Aiuto! Mi si è allargata l’elite! Ernesto Galli della Loggia e lo scandalo delle popolane pensanti.

E’ difficile spiegare quello spontaneo moto di tenerezza che ti prende quando ti trovi davanti allo scritto di un intellettuale “di quelli seri” che, improvvisamente e senza avvisaglie, si rende conto che ciò che fino ad oggi aveva reputato un suo esclusivo appannaggio è ormai invece alla portata di tutti, e se ne deve fare una ragione. È la stessa basita forma di inquietudine del leghista che si ritrova come coinquilino nel pianerottolo del suo condominio l’extracomunitario bengalese, della signora bene che scopre con terrore la sua colf cliente nello stesso centro estetico dove va lei, dell’imprenditore si ritrova all’ombrellone accanto, nella spiaggia del villaggio vacanze, il portiere notturno del suo stabilimento. Una forma di terrore irrazionale, insomma, ma umanissimo.

La sindrome sta facendo vittime su vittime al Corriere: già ha sbarellato qualche mese fa Riotta, quando s’è reso conto, ahimè, che internet non è più quel club esclusivo di quando ha cominciato a navigare lui, quando ci si conosceva tutti e se qualcuno ti cercava su Facebook era come minimo un premio nobel o almeno il suo più promettente delfino. Ha colpito ora Ernesto Galli della Loggia, politologo da qualche tempo autoproclamatosi campione della “sana laicità”, ovvero quella forma di laicità così garbata e giudiziosa che piace tanto alle gerarchie cattoliche, perché laici tanto affidabili, allineati e schivi sono quasi meglio dei bigotti che vengono fuori dalla parrocchie.

L’Ernesto ieri ha scritto un bell’articolone lamentando il fatto che l’Italia stia diventando anticristiana, ma così anticristiana da far paura. Non è mica più come qualche anno fa, quando la società civile si limitava a fregarsene allegramente dei precetti e dei comandamenti di santa Madre Chiesa, irriderne nel privato le fisse sul celibato dei preti o sui rapporti prematrimoniali, riservando poi però all’istituzione ed alle sue gerarchie quel rispetto formale che consisteva nell’andare comunque a prender la comunione a Natale e Pasqua, e scappellarsi quando s’incontrava il parroco per strada. No, perdinci: oggi la Chiesa viene proprio criticata apertis verbis, e ogni volta tirando fuori la lista completa degli addebiti:

Il celibato, il maschilismo, la pedofilia, l’autoritarismo gerarchico, la manipolazione della vera figura di Gesù, l’adulterazione dei testi fondativi, la complicità nella persecuzione degli ebrei, le speculazioni finanziarie, il disprezzo verso le donne e la conseguente negazione dei loro «diritti », il sessismo antiomosessuale, il disconoscimento del desiderio di paternità e maternità, il sostegno al fascismo, l’ostilità all’uso dei preservativi e dunque l’appoggio di fatto alla diffusione dell’Aids, la diffidenza verso la scienza, il dogmatismo e perciò l’intolleranza congenita: la lista dei capi d’accusa è pressoché infinita, come si vede, e se ne assommano di vecchi, di nuovi e di nuovissimi. Ma da un po’ di tempo vi si aggiunge qualcosa che contribuisce a dare a quelle imputazioni un peso e un senso diversi, un impatto più largo e distruttivo, finendo per unirle tutte nel segno di un attacco solo complessivo. Questo qualcosa è un radicalismo enfatico nutrito d’acrimonia; è, insieme, una contestazione sul terreno dei principi, un chiedere conto dal tono oltraggiato e perentorio che dà tutta l’idea di voler preludere a una storica resa dei conti.

Già, ma il problema, fa capire l’Ernesto, non è mica tanto il come, ma soprattutto il chi. I portavoce di queste nuove accuse alla Chiesa non son più, come in passato, le ristrette e colte cerchie degli intellettuali, ma le persone comuni, quelli che incontri la mattina a prendere il cappuccino al bar, e – orrore degli orrori – c’è pure il rischio che nella foga parlino con qualche briciola che rimane impigliata fra i baffi:

Ciò che più colpisce, infatti, della situazione odierna — e non solo immagino chi è credente ma pure, e forse più, chi come il sottoscritto non lo è—è soprattutto l’ovvietà ideologico-culturale della posizione anticristiana, la sua facile diffusione, oramai, anche in ambienti e strati sociali non particolarmente colti ma «medi», anche «popolari».

O cazzo, ma ci vogliamo render conto? A criticare il Vaticano che ha protetto i preti pedofili non è il Prof. Santotizio, accademico di fama, uno che ha pubblicato almeno dieci tomi di esegesi sull’opera omnia di Condorcet, e l’Illuminismo lo sa rivoltare per diritto e per rovescio, con tanto di testo francese a fronte e note a margine in tedesco, riprese dalle glosse del buon Immanuel Kant in persona! No, è la signora Pinuccia di Abbiategrasso, che se le citi Diderot pensa che sia, al massimo, una nuova marca di dado da brodo! Quella stessa che in epoche da poco passate non si sarebbe mai pensata di chieder spiegazioni al parroco, neppure se il figlioletto seienne fosse tornato a casa sconvolto alquanto dopo aver servito messa e riposto gli arredi in sacrestia; la quale signora Pinuccia ha proprio ormai perso ogni senso della misura e della creanza, perché s’è messa in testa, questa sciamannata, di voler pensare con la sua testa e poter da sola dubitare delle verità di Fede, osservando che la maggior parte sono insostenibili stupidaggini, anche se magari non s’è mai letta una riga di Aristotele né di Kirkegard, ma così a naso, per aver visto un po’ di puntate di Quark di quel brutto laicista di Piero Angela, trova che la ricerca sulle cellule staminali dia più garanzie, per vincere il cancro, che un intero mese di novene al Divino Amore.

Ecco, la povera signora Pinuccia, dice L’Ernesto, il lusso di poter pensare con la propria testa e decidere che questa Chiesa qui, cavolo, di scheletri nell’armadio ne ha davvero un po’ troppi, ormai, per pretendere di far la morale agli altri, non ce lo può avere. Ma che è ‘sta smania di voler tirare dei ragionamenti? La signora Pinuccia ha forse una laurea in Storia, in Filosofia delle religioni? Conosce la Tradizione con tutte le dovute maiuscole, e sa leggersi i testi sacri in latino, greco ed aramaico? Ha passato l’esame di politologia con l’Ernesto Galli della Loggia o quello di teologia con Monsignor Fisichella? No, grasso che cola se ha un diploma, magari pure preso alle serali. E vuol fare la laica? E vuol fare l’Illuminista?

Rabbrividisce al solo pensiero, l’Ernesto Galli della Loggia, perché corre il rischio di ritrovarsela al fianco al bar, al mattino, la signora Pinuccia, mentre spiega all’amica Mariella che lei non crede più in Dio perché ‘sta Chiesa che predica e fulmina sempre gli altri e non guarda mai in casa propria le fa proprio schifo, e a veder poi la gerarchia cattolica continuare a prendere posizioni in politica e proteggere chi le garantisce che il suo potere non verrà intaccato e le prebende e privilegi fatti salvi, alla signora Pinuccia viene il dubbio che la religione e tutti quei bei discorsi altisonanti siano in fondo solo un gran specchietto per allodole e una calamita per gonzi.

All’Ernesto Galli della Loggia un discorso così in bocca alla Pinuccia fa venire i brividi, perché per pensare ci vuole un patentino, rilasciato in università da un professorone come lui. Le signore Pinucce non devono pensare, non devono nemmeno provarci, sennò i gran professoroni ed intellettuali come lui rischiano di esser considerati inutili. Le signore Pinucce si limitino a mangiare in silenzio al bar le brioches. Ché già quelle, per loro, sono in fondo una gentile concessione rivoluzionaria.

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47 pensieri su “Aiuto! Mi si è allargata l’elite! Ernesto Galli della Loggia e lo scandalo delle popolane pensanti.

  1. Quello che mi manda in bestia è la scarsa memoria della gente. Se la chiesa non avesse ostacolato la scienza negli ultimi dieci secoli il cancro sarebbe stato sconfitto da molto, molto tempo. Il povero Galileo ne sa qualcosa. L’Imbecillone d’Italia straparla e le cose non le sa. Senza andare tanto lontano. Nel dicembre del 1967 Christian Barnard effettua il primo trapianto di cuore a Cape Town. Ho i giornali dell’epoca. Non potete immaginare come la chiesa si sia scagliata contro di lui tirando fuori argomenti di una ignoranza e superstizione tale da far accapponare la pelle. In altri tempi lo avrebbero mandato al rogo. A distanza di 40 anni, oggi, lo santificherebbero. Oggi chi dona gli organi la chiesa lo fa quasi santo. Non ce la può più fare con la comunicazione di massa e la coscienza di massa. Ma sta sempre li ad ostacolare. Con loro bisogna stare sempre in campana. Solo 150 anni fa facevano tagliare le teste in Piazza del Popolo. 150 ANNI nella storia dell’uomo sono un batter di ciglia. OKKIO!!!

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  2. Assolutamente godibile e condivisibile, nella sua rivoluzione copernicana a danno dell’ Intellighentija di sangue blu.
    Ipotizzo che la presenza di cognome multiplo sia patognomonico di una sindrome messianica acuta : di sicuro EGDL vive come un sopruso la rivendicazione di autonomia intellettuale dei non illuminati come lui.
    Non ci sono più le belle pecorelle di una volta, prostrate in fiduciosa adorazione del verbo del loro Buon Pastore….

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  3. Un omissione vale più di ogni inclusione: GDL dimentica di chiedersi ” per colpa di chi “. Non sarà che la responsabilità vada cercata fra coloro i quali si servono di benedizioni e indicazioni esplicite di voto, di prefazioni, di indulgenze…, dicendosi cristiani per non pagar dazio, o per ciapar voti, o per accreditarsi, o per ottenere perdono pubblico…

    Insomma: se fossi cristiano, se fossi credente – ma per davvero ! – mi preoccuperei parecchio. Ma da laico anche di più…

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  4. Gli uomini simeravigliano sempre molto quando le “donne” pensano con la propria testa!!!
    Articolo BELLISSIMO Grazie!

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  5. condivido parola per parola.
    tra l’altro, l’Ill.mo prof. Galli della Loggia commette un errore (?) linguistico madornale, di quelli per cui bacchetterei anche i miei studenti di I media, ovvero dà per scontata l’illecita equazione cristianesimo=gerarchia ecclesiastica cattolica.
    quello che una volta si sarebbe chiamato semplicemnte “anticlericalismo”, lui lo marchia col bollo a fuoco di “anticristiano”. ci manca solo la croce rovesciata col numero della bestia.

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  6. Il sig. intellettuale ha un briciolo di onestà interiore per chiedersi chi sono questi ipotetici “maestri di moralità” del vaticano? E chi sarebbero,poi, i loro referenti politici?
    Casini???? (!!!)…
    Berlusconi…
    I leghisti…
    Sono tutti quanti (ma prorpio tutti!!!) un manipolo di pagliacci! E basta.

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  7. Tutto giusto, sig.na Galatea, almeno quel che ho letto. Ma Lei, che sa di greco, non dimentichi Pallade Atena nelle Eumenidi:

    τὸ μήτ᾽ ἄναρχον μήτε δεσποτούμενον
    ἀστοῖς περιστέλλουσι βουλεύω σέβειν,
    καὶ μὴ τὸ δεινὸν πᾶν πόλεως ἔξω βαλεῖν.
    τίς γὰρ δεδοικὼς μηδὲν ἔνδικος βροτῶν;

    Saluti dal Suo troll preferito.

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  8. Bello! Veramente bello quest’articolo! Complimenti.
    (Un unico appunto: “scappellarsi” davanti al parroco mi suggerisce inevitabilmente un certo doppio senso 😀 )

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  9. Caro Sig Red Cac.

    Purtroppo al liceo ho studiato solamente il latino, e quindi non conosco il greco antico, ma sono ragionevolmente sicuro che cio’ che lei spaccia per Eschilo, sia in realta’ un cumulo di volgari zozzerie scritte da un lenone ateniese ubriaco.

    Si vergogni!

    😉

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  10. @Lector

    Sullo “scappellarsi”, mi ricordo di un tizio al giornale che una volta scrisse a proposito di un edificio religioso: “L’erezione della cappella avvenne nel 1965″…

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  11. Io però lo capisco.
    Tutti abbiamo un po’ paura che presto o tardi verremo prima sostenuti in vita e poi sostituiti da una macchina. Ernestone invece vive l’incubo di chi è già stato sostituito (su Facebook ma presto anche in RCS) dall’ineffabile casalinga di Voghera.

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  12. Monsieur Topgonzo,

    quando ci si lancia nelle smancerie, ci si documenta. Nel suo caso invece di accomplir le coup de chapeau (sorta di gergo sportivo) occorre tirer son chapeau davanti all’eleganza stilistica e alla geometrica potenza dell’argomentare di Ms Galatea (preferibile la formula anglosassone in quanto scevra da ogni sessismo e quindi di certo più gradita all’interessata. O no?)

    Spero non me ne voglia, ma – come si dice in Brianza – quanno ce vo’, ce vo’.

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  13. e intanto, usciamone anche formalmente da questa chiesa cattolica: sbattezziamoci. mica è necessario essere atei come me; è sufficiente credere davvero in dio.

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  14. …il disprezzo verso le donne e la conseguente negazione dei loro “diritti”…

    Basta l’uso che fa delle virgolette per dimostrare lo schifo che gli fanno certe parole
    “Diritti” delle donne tra virgolette…

    Bah

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  15. Ernesto tiene “lo sguardo rivolto in alto”, dove si trovano gli angeli del CdA della RCS,che osservano noi mentre abbassiamo tutto alla nostra altezza.Classe,questa è classe.

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  16. Brava, bravissima come sempre. Sarei tentato di mostrarlo alla mamma, chissà se “calamita per gonzi” le fa risuonare un campanellino.

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  17. Evviva la Pinuccia, vogliamo tante signore pinucce al bar per discutere di preti pedofili e di quanto sia bello e democratico essere atei, con le borse dlla spesa appoggiate sul pavimento a mattonelle, masticando cornetti e bevendo caffé decenti che qui mannaggia mi mancano da morire, vista la mia caffeine addiction (l’unico vizio che mi è rimasto ;))
    Che la chiesa cattolica sia morente è una tesi che espongo da tempo nel mio blog e sul blog di quelli che con tanta pazienza sopportano i miei commenti (grazie cara ;)) e se le signore Pinucce cominciano a svuotare le chiese si potrà finalmente riciclare quegli edifici (alcuni dei quali va detto, molto belli :)) ad usi più costruttivi…

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  18. Mi scusi sig. Yossarian: non avevo visto il suo commento, e del resto pensavo che avrebbe provveduto la sig.na Galatea, la quale certamente preciserà meglio quanto Le scrivo di corsa.
    Nel passo in questione Pallade istituisce il tribunale dell’Areopago e invita, di fatto, gli spettatori, a rifiutare tanto l’anarchia quanto il dispotismo, senza tuttavia eliminarne completamente dalla città τὸ δεινὸν*, perché non esiste uomo che sia giusto se non ha tema timore di qualcosa.

    *Significa terribile, spaventoso, ma anche forte, meraviglioso, prodgioso. Qui, come aggettivo sostantivato, indica una paura non esente da un elemento di sacralità di cui il potere politico non può mai fare a meno del tutto. Si dice che il democratico moderato Eschilo si rivolgesse con queste parole a Pericle, considerato democratico radicale, che aveva appena svuotato di gran parte dei suoi poteri l’antico, e quindi tendenzialmetne aristocratico, tribunale posto sull’Areopago.

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  19. Signor Mosco, Lei sta peggiorando, se non capisce neanche più quel che significano le virgolette in quel contesto. E non sarò io a spiegarglielo.

    p.s.
    Ho detto che concordo con quel che ho letto di quanto scrive Galatea. Ma fa specie che non un solo commentatore, per non parlare dell’autrice, sia sfiorato dal dubbio che potrebbe anche essere meno intelligente -o se si vuole più stupido – del sig. Ernesto.

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  20. @red cac: a voler proprio essere precisi, la riforma delle competenze dell’Areopago, in verità, va attribuita ad Efialte, più che a Pericle. Gli costò la vita, molto probabilmente.

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  21. Verissimo. Ma è anche vero che quando scrive Eschilo il capo è ormai Pericle, che del resto, si mormora, non fu forse del tutto estraneo al fatto che il sig. Efialte ci abbia lasciato il peluffo così, nel momento più opportuno per Pericle. Le date della riforma, della fine di Efialte e della rappresentazione dell’Orestea non sono così ravvicinate per caso. La mia impressione è che, a differenza di Sofocle, Eschilo non abbia mai amato Pericle, per il poco tempo in cui ebbe modo di conoscerlo.

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  22. Scusi sig. Ottodixit: tutto preso dalle mie smancerie, mi sono fatto sfuggire il suo garbato ma risoluto commento. E siccome non è elegante, come si dice in Irpinia, mandâ i âxi a dâ via u cü, Le suggeriamo, Noi red. cac. di ridarsi un’occhiatina al sig. Apollinaire.
    Ma siccome quando uno ha ragione ha ragione, come nel Suo caso ove cita la geometrica potenza argomentativa della sig.na Galatea (sig.na: ruspante, non cicisbeo) non possiamo che tirare il cappello… a Lei, sig. dixi, con l’intento di ottenere il Suo perdono.

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  23. è un post ottimista in definitiva; in effetti è vero che molti intellettuali opinionisti vivono convinti di saper tutto loro, mentre in realtà spesso un comune artigiano, operaio, commerciante le cose le capisce benissimo e molto meglio; mi è capitato tempo fa ad una fiera sentire due toscani, un banco che vendeva bigiotteria ed uno che vendeva tovaglie, chiacchierare molto assennatamente e con chiarezza della crisi economica, anche con riferimenti abbastanza precisi alle responsabilità della finanza, dei ricchi, insomma; sulle questioni di chiesa, se senti un parroco di quelli veri, che vivono in mezzo alla gente, in un quartiere di quelli popolari, fra vecchi pensionati e giovani di colore, ebbene questi preti sono lontanissimi dai discorsi della curia, ma proprio molto lontani; io credo che stia cambiando qualcosa, e, mi permetto, anche la classe degli insegnanti vive un pò fuori dalla realtà, salvo lodevoli eccezioni, naturalmente

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  24. Ehm, sorvolando su Madame, Mademoiselle (francamente orrido) o Ms, vorrei suggerire di far pervenire al nostro GdL una copia de L’eleganza del riccio. Potrebbe risultargli illuminante.

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  25. gentile top, grazie per l’attenzione, peraltro su un dettaglio marginale, e non sul succo del discorso; il termine classe, è errato e lo so, ma il termine “categoria” m’appariva burocratico

    comunque, io non ho idee chiare, giacchè esse sono un lusso di chi è convinto di sapere tutto, mi tengo le mie verità parziali, artigianali, frutto di poche letture concesse dalla dura lotta per la pagnotta

    comunque top, condivido appieno il senso del bell’articolo di galatea, che, seppur insegnante, è persona di ottima qualità di scrittura e capacità d’osservazione

    detto questo, il mio parere è irrilevante, non lo chiosare, perdi del tempo, ci son cose più importanti da leggere

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  26. “Seppur insegnante”. Di bene in meglio. E’ poi vero che ci son cose più importanti da leggere, ma Noi red. cac. le abbiamo già lette tutte…. che fare?

    p.s.
    Quella degli insegnanti è una corporazione vera e propria, come tante del resto.

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  27. L’opinionista Della Loggia. L’intellettuale Della Loggia.

    Uhm. E se usassimo le virgolette? Quelle che usa lui per i “diritti” delle donne?

    L'”opinionista” ed “intellettuale” Della Loggia…sì, direi che va meglio.

    P.s. per l’intelligenza del bil.citr. (= bilioso citrullo, alias red.cac) le virgolette sono inutili. Non si può virgolettare il nulla, per la contraddizion che nol consente.

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  28. Mi permetto di chiosare il commento precedente di Mosque osservando, con tutto il rispetto e la stima per l’ottima Galatea, quanto poco e misero appaia tanto discutere su nient’altro che l’ennesima deieizione del gallinaccio acido, che tanto per cambiare schicchirichizza non richiesto. Manco le mosche, manco.

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  29. Cribbio, sono venuto a dare un’occhiata e che trovo? Un topo a rinforzo di un mosco, entrambi deprecanti le altrui deiezioni, e ancor più il fatto che siano state notate. Ecco, io noto le loro, senza chiosarle, che possono così andarsene giulivi.

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  30. Brava, bravissima, post perfetto, condivido tutto in pieno . Sul sedicente giornalista Sig. Riotta non ci sarebbe proprio niente da dire e niente di cui meravigliarsi: è da 15 anni che penso che se è un giornalista lui,potremmo allora esserlo tutti( soprattutto la Signora Pinuccia).Mi ha invece lasciato prima di stucco,poi scandalizzato e fatto incavolare l’articolo dell’ “intellettuale” Sig.Galli Della Loggia che ho trovato per caso in internet( visto che non leggo il Corriere della Serva nè amo i moderati cerchiobottisti italici).Ho cercato una risposta consona per questo signor sotuttoiosulloscibileumano. L’ho trovata qui e ti ringrazio ancora.

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  31. si prepara, il galli, alla solita conversione in punto di morte, intanto che la deliziosa Lucetta gli tiene la manina

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  32. Oh!Santissime Rita da Cascia e Teresa d’Avila!Io non sapevo EGDL essere sposo di Lucetta Scaraffia.Ora capisco,capisco tutto,poveretto…

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  33. Figuriamoci colui che impalmerà la sig.na Galatea, sempre che si trovi chi la voglia impalmare, o che Lei non abbia remore nel farsi impalmare.

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  34. ehi, pss…., piano, mi raccomando, che non si sappia in giro, ma addirittura vivono nel peccato perchè la cristianissima Lucetta è divorziata

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