No, ma guardate che Schifani ha ragione…

Secondo Schifani, Internet, i blog e Facebook sono più pericolosi dei gruppi eversivi degli anni ’70.

Non ci crederete mai, ma concordo con lui.

Al contrario di qualche fumoso, delirante ed incomprensibile comunicato delle Brigate Rosse, un post ben scritto e seriamente argomentato che informi i cittadini ed una rete che apra spazi di discussione  e promuova aggregazioni possono fare all’attuale sistema politico molti più danni.

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19 pensieri su “No, ma guardate che Schifani ha ragione…

  1. Non so tu, ma io preferisco leggerlo, e decidere se è o meno una cazzata, piuttosto che non saperne nulla a priori perché qualcuno ha deciso così.

  2. Con l’avvento di internet e l’uso spregiudicato di Facebook e di false informazioni (vedi il recentissimo esempio del caso/bufala “censura: le foto sparite di Berlusconi e Tartaglia da Google” ) si possono indottrinare e sobilllare milioni di pecore…

  3. Cara Galatea,
    dato per assodato che Schifani abbia sempre ragione per definizione (parafrasando il Berlusca secondo cui un Presidente del Consiglio non può per principio mentire, ergo le menzogne di un Presidente del Consiglio sono sempre verità per Costituzione), ma pure il miglior post del mondo ha bisogno di visibilità che la rete non gli garantisce (in Italia un esigua minoranza dispone di un collegamento internet e lo usa anche per informarsi). Dispiace dirlo, ma le p38 dei brigatisti si imposero molto di più di qualsiasi post, anche se il messaggio che diedero era funesto e delirante. La verità è che ci balocchiamo qui scrivendo cose (più o meno intelligenti, più o meno ben scritte) solo per pochi intimi e il miglior bloggher ha meno ascolto e letture di Emilio Fede :-( Ancora, rischiamo che più si inasprisce il dibattito e più si frequentano persone che la pensano in modo simile a noi e si evita il confronto con persone che la pensano diversamente. Tuttalpiù ti può capitare che qualcuno ti depositi il suo insulto come il cane di un padrone incivile ti deposita sul cancello di casa il suo profumato “bisognino”. Una cosa bisogna però riconoscere alla rete, ed è che gli appelli e le chiamate in piazza sembrano funzionare, com’è successo all’ “onda” in ambito scolastico e al popolo viola del No-B-Day.
    Un saluto.

  4. @->Net news: Cosa che si può fare ancora meglio con i mezzi di comunicazione di massa tradizionali, che sono ancora più controllabili e dove passano solo alcune informazioni selezionate alla fonte.

    @->Garbo: La rete in Italia fatica ad espandersi. Se poi la si blocca, si espanderà ancora meno. Resta il fatto che è un fenomeno in crescita, e credo che sia per questo che viene vista da taluni con tanta preoccupazione. La vecchina continuerà a seguire Emilio Fede, la nipotina già però smanetta su internet. Magari andrà a leggere solo l’epigono di Emilio Fede su internet, non dico di no. Però, anche se non è una panacea, credo che internet abbia già potenzialmente allargato la platea di chi è interessato a discutere, facilita almeno gli incontri fra chi la pensa in modo affine. Che alle volte è già un bel passo avanti.

  5. Su Internet diciamo che Schifani scopre l’acqua calda: nel web c’è la stessa dose di violenza verbale che c’è sui muri dei cessi delle scuole con la differenza non da poco che nessuno sano di mente considererebbe le scritte e i proclami scritti dagli studenti un pericolo per la democrazia o un fatto da prendere sul serio.

    Basta invece che le stesse stronzate – scritte da immaturi per immaturi – siano su un video invece per far abboccare i “giornalai” (= iscritti all’OdG) e farli strillare come scrofe isteriche in pieno travaglio.

    Vedete, il problema è molto semplice: i giornalisti hanno da anni il dente avvelenato col web perché a differenza dei loro fogli igienici il web è ancora libero, non censurato, non controllato e offre democraticamente un contenuto vario: stronzate per gli idioti e contenuti di valore per chi li apprezza. a differenza della TV diventata una succursale della testa bacata di Corona e dei Giornali che non sono appunto altro che il megafono del padronato.

    Quindi è banale vedere questi “giornalai” latrare a ogni occasione contro il web. in buona compagnia di un potere che non vede l’ora di mettere a tacere insieme con gli imbecilli anche i cervelli pensanti. Del resto non è neppure una novità ammettere che il 99% di chi scrive sui quotidiani non ha le competenze minime di base. visto che l’OdG non fa che sfornare ottentotti pronti a scagliarsi contro l’”anonimato” della rete che permetterebbe a mostri e sovversivi di lanciare proclami senza controllo…..

    Quando lo sanno anche i ragazzini che l’I.P. è una firma ben leggibile alla polizia postale e che solo una stretta minoranza di utenti interviene su forum protetta da strumenti come TOR e simili a tutela di uno straccio di anonimato.

    Ma è la prova che l’OdG è un’istituzione a cui confronto i Flintstones sono Vulcaniani! e scusate i riferimenti da nerd.

  6. Tutto puo’ essere usato ed abusato.
    Si puo’ fare informazione oppure si puo’ fare disinformazione e troppe informazioni=nessuna informazione.

    Questo commento e’ un esempio di abuso.

  7. @->Abuse.com: Il commento qua sopra, caro abuse@yahoo.com IP 134.171.29.12, più che altro è un esempio di cretineria: hai cercato di postarlo mettendoci il mio nome per fare uno scherzo idiota e dimostrare che Guidodallagermania aveva torto (e quindi che, implicitamente, è giusto tentare di mettere un freno ad internet, perché non siamo in grado di avere il controllo di quanto viene postato).
    Non hai però tenuto conto che la piattaforma è perfettamente in grado di accorgersi se sono io a postare o meno, e che io, appunto, sono sempre in grado di risalire all’IP di chi posta sul mio blog. Ma questo non dimostra che la rete sia piena di cretini: solo che sei un cretino tu.

  8. cara galatea sono il cretino dell’ip di cui sopra, puoi controllare.

    il mio commento aveva lo scopo di mostrare come la rete, lungi dal poter essere controllare e lungi dal DOVER essere controllata, comunque puo essere un arma che si ritorce contro i piu’ deboli.
    in particolare il tema della “identita’ su internet” e’ scottante e numerosi sono i casi del suo furto, casi che hanno gravi conseguenze sulla vita reale.
    La mia “cretineria” si usava e funzionava agli inizi degli anni ’90, molta strada si e’ fatta da allora, ma parecchia se ne deve fare nel controllo delle informazioni e nel controllo di CHI pubblica le informazioni e perche’.
    Il fatto che io non abbia usato un proxy, tor, anonymouse o aggeggi del genere prova la mia buona fede, chiamala cretineria.
    Il punto e’ che ancora non siamo maturi per distinguere il vero dal falso nella vita reale, figuriamoci in quella virtuale.

    Abbiamo bisogno di controllo? no
    Abbiamo bisogno di protezione? assolutemente si

    Il Cretino

  9. Che la penna ferisca più della spada, secondo me è ancora argomento di dibattito. Ciò che in questo caso reca sicuro danno – nei confronti dei cittadini e delle nostre libertà – è la voglia di censura che sfigura i soliti noti ogni tre per due, ossia quando viene turbata la realtà dei fatti da loro presentata. Realtà che di per sé sarebbe da verificarsi, come il 70% di gradimento di Berlusconi che altri istituti di sondaggio (Mannheimer per esempio) ridimensionano a un più credibile (ma sempre preoccupante) 48%, quindi un’immagine non proprio attinente alla realtà ma sufficientemente disinvolta per passare come veritiera ai più (distratti o disinformati che siano). La rete offre e svolge – è triste dirlo – un servizio che dovrebbe essere garantito dalle testate nazionali, ma si tratta di liberi cittadini e non giornalisti (poi, che l’O.d.G. non sia coinvolto, decidete voi se sia un male o un bene), quindi ci può benissimo scappare il blogger invasato come quello più posato, ma sta – ed è questa la bellezza del web – esclusivamente al lettore stabilire ciò che vuole leggere e a chi dar retta, informarsi o disinformarsi per sua natura innata e/o acquisita come farebbe all’edicola. Giornali e giornalacci, in fondo, si trovano facilmente fuor della rete, quindi accanirsi su un mezzo libero è solamente sospetto. IMHO, of course.

  10. @->Il Cretino: La rete non è peggio del mondo reale,e le tecniche che servono per cercare – ahimè, solo cercare – di difendersi non sono diverse da quelle che bisogna padroneggiare per difendersi dalle bubbole pubblicate su certi giornali, spacciate in certi Tiggì etc etc etc. Più che di protezione, io credo che abbiamo bisogno di informazione e di formazione per saper distinguere le bubbole dalle cose fatte seriamente.
    In ogni caso, se si vuole postare un commento per “provare” che è molto facile infinocchiare il gestore di un blog, o la cosa la si sa fare bene o vuol dire che la tecnica usata è controproducente: anche se avessi usato una proxy, WordPress ti avrebbe bloccato comunque, finché tenti di postare con il mio nick.

  11. Uno dei principali problemi dell’Italia e, forse, del mondo, è che la maggior parte dei politici conosce le cose solo per sentito dire. Le loro decisioni – perché poi sono loro che in effetti decidono per tutti! – assunte di conseguenza, possono avere dei risvolti tragici, come, ad esempio, la guerra in Iraq. Gli americani, basandosi sul sentito dire, pensavano di trovar lì una popolazione in trepidante attesa e pronta ad accogliergli a braccia aperte, nella loro qualità d’esportatori universali di democrazia e dell’american way of life. Abbiamo visto, poi, com’è andata a finire o, meglio, come non è andata a finire.

  12. Questo sì che è un commento geniale, di uno che conosce le cose del mondo, e in particolare quelle che si fanno in Iraq. Si affidi la cosa pubblica a tanti bei lectores, e si è a posto. Tanti bei platoncini al carciofo, e via giulivi.
    Nel caso però che un lector fosse improvvisamente colto dalla peggiore delle malattie, il dubbio, gli consigliamo Guicciardini, Ricordi, 141. Deciderà poi lui se, a differenza di un tempo, oggi i potenti, defenestrati, se ne stanno in piazza mentre i lectores, entrati nel palazzo e ivi protetti dal muro sì spesso e dalla nebbia sì fitta, guardano con occhio nitido, e perciò vedono, anche le cose che fanno in India, altro che in Iraq.
    Saluti.

  13. anche secondo me è vero. non so cosa, ma è così.
    : )
    ps: suggerirei un preservativo a chi “ha bisogno di protezione”.
    : ))
    ps2: speriamo di non finire tutti presi nella rete (peraltro, anche fosse già capitato, la casalinga di voghera non batterà ciglio)
    : (

  14. mettiamola così: ha ragione galatea. ma “il cretino”, non ha torto (per quanto riguarda gli orali, per la prova pratica ….).
    non sono necessarie leggi più restrittive, né altre leggi di genere. l’importante è sapere che internet, come del resto la vita, è a portata di lestofante (però, come osserva galatea, meno che nei media). di questi ce ne sono di diversi tipi, da quelli che fanno veramente male, cioè ti rubano in tasca e simili, a quelli che ti rompono semplicemete le scatole. insomma non è molto diverso della vita di condominio o d’ufficio.
    detta questa capitale banalità, ne aggungo un’altra: ma vuoi mettere i vantaggi?
    che bella la neve se non hai un cazzo da fare fuori casa ……………

  15. Risposta a Mr. Troll detto anche Topgonzo.

    No … la si affidi a tanti Topgonzo; anche se, probabilmente, è già ben salda nelle loro mani, visto come vanno le cose.

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