    (Umberto Eco – Fenomenologia di M.B.)

    Mike è stato il primo ad unire successo ed ignoranza.

    Gli altri sono venuti dopo, tutti volgari imitatori, da Berlusconi a Bossi …

    Segui la traccia …

    http://www.giosby.it/2008/10/22/i-ciarlatani-della-lega-nord-ignoranti-allo-sbaraglio/

    Se arrivi al video c’è da ridere …

    🙂 🙂

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  15. @Nihil

    Ok, obiezione accolta. 🙂

    @Elena

    “Hai una ben strana idea di cosa sia il comunismo.”

    Elena, credo ti riferisca al mio commento.

    Ora, non fraintendermi e non voglio sembrare scioccamente polemico, ma temo che sia tu ad avere una idea singolare del comunismo.

    Davvero, senza vis polemica.

    Guarda, sara’ perche’ Marx ogni tanto me lo rileggo molto volentieri, tuttavia dal momento che lui ed Engels basarono le loro osservazioni sul proletariato inglese che all’epoca viveva in condizioni oscene ( le “workhouses” di Dickens per esempio) credo con molta modestia di aver “interpretato” il pensiero marxista se non alla lettera, almeno in maniera ortodossa.

    Il Palazzo d’Inverno non fu preso d’assalto perche’ lo Zar vi custodiva testi di Platone che si rifiutava di distribuire al pueblo.

    E in questo non c’e’ nulla di “anticulturale”.

    La scolarizzazione nell’URSS fu un elemento importante nella modernizzazione del paese e a questa furono dedicate molte risorse, ma la priorita’, almeno fino al secondo dopoguerra, fu assegnata ai piani quinquennali necessari per far uscire il paese dal feudalesimo.

    Forse l’ho letto male, ma mi pare che Marx si sia soffermato molto su concetti come plusvalore, materialismo storico, materialismo dialettico etc etc, invece di lamentarsi del fatto che gli operai non citassero Euripide.

    Ovviamente Marx non disprezzava affatto la cultura,anzi, auspicava che gli operai un giorno sarebbero stati in grado di lavorare in fabbrica il pomeriggio e leggere Platonbe la sera.

    Se non vado errato, la cultura per Marx fa parte delle sovrastrutture della societa’, ed e’ un “riflesso” dai rapporti economici e di classe.

    Di qui i concetti di “coscienza di classe” etc etc…

    Ora, sono con te e con Galatea nello stigmatizzare l’impoverimento culturale del paese, nonche’ quel disprezzo che verso la cultura sembrano nutrire i settori piu’ retrivi della destra, tuttavia – e non mi riferisco a te – attribuire come fa tanta intellighenzia della sinistra post-sessantottina oggi, dicevo attribuire alla cultura un ruolo “ideale” E salvifico della societa’, e’ qualcosa che Marx definirebbe molto piccolo-borghese e lo farebbe rivoltare nella tomba, qui in UK nel cimitero di Highgate.

    🙂

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  16. @ Yossarian

    Marx faccia pure le passeggiate che preferisce, ma volevo chiederti se secondo te i tagli della Gelmini alla scuola sono soltanto una manovra economica o ANCHE un SABOTAGGIO al cervellume popolare ?

    No, giusto per capire che pensi …

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  17. @Giosby

    Guarda con calma,pacatezza, e ancora una volta senza vis polemica.

    A) Io ed Elena si discorreva di comunismo e non dei tagli alla scuola della Gelmini.

    Se vogliamo allargare il tema , allora si poteva parlare di cultura in Italia e dell’impoverimento generale della stessa.

    E ho gia’ spiegato alla fine del commento come la penso.

    Trovo che in un senso generale, Galatea abbia colto nel segno.

    Almeno dal mio punto di vista

    B) Trovo invece che la tua domanda completamente off topic con l’implicito accostamento del sottoscritto alla fazione politica della Gelmini, sia piuttosto delirante dal punto di vista logico del discorso, e di una disonesta’ intellettuale che mi lascia francamente molto perplesso.

    Non sono il sottosegretario della Gelmini e non voto il partito della Gelmini, ergo cosa mi vuoi far dire per difenderla?

    Sono piuttosto perplesso di questa tua “attribuzione ad personam” e fra l’altro off topic.

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  18. @Yossarian

    senza alcuno spirito polemico, lungi da me il pensare una tua amicizia se pur lontana con Gelmini & Co.

    Semplicemente mi convince poco la tua

    “attribuire alla cultura un ruolo “ideale” E salvifico della societa’, e’ qualcosa che Marx definirebbe molto piccolo-borghese”

    Questo non mi piace molto, e credo che sul piano CULTURA/COMUNICAZIONE oggi si gioca gran parte della partita, con buona pace di Marx e delle canne del fucile di Mao.

    Oggi dovremmo andare a conquistare satelliti, ad essere organizzati, piuttosto che “assaltare caserme” …

    O no?

    🙂

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  19. @Giosby

    “Oggi dovremmo andare a conquistare satelliti, ad essere organizzati, piuttosto che “assaltare caserme” …”

    Stai dicendo che la politica si fa attraverso la televisione e la propaganda, ergo se mi impadronisco di piu’ media dell’avversario, vinco le elezioni?

    Preoccupante. Credevo che questa fosse la dottrina di Silvione-Chavez.

    Ne deduco che in fondo la parabola di Silvione-Chavez ha vinto, ed e’ riuscita a trasformare la politica in una “parabola satellitare”.

    🙂

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  20. Sorry Yossarian,

    ma constatare che colui che vince le elezioni guarda caso è anche colui che controlla l’informazione è talmente banale che non necessita di aderire ad alcuna ideologia.

    Affermare che la lotta politica oggi è concentrata sulla informazione piuttosto che sul potere militare è altrettanto evidente.

    Ritornando a Mike egli ha tolto significato alla comunicazione, dove tutto è “leggero”, “indifferente” e la vita diventa solo un grande telequiz, semplice antenato del Grande Fratello.

    Riuscire a proporre una cultura diversa sarebbe già un “assalto satellitare”.

    E’ peccato cercare maggiore audience? E osservare che la cultura dominante è in stretta relazione con i risultati delle urne?

    Strano che appena si critica qualcosa e qualcuno dobbiamo subito specificare che non siamo comunisti …

    Curioso, no?

    😉

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  21. Premesso che Fini per il poco che ricordo mi pare parli abbastanza chiaro, credo che sull’ uso del linguaggio ti sbagli:
    spesso i politici (specie in Italia) cercano di imbrogliare gli elettori usando paroloni messi li a caso e parlando in codice, mentre dovrebbero fare di tutto per rendere i propri discorsi comprensibili ai più.
    Inoltre la competenza non è l’ unico parametro: se uno estremamente competente vuol fare qualcosa cui sei contraria voti per qualcun’altro, no?
    Non mi sento di prendermela con chi diffida di chi non capisce.
    Al massimo me la prendo perchè poi si fidano di BS: sullo stile comunicativo magari posso anche capirlo, ma sul piano delle frequentazioni e dei guai giudiziari ha abbastanza magagne da rendere ineleggibile metà classe politica europea.

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  22. @Giosby

    ma constatare che colui che vince le elezioni guarda caso è anche colui che controlla l’informazione è talmente banale che non necessita di aderire ad alcuna ideologia.

    Questo lo pensava anche Goebbels, e comunque non e’ vero.

    Il “sistema Berlusconi” ha vinto che ci piaccia o no, e tu me ne fornisci la prova.

    Io non sono mai stato comunista – semmai socialdemocratico – e non credo di dover fornire certificati in proposito a chicchessia.

    Fra l’altro: mi spieghi come ha fatto la sinistra a vincere per ben due volte in piena era berlusconiana se poverina e’ cosi debole e vittima delle televisioni dell’orco?

    Poi, fatico a comprendere il significato di questo passaggio in relazione alla nostra discussione.

    Ritornando a Mike egli ha tolto significato alla comunicazione, dove tutto è “leggero”, “indifferente” e la vita diventa solo un grande telequiz, semplice antenato del Grande Fratello.

    Cosa c’entra Mike Bongiorno con la spettacolarizzazione della politica? Quando ho parlato di Mike Bongiorno? Perche’ hai deciso di infilarcelo dentro?

    Poi: “la vita e’ solo un grande telequiz” non lo avrebbe scritto nemmeno De Amicis, che era uno che di retorica se ne intendeva.

    Perfino Eco, nella celeberrima e ottima “Fenomenologia” evita di ricorrere a simili paragoni, evidentemente scontati, per criticare il fenomeno Mike.

    Indi:

    Il primo esempio di politica che sposta elettorato in tv fu il dibattito Kennedy-Nixon nel 1960, vinto spettacolarmente da Kennedy di fronte a un Nixon nervoso che sudava sette camicie.

    Se vuoi parliamo di politica e tv, ma Mike Bongiorno non vedo cosa c’entri.

    E infatti Eco non parla di ricadute “politiche” in Bomgiorno, bensi’ sociologiche.

    Infine;

    E’ peccato cercare maggiore audience? E osservare che la cultura dominante è in stretta relazione con i risultati delle urne?

    No, ma se accetti di giocare allo stesso gioco poi non puoi lamentarti della preponderanza dell’avversario, o della sua scorrettezza, se usate le stesse armi.

    Ancora una volta la tua onesta’ intellettuale mi lascia perplesso.

    Berlusconi e’ un maiale perche’ vince con le televisioni, ma per batterlo bisogna impadronirsi delle televisioni e fare come lui.

    Sorbole, che alta considerazione della democrazia e dell’elettorato.

    E io perche’ dovrei votare qualcuno che critica le tv di Berlusconi, e poi pero’ mi considera ” carne catodica”?

    E infatti non lo voto.

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  23. però volevo riscontrare che non c’è un’alternativa credibile, l’alternativa erano persone che usano paroloni (insomma, neanche usano paroloni, questa mitologia ci è caduta con i confronti elettorali in diretta, dove si sono salvati solo Prodi e Berlusconi, gli altri facevano veramente orrore) e fanno le stesse cose, solo nell’interesse di altre oligarchie.

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  24. Il problema è capire se l’uso di un lessico al di sopra del livello base, per Fini, sia funzionale ad esprimere l’articolata complessità di un concetto non banale o a nascondere piuttosto l’assenza desolante di idee e di lineare concretezza e coerenza.
    Nel caso specifico, la seconda che ho detto, imho.
    In questo senso non riesco a dare tutti i torti al lettore de Il Giornale.

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  25. @Yossarian: non mi riferivo a te. Mi riferivo a Galatea. I commenti qui si scrivono sotto un post e quindi il commento era riferito al suo pensiero.
    Altrimenti, come si usa fare, avrei scritto @Yossarian per riferirmi a te.

    Ora sono di corsa, ma per dirla in breve, la cultura in genere nelle società comuniste è stata sempre tenuta in maggior conto che nella società italiana ai tempi di Berlusconi.
    Quindi dire che gli ultimi comunisti sono i berlusconiani mi suona molto a-storico e a- a- a- a-.

    Ma tanto a me Galatea non risponde mai. Neanche fossi un troll.

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  26. In un certo qual modo si ricollega a qeullo che scrissi qui sul fenomeno leghista:

    http://fabristol.wordpress.com/2010/03/30/fenomenologia-della-trota/

    “Alla gente piace sentirsi dire che è ignorante e mediocre e che non c’è niente di male in questo. Anzi, bisogna essere orgogliosi della propria mediocrità. Votare un figlio di papà che è stato bocciato tre volte alla maturità (e non scomodiamo Lombroso per altri dettagli) significa votare uno di loro, sginifica vedersi allo specchio, significa votare se stessi.”

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  27. Adesso anche il sigl yossarian comincia a dire cazzate ignominiose, anzi, ignomignose.
    Il cane in calore, invece, le ha sempre detto.
    Signorina: se vuol selezionare chi è meglio di lei, quando va a votare si infili in cabina, anzi in gabina, chiuda gli occhi e faccia una croce da qualche parte. Va sul sicuro, se non glielo annullano. Ma se glielo annullano non si preoccupi: è solo perché non accettano la foto del votante.

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  28. Signorina, con un po’ di ritardo -perché se i Suoi post hanno un merito è quello che si capiscono senza neppure leggerli- riparo a un torto che Le ho fatto, non mettendo in adeguato risalto “… le parole sono idee, progetti di mondo”.
    E poi si chiede perché proprio dalle Sue parti stravincono i leghisti. Faccia un favore, prenda casa a Genova. Se invece vuol fare davvero qualcosa contro la lega, allora cerchi di scantonare, scolorire, rendersi invisibile, magari esserlo. Vedrà che va meglio.

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  30. @Yossarian

    A leggerti sembra che, secondo te, il semi-monopolio dell’informazione sia cosa buona e giusta.

    Di Mike ho iniziato a parlare io fin dai primi commenti.

    Se non arrivi ad afferrare il nesso tra il Mike-nonpensiero e l’andazzo italiano non posso aiutarti molto.

    Il giochetto della “carne catodica” come dici tu è patetico. Secondo te pensare che sia democratico avere a disposizione strumenti per informare in modo più equilibrato equivale ad un tentativo di effettuare lavaggi del cervello di massa, soltanto dipinti con un altro colore …

    Questo modo di pensare la dice lunga sulla tua struttura mentale.

    Meglio che ci fermiamo qui, potremmo trascendere …

    🙂

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  31. @Giosby

    Il giochetto della “carne catodica” come dici tu è patetico. Secondo te pensare che sia democratico avere a disposizione strumenti per informare in modo più equilibrato equivale ad un tentativo di effettuare lavaggi del cervello di massa, soltanto dipinti con un altro colore

    Si’ ok, ora sei in modalita’ postmodernista, hai girato la frittata e quindi la tua dialettica diventa la realta’.

    Naturalmente il muro contro cui si va a sbattere e’ sempre quello dell’equilibrio dei media, che in realta’ a parer mio non e’ un equilibrio ma semplicemente riportare i media a uno stato di lottizzazione pre-Silvione.

    Comunque molliamo il colpo. Solo una cosa: io non avevo nessuna intenzione di trascendere e lo si vede chiaramente da quello che scrivo, che mi e’ sembrato polemico ma civile.

    Come mai chi si erge a paladino della civilta’ in Italia, poi non riesce a condurre una conversazione con chi non dico e’ un fan di Berlusconi, ma semplicemente nemmeno con chi la pensa in maniera diversa?
    Ti da’ fastidio l’esistenza di una opinione al di fuori del tuo “pensiero unico” che per definizione e’ quello “giusto”, perfino da uno che non ama Berlusconi?

    Io sono patetico ma scusami, tu sei un ipocrita.

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  32. Questa dell’ipocrisia proprio non l’ho capita!

    E nemmeno quella della civiltà o del pensiero unico.

    Ho iniziato a scrivere con un po’ di ironia (neanche troppa) riguardo a Mike e mi ritrovo a dialogare con qualcuno che pensa che l’informazione è Berlusconiana o lottizzata senza altre alternative …

    Mi sa che Mike ha lasciato il segno !

    🙂

    Ciao ciao

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  33. Ma la domanda è….volendo votare qualcuno che sia migliore (più colto, più capace, più onesto, con le idee chiare con la voglia di fare eccetera), di questi tempi una persona normale chi diamine deve votare?
    E non è retorica, eh.

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  34. @elena: Scusa, veramente non avevo risposto perché anche io pensavo che tu rispondessi ad Yossiarian. Non è che ti considerassi un troll, è che in questi giorni, per motivi personali sono poco sul blog.
    Quanto alla obiezione: il post era ironico, e si rifaceva alla tendenza, da parte della propaganda di destra, a dipingere i “comunisti” come coloro che sono contro il merito, e che vorrebbero una società in cui tutti sono assolutamente “uguali”, cioè ad un livello molto basso. La battuta era un ritorcere loro contro la stessa immagine stereotipata.

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  35. Mi ero ripromesso di non intervenire più su questo blog, ma stavolta non ce la faccio.

    Sono ahimè abbastanza vecchio da aver seguito la politica , sia pure con grande schifo, sin dagli anni 60 e da aver visto la nascita della televisione in Italia.

    Solo chi è disinformato o finge di esserlo non sa che da sempre la Rai è stata lottizzata dai partiti, sia in radio che in TV e che questo è stato fatto con il beneplacito di tutti. E ogni stazione/canale parlava al suo pubblico.
    Se da anni abbiamo anche canali privati è chiaro che il proprietario suggerisca (pretenda?) certi indirizzi, Murdoch insegna a livello mondiale. Concordo totalmente con quanto sostiene Yossarian.

    Non riesco a capire tutte queste polemiche sul linguaggio. E’ chiaro che chi si rivolge ad un certo pubblico perché ritiene che possa eleggerlo deve farlo usando un linguaggio che questo non solo sia in grado di capire ma che anche lo faccia sembrare uno di loro.

    Galatea, tu non c’eri, ma credi veramente che i politici del PCI quando si rivolgevano al popolo della falce (contadini) e del martello (operai) usassero un linguaggio forbito? Grandi urla, grandi slogan e argomenti terra terra ma importanti che tutti potevano capire: padronato, occupazione, salari, orari di lavoro, pensioni.
    Tutto sommato le stesse cose di adesso se sostituiamo padronato con multinazionali.

    Poi c’era la cosiddetta intellighentia, i fini pensatori da salotto che pontificavano allora come adesso al caldo e negli agi delle loro case. Ed erano quelli che imbottivano la testa di tanti poveri fessi che mandavano a fare il lavoro sporco tipo le BR.
    Ma anche a destra non erano da meno, usando terminologia appropriata e adatta a chi li doveva ascoltare.

    Ora il leghismo ha soppiantato il comunismo usando lo stesso approccio e BS si rivolge al “suo” pubblico con le parole che questo vuol sentire, ma non credere che si tratti di un popolo di lobotomizzati.
    Il giorno (al momento remoto) in cui qualcuno riuscirà a esprimere concetti diversi e concreti e dimostrerà che è in grado di portarli avanti l’elettorato che è meno stupido di quanto tu sembri pensare si sposterà.
    Ma lo vedranno i miei figli o più probabilmente i miei nipoti, con la classe politica (TUTTA) che ci ritroviamo.

    E due parole infine sul povero Mike. Ho seguito del tutto casualmente forse l’ultima intervista fattagli da Daria Bignardi e ho scoperto un uomo molto diverso dal personaggio. Uno ad esempio che aveva partecipato alla Resistenza facendo da tramite con gli alleati grazie alla sua padronanza dell’inglese e che fu anche arrestato e fortunosamente liberato (non ricordo i dettagli). Si era costruito un personaggio e ci ha marciato perché lo ha fatto guadagnare molto grazie ad un certo pubblico cui piaceva. Chiamalo stupido…

    Mi scuso per la prolissità ma so di essere in buona compagnia.

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