I conti in tasca ai bamboccioni

Fatti e rifatti tutti i conti, ho scoperto che per andare a vivere da sola senza rischiare di morire di fame avrei bisogno di uno stipendio di 1600 euro al mese.

Ne guadagno 1400 scarsi.

Vorrei chiarire una cosa al ministro Brunetta: non sono bambocciona.

Sono povera.

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33 pensieri su “I conti in tasca ai bamboccioni

  1. Dove andresti a vivere? Forse ial sud basterebbero 1600 euro al mese oppure bisognerebbe pagare un affitto molto basso… ma sti conti come l’hai fatti??? 🙂

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  2. Non hai mai pensato di condividere una casa con delle amiche o anche amici che hanno lo stesso problema? Io l’ho fatto per anni in passato ed è stato un bel periodo.Però se abiti con i tuoi allora sono tipi in gamba che ti lasciano i tuoi spazi,penso…i miei erano molto limitati,ho dovuto andarmene ciao

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  3. “avrei bisogno di uno stipendio di 1600 euro”

    Io prima della “redundancy” (esubero)di due mesi fa, grazie alle demenziali scelte economiche di un governo laburista che si e’ messo a braccetto con il peggio neoliberismo anglosassone, guadagnavo 1500 sterline al mese e arrivavo a fine mese stiracchiatissimo.

    Fra l’altro, cosi’ “detto fra noi”, Londra li ha un po’ rotti a me e alla partner.

    E’ una citta’ carissima che a mio avviso non restituisce quello che prende in termini di qualita’ della vita.

    Si paga un “marchio”, ossia “Londra”, ma sulla qualita’ della vita a Londra sono diventato molto scettico.

    E lo scetticismo non riguarda l’Inghilterra, bensi’ Londra, tanto e’ vero, che appena possibile, credo che ci trasferiremo a Brighton, sulla costa sud della Manica.

    C’e’ anche da dire che la liquidazione e il welfare inglese mi danno una mano generosa, mentre cerco freneticamente un nuovo lavoro.

    Questo e’ un aspetto interessante, perche’ se da una parte aiuta chi come il sottoscritto si trova a dover cercare lavoro, e lo fa attivamente, d’altro canto favorisce innegabilmente i furbi che si specializzano a campare di benefit.

    Tuttavia, dal momento che per parafrasare il mio amico Eugenio Mastroviti (inminoranza blog) io, come lui, appartengo ai “progressisti patetici”, e credo che il welfare sia giusto e civile, nonostante lo scotto da pagare e i furbi.

    Meglio sicuramente del “filantropismo” vittoriano e conservatore.

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  4. @Sandra: Finché sei giovane è divertente, ad una certa età uno se va fuori di casa vuole avere un po’ di indipendenza. I miei sono adorabili. Purtroppo, fra l’altro, per motivi di età e di salute non possono nemmeno allontanarmi troppo, motivo per cui per ora resto con loro. Intanto farò la formichina. 🙂

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  5. @galatea: volevo consigliarti anch’io di trovarti un’amica con cui smezzare (si vede che sono un ventenne eh?). Invece per come l’hai descritta ora mi pare più chiara la tua situazione. Mi sa che è una forma di incentivo per trovarti un moroso…

    Cmq brunetta è insopportabile.

    PS
    Io ho una mamma fantastica, aperta, disponibile etc. etc. etc. ma non riuscirei più a stare a casa sua per più di 3 o 4 giorni senza impazzire!

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  6. Molto interessante tutto questo.
    Sino a un anno fa lavoravo a Glasgow guadagnando circa £1500 per 12 mensilità e ho potuto risparmiare qualcosa.
    Adesso sono pensionato con €1100 al mese e devo starci dentro. Vedete voi…

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  7. Il mio canarino guardava fuori dalla gabbietta che faceva pena ma quando ho lasciata aperta la porta ha svolazzato qua e là la stanza ed è tornato frettalosamente a rifugiarvisi dentro. Magari le considerazione e le conclusioni ad un altro post. Qui possiamo essere ciò che vogliamo.

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  8. Se non ricordo male quei 1400 sono pagati per 28 ore alla settimana. E se non sei precaria, ci sono anche un bel po’ di vacanze.

    Per non parlare dei soldi delle lezioni private che i tuoi colleghi – non tu – sono soliti prendere.

    Comunque puoi sempre cercare un altro lavoro, se con questo sei povera. Non ha proprio senso vivere in miseria, secondo me.

    La dignità prima di tutto.

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  9. Non so che conti tu abbia fatto, ma io guadagno meno di te, ho un mutuo con rate da 500 euro al mese e sopravvivo. E’ stata una scelta: stare dai miei e poter spendere i miei soldi in beni che ora considero superflui (o anche risparmiare in attesa di una buona occasione) o avere la mia libertà e stringere un po’ la cinghia? Lavoro da 15 anni, i primi 5 anni stando dai miei ho messo da parte l’anticipo per il mutuo: ora ho casa mia (beh, in parte mia, in parte della banca) e questo vale tutti i sacrifici. Una mia cara amica mi ha chiaramente detto che lei preferisce fare qualche viaggio, comprarsi abiti-borse-scarpe e stare a casa dai genitori. Aspetta che l’eterno fidanzato decida di sposarla, probabilmente. Non la critico, sono scelte. Ma che non si riesca neanche volendo ad andare via dalla casa di mammà e papà non è vero.

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  10. Grande commento Tommy, fa poco onore al tuo blog.
    Dal commento sembri una persona diversa in senso negativo a causa della banalità della prima frase.

    La seconda frase è un “uomo di paglia” appena accennato.

    Spero che la terza frase sia amara ironia.

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  11. @ Stefano. La prima frase è banale: perché è così. L’unica volta che sono stato iscritto in graduatoria, ho ricevuto le proposte da parte delle scuole che parlavano di ore da stare in classe a spiegare. Quelle sono le ore.

    Forse tirerai fuori il discorso delle ore spese a prepararsi e i corsi di aggiornamento e tutte queste cose: peccato che non ti pagano per quello, ti pagano per coprire una cattedra settimanale di tot ore. Il resto, che tu lo faccia o meno, non sono questioni che influenzano né il contratto né la paga: se le fai meglio, se non le fai pazienza.

    La seconda non è un uomo di paglia: è la verità di cui nessuno parla mai. E’ la verità perché anche io ho dato lezioni private, così come tutti gli insegnanti che conosco. Non è un giudizio di merito, però d’altronde quei soldi in più sono diretta conseguenza del fatto di avere una giornata lavorativa corta.

    La terza mi pare puro buonsenso: se un laureato fa la fame, la cosa razionale da fare è cercare un altro lavoro.

    Oppure, basterebbe evitare di dire in pubblico che si è poveri prendendo quei soldi. E così nessuno avrebbe niente da ridire.

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  12. @Tommy: per “stare in classe a spiegare” devi anche prepararti prima qualcosa, eh, a meno che tu non abbia la fiammella dello spirito santo che t’illumina appena entri in classe.
    Ho fatto qualche ripetizione quando non facevo l’insegnante ancora.
    Quanto al lavoro diverso: dimentichi anche che il mio mi piace. Non per l’orario corto. Mi piace proprio. A parte il fatto: trovalo un lavoro diverso.
    “Oppure, basterebbe evitare di dire in pubblico che si è poveri prendendo quei soldi. E così nessuno avrebbe niente da ridire.” Già. Si chiama ipocrisia.

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  13. Facendo un po’ di calcoli, io spendo meno di 1000 euro al mese… però vivo con un coinquilino (e ho avuto culo per l’affitto) e soprattutto (per mia inclinazione personale) faccio una vita da studente fuori sede nonostante lo stipendio da specializzando. A dirla tutta, per le spese infime che mi sembra di fare mi aspetterei di smollare molto meno… ma già pranzare in una mensa aziendale e comprare al supermercato del cibo che non sia proprio fetido ti mangia soldi che è un piacere. Forse bevo troppo.

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  14. Forse dovrei provarci prima di parlare, ma sinceramente mi sembra più che fattibile vivere da soli cn 1400€: sicuramente comporta dei sacrifici, ma conosco gente che ci campa in 3 (coppia+bimbo).
    E anche fare qualche ripetizione per arrivare a 1600 non mi sembra un gran problema.

    @Yossarian
    Che lavoro cerchi?Sono un po’ pignoli, ma nella mia azienda qualche informatico lo assumono.

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  15. Sarai anche povera, ma se la cosa può consolarti, tutto sommato sei in buona compagnia. Con 1400 euro netti/mese, dovresti essere attorno ai 25.000 euro lordi/anno (su 13 mensilità, senza carichi di famiglia).
    Ora se ti fai un giro sul sito del dipartimento delle finanze e guardi i dati statistici relativi alle dichiarazioni redditi 2008 (redditi 2007) scopri che dei 41.663.466 contribuenti, circa la metà, ovvero 20.666.313 ha dichiarato redditi da lavoro dipendente (cioè come il tuo).
    Di questi, +/- i 3/4 (cioè ben il 75%) hanno un reddito da 0 a 26.000 euro. Il 90% è comunque sotto i 35.000.
    E meno dell’ 1% supera i 100.000 euro lordi/anno.
    Nota che per effetto dell’aliquota marginale che sopra i 28.000 euro passa dal 27% al 38%, avere un reddito lordo di 35.000 euro lordi/anno significa di fatto un reddito netto mese di poco più di 1800 euro (13 mensilità, ecc.). I 1600 euro “sognati” corrispondono a circa 29.000 euro lordi/anno.
    15.333.698 contribuenti hanno dichiarato redditi da pensione (e la distribuzione % è +/- simile).
    Solo in 874.377 dichiarano redditi da lavoro autonomo e in 945.609 redditi diversi (provvigioni, ecc.).
    19.683.306 contribuenti denunciano redditi da fabbricati (si presume quindi che abbiano una casa).
    Vivere da soli, senza una casa di proprietà, con questi numeri qui è oggettivamente un bel problemino.
    Brunetta sarà anche un economista, ma i conti della serva non è evidentemente in grado di farli.

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  16. @frap: Se è per quello, stando a quanto dichiarano, guadagno moooolto di più di tanti liberi professionisti, avvocati,e persino gioiellieri etc. etc. etc.
    @Marcello: Per “fare qualche ripetizione” legalmente, cioè non evadendo le tasse da cittadina corretta quale sono dovrei aprire partita iva e tutta una serie di altre cosucce che renderebbe in pratica il guadagno pari a zero, soprattutto perché il guadagno andrebbe sommato allo stipendio (su cui già sono trattenute le tasse alla fonte, ma quando ci aggiungi qualcosa d’altro va ritassato in toto). Per fare cinque o sei ore di ripetizione alla settimana (quelle che potrei fare per continuare a garantire in minimo di qualità agli studenti a scuola e anche a quelli che vengono a ripetizione)non ne vale davvero la pena, e non ho voglia di diventare un piccolo evasore fiscale.

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  17. I conti a spanne sono questi: una casa vicino ai miei (per motivi di salute loro non posso prenderla in altri posti meno cari) viene dai 650 ai 700 euro al mese di affitto, se si vuole sperare in qualcosa di almeno decente (mutuo neanche a parlarne, perché non me lo danno); 200 euro per il cibo (ahimè mangio, e purtroppo, causa intolleranze alimentari posso prendere solo prodotti di determinate marche o sto male); 100 euro di spese mediche (fra intolleranze ed allergie vanno, e nei mesi in cui ho fortuna e sto bene); 150 euro almeno per benzina (ho le mie due scuole a 15 e 20km da casa e non ci sono mezzi pubblici per raggiungerle) più almeno un 50 euro di spese per mantenimento macchina. 200 euro per le bollette varie bisogna metterli in preventivo. Non ho nemmeno preventivato spese per vestiario/libri e divertimenti minimi, nè spese aggiuntive e straordinarie per la casa (manutenzione etc). Sarò pessimista, ma riuscire a sopravvivere così la vedo duretta.

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  18. @Gala
    Circa le lezioni private, se ti fai anche una ricerchina su Internet, dovresti poter verificare alcune cosucce:

    a) sono un’attività sempre esente IVA, se non hanno carattere di abitualità. Circa il carattere di abitualità si può far riferimento alla legge Biagi.
    In pratica sotto un totale reddito annuo di 5000 euro e una durata complessiva della prestazione annua pari a 30 gg. sono redditi che puoi dichiarare come “diversi” nel 730, essendo considerate prestazioni di lavoro autonomo di natura occasionale.
    Se superi anche solo uno dei due limiti non è più reddito “diverso” (e allora serve sì la partita iva, l’iscrizione alla gestione separata INPS, ecc. ecc.).
    b) Ricorrendo tali condizioni puoi non emettere fattura ma rilasciare una semplice ricevuta con numero progressivo annuo su cui annoterai il tuo codice fiscale e la norma esentante da IVA (“ai sensi dell’art. 10, comma 20 del D.P.R. 633/1972 e successive modificazioni”)
    c) Se aggiungi qualcosa al tuo stipendio attuale, questo non viene ritassato in toto. La parte dei tuoi redditi IRPEF (con le aliquote attuali), sino a 15.000 euro sono sempre e comunque tassati con aliquota del 23%, la parte che eccede e sino a 28.000 euro sono invece tassati al 27%; sopra i 28.000 e sino a 55.000 l’aliquota è del 38% (infine il 41% sino a 75.000, il 43% oltre).

    Questo significa in pratica che, su base annua, puoi arrivare a fare sino a 240 ore di ripetizione, in pratica non più di 20 ore/mese di media, cioè max. 5 a settimana (in media), al costo max. di circa 20.5 euro a lezione (così rimani sotto i 5000 euro/anno).
    Oppure, ovviamente, meno ore/anno a un costo maggiore.
    Di questi 5000 euro, lo Stato ti preleverà +/- il 27% su circa 3000 (cioè sino a concorrenza dei 28.000 euro/anno) e il 38% sui restanti 2000.
    Al netto potresti quindi contare al max. +/- su 2190 + 1240 = 3430 euro netti/anno aggiuntivi.
    Su base 13 mensilità significa un reddito aggiuntivo netto/mese di circa 264 euro (sali quindi a circa 1660 euro/mese). Su base 12 sono 286 euro.
    E senza dover diventare per forza un “piccolo evasore fiscale”.

    Dopodichè il punto è invece quale valore reale dai alle 240 ore (o meno) annue del tuo tempo libero, che così, ovviamente, non è più libero.

    😉

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  19. Le retribuzioni per lavoro dipendente in Italia sono generalmente basse, troppo basse per favorire la decisione di uscire dalla casa dei genitori, e aggiungo io, troppo basse anche per fare i genitori e tirare su i figli. Questo è risaputo.
    Quello che non capisco è questa idea che andarsene a vivere da soli sia un bene a prescindere e vivere a casa dei genitori sia comunque un fatto negativo.
    Per fare queste scelte ci vuole comunque una motivazione, iun’utilità alla base, formare una famiglia o trasferirsi per lavoro per esempio.
    Perchè va benissimo l’indipendenza (ma da che?), ma quando si va a vivere da soli… si è soli, e tra l’altro con tutte le incombenze da sbrigare da soli, al di la del problema economico.
    Vivendo insieme in un nucleo famigliare, comunque composto, consente di aiutare ed essere aiutati, questo non è parassitismo. E tra l’altro si può benissimo fare i parassiti vivendo da soli.

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  20. Non conoscevo i dettagli scovati da Frap, ma credo che saresti l’ unica in Italia ad aprire una partita IVA per le ripetizioni.
    Quanto al resto i tuoi conti mi tornano abbastanza (forse l’affitto è un po’ alto per la provincia ma non cambia molto), ma continuo a constatare che ci son coppie di operai (o addirittura operaio-casalinga) che riescono a sfangarla con poco di più (non chiedermi come!).
    PS: col posto statale il mutuo non dovrebbe essere un problema, ma costerà sempre qualcosa più dell’ affitto.

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  21. Non avevo voglia di commentare perché su questo argomento rischio sempre di apparire sgradevole ma se ciascuno è il risultato delle proprie scelte ed esperienze, allora la mia è quella di chi se n’è andato di casa a 24 anni senza uno stipendio regolare e da quel giorno ha sempre fatto in modo di non tornarci dai genitori. Non perché ci stessi male, anzi, ma per una questione di principio e di autostima. Ora 20 anni non li ho più eppure da un paio vivo di nuovo da solo, in affitto, con le bollette da pagare e con 1200 euro al mese. Sarà l’età, ma col tempo ho imparato a selezionare i miei bisogni. Con questo non voglio dire d’essere d’accordo con Brunetta (ci mancherebbe!!), dico solo che a volte basterebbe un po’ di coraggio e saper rinunciare ad un paio di scarpe firmate. :X

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