La professione della signora D’Addario.

Nella serata in cui la Scala metteva in scena la popolana Carmen, io ho guardato una Patrizia. La D’addario, ospite del programma di Gad Lerner.

Non ha emesso una sola nota, la Patrizia: con tutto che sì è definita più volte “artista fin da quando aveva dodici anni”, e “donna di spettacolo” prima che escort. A dire il vero ha emesso anche poche parole: presenza scenica al centro dello studio, più che protagonista sembrava pretesto, al massimo argomento di discussione. Per essere una che parlando è diventata famosa, l’ho trovata singolarmente muta.

Attorno a lei, invece, gente che non faceva altro che parlare. Di lei, ma come se lei, paradossalmente, non fosse presente: discettavano sulle donne, gli uomini, il sesso, il corpo, il potere, partendo dalla vicenda D’Addario, ma come se la D’Addario non la vedessero e non la sentissero neppure, e le loro parole sull’uso del corpo fossero avulse dall’unico corpo che in realtà era cagione di tutto e stava davvero lì.

È un programma che mi ha fatto stare male. Non incazzare, o indignare. Stare male. Fisicamente, come se mi avessero dato un pugno nello stomaco. Lo guardavo, e sentivo montare dentro di me un disagio inspiegabile, fastidioso. Come quando ti arriva un ceffone in faccia e resti stranita, poiché non capisci da dove è arrivato, o perché.

C’erano tutti quelli che ci dovevano essere. Lei, la escort dello scandalo. E poi attorno l’intellettuale di sinistra che scrive sul Manifesto, femminista per ragioni ideologiche e d’età, Ida Dominijanni; la giovane filosofa cervello in fuga in Francia, Michela Marzano; il piacente intellettuale post fascista non troppo post, cioè Buttafuoco, e per non farsi mancare nulla due teologi, declinati secondo le regole del politicamente corretto, cioè la donna pienamente consona con la gerarchia, Lucietta Scaraffia, e il grazioso intellettuale mite e in odor di eresia, Vito Mancuso. Oltre naturalmente a lui, Gad, sinistrorso educato e funambolo quel tanto che basta per giostrare sapientemente il tutto.

Ma pur se ci ha messo ogni artifizio del mestiere, il disagio restava là palpabile. Avessero gridato e urlato, forse sarebbe stato meno evidente. Così, nel pacato argomentare di tutti, veniva fuori invece il volto orribile di un paese senza speranza e senza sbocchi.

Parlavano, dicevo. Ognuno delle proprie ossessioni. Forse il sesso per questo è sempre sentito da tutti i regimi e da tutti i poteri come pericolo: perché ti mette a confronto con i buchi della tua anima. Ti costringe a guardare in faccia ciò che vuoi e quindi ciò che sei.

Era un sesso fascista, quello vagheggiato da Buttafuoco. Il sesso come “rapina” e come “caccia”, da parte di uomini predatori e donne felici di essere prede, perché l’essere prede fa parte dell’eterno femminino, che ha nella sua natura la vis grata puellis. Un gioco violento per reciproca accettazione, appena mascherato dal bon ton quando è messo in atto da femmine che non sono prostitute di mestiere, e quindi devono trattenersi e farsi imbrigliare con regole sociali imposte dall’ipocrisia borghese. Da qui il suo elogio della prostituta come donna che si abbandona al sesso “dionisiaco”, al di fuori delle convenzioni e dei limiti: la puttana come donna libera che fa sesso non solo come mestiere, ma come divertimento puro e perciò è anche la sola in grado di donarlo all’uomo, quel puro divertimento: unica donna sincera e unica vera rappresentante senza inibizioni della reale natura della femmina. Un’estetica ed un’etica da casino del Duce, che Buttafuoco rivendicava come sostrato profondo del maschio in quanto tale, e delle femmine tutte. Riducendo però tutte le donne all’incarnazione di quel fantasma e di quell’idea, se vogliono essere donne davvero: riducendo la loro essenza ad essere puttane, o puttane mancate.

Ma non erano meglio le visioni alternative. Quella della Scaraffia, che si limitava ad imputare tutto alla rivoluzione sessuale, al malefico ’68. Lamentava il fatto che la prostituta non ha più attorno quell’aura di riprovazione sociale. Quando la D’addario replicava che no, c’è ancora tutta, la Scaraffia rispondeva che non era vero, perché la D’addario era là, in tv, come ospite centrale, ed era stata intervistata su giornali stranieri, e invitata a serate mondane ed eventi, come i travestiti di Marrazzo: confondendo in uno strano cortocircuito l’essere rispettata e l’essere al centro della curiosità morbosa: perché essere invitata ovunque, ma come monstrum, non è indice di approvazione sociale, semmai una forma ancor peggiore di umiliazione. Ma per la Scaraffia le distinzione era incomprensibile: la D’Addario era là e con la sua presenza giustificava non solo il sesso comprato, ma anche il corpo dato o regalato con facilità da tutte le donne che prostitute di mestiere non sono. Continenza e castità, continenza e castità, perché se si apre una pur piccola falla, la diga frana, e se ti lasci baciare un dito della mano senza prima aver formato una famiglia benedetta, allora è deriva necessaria fino al bordello. Né quella di Mancuso, con il suo appellarsi allo “spirito”, al bisogno dell’essere umano di cercare qualcosa di più che un mero soddisfacimento meccanico, e quella della giovane filosofa, che proponeva un platonico completamento dell’un sesso nell’altro, parevano strade migliori. Parlavano di un sesso degli angeli che nessuno pratica nella realtà, e forse vuole: un sesso di “cervello” che dà la stessa auto realizzazione della grande letteratura, della musica, della filosofia, ma che come quelle, alla fin fine, annoia persino gli intellettuali.

Poi c’era Lerner, con il fare laico di chi si picca di rispettare la escort in quanto escort, perché proclama la sua una scelta libera, in fondo: un mestiere praticato alla luce del sole, che non deve essere oggetto di riprovazione moralistica. Ma anche lui rimaneva invischiato nei problemi di un mestiere che non è un mestiere come gli altri, e ha implicazioni che gli altri mestieri non hanno: imbarazzanti, oscure. Che toccano corde profonde del nostro essere, e non possono ridursi alla presentazione di una fattura. Perché dalla prostituta si compra il sesso, ma forse si ha l’illusione di non avere in cambio solo quello, o si ha il bisogno di credere che non solo quello si sta comprando. Persino se si è potenti. Persino se il sesso e magari anche l’affetto li si potrebbero avere da altri, e gratis.

E infine lì, davanti a tutti, la D’Addario. Sul cui volto levigato le parole altrui scorrevano senza lasciare traccia. Perché anche lei pareva prigioniera delle sue ossessioni e dei suoi fantasmi. Così poco felicemente dionisiaca, quando raccontava delle storie di violenza e di sopraffazione che l’hanno portata a fare la escort. A scegliere un mestiere, in apparenza liberamente, ma forse non più di chi si trova costretta a fare altro. Così in apparenza incapace di seguire il filo dei sottili e capziosi distinguo intellettuali che gli altri facevano su di lei, di trarre dalla sua esperienza un valore più universale, non limitandosi solo alla recriminazione di essere stata ingannata e poi trattata con scarsa gentilezza, perché altre son state invitate nei programmi di punta della tv e lei invece da Barbara d’Urso non c’è mai stata. Fragile, fragilissima, come una bella bambola di porcellana. Inconsapevolmente cinica quando ha confessato che i clienti pretendono con lei anche di “parlare” perché sono “soli” e scambiano il suo ascoltarli per interesse vero, affetto. Dimenticando che una prostituta quando scopa o ascolta un cliente non fa l’amore, e nemmeno fa sesso: semplicemente, lavora.

È andato avanti così, il programma. Mettendo in scena questo teatrino di persone intelligenti ed educate, che non approdavano da nessuna parte, non si ascoltavano, non capivano nulla: delle donne, del mondo, del sesso, del potere. E davanti al video mi sentivo sempre più inutile anche io, senza soluzioni, senza un pensiero migliore da offrire, come una mosca prigioniera sotto un bicchiere di vetro, che continua a dar capocciate sulle pareti, girando in tondo senza un perché.

Ho chiuso la tv e ho capito perché stavo male.

Mi sentivo svuotata.

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76 pensieri su “La professione della signora D’Addario.

  1. anche io ho visto la trasmissione, la d’addario mi ha fatto pena, a parte il mestiere che lei dice di fare,e le altre facendolo non lo dicono ,anzi lo condannano, penso ad un sacco di politiche, mi sento di difenderla, è stata buttata via come una ciabatta, invece il maschio potente è lì che svolazza da un canale all’altro pieno di servi e boria, ebbene meglio la d’addario, molto meglio, è più vicina a noi mortali, chi non si prostituisce per vivere?Io non dico la prostoituzione sessuale, magari quella è la più semplice, io dico la quotidianetà dell’affare andato, della raccomandazione e di silvio berlusconi, il simbolo della mafia, della decadenza,del peggio che si possa avere, fortuna che ha 73 anni, finirà come tutti noi, ma reggerlo è da grandi, ossia è la cosa peggiore che in vita mia abbia visto, sopportato, silvio berlusconi è il peggio del peggio, è lui la spazzatura, e vuole che noi lo manteniamo, fin che vita avrò, per lui sarà solo disprezzo il mio pensiero, gli augurto il peggio del peggio,non si tratta così una donna anche se pagata, non è umano

  2. I dibattiti televisivi pseudo-intellettuali han tutti la fastidiosissima dote di farmi girare le balle. Ergo, non li guardo più e vivo molto meglio. ;-)

  3. Hai rappresentato splendidamente ciò che accade nella maggior parte dei dibattiti televisivi: si invita qualcuno che rappresenti un pretesto di discussione, talvolta del tutto privo di argomenti e, in ogni caso, di nessun interesse per i partecipanti che hanno già una loro (immodificabile) idea; ognuno parla per sé senza provare a capire – ma che dico, almeno ascoltare – il pensiero degli altri convenuti, semmai ne abbiano uno di una qualche solidità; il presentatore nella sua veste di moderatore dirige tutti questi solipsismi provando a dar loro un senso di unità (magari piegandoli alla sua propria opinione o al senso ultimo che ritiene di dover dare al suo programma). Sostanzialmente una vacuità assoluta che si mette in scena ogni giorno su tutte le reti.
    La D’Addario mercifica sé stessa molto più partecipando a questi scempi che quando incontra i clienti nel chiuso della sua privacy. Peccato!

  4. La D’addario e’ una foglia di fico. Una foglia di fico per tutte quelle donne che si vendono senza chiamarsi prostitute. Onestamente non ho mai capito per quale ragione Berlusconi debba usare delle escort: e’ ovvio che pur di avere una particina in Mediaset on in TV ci sono migliaia di donne disposte a vendersi per la carriera.

    La prostituta “cash”, insomma, e’ solo un estremo su cui focalizzare l’attenzione, per dimenticare tutte le prostitute “non cash”. Quelle che non ti cagano se non hai tremila euro di vestiti addosso, quelle che “hanno il gene di sposare quello ricco per il futuro della prole”. Ma diciamolo chiaramente: di donne in vendita ce ne sono ben di piu’. La prostituta, in fondo, lo fa con un contratto che dice esplicitamente “io vendo sesso”. Ma per ogni prostituta esplicita ce ne sono diecimila che chiamano la loro prostituzione in un modo diverso.

    Dici che la D’Addario si sia mercificata in TV. E allora’ E’ una prostituta, si mercifica per soldi, e’ noto. Ma se Berlusconi domani dicesse “chi viene a letto con me?”, stai tranquilla che di “non professioniste” speranzose ce ne sarebbero a migliaia. Invece di scandalizzarsi per la d’Addario, che e’ una prostituta esplicita, dovresti preoccuparti per il danno all’immagine della donna che viene dalle altre centomila prostitute “travestite”.

  5. Perché dalla prostituta si compra il sesso, ma forse si ha l’illusione di non avere in cambio solo quello, o si ha il bisogno di credere che non solo quello si sta comprando.
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    vedo che c’e’ un lato dell’equivoco che ti sfugge . Se si comprasse sesso dalla prostituta, chi puo’ averlo gratis non ricorrerebbe alla prostituta stessa. Se sei sposato e puoi gia’ avere sesso gratis, perche’ pagare?

    La prostituta non vende sesso. Vende due cose, che oggi si chiamerebbero “valore aggiunto”. La prima e’ che non ti porti a letto i problemi di un rapporto, non fosse altro che l’apparire che hai costruito in fase di corteggiamento. Il secondo servizio e’ il “dopo”, cioe’ il fatto che la prostituta si toglie dalle scatole: i soldi che le hai dato sono una liquidazione, non uno stipendio. Una buonuscita.

    E’ in questi due valori aggiunti, cioe’ nella mancanza di un rapporto prima e dopo, che la prostituta si guadagna il pane…..

  6. @-> uriel: Se sei sposato e puoi gia’ avere sesso gratis, perche’ pagare?

    In effetti, me lo sono sempre chiesta anche io. Eppure di uomini sposati che vanno a prostitute nei viali c’è la fila.

    Chi può averlo gratis non ricorre alla prostituta.

    Altra cosa che non corrisponde a verità. Conosco uomini che apparentemente non avrebbero problemi a trovare donne disponibili (per esempio, professionisti che davvero portano il completo da 3000 euro, e sono pure dei ragazzi simpatici e carini) che pagano regolarmente prostitute, anche se di lusso, per avere sesso. Le portano anche a cena, e ci parlano come se fossero loro amiche. Perché?

    Forse la chiave sta in parte in quello che dici tu: hai un rapporto senza problemi e senza strascichi, che sei libero di troncare, di rinnovare a comando, di riprendere quando vuoi, basta che paghi.

    Però credo che ci sia anche un po’ di quello che dici dopo: certi uomini, soprattutto di potere, soprattutto ricchi, si convincono che tutte le donne siano, in fondo, prostitute. Sono abituati a pensare che tutte vadano con loro per un motivo “economico”: un avanzamento di carriera, un appoggio, oppure il colpo grosso, riuscire a farsi sposare. E allora, probabilmente, convinti che tanto le donne siano davvero tutte uguali e mirino sempre e solo ai soldi, decidono di andare direttamente solo con le prostitute dichiarate: almeno, dicono, sanno sempre esattamente quanto pagheranno alla fine, senza sorprese. E’ in fondo quello che sosteneva Buttafuoco. Una visione che io trovo un po’ fascista, e non solo offensiva nei confronti delle donne, ma anche profondamente falsa.

    Questi che si credono cinici smaliziati, come tutti i cinici, in realtà, peccano di ingenuità. Non si rendono conto che non tutte le donne sono così. E non si rendono conto che pensarla in maniera così semplicistica, secondo me, finiscono con il rendersi anche profondamente infelici.

  7. Forse la chiave sta in parte in quello che dici tu:
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    In che senso “forse”? Io sono un uomo, e ho la “fortuna” di vivere in un posto dove i bordelli sono legali. E quando ho chiesto per quale ragione andare in un bordello visto che le tedesche non lesinano nulla, mi e’ stato risposto che “to date”…. “just means a new birthday to remember”.

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    si convincono che tutte le donne siano, in fondo, prostitute. Sono abituati a pensare che tutte vadano con loro per un motivo “economico”: un avanzamento di carriera, un appoggio, oppure il colpo grosso, riuscire a farsi sposare.
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    Sembri non porti il poblema delle cause. Questi uomini sono circondati da donne attratte da loro per i soldi. Poiche’ pochi di loro sono cosi’ stupidi da cascarci (secondo te Hugh Hefner non sa di essere un vecchio novantenne e non trova nulla di strano ad essere desiderato da frotte di ventenni?) , deducono l’unica cosa possibile. Tutte le donne che hanno attorno sono in vendita, ergo, tutte le donne sono in vendita. E’ banale: se fai crescere qualcuno circondato da gatti neri, credera’ che tutti i gatti siano neri.

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    E non si rendono conto che pensarla in maniera così semplicistica, secondo me, finiscono con il rendersi anche profondamente infelici.
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    Le assunzioni sulla felicita’ altrui sono sempre un espediente consolatorio.

  8. Galatea, sei una persona profondamente saggia. L’avevo intuito da molti post, ma leggendo il tuo commento a Uriel ne ho avuto la certezza.
    Purtroppo questo tipo di saggezza deriva sempre da esperienze dolorose, e me ne dispiaccio. Ma, davvero, è un tesoro quello che hai accumulato, e si percepisce.
    Che dire… Grazie!

  9. Ne ho visto un po’ anch’io, poi non ce l’ho fatta più. Mancava solo che le dicessero “bottana”, “ti è piaciuto, eh?”; perchè, in fondo, l’esercizio più accuratamente coltivato dai presenti era quello di prendere le distanze da lei sottolineando la propria legittimazione (intellettuale?) a trattarla come un fenomeno di studio. Poveraccia. Se le andava bene salvava l’investimento sballato del padre e magari finiva in qualche assessorato. Invece, se forse prima non si sentiva proprio puttana, questi le cavano ogni dignità, glielo sbattono in faccia senza ritegno.

  10. Poveraccia. Se le andava bene salvava l’investimento sballato del padre e magari finiva in qualche assessorato. Invece, se forse prima non si sentiva proprio puttana, questi le cavano ogni dignità, glielo sbattono in faccia senza ritegno.
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    E’ la verita’. Trattasi di bagascia. Per quale ragione non si dovrebbe dire?

  11. Io potrei sprecare il mio tempo solo nel caso qualche anchor mas avesse il coraggio di dedicare una puntata su quanto certi piccoli/e personaggi/e debbano prostituirsi nella loro vita per arrivare poi al punto di potersi permettere un altro essere a pagamento

  12. La cosa patetica è che è pieno di poveracci convinti che le donne pensino solo ai soldi.
    Il fatto che sia pieno il mondo di altri poveracci felicemente sposati o accasati con donne che li amano non sfiora le loro testoline.
    Come non sfiora le loro testoline la questione che, probabilmente, non mancano solo di soldi ma di molte altre qualità.

  13. @->Uriel: In che senso “forse”? Io sono un uomo, e ho la “fortuna” di vivere in un posto dove i bordelli sono legali. E quando ho chiesto per quale ragione andare in un bordello visto che le tedesche non lesinano nulla, mi e’ stato risposto che “to date”…. “just means a new birthday to remember”.

    Se ne deduce che la tua esperienza è l’unica che è degna di essere considerata universale? quando hai chiesto? A chi? A un tuo amico, ad un passante, a tutti i frequentatori di bordelli della Germania?

    Sembri non porti il poblema delle cause. Questi uomini sono circondati da donne attratte da loro per i soldi…. [….]Tutte le donne che hanno attorno sono in vendita, ergo, tutte le donne sono in vendita. E’ banale: se fai crescere qualcuno circondato da gatti neri, credera’ che tutti i gatti siano neri.

    L’osservazione potrebbe essere anche agevolmente ribaltata: poiché credono che comunque tutte le donne siano attratte esclusivamente dai soldi, finiscono per circondarsi solo di donne di quel tipo. Statisticamente non è possibile che siano circondati solo da donne che sono interessate ai soldi: è che quando ne incrociano anche qualcuna che non lo è non le credono.

    Le assunzioni sulla felicita’ altrui sono sempre un espediente consolatorio.

    Può essere. Ma che persone di questo tipo poi abbiano anche altri tipi di disagio esistenziale è un dato di fatto. Pensare che tutti si avvicinino a te solo per soldi è indice di una autostima a pezzi: vuol dire essere intimamente convinti che senza i soldi o il potere non si riuscirebbe mai ad affascinare una donna persino per quel poco che è necessario a protarsela a letto gratis per una scopata, o che al mondo non esistano esseri umani disinteressati e che non si possono comprare.
    E secondo te, uno che è convinto di ciò può essere felice?

  14. Se ne deduce che la tua esperienza è l’unica che è degna di essere considerata universale? quando hai chiesto? A chi? A un tuo amico, ad un passante, a tutti i frequentatori di bordelli della Germania?
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    Affatto universale. Ma quando si parla di uomini, mi si consenta di conoscere i miei polli piu’ di chi ha solo cromosomi XX, eh.

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    L’osservazione potrebbe essere anche agevolmente ribaltata: poiché credono che comunque tutte le donne siano attratte esclusivamente dai soldi, finiscono per circondarsi solo di donne di quel tipo.
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    Non credo abbiano scelta. Anche ammesso che lascino attorno a se’ solo donne non mercenarie, si ritroverebbero solo donne di una certa classe sociale, per le quali il ceto non e’ sufficiente, ma e’ comunque necessario. Avrebbero comunque la percezione che le qualita’ personali vengano dopo i soldi, anche se in maniera diversa. Del resto, nel mondo maschile non girano leggende sulle donne: chi pensa che le donne siano tutte in vendita non se lo e’ inventato, semplicemente racconta la sua esperienza.

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    Ma che persone di questo tipo poi abbiano anche altri tipi di disagio esistenziale è un dato di fatto.
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    Curioso. Prima contesti a me l’autorevolezza riguardo ad un mondo, quello maschile, nel quale sono immerso. Poi parli come se tu fossi la consigliera spirituale di tutti gli uomini ricchi del pianeta, che evidentemente conosci abbastanza bene da diagnosticare “disagi esistenziali” come assoluta certezza.

    Mi spiace, non vedo alcun disagio esistenziale (ammesso che l’espressione significhi qualcosa sul piano logico) in nessuno di questi uomini. Vivono in un ambiente nel quale i soldi prevalgono su ogni altra cosa, e ne deducono che i soldi prevalgano su ogni altra cosa.

    Se tanti uomini pensano che le donne siano in vendita, forse non dovresti prendertela tanto con la d’Addario, ma con gli altri milioni di donne che girano con la scritta “saldi” stampata sulla fronte. 24 ore al giorno, sette giorni su sette.

    Alla fine dei conti, il maschio conosce la donna dalla migliore maestra possibile: la donna stessa.

  15. Quando si parla di uomini, mi si consenta di conoscere i miei polli piu’ di chi ha solo cromosomi XX, eh.

    Argomento ribaltabile: consentimi allora di conoscere le mie polle meglio di chi ha solo un cromosoma X.

    Non credo abbiano scelta. Anche ammesso che lascino attorno a se’ solo donne non mercenarie, si ritroverebbero solo donne di una certa classe sociale, per le quali il ceto non e’ sufficiente, ma e’ comunque necessario.

    Come ho spiegato nel commento al tuo post sul tuo blog, questo non vale solo per i ricchi, ma per tutte le classi sociali, allora. Per una figlia di operaio mettersi con un operaio è motivato non dall’amore per l’operaio in questione, ma dal fatto che questi gli può garantire lo stesso tenore di vita che le garantiva la famiglia di origine.

    Del resto, nel mondo maschile non girano leggende sulle donne: chi pensa che le donne siano tutte in vendita non se lo e’ inventato, semplicemente racconta la sua esperienza.

    Non girano leggende, allora; solo generalizzazioni basate su interpretazioni personali opinabili. Un’altra parte del mondo maschile, però crede e trova donne che non sono interessate solo ai soldi: come te lo spieghi?

    Poi parli come se tu fossi la consigliera spirituale di tutti gli uomini ricchi del pianeta, che evidentemente conosci abbastanza bene da diagnosticare “disagi esistenziali” come assoluta certezza.

    Veramente io non ho parlato di “uomini ricchi”. Ma qualcunque essere umano, uomo o donna, di qualsiasi classe sociale, sia intimamente convinto che tutte le persone che gli stanno attorno lo facciano solo perché interessate ai soldi – o lo evitino perché non ne ha abbastanza – ha problemi evidenti di autostima. Questo non lo dico io, ma qualsiasi trattato di psicologia.

  16. @->Uriel: ho risposto con un commento anche al post. Che è perfettamente smontabile e ribaltabile, esattamente come i commenti qui sopra.

  17. > E secondo te, uno che è convinto di ciò può essere felice?

    no, assolutamente.

    Io da giovane non ero particolarmente bello, sono piuttosto basso, non ho una grande personalità apparente, introverso, di famiglia povera. La conseguenza è che si, piacevo a qualche ragazza, ma in pratica piacevo solo a ciofeche pazzesche. E andavo avanti così, perché dopo una serie mostruosa di due di picche con quelle che mi piacevano ho accettato i fatti, pensando di essere ciofeco anche io ero costretto ad adattarmi ad una mia simile. Arrivi fino al punto di sentirti in colpa a preferire una donna che ti piace a una bruttina, pensando a tutte quelle che ti hanno rifiutato per lo stesso motivo.

    Poi mi sono trovato a 40 anni ad avere la mia ditta con 20 dipendenti e ad avere ciò che i miei si sognavano. E adesso piaccio alle donne che mi piacciono, guarda caso. E’ che appunto non mi fido. Non solo, mi ritengo fortunato nella mia esperienza, perché vedo che i miei amici, che si erano innamorati da giovani e si sono sposati, ora finiscono in mezzo alle grane e agli avvocati per le separazioni. Si, c’è una parte di me che è infelice per non avere avuto il grande amore da giovane e del fatto che non mi fido più di nessuno, però se guardo in giro e vedo come sono messi male quelli che l’hanno avuto…. lol, meglio così :)

  18. Sembra che per te “argomento ribaltabile” sia semplicemente la conclusione di una discussione, ma ti faccio presente che in logica “ribaltabile” non equivale a “falso”. Il fatto che una proposizione rimanga vera invertendo oggetto e soggetto non e’ una dimostrazione di falsita’.

    A sentire te, se e’ vero P(a,b) allora e’ falso P(b,a). Ma non capisco da dove tu tiri fuori questa convinzione. Di certo non fa parte di quello che comunemente si chiama “logica”.

    Tutto quello che faccio in fondo e’ descrivere un argomento di tipo olistico, cioe’ qualcosa che essendo un’esperienza non si puo’ analizzare. Ovvio che sei libera di analizzae un discorso olistico, ovviamente commetterai un altro errore logico, il resto e’ tutta accademia.

    Trovo assolutamente pazzesca la fiducia che hai dello strumento dialettico come strumento di indagine della realta’. La realta’ non e’ dialettica. Per nulla.

  19. @Uriel & Galatea

    Non mi sto perdendo una riga, ne’ un post…sensazionale

    Non fraintendetemi, non sto dicendo che mi sembra di essere uno spettatore del Circo Massimo 2000 anni fa.

    E’ che e’ davvero vale la pena di seguirvi.

  20. Non pensano solo ai soldi?
    Io ho soldi e anche uno specchio.
    So sempre precisamente perchè una donna viene con me.
    La mia è una piccola città e tutti sanno chi sono, da dove vengo, dove e come vivo, conoscono le mie auto, le mie moto, la mia barca.
    Pago tutto quello che mi danno. Tutto e sempre. e le tariffe delle mie concittadine di elevato censo sono ben più care di quelle che ho sentito attribuite alla signora D’Addario. Una volta verificata l’impossibilità di centrare il bersaglio grosso tornano alla velocità della luce sul mercato, a guardarsi intorno. Non voglio neanche pensar male a tutti i costi ma allora bisognerà almeno ammettere che queste signorine hanno un gran culo a beccare sempre persone benestanti. E poi basta guardare cosa si caricano per capire quanto debbano odiare l’idea che per campare si possa anche andare a lavorare.

  21. Non sono solo gran parte delle donne ad essere in vendita. Quanti uomini si “prostituiscono” per un avanzamento di carriera, una prebenda, una cattedra universitaria, un premio, un incarico, ecc. ecc. ? E’ l’impostazione generale che abbiamo dato alla nostra società a rendere tutto misurabile esclusivamente in termini di danaro. Tra l’altro, proprio come molte donne, siamo talmente abituati a farlo che spesso neppure ce ne accorgiamo, tanto ci viene naturale.Tutto per colpa di quel gene egoista di cui parla sempre Dawkins.

  22. @->Uriel: argomento “ribaltabile” in questo contesto vuol dire che si può usare anche per sostenere la tesi opposta. La notazione non conclude la discussione: ti fa semplicemente notare che l’argomento da te portato non serve a puntellare l’argomentazione così saldamente come davi ad intendere.

    Tutto quello che faccio in fondo e’ descrivere un argomento di tipo olistico, cioe’ qualcosa che essendo un’esperienza non si puo’ analizzare.

    No, se rileggi hai fatto qualcosa di diverso: hai cominciato a fare una serie di affermazioni presentandole come argomenti validi in assoluto (es: “Se si comprasse sesso dalla prostituta, chi puo’ averlo gratis non ricorrerebbe alla prostituta stessa. Se sei sposato e puoi gia’ avere sesso gratis, perche’ pagare?” oppure “Quando si parla di uomini, mi si consenta di conoscere i miei polli piu’ di chi ha solo cromosomi XX”).
    Se entriamo nel campo della confutazione logica, allora nessun dibattito come il nostro ha senso, dal momento che nessuno di noi, in merito ai temi trattati, può produrre enunciati “veri” o “falsi”. Per tanto non solo il dibattito in questi commenti, ma anche i nostri post andrebbero considerati completamente assurdi. Il che non implica però che, pur muovendoci nel campo della doxa, noi non possiamo tenere per buone o non pretendere il rispetto della logica nelle argomentazioni. Non confondiamo piani diversi.
    Quanto al fatto che la realtà sia non sia dialettica, l’affermazione implica che tu sappia esattamente cosa sia o almeno cosa non sia. Complimenti. Non sono mai arrivata a tanto.

  23. Per altro, a me tutta ‘sta discussione fa venire in mente non alti filosofi, ma le battute di due celebri film: quella scena di Sabrina in cui il padre della protagonista, autista di una ricca famiglia con il cui figlio Sabrina si vuol fidanzare dice: “Figlia mia, nessun povero è mai stato considerato democratico per essersi messo con un ricco.” E quell’immortale scena di Marylin Monroe in “Gli Uomini preferiscono le bionde” in cui lei spiega al fidanzato miliardario che nessuna donna sposa un uomo solo perché è ricco, come nessun uomo sposa una donna solo perché è bella, ma se l’uomo non fosse ricco o la donna non fosse bella non sarebbero più la stessa persona, e quindi nons arebbero nè scelti nè chiesti in matrimonio. Diamods are a Girl’s Best Friend. ;-)

  24. Scusate, provo a fare un passo oltre. Va da se che la mia esperienza (come maschio) è che mi vedo continuamente messo alla macchina ai raggi x dalle donne con cui vorrei uscire (non dimenticherò mai la faccia di una tizia quando vide la mia “golf” che tengo apposta per fare il test…). Sto scoprendo tra l’altro che c’è un problema a monte: mentre per gli uomini (tutti) il sesso è un fine, per le donne (praticamente tutte) il sesso è un mezzo. E indovinate per arrivare dove? Questo comporta che poi quando scopano, se sei un attimino esigente (in termini di coinvolgimento, di fantasia, di disponibilità) molte crollano come pere (a parte il missionario e poco altro, guai a proposte che le donne chiamano “strane”. Non sono mica “puttane”!!!!). Il soffocamento del desiderio porta a dei guasti nel rapporto uomo-donna che sta portando una serie di disastri; infatti spesso per l’uomo non è più nemmeno sufficiente essere un pelino benestante per essere tranquillo: molte donne, una volta messo il culo al caldo, tirano i remi in barca (per dirla chiara, non scopano). E poi sono dolori. E guardate che (proprio come dice Uriel) parlo per esperienza. Posso tra l’altro dire che personalmente di donne che scopano proprio per il gusto di scopare, senza guardare il tuo livello socio-economico, nella mia vita ne ho conosciute due, di cui una è l’amica di un mio amico (quindi vado su quello che mi racconta). Sul perché le donne siano così restie a lasciarsi andare ad un rapporto basato sul puro piacere (anzi, per molte non è nemmeno concepibile) non ho ancora trovato una spiegazione. Ma (per me) è un dato di fatto. Aggiungo che a parte il puro godimento del rapporto (sessuale), il rapporto DOVREBBE avere anche molto altro. Ma chissà perché con le donne (italiche?) se va male una cosa, a cascata va male anche tutto il resto. Selettiva? Io direi stronza…
    La battuta sui “Diamods are a Girl’s Best Friend.” parlando di prostitute no-cash direi che ci sta proprio bene…
    Sul fatto poi che Galatea chiude le discussioni con battute, bè direi che oramai anche questo è un classico…

  25. @Galatea

    Mentre assisto con “rinnovato interesse” al confronto fra te e Uriel ti lascio una breve considerazione sul tema specifico del post:

    non ho ovviamente visto la trasmissione qui in UK (provero’ a cercarla su you tube), ma dalla bella “recensione” che ne hai fatto, credo di poter dedurre che ancora una volta il problema sull’altra “meta’ del cielo” sia e stia sempre nei soliti termini, piuttosto grossolani e riduttivi:

    o sante, o puttane…

    Non sono un uomo “femminista”, odio gli uomini “femministi”, e non ho la faccia tosta di pretendere di poter capire l’universo femminile, tuttavia mi sembra che siamo sempre fermi li’.

    Certo in maniera piu’ sofisticata e intellettuale, come testimonia il dibattito di Lerner, ma comunque a giudicare dal tuo resoconto, sempre una sorta di “Concilio di Nicea” dedicato alla prostituzione, con tutta l’astrattezza e fumosita’ del caso.

    Fra l’altro, in tutta la vicenda della “donna oggetto” e del “sesso mercificato”, alligna una colossale ipocrisia purtroppo anche da parte di avgvste commentatrici e giornaliste che hanno scritto sul tema , che mi rende francamente difficile piu’ che capire, diciamo fidarmi di un giudizio femminile lucido ed esente da moralismi e convenienze, e che non rende certo facile la navigazione in un territorio etico difficile e spinoso.

    Prendiamo ad esempio un articolo di qualche tempo fa sul Corriere della Sera a firma di Maria Laura Rodota’, dedicato al dibattito sulla “donna oggetto” lanciato da Nicole Kidman.

    Ora, il dibattito e’ indubbiamente serio, anzi serissimo, ma a parte la Kidman che si ricorda di essere una donna quando fa comodo a lei e non ha problemi a impersonare la donna oggetto per la pubblicita’ della Scheppes (pecunia non olet), la Rodota’ nel pezzo si scaglia ovviamente contro la mercificazione del corpo della donna e si affretta a specificare che non e’ un fisima radical-chic o veterofemminista.

    Vero, verissimo, lo ribadisco, e su questo credo di poter essere d’accordo con l’altra meta’ del cielo, ma allora dimmi, come faccio a credere alla sincerita’ di una giornalista che si scaglia contro la donna oggetto quando il giornale sui cui scrive offre tonnellate di pagine web dedicate ai calendari con una stupefacente panoplia di tette e culi (che io da vero qualunquista sessista e demagogo apprezzo molto)?

    Non sto puntando il dito contro le donne (gli ipocriti non conoscono bandiere, sesso, o etnie), non e’ questo il punto: ma come ho sottolineato nell’apertura del commento, oltre alla grande confusione di alcune donne, mi sembra che il livello del dibattito sia sempre li’.

    O sante, o puttane.

    Anche da Gad Lerner, seppur in altri termini.

    E questo e’ molto triste.

    E se fossi una donna m’incazzerei come una bestia.

    E se su questo t’incazzi, hai la mia solidarieta’.

  26. @->Paolo: Ma non ti viene mai il dubbio che se adesso hai più successo con le donne non è solo ed esclusivamente per un fatto meramente economico? Sei un uomo realizzato, che è orgoglioso del suo lavoro, probabilmente sei diventato più sicuro di te, hai imparato a vincere la timidezza, ad essere affascinante. Magari anche a vestire meglio, valorizzarti, essere meno introverso: I soldi ti hanno aiutato probabilmente a coltivare anche le tue passioni, per cui sei più colto, hai argomenti più interessanti di conversazione.. cazzarola, ma perché voi uomini pensiate che sempre e solo siamo affascinate dai vostri soldi? Ci sono donne che a vent’anni non le guarda nessuno, e a quaranta risultano affascinantissime, perché hanno imparato a parlare, a truccarsi, sono maturate. Vale anche per voi, neh. Ciò che rende un essere umano affascinante non è il denaro e basta: è la sicurezza di sè che emana. Da giovane eri un rospetto introverso, ora ti senti un uomo di successo. E secondo te questo non ti rende più appetibile agli occhi di noi donne?

    @->Cesare: “So sempre e precisamente perché una donna viene con me. Pago tutto quello che mi danno”.
    Ecco, smettila di pagare. E di frequentare stronze che si fanno pagare. Alza le chiappe dalla barca, dai tuoi circoli di miliardari e vattene in cerca di una donna che non abbia paura di lavorare per mantenersi. Magari non sarà bella come quelle che si fanno pagare. Magari se non la pigli per il verso giusto ti manda pure affanculo, te e i tuoi soldi. Magari ti farà diventare matto. Però almeno avrai una relazione con qualcuna con cui vale la pena averne una. Sennò tieniti le tue signorine a pagamento e piantala però di frignare dicendo che tutte le donne sono cattive. Sei tu che te le cerchi così e così le vuoi, quindi zitto e salda i conti.

  27. @->Yossarian: E’ che temo che il discorso sia davvero molto ma molto più complesso di quanto tutti noi riusciamo a comprendere. Santa o puttana. Il guaio è che siamo tutte entrambe le cose. A seconda dei momenti. Degli stati d’animo. Delle persone con cui ci confrontiamo.
    Io mi incazzo quando vedo il corpo delle donne “mercificato”. Poi però mi piace mettere vestiti con profonde scollature, tacchi alti, essere seducente e anche provocante, e magari pure un po’ geisha, se mi gira.
    Il problema credo stia sempre nella consapevolezza e nella libertà di scelta. Se io decido di andare a letto con tizio (che magari è un uomo potente) per motivi miei è un conto; se diventa implicito che lo devo fare sennò non mi assume o non mi fa far carriera è un altro.
    Credo che la “confusione” che tu giustamente sottolinei anche in noi donne sia appunto frutto di questa ambivalenza che è dentro di noi: a noi piace sedurvi, e sappiamo che un bel corpo e altri artifici funzionano. Ci sentiamo gratificate dal fatto che ci ammiriate perché siamo belle. Vogliamo essere belle e farvi girare la testa. Questa non è mercificazione, è normale gioco fra i sessi.
    Ma in italia mi pare che abbiamo superato invece il limite di guardia: pare che le donne siano solo “seduzione” anche quando dovrebbero ricoprire ruoli che con la seduzione non hanno niente a che fare. L’immaginario anche erotico maschile (e anche l’immaginario della rivendicazione femminile) sembra fermo a millenni fa: se sei seduttiva sei una cretina sfruttata dagli uomini, se sei intelligente devi essere una specie di virago senza cedimenti e senza nemmeno un velo di rossetto. Ecchecaspita, ma possibile che non si riesca a fare un passettino in più?

  28. @->Marco MI: La scena della golf scarrettata, tanto per rimanere in tema di citazioni poco colte, sembra venuta fuori dal video di Material Girl di Madonna… :-)
    Marco, guarda, sinceramente non lo so cosa risponderti. Forse davvero per le donne è più difficile quello che dici tu, cioè “scopare per il puro gusto di scopare”: per quanto poco impegnativa, cerchiamo quasi sempre una specie di relazione, più che un unico rapporto occasionale. Però, insomma: tu dici che c’è malafede nelle donne che cercano sempre di incastrarvi in una relazione; ma pure voi partite in malafede. Sembra che invece che un incontro, ogni appuntamento stia diventando una specie di verifica incrociata: lei che spia se lui ha intenzioni serie e ci va a letto solo se è ricco e promette di diventare un buon partito, e lui che invece vuole prima vedere se lei viene a letto prima di rivelarle come è veramente e quanto ha in banca…madonnina che tristezza, ora mi ricordo perché è un pezzettino che non accetto appuntamenti, eh.

  29. Paolo è stato l’unico a menzionare l’inosabile: la parola “ciofeche”. Ovvero, racchie.
    Ha pensato qualcuno qui all’inesplorato mondo delle donne racchie? Quelle schifate anche dagli uomini racchi come loro, ma che per chissà quale diritto divino ambiscono solo alle bellissime. Salvo poi lacrimare perché tali bellissime preferiscono i belli par loro, o i ricchi.

    Cosa provano le racchie? Loro non si vendono, perché non le compra nessuno. Neanche l’operaio, neanche il disoccupato, neanche lo sfigato del quartiere, che passano il tempo a lamentarsi perché le donne non li apprezzano per le loro magnifiche virtù ma pensano solo al portafoglio.
    Già. Vogliono essere amati, loro, anche se brutti e sfigati; ma non certo ehhh dalle brutte e sfigate, chi se ne frega se sono pronte a donare anima e cuore, a dare tutto ciò che (a parole) gli uomini sognano, e a farlo gratis.

    Le donne racchie sono il gradino zero nel panorama sentimentale umano. Quando parlate di donne che si vendono, sia materialmente che metaforicamente, ricordate allora che state ignorando almeno la metà del genere femminile.

    “Susanna”

  30. @Galatea

    “Ecchecaspita, ma possibile che non si riesca a fare un passettino in più?”

    Sono assolutamente d’accordo.

    Per entrare nel tema del dibattito in corso con Uriel e con quanto affermi nella risposta al mio commento:

    mi sta benissimo che a volte il genere femminile sia lacerato dall’atroce dilemma “fuggire con Heathcliff, o con Jimmy Choo?”.

    Lo trovo fantastico, divertente, molto femminile, pieno di vita e mi fa amare ancor di piu’ le donne.

    Tuttavia, su quel che sostengono Marco e Cesare, Flaubert ci scrisse un capolavoro e lo ritrovi nei racconti di Maupassant sulla Parigi borghese del Secondo Impero e delle domeniche sulla Senna.

    Per non parlare degli scrittori russi.

    Chiariamo subito una cosa: io di questo non do’ la colpa alle donne (nemmeno Flaubert) e nemmeno credo che si tratti di una caratteristica insita nei cromosomi XX, altrimenti sarei da ricovero coatto, possibilmente buttando via la chiave…

    Ma e’ una realta': nella mia piccola citta’ lombarda (dove Francesco I fu sconfitto da Carlo V), i matrimoni della piccola-media-alta borghesia sono tanto arrangiati quanto quelli di Islamabad.

    Onestamente di amore ne vedo pochino…

    Non ho mai visto il figlio di un tornitore, sposare la figlia bionda e sgnaccherona di un professorone dell’avgvsto et celebre ateneo della mia piccola citta’ (anche Goldoni fu cacciato dall’avgvsto ateneo dopo aver scritto un poemetto satirico sulla propensione per i sesterzi delle mie concittadine) e non credo che lo vedro’ mai.

    Non e’ assolutamente colpa del genere femminile, ma questo crea un esercito di Madame Bovary insoddisfatte che, perdona il linguaggio poco urbano, alla fine la danno all’idraulico.

    Potrei citarti innumerevoli casi di donne avvenenti sposate a stimati professionisti danarosi e tuttavia stimolanti quanto la psoriasi, che alla fine trovano Heathcliff nel panettiere sotto casa.

    Ed e’ assolutamente umano e comprensibile. Non sto puntando il ditone accusatore et moralista.

    Lo farei anch’io.

    E a proposito di “Cime tempestose”, la Bronte parla anche di questo: di ruoli sociali prestabiliti e dell’impossibilita’ di uscirne.

    Ripeto, non sto accusando il genere femminile “in toto” di essere schiavo del dio denaro ( gli idioti sono uniformemente distribuiti in entrambi i sessi), pero’ e’ una cosa reale e molto deprimente. Soprattutto per le donne.

    Forse di questo vale la pena parlare.

    Ciao
    :-)

    PS lo so benissimo che non si campa di aria e amore, pero’ a volte rimango basito.

  31. Ciao Galatea,
    non vorrei fraintendere o fare brutta figura, però secondo me con “Magari anche a vestire meglio, valorizzarti, essere meno introverso: I soldi ti hanno aiutato probabilmente a coltivare anche le tue passioni, per cui sei più colto, hai argomenti più interessanti di conversazione.. ” e “Ci sono donne che a vent’anni non le guarda nessuno, e a quaranta risultano affascinantissime, perché hanno imparato a parlare, a TRUCCARSI, sono maturate. ” hai “sminchiato” TUTTO quello che pensavo di aver capito, confermando TUTTO quello che dicono Uriel & Marco.
    Magari ho frainteso quel consiglio sul “vestire meglio” o “valorizzarsi” o quel “truccarsi”..

    Saluti!

  32. Ho una tale paura di offendere qualcuno che mi limiterò a dire di non essere assolutamente d’accordo con il “Non mi sto perdendo una riga, ne’ un post…sensazionale” del sig. Yossarian: infatti sono arrivato qui in fondo in un istante.
    Per la stessa ragione non posso commentare il post della sig.ra Anna, anche se credo di avere il diritto di invitarla a non inferire dalle prostituzioni sue (é scritto minuscolo perché non mi sto rivolgendo a lei, ma il suo «noi» mi dà il diritto di inferire quanto mi pare) quelle altrui.
    Temo proprio che molta gente odi Berlusconi perché ne rappresenta la cattiva coscienza. Comunque è notevole il fatto che ci sia chi riesce a parlare di rumenta berlusconica quando il tema era la rumenta gadlerniana.

    p.s.
    Signori, risentire Gaber, Quando è moda è moda, in Polli di allevamento: un capolavoro, e forse sapeva che stava rivolgendosi anche a generazioni di là da venire: quelli che non voleva più come interlocutori adesso sono sui 50 e anche qualcuno di più.
    Saluti a tutti.

  33. Ha pensato qualcuno qui all’inesplorato mondo delle donne racchie? Quelle schifate anche dagli uomini racchi come loro, ma che per chissà quale diritto divino ambiscono solo alle bellissime. Salvo poi lacrimare perché tali bellissime preferiscono i belli par loro, o i ricchi.
    —–

    Mah, come dicono in Russia, “ogni uccello il suo nido e’ bello”. Non penso che esistano donne davvero fuori dai gusti di tutti. Esistono donne fuori dai gusti mainstream, al massimo.

  34. Se entriamo nel campo della confutazione logica, allora nessun dibattito come il nostro ha senso, dal momento che nessuno di noi, in merito ai temi trattati, può produrre enunciati “veri” o “falsi”.
    —-

    Hai una stravagante idea di logica, credo.

    Quanto all’enunciazione di assoluti, quella che emette diagnosi psichiatriche di “problemi esistenziali” e di “psicopatie” sei tu. Io ho solo segnalato errori logici nei discorsi: se fosse una questione di costo, per via delle leggi di mercato nessun uomo sposato andrebbe da una prostituta. Se ci vanno, e’ perche’ mogli e prostitute non forniscono lo stesso servizio mentre scopano, tutto qui.

    Niente di tutto questo e’ un fatto, ma sul piano logico e’ semplicemente coerente. Il problema e’ che basi l’esplorazione del mondo sugli espedienti dialettici di cui sei capace. Poiche’ il mondo non e’ evidentemente dialettico, ti faccio i miei auguri per il futuro e la chiudo qui. Darwin fara’ il resto, se usi l’esplorazione dialettica come strumento conoscitivo.

  35. “Sembra che invece che un incontro, ogni appuntamento stia diventando una specie di verifica incrociata: lei che spia se lui ha intenzioni serie e ci va a letto solo se è ricco e promette di diventare un buon partito, e lui che invece vuole prima vedere se lei viene a letto prima di rivelarle come è veramente e quanto ha in banca…madonnina che tristezza, ora mi ricordo perché è un pezzettino che non accetto appuntamenti, eh.”

    Eh, ma chi è che ha iniziato ‘sta cosa? Quanti ne sento che si lamentano delle mogli? E parlo di semplice affettività, non della luna. E mi fa rabbia ricordare il gruppetto di “che ce ne facciamo degli uomini?” (tutte separate) che però adesso sprizzano acidità da tutti i pori, e rimangono perennemente sole… chi è che ci si mette assieme con queste qui? Prima fanno naufragare i matrimoni (dichiarato apertamente da una di queste), poi “single rampanti”; solo che il mondo è pieno di merda, e non aspetta certo queste qui. E poi dopo una fregatura da donne simili uno non ci va coi piedi di piombo? E guarda che (te lo dico sinceramente) che a farci felici a noi maschietti basta veramente poco…

  36. Sono lieto di vedere che stiamo facendo ulteriori passi avanti verso una completa e gioiosa separazione tra uomini e donne. Da una parte l’entusiasmo incondizionato per l'”universo femminile”, antropologicamente superiore per definizione (io quando sento questa espressione ormai abusata, scusate, metto mano alla pistola: mi sembra il perfetto contraltare ocolinghevole alle scemenze di Buttafuoco sul fatto che “abbiamo soppresso il femminile”, a cui Ida Dominijanni, e io sono d’accordo, rispondeva che non esiste il “maschile” o il “femminile”, ma solo gli uomini e le donne – acciderba, li aveva nominati, gli uomini? Mi sa che ha detto che esistono solo le donne – sono ancora d’accordo o no? Devo rivedermi la registrazione su Youtube) e dall’altra l’equazione “tutte puttane, in fondo”. Da una parte solo arpie che sbavano sul macchinone (o inorridiscono della sua mancanza), dall’altra solo trogloditi che al confronto Quasimodo era Brad Pitt, ma che (disgustorama!) vogliono lo stesso la donna stupenda e dominatrice (“Perché tu sei ‘na modella”, diceva Lorenzo ai bei tempi). Il fatto è che a quanto pare in Italia esiste un’emergenza nazionale in merito (Dyo mio! Addirittura un’emergenza, a sentire Margherita Buy o Fiorella Mannoia – che pure rispetto e stimo, per carità). Mi sembra che su una cosa abbia ragione Uriel: un conto è l’immaginario, la fantasia, un altro è ciò che poi si va a cercare nella realtà. Per dirla con Clarice Starling: Cosa desideriamo? Desideriamo quello che ci vediamo intorno. Invece qui si sta implicando che siccome i nostri esequiatissimi personaggi pubblici vanno a puttane, allora TUTTI gli uomini vogliono le puttane; dall’altra parte, siccome le puttane ci sono e fanno il loro mestiere, allora TUTTE le donne sono puttane. E poi da un lato “la donna in fondo ama essere presa con la forza”, e dall’altro “viva la D’Addario, moralmente superiore all’utilizzatore finale, emblema e simbolo della forza dell’amore, donna coraggiosa e dignitosa”. Sarà. Ma perché non si può dire molto semplicemente a Buttafuoco che è un dannunziano-brancatiano di merda (oltre che filonazista à la Brasillach, cui non valse dire “Ma io sono un intellettuale” di fronte al plotone d’esecuzione) con l’occhietto già ansioso di smutandare la filosofa émigrée (la d’Addario no, è troppo al di sotto di lui) e alla D’Addario che è una puttana, peraltro mossa nel suo “esporsi con coraggio” da biecucci istinti immobiliari? E alla Dominijanni che è lucidissima ma visibilmente sospinta dalla passione per il potere? Alla fine si pongono tutti sul mercato: ne godono i vantaggi quando ci sono, si cucchino anche gli svantaggi quando inevitabilmente arrivano. Un po’ di sano calvinismo non farebbe male. E invece no, ne facciamo una questione di cos’è l'”universo femminile” oggi, e cos’è il “maschietto” oggi. Madonna, la mistificazione.

  37. Il solo leggere il racconto di questa trasmissione fa star male.
    Quel teatrino assurdo, quel telecomando al contrario, non ce l’ho più in casa da ormai quattro anni.
    Sarei presuntuoso se dicessi che sto molto meglio, e sopratutto non sarebbe vero, perchè basta uscire di casa, salire su un autobus, entrare in una scuola o in un ufficio per vederla – la televisione – in tutta la sua violenza. Pasolini più di trent’anni fa ci disse dove saremmo finiti, dove puntualmente siamo.
    Non c’è molto di meglio da fare che scendere dalla giostra, liberarsene fisicamente, e provare con fatica a ri-acquistare un po’ di libertà, quella che tutti presuntuosamente pensiamo invece di conservare.

  38. Davvero molto bello questo post, Galatea. Ho avuto anch’io le stesse sensazioni di disagio guardando la trasmissione. Un vero teatro di personaggi, ognuno chiuso nel suo solipsismo, incapaci di comunicare l’uno con l’altro.

    Quanto ai commenti al post, io delle volte rimango davvero basita.
    O io sono una specie di Biancaneve e vivo a Disneyland, o davvero la gente si costruisce il mondo che vuole vedere.

    Mi spiego meglio: vivo in una città di provincia, conosco davvero tanta gente e tutte queste donne che pensano solo a piazzarsi guardando solo alla posizione sociale e alla macchina dell’uomo di turno, io non le conosco.
    E’ possibile che io conosca solo donne di elevati ideali, piene di sentimento, di nobili intenzioni, di amore e di speranza? Non credo.

    Credo invece di conoscere donne normali, chi gnocca, chi meno, chi proprio bruttina, chi intelligente, chi ignorante, chi in gamba e chi no, ma da quello che vedo, la gran maggioranza cerca un compagno: mediamente fisicamente decente, mediamente intelligente, mediamente abbiente, ma che soprattutto sia in grado di esprimere dei sentimenti che vanno dall’apprezzamento, all’attenzione, all’affetto. (e non nomino neanche l’amore, tanto per tenere basso il tono).

    Se poi preferite pensare che tutte le donne cercano l’uomo ricco, provate a pensare se non sia questo quello che volete credere per non mettervi in discussione.

  39. .
    .
    .

    @->Ilmondodigalatea & Susanna

    Si, certo, i soldi o il successo cambiano le persone. Quanto è diverso il mondo visto con gli occhiali della sicurezza economica, dalla convinzione di essere in controllo (che poi anche questa è una illusione, ma questo è un altro discorso). Ma appunto, è la stessa cosa, dal punto di vista delle delusione generale sul mondo. In fondo all’anima si cerca un amore incondizionato, non dipendente dal fatto di trasparire la sicurezza derivante dall’aver ottenuto risultati. Il fatto a cui bisogna arrendersi è che l’AMORRRE è sempre una caccia di qualità, da entrambe le parti.

    Perciò è importante anche quello che diceva Susanna. Il criterio di scelta maschile è solo un pelo più superficiale. Esiste un vasto gruppo di uomini e donne tagliati fuori dalla felicità in campo amoroso perché semplicemente non sono belli o non hanno caratteristiche caratteriali giuste (magari anche quelle che derivano dal successo o dal denaro). Magari si sposano anche loro, ma spessissimo è un accontentarsi. C’è un bel finale di un film di Silvano Agosti in cui viene mostrato un handicappato accarezzare e tentare di fare l’amore con una bambola, a simbolizzare la solitudine degli esclusi.

    E’ anche il motivo per cui mentre quando ero giovane e cattolico pensavo che il celibato dei religiosi e la morale sessuale della chiesa fossero assurdi, adesso a 40 anni, che non sono più credente, capisco benissimo il concetto di amore asessuato e indipendente dalle qualità dell’altro della religione. Ha senso che i preti non si sposino. L’amore erotico, il rapporto uomo/donna è sempre una forma di mercimonio, un egoistico scambio di qualità.

    Penso che siamo tanto scandalizzati dalla prostituzione proprio perché RIVELA l’essenza dei rapporti amorosi. Essere affascinati dalla bellezza, intelligenza, personalità, sicurezza, sensibilità, o da qualsiasi altra qualità dell’altro non è affatto diverso che essere affascinati dal loro conto in banca. Anzi, spesso il conto in banca è stato raggiunto con più fatica rispetto al fatto di essere stati beneficiati dai geni o dall’ambiente.

  40. @Elena

    “provate a pensare se non sia questo quello che volete credere per non mettervi in discussione.”

    Sempre e solo noi dobbiamo metterci in discussione? Davvero Elena, senza vis polemica e posto che ognuno vive esperienze diverse, prova a guardarti intorno nella tua citta’ di provincia.

    Non sto demonizzando la provincia, ma prova a chiederti cosa sono i ruoli sociali per uomini e donne (qui non si tratta solo di donne), in una citta’ di provincia.

    Al di la’ delle enunciazioni da bar tipo”le donne vanno solo coi ricchi”, sulle quali posso essere in linea di massima d’accordo con te , prova a guardare la tua citta’ di provincia con occhi diversi da quelli della “arcadica comunita’ ” tipo Hobbyville con belle tradizioni e usanze culturali, cosa che peraltro piace molto alla Lega.

    Ripeto, non sto demonizzando la provincia ma quando vedo cittadine trasformate in dormitori o in veri e propri “cimiteri delle idee” come la stracazzo di Pavia mi irrito.

    Non fraintendermi, non ti sto aggredendo e non e’ una questione personale con te.

    Lo so che oggi vanno molto di moda le visioni arcadiche e le virtu’ rurali della provincia, ma io non sopporto questa visione bidimensionale priva di profondita’.

    Tipo la comunita’ ideale della Lega con la brava casalinga lumbard che attende il ritorno a casa del maritino lumbard e tutti insieme mangiano la cena tradizionale lumbard stretti attorno al focolare dei tradizionali valori lumbard.

    Cazzo, roba da America anni 50, quella piccolo borghese e bigotta di Eisenhower e di Edward Mani di Forbice.

    Anzi no, roba da Joseph de Maistre e Santa Alleanza…

    Non demonizziamo la provincia, ma non facciamone una sorta di Arcadia, perche’ non e’ cosi’.

    Guardati intorno un po’ meglio.

  41. @->Marco

    Non: “tutte puttane, in fondo”

    bensì, TUTTI PUTTANI, davvero.

    Gli uomini sono tutti in vendita. Non solo perché vogliamo bellezza, buon carattere, intelligenza, sensibilità o altra qualità dipendente dal patrimonio genetico e dall’ambiente.

    Persino nel caso teoricissimo che si ami qualcuno ESCLUSIVAMENTE per le sue doti morali, perché bisognerebbe stabilire prima la verità o meno della questione metafisica di Schopenauer, cioè che si sia senza dubbio liberi di fare ciò che si vuole, ma non si è liberi di volere quello che si vuole.

    La cosa geniale dell’amore di Cristo, contrapposto a quello umano, è questo non esser condizionati dalla qualità di chi riceve l’amore:

    “Amate i vostri nemici, benedite coloro che vi maledicono, fate del bene a quelli che vi odiano, e pregate per coloro che con disprezzo vi usano, e vi perseguitano, così che possiate essere figli del Padre vostro che è nei cieli, perché egli fa sorgere il suo sole sui malvagi e sui buoni, e manda pioggia sui giusti e sugli ingiusti” (Matteo 5:44-45).

    L’amore divino è pensato (immaginato ?) proprio con questa incondizionatezza. Come il sole che splende indipendentemente su tutto, e la pioggia che bagna ogni cosa a prescindere appunto dalle qualità del ricevente.

    Peccato poi che sia lo stesso amore che sarebbe responsabile di questo mondo di differenze e di esclusioni, e che fa piovere sofferenze e agonia su tutti. Per cui forse è solo una fantasia umana, questo amore.

    In ogni caso superiore all’amore/prostituzione erotico.

  42. Da consulente, quale io sono, visto che avete portato alla ribalta questa massa che tira avanti dignitosamente la propria esistenza e che è definita come “racchia” o “scorfana”, lasciatemi consigliare le derelitte ad affidare le loro possibilità alla sana effettuazione di una ginnastica vaginale.
    Neanche immaginate come questi grandi esteti che scartano una probabile compagna solo per la dimensione di una caviglia poco affusolata poi nel buio di un’alcova apprezzino i servizi della professionista accorta e diventano suoi clienti abituali con reciproca soddisfazione.
    Una racchia e povera può tranquillamente stare sul mercato se solo lo desiderasse.

  43. DEDICATO A SUSANNA.
    Cara Susanna, se ti può essere di conforto ti descrivo il mio rapporto con le femmine: le belle preferibilmente le pago e il rapporto non dura più di 5 giorni (ciò avviene solo nei periodi di vacanza, quindi raramente ) – invece evito rigorosamente le belle che vogliono fidanzarsi o avere rapporti seri con me.
    Mentre le vere storie di amore ed erotiche le vivo preferibilemnte con quelle un po bruttine : e tieni presente che io sono un tipo niente male ed anche piazzato bene economicamente.
    Seguo quello che sosteneva M. Proust : ” lasciate le femmine belle e perfette agli uomini privi di fantasia…”

  44. Leggo tutto, con molta attenzione.
    Penso di far bene a non partecipare al dibattito.
    M’arriverebbero bastonate, ovunque mi girassi.
    Inchino e baciamano.

    Ghino La Ganga

    P.s.:Bella scelta,”La toilette” di Lautrec.

  45. “Essere affascinati dalla bellezza, intelligenza, personalità, sicurezza, sensibilità, o da qualsiasi altra qualità dell’altro non è affatto diverso che essere affascinati dal loro conto in banca. Anzi, spesso il conto in banca è stato raggiunto con più fatica rispetto al fatto di essere stati beneficiati dai geni o dall’ambiente.”

    —————————-

    Ed eccolo qua, dopo tante chiacchiere, il paradigma del nostro tempo: la totale disumanizzazione dei rapporti umani in nome del valore assoluto della “fatica”, del “lavoro”, di quella parte, cioè, che ha preteso la scissione perentoria tra l’etica del lavoro e l’etica tout court, ha comandato la divisione di pubblico e privato, tra tempo e tempo libero, tra serio e faceto.
    Non esiste una guerra dei sessi poichè entrambi i sessi sono sconfitti di fronte alla logica inesorabile della mercificazione.
    Non capisco di che cosa vi scandalizziate: le donne aderiscono ai modelli proposti e gli uomini invece pure.
    L’amore passa, il denaro resta.
    E’ questo che tutti pensano, tutti sanno, chiedete in giro, anzi, aprite le orecchie e gli occhi.
    In questo tipo di fenomenologia del rapporto umano, stabilire chi detenga il bastone dalla parte del manico in un dato momento è relativamente importante, interessante e, soprattutto, momentaneo.

  46. @->Uriel: Anche tu hai una stravagante idea di logica, e soprattutto di coerenza, dato che sei partito dal contestare alcune cose che io non avevo mai asserito (per esempio, scrivendo un post relativo ai giovani rampolli ricchi) e poi cambiando allegramente, di volta in volta, le carte in tavola non appena ti facevo notare che gli argomenti da te portati a sostegno esclusivo della tua tesi in realtà non sostenevano nulla, dato che erano usabilissimi per sostenere l’esatto opposto.
    Sei passato dal sostenere una visione generale a dirmi che invece volevi solo raccontare una esperienza personale, dal chiedere un confronto dialettico al negare che esso possa avere un valore, dal commentare sul blog mio salvo poi dire che tanto non vale la pena parlare e confrontarsi… ok, d’accordo.Contento te, per me non ci sono problemi.

  47. @->Elena: Mah, vedi Elena, il fatto è che anche io mi ritrovo nella tua stessa situazione: una cittadina di provincia e un giro di amicizie e di frequentazioni non vastissimo, magari, ma neppure risicato. E la stessa impressione: esistono, certo, donne che mirano solo a sistemarsi, ma non mi sono mai accorta che siano la maggioranza: quelle che frequento io, che hanno sposato la maggior parte dei miei amici, che incontro sono, appunto, persone “normali”, non arpie e non puttane. Nella stragrande maggioranza dei casi frequento delle “brave persone”, sia maschi che femmine. Che non sono dei piccoli borghesi chiusi e ipocriti come quelli del mondo di Edward Mani di Forbice, sono semplicemente delle persone normali che hanno vite normali, tranquille, e che sono anche passabilmente soddisfatti di averle così(chi più chi meno, e sempre a seconda dei momenti, ma con la consapevolezza che la vita è anche un po’ così). Per cui non riesco davvero a riconoscermi in questa fotografia di società in cui tutte le donne sono solo delle puttane, travestite o meno. E continuo anche a pensare che questo tipo di generalizzazioni siano in gran parte inutil: ci sono queste e quelle, ma partire dall’idea che tutte le donne in quanto donne siano sempre in un solo modo (così come che tutti gli uomini siano solo in un determinato modo) è come dire che tutte le auto sono tutte solo di un determinato modello,, mentre ci sono le 500 e le Ferrari, che non sono la stessa cosa.
    Forse parte del problema sta nel fatto che alcuni uomini vorrebbero sì una Ferrari, ma si incazzano se non consuma poi come un 500. Ecco, questo è un problema insolubile, temo.

  48. @->Marco Mi: Non saprei chi l’ha iniziata ‘sta cosa, dato che io ai tempi del “femminismo” che citi tu stavo in culla. Io mi ci ritrovo in mezzo e non so perchè. Più che ad indagare chi l’ha iniziata, che mi pare esercizio piuttosto futile, sarei semmai interessata a come finirla. Forse tu ad andare a ricercare invece i presunti inizi ti diverti di più.

  49. Un saluto alla titolare del blog, che seguo sporadicamente…
    Da cittadino (recente) della provincia, devo dire che invidio molto sia Galatea che Elena, in sette anni che mi ritrovo “esule” in questa landa, pur essendo un animale “sociale” e “socievole”, nulla ho riscontrato delle loro descrizioni.
    Sono un precario (per scelta personale) che si impegna e si impiega in molti campi lavorativi e già questa mia “insicurezza” lavorativa è fonte di un’essere scartato aprioristicamente. Ho avuto degli ottimi rapporti affettivi e amori fantastici, ma guarda caso con altre “esuli” che si son ritrovate anche loro nel mio stesso paese. E no, mi spiace, ma la cultura, l’affabilità, la generosità, l’allegria etc. non sono mai prese in considerazione dalle mie corteggiate, tutto ciò che le interessa e cosa fai e come ti proponi, l’immagine che fornisci.
    Bisognerebbe aprire un lungo dibattito\discussione su quanto l’immagine e lo “sfoggio” sia “essenziale” negli approcci interpersonali.
    P.S. sì sono un vecchio punk, ma non ho la cresta e non mi vesto come 20anni fà, a parte i tatuaggi ben visibili in estate mi vesto e mi pongo in maniera molto “comune”, leggermente fuori dalle righe.
    Grazie.
    Buone cose a tutt*

  50. @Galatea

    “Che non sono dei piccoli borghesi chiusi e ipocriti come quelli del mondo di Edward Mani di Forbice”

    Scusa, ma anche tu generalizzi: io ho detto in maniera molto chiara, ripetendo per ben tre volte che non era mia intenzione demonizzare la “vita di provincia”, ma che esiste un “lato oscuro” della provincia che non si puo’ ignorare, al di la’, e lo ripeto per la quarta volta, delle generalizzazioni da bar sulle donne che frequentano solo uomini danarosi.

    E’ il lato oscuro descritto da Mastronardi ne ” Il maestro di Vigevano” tanto per fare un esempio.

    Vogliamo ignorarlo e illuderci che i borghesi ipocriti li frequentino solo “gli altri”?

    O che la provincia sia esclusivamente una meravigliosa Arcadia dove mi alzo al mattino e la gente che incontro per strada mi saluta sorridendo come in un film di Frank Capra con: ” Buongiorno Yossarian”, “Oh buongiorno postino, le auguro una magnifica giornata”, “Buongiorno Yossarian”, “Buongiorno a lei lattaio, la vita e’ meravigliosa nevvero?”

    Che la vita di provincia sia “scandita dai ritmi immutabili delle piccole azioni quotidiane di gente comune e perbene che lavora”?

    Cioe’, la provincia e’ solo questo?

    Gli Hobbit? La Contea?

    Ma poveri Maupassant, Gogol o Bernanos. Perche’ diamine si son dati la pena di descrivere le miserie e le angherie subite da tristi travet o curati di campagna, se la provincia altro non e’ che un meraviglioso plastico da trenino elettrico con tanto di “Beppe il ferroviere”…

    Io ne conosco diversi di borghesi chiusi e ipocriti nella mia citta’ di provincia e ti assicuro che non li trovi in uffici grigi e bui, sepolti da scartoffie e documenti, o nelle Camere di Commercio, intenti a contare quattrini.

    Li ho trovati invece fra quella gente che dovrebbe essere la meno suscettibile al genere di fascinazioni piccolo borghesi e materiali che vengono generalmente additate al pubblico ludibrio, e che invece e’ tanto ipocrita quanto quelli che passano il tempo a contare quattrini.

    Be’ certo, si potra’ obiettare che frequento la gente sbagliata, ma del resto tutti sono convinti che siano gli altri a frequentare la gente sbagliata e alla fine la “gente sbagliata” cessa di esistere, perche’ evidentemente non la frequenta nessuno…

    Tranne il sottoscritto, me ne rendo conto.

  51. @->Yossarian: Non stavo generalizzando, tanto è vero che ho premesso che stavo parlando della mia cerchia di conoscenze e di frequentazioni. C’è una bella differenza fra “generalizzare” cioè dire che una cosa è in un determinato modo e in tutto il mondo capita così e far notare che ci sono diversi aspetti di una situazione di cui bisogna tener conto. Che la vita di provincia sia anche quella che dici tu sono pronta a sottoscriverlo (sennò, per altro, metà dei miei racconti di “Alla periferia dell’impero” di che diavolo parlerebbero?) ma che si dica che è solo questo e che anche i provincia, come in una grande città, non ci si possa ritagliare una nicchia di persone decenti da frequentare e con cui ci si trova bene mi sembra insostenibile. Sarebbe una generalizzazione, no? ;-)

  52. una trasmissione televisiva non è un luogo “vero”, anche se si conversa, è pur sempre uno spettacolo, coi suoi ritmi, con le persone che lì sanno d’esser visti dai propri lettori o ammiratori o comunque seguaci, per cui non possono deflettere molto dalle loro idee “pubbliche”

    i dubbi, le ironie, i cambiamenti d’idea sono nell’ambito privato, nel colloqui fra amici, non davanti alla telecamera

    quindi, è tutto “falso” come dialogare, anche se è vero come televisione

    per la prostituzione, motlo ci sarebbe da ragionare, come anche del rapporto fra denaro, fra crematistica e affiliazione sessuale, ma taglio qui, che i post lunghi tanto non li legge nessuno, giustamente

  53. “Forse parte del problema sta nel fatto che alcuni uomini vorrebbero sì una Ferrari, ma si incazzano se non consuma poi come un 500. Ecco, questo è un problema insolubile, temo.
    Suggerisco che questa splendida similitudine possa ragionevolmente ritenersi conclusiva di tutto il discorso.

  54. @->Lector

    1) Alché si conferma che è proprio un problema di soldi;
    2) Il problema vero è che molte 500 si credono delle Ferrari…
    :-)

    FINE

  55. @->Marco MI: E molti uomini che si credono piloti di Ferrari, mentre a stento potrebbero portare un triciclo, neh.

  56. Nitido post. Ho visto un pezzo della trasmissione e la D’Addario nel mezzo a darmi una sensazione di fragilità e delicatezza. Non penso sia in grado di affrontare consapevolmente tanti soloni tutti insieme in un conteesto siffatto. Anche perchè non ha rivendicato il rispetto e la considerazione che sono dovuti a lei come a tutti.
    luigi gobettiano

  57. @Yossarian:

    “Sempre e solo noi dobbiamo metterci in discussione? ”

    che significa? “noi” chi saremmo? hai la coda di paglia?
    quando dico ” provate a pensare se non sia questo quello che volete credere per non mettervi in discussione”, parlo delle persone
    che hanno commentato in questo blog dicendo che le donne pensano solo ai soldi. Non parlo degli uomini in generale, non è mia abitudine schematizzare e non ho mai messo da una parte gli uomini e dall’altra le donne.
    Il mio commento era riferito a chi è convinto nel suo profondo, (probabilmente, butto là una diagnosi, per suoi grossi problemi di autostima o perché gli hanno sempre insegnato così, e non è facile andare oltre i pregiudizi), di dover pagare per “stare” (anche nel senso di uscire, o stare in compagnia) con una donna e magari non ha mai pensato che le cose possano andare in modo diverso.

    Quanto alla provincia. My God, proprio non ci siamo. Mi attribuisci pensieri che per la mia testa proprio non hanno mai girato. Anzi è proprio incredibile cosa succede quando si proiettano i propri pensieri sugli altri.
    Quando ho specificato che vivo in provincia, l’ho fatto solo per dire che vivo in un posto dove dovrebbe essere più facile trovare persone che tendono a cercare il buon partito per accasarsi e farsi una posizione con un buon matrimonio, secondo gli schemi di una volta, mentre invece la mia sensazione guardandomi intorno, è che le cose funzionino diversamente, e che siano più i sentimenti e le attrazioni reciproche a far nascere le coppie.

    Che poi tu abbia voluto vedere nella mia affermazione un elogio della vita in provincia, dell’arcadica comunità, addirittura attribuendomi un’adesione ai valori rural-tradizional-di riscopert-dell-propr-radic leghist, mi da’ davvero da pensare. Hai scelto davvero la persona sbagliata.
    Se c’è una lontana mille miglia da queste idiozie leghiste e soprattutto dalla vita di provincia sono proprio io.
    Guardati intorno un po’ meglio tu. Cercando soprattutto di non attribuire i tuoi pensieri agli altri.

  58. @oldpunk: non c’è niente da invidiare. Non ho detto che vivo “felicemente” in provincia. Ho solo detto che conosco tante persone. Le conosco perché vivo qui da una vita, ci sono andata a scuola, ci lavoro.
    Sarebbe preoccupante se dopo una vita non conoscessi tanta gente, ma non significa neanche che io abbia decine di amicizie, né che la provincia sia l’idillio. Frequento pochissime persone e so bene quanto sia difficile conoscerne di nuove, soprattutto se non si ha un lavoro fisso, che consenta di frequentare dei colleghi, soprattutto arrivando da un’altra città.
    Credo comunque che anche vivendo in grandi città la situazione non sia diversa. Ho amici di Roma, di Torino, di Milano, e anche di città straniere che lamentano la stessa situazione: alla fine anche chi vive a Piazza di Spagna finisce per frequentare sempre le stesse persone, gira per lo stesso quartiere, fa le stesse cose ogni giorno e fa fatica a conoscere persone nuove.
    Secondo me il vero problema è che ci piace lamentarci e dare la causa delle nostre difficoltà all’ambiente, alle persone, alla provincia che è piccola, alla città che è grande, al lavoro che è precario o che è sempre quello, ma mai a noi stessi. :)

  59. “E molti uomini che si credono piloti di Ferrari, mentre a stento potrebbero portare un triciclo”
    E dopo questa, calò il silenzio… :-)

  60. @–>Marco MI
    Guarda che moltissime donne proprio s’innamorano di personaggi che, magari ai tuoi occhi, non valgono nulla, ma ai loro sono dei “vincenti”. La chiamerei “sindrome da maschio alfa”. Pertanto, quello che per te è solo un mercimonio, in realtà è vera e propria attrazione nei confronti di chi si trovi in una posizione dominante all’interno del branco. Accade spesso anche tra le giovani alunne, nei confronti del proprio insegnate; dell’impiegata, verso il capoufficio; dell’attrice, nei confronti del regista (Carlo Ponti e Sofia Loren, ti sembrano una coppia ben assortita?) E’ l’etologia, bellezza! Possiamo recriminare fino a sfiatarci per deprecare una società che, al di là di tanti bei discorsi moralistici, utilizza il danaro come sola unità di misura di tutti i propri valori, ma non sperare di sovvertire seduta stante l’istinto della specie. Ho visto gente (uomini) letteralmente trasformarsi da brutto anatroccolo in cigno, grazie alla potenza degli zeri sul proprio estratto conto. Molti di questi, la prima cosa che hanno fatto, una volta raggiunto il successo, è stata però quella di scaricare la vecchia moglie (non troppo piacente), che aveva sofferto al loro fianco negli anni duri, per procurarsi una novella compagna, più idonea al loro nuovo posto nella società. Senza particolari rimpianti. Ti lascio le conclusioni.

  61. Lector mi deludi. Quella è infatuazione, e non c’entra con la ricerca a mente fredda di un compagno, CHE DEVE RISPONDERE A REQUISITI BEN PRECISI.

    Se devo parlare di compagne che condividono i tempi duri, dubito che (a meno che uno non sia uno stronzo*) se una moglie ha realmente condiviso quei tempi , un marito la scarica. Al limite si fa l’amante (o va a puttane, o visto che va di moda a trans). Però spesso la moglie non fa altro che recriminare sul livello della sua vita (e quanto lei sia superiore e meriti di più, nonostante magari sia casalinga o cassiera**). Quello che noto è che la maggior parte delle donne si comporta un po’ come certa sinistra che si ritiene superiore così, di default.

    * non che non ci siano, eh;
    ** nulla di personale contro le casalinghe e le commesse CHE NON ROMPONO I COGLIONI AI MARITI.

  62. “Quello che noto è che la maggior parte delle donne si comporta un po’ come certa sinistra che si ritiene superiore così, di default.”

    Una così ti garantisco che appena puoi la molli, tanto per vedere quanto è ancora superiore da sola, quanta gente c’è che fa la fila per starci assieme, e “dovresti baciare per terra dove cammino”. Certo. Non vedevo l’ora. Però se queste cazzate me le dicevi PRIMA di sposarci magari ci facevo un pensierino.

  63. @–Marco MI
    “Lector mi deludi”
    Mi spiace deluderti, ma ciascuno di noi si forma una propria “weltanschauung” in base alle proprie esperienze dirette o mediate; non pretendo che le mie abbiano valore universale, ma solo meramente statistico, da convogliarsi con quelle altrui per giungere infine a una ragionevole probabilità d’esattezza, data dalla vastità del campione.
    “la ricerca a mente fredda di un compagno”
    Nella loro stragrande generalità, le donne non ricercano un compagno “a mente fredda” o, rectius, non hanno la coscienza di farlo. Anche a proposito di “infatuazione”, mi pare che tu attribuisca alle donne categorie di pensiero maschili. Questo errore, comune a moltissimi uomini, produce solo una serie interminabile d’incazzature e del nocivo mal di fegato.
    Poiché il mio fegato soffre di steatosi e m’è stata inoltre recentemente riscontrata un’epatite, contratta in gioventù a seguito di frequentazioni poco raccomandabili a degli aspiranti puritani, ma per fortuna oramai guarita, ho da tempo rinunciato a collocare l’immaginario femminile tra gli oggetti delle mie speculazioni. ;-)

  64. @->Marco MI: Mi sembra che tu, caro Marco, stai scambiando questo post come un sfogatoio per problemi personali. Caro Marco, tutti noi abbiamo il nostro vissuto: ma generalizzare come fai tu mi sembra operazione del tutto inutile. Tutte le donne sono stronze, tutte ti trattano male, tutte non meritano quello che gli uomini danno loro, e le mogli che non rompono i coglioni sono quelle che gli restano accanto nei momenti bui, non si lamentano mai e considerano un alto onore che un uomo si limiti a “farsi l’amante o andare a puttane”… Dio mio, se questa è la tua concezione di vita di coppia, non mi stupisce che poi le donne, con te, si comportino come stronze davvero. Secondo me, da donna, te lo meriti.

  65. Galatea: ->E’ nato prima l’uovo o la gallina? E’ stronzo l’uomo che va a puttane perché la moglie non la da, o è stronza la donna che non la da e costringe l’uomo ad andare a puttane? E tu dirai, “ma magari la donna non la da perché l’uomo è stronzo”. Siccome è un loop senza fine, direi di smetterla qui. Comunque ti accontento: siamo tutti stronzi e fate bene a non darcela. Non siamo abbastanza carini, educati, servizievoli e ben vestiti. Non abbiamo un lavoro sicuro e ben pagato, e non vi diamo abbastanza regali perché ci concediate le vostre grazie. Siete preziose, talmente preziose che ancora non abbiamo capito che non dobbiamo nemmeno ambire a voi. Come osiamo, noi dal calzino corto, noi con l’utilitaria, noi dalla giacca sgualcita. Voi esseri perfetti meritate ben altro.

    Lector: -> sei proprio un ingenuo. Può essere che qualche donna si innamori senza usare la calcolatrice, ma stai tranquillo che l’amore passa, la donna resta. :-)

  66. Comunque scusate il post del 14/12, effettivamente ho qualche problema personale. Ultimamente poi me ne sono capitate un paio “da antologia” (una è quella della golf… un’altra mi ha fatto il bidone, e non mi ha nemmeno avvisato… possibile che le becco tutte io? Non è che ci fate una bella figura…eh. Poi dite che uno diventa stronzo…)

  67. @—>Marco MI
    “noi dal calzino corto, noi con l’utilitaria, noi dalla giacca sgualcita”
    Parla per te. Io non porto calzini corti, non giro in utilitaria e le giacche di solito le faccio fare in sartoria …. :-D :-D :-D :-D :-D :-D

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