Mettiamoci una croce su

I Leghisti voglion mettere una croce sulla bandiera.

Si son fatti più civili: un tempo la bandiera invitavano semplicemente a buttarla nel cesso.

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20 pensieri su “Mettiamoci una croce su

  1. Anche la croce, se non ricordo male. Poi, mentre stava imprecando a gran voce contro il papa, al Senatur gli è venuto un coccolone che per poco non ci restava secco e lì s’è ricordato immediatamente di Blaise Pascal e della sua opportunistica scommessa …. 😀

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  2. Bossi diceva che la bandiera serviva a nettar il culo. Forse vogliono che il cristianesimo gli entri dentro. Usando il crocifisso come termometro anale?

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  3. Si potrebbe anche dire che con la croce non potranno più pulircisi il culo: la croce duole, più di qualsiasi sax tenore.
    Vede, Galatea, io sono d’accordo con Lei, sulla battuta e nel merito (ho appena finito di postare di là). Tuttavia ci vorrebbe almeno da parte dei suoi lettori una qualche analisi politica in più: analisi consapevole del fatto che non si sta scegliendo tra nettare e ambrosia. Bisognerebbe chiedersi, ogni tanto, come si è giunti a tutto questo.
    Non credo che il sig. Train abbia una risposta. Io una mezza risposta credo di averla.

    p.s.
    sig. giudappeso: se fosse celtica, la croce, non ne avrebbero neppure parlato. Non posso e non devo più offendere nessuno, qui sopra; ma la battuta rivela inconsapevolezza assoluta di quello che sta succedendo.

    Sig.na Galatea, non ho tempo ora di seguire il Suo suggerimento; lo farò più tardi, o domani. Grazie comunque.

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  4. @->red.cac.: Interrogarsi sul come si è arrivati ad un certo punto è sempre bene, sono d’accordo. Però, ogni tanto, credo che questo continuo interrogarsi su come si è giunti ad un certo punto sia anche uno dei limiti di noi Italiani: ci perdiamo a controllare a chi, esattamente, bisogna attribuire la colpa di questa o di quella situazione, e poi a discettare su chi non ha fatto ciò che doveva per evitare che tale situazione si creasse; poi a scambiarci reciproche accuse sul fatto che siccome il “chi” presunto responsabile faceva parte del nostro partito lo abbiamo coperto, e invece abbiamo denunciato quello del partito avversario, che faceva uguale, ma non certo peggio…come se, mi scusi la volgarità, quando ci si ritrova affogati nella merda il punto fondamentale fosse unicamente capire da che culo quella è uscita. E intanto sempre nella merda stiamo.

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  5. @Galatea

    Condivido todos.

    “E intanto sempre nella merda stiamo.”

    Mi viene in mente, non so se te la ricordi, la vignetta di Sturmtruppen col soldato immerso in una pozza di merda fino al collo che grida “non fate l’onda, non fate l’onda”.

    Ciao

    🙂

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  6. Ciao Galatea.
    come avrai notato ti ho letto/risposto in diversi blog…
    Siccome , da inbranato, non so farmene uno, mi puoi trovare su:
    http://deicida.splinder.com/

    Magari potresti linkarlo come hanno fatto librescamente, livello d’osservazione ed Il rasoio di okham…
    Ciao e di nuovo complimenti!

    Ti ho scritto anche molto tempo fa con un altro nick… che mi è stato rubato !

    Ciao

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  7. Sarei d’accordo, sig.na Galatea, (e talvolta lo sono, ma non mi pare il caso di insistere su questo) se non fosse vero che, essendo di Lei un bel po’ più avanti negli anni, ricordo bene quando la merda pseudoliberale faceva guadagnar voti a palate alla merda leghista; quando il sig. D’Alema andò a proclamarla costola della sinistra, e i Buttiglioni, che tanto strepitano per i migranti oggi, si alleavano con chi a giorni alterni se ne usciva in battute razziste sui meridionali senza che ci fosse una sia pur vaga analogia tra il problema dei migranti, oggi cos¡ cari a chierici rossi e neri, e i “meridionali” che, al nord da più di 30 anni, ne costituivano parte fondamentale della sua forza lavoro.
    Vedendo che la lega progrediva, i pseudoliberali le rovescivano addosso anatemi: oggi, non paghi della lezione, continuano a scavare un fossato di cui ci si pentirà, dopo averle lasciato l’esclusiva sul voto popolare (e anche plebeo) che non sia controllato da circoli arci o parrocchie; proprio i leghisti, insieme a mai dimenticate puttanate, tipo questa della croce, possono permettersi di sostenere le cose più popolari e meno insensate anche se meno gradite all’establishment.
    Ora, o si decide che i problemi posti dalla lega non esistono (e si fa come nel 1987) continuando a gridare alla bestemmia con totale sprezzo dei sondaggi, che in democrazia contano, o si decide che cosa fare per evitare che la gestione di problemi reali finisca in mano a persone che vengono dalle storie che sappiamo, ma si stanno rivelando più avveduti degli altri.
    Vede, quando ai tempi del patto referendario qualcuno diceva basta cazzate, ci vuol quello federalista-antileghista, gli venivano rivolte le accuse più cervellotiche e lo si poneva di fronte a una ringhiosa ostilità. A dire il vero molti, nel vecchio PCI, avevano capito la solfa, ma venivano fatti fuori giorno dopo giorno da quelli che pensavano a togliersi le pezze dal culo, come diceva Travaglio.
    Oggi, quando la secessione di fatto è già avvenuta (ricordiamoci sempre che si batte moneta fuori d’Italia), tutti inneggiano al federalismo. E se, dopo aver costatato che francesi e spagnoli i romeni li hanno tenuti fuori due anni, uno fa presente che si poteva fare qualcosa di analogo, sente rizzarsi Rosy Bindi da tutte le parti. Allora comincia a chiederselo da solo, perché loro no e noi sì. Le risposte sono inquietanti, e fanno tutte capo ad interessi che con quelli del “popolo”, di cui mi onoro di far parte, non hanno nulla a che vedere. Mica dobbiamo dimenticare le ampolle e il dio po e altre cose del genere; ma neppure che l’unità d’Italia è del 1870 e che si trattò di una guerra di conquista. Del resto, Cacciari si sveglia oggi con Cattaneo, mentre Bobbio buonanima, che lo studiò fino agli anni ’70, fu invitato a lasciarlo dormire; ed è grave, dopo più di 20 anni, continuare a guardare la realtà come se certi problemi se li fosse inventati la lega.
    Ecco, si tratta solo di questo. Poi noi non si può far altro che ricordare che il voto di ognuno è solo un segnale, e sempre più amministrativo, fingendo pure che la classe politica ne conosca le motivazioni… altrimenti tanto vale astenersi, come molti spesso facciamo.
    Tutto alla fin fine è lecito: ma dedicarsi alle scomuniche, o litaniare di valori (che se sono tali – Lei non ha bisogno di chiarimenti etimologici – non hanno bisogno del sostegno di nessuno) invece di individuare i punti nodali del disgregarsi quotidiano della nostra vita civile è quanto meno imprudente. A cominciare, e mi duole tornarci, da un apparato pubblico che fa talmente schifo che un Brunetta qualsiasi si monta la testa per aver assecondato le voglie di tanti (ma proprio tanti) italiani. Anche questo, è un dato reale, inutile girarci attorno.

    p.s.
    Mi si scusi la lunghezza. Ovviamente, non sono mai stato iscritto a nessun partito, e mi stanno sulle palle tanto i chierici rossi quanto quelli neri.

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  8. Letto il suo commento, credo che dovrò prendere lezioni dal sig. Gians. Credo anche che mi si riconoscerà il diritto di comunicarglielo.

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  9. @->red.cac. : Il commento è lunghissimo, quindi anche la risposta sarà lunga.
    1.Tanto per chiarire una cosa fin dall’inizio: a me non pare oggi e non è mai parso in passato che i problemi sollevati dalla Lega siano “immaginari”, anzi. I Leghisti, che sono credo a tutt’oggi l’unico partito rimasto saldamente attaccato al territorio e in un certo senso autenticamente “popolare” mentre gli altri mi paiono esperimenti da laboratorio, fin dalla nascita del loro movimento hanno messo il dito su alcune questioni irrisolte e fondamentali: l’Italia va a due velocità, c’è sempre stato un divario incolmato – non incolmabile, incolmato perché si è sempre scelto politiche sbagliate per lo sviluppo – fra Nord e Sud; inoltre siamo arrivati allo sviluppo economico senza alcuna pianificazione, il che ha comportato anche nei territori “ricchi” guai: non c’è una burocrazia efficiente, e l’immigrazione, per cui non si è prevista una reale politica, è diventata in taluni distretti “ingestibile”.
    2. Purtroppo, e su questo converrà anche lei, proprio perché “popolare” e nato dal basso, la Lega ha fornito fin dall’inizio per dei problemi reali delle soluzioni che però sono per larga parte impraticabili e troppo semplicistiche. Siamo ormai una società industriale complessa inserita in un contesto di economia avanzata. Pensare che per risolvere i problemi dell’immigrazione basti tuonare un “mandiamoli tutti a casa” o “spariamo loro come ai conigli” fa guadagnare voti, ma significa solo dire delle solenni cazzate: è come pensare di risolvere il problema della sottomissione delle donne islamiche andando al ramadan a strappare loro il velo di dosso: la Lega ha spesso il complesso della Santanché.
    3. La Lega su questo secondo me si sta “incartando”:lasciamo perdere il fastidio che certe affermazioni apertamente razziste – in taluni casi direi proprio naziste – fatte dai suoi esponenti, in primis Bossi e poi il sempre amato Calderoli. Anche solo come boutade fanno rivoltare lo stomaco (e non perché uno è una “merda pseudoliberale” o un rappresentante della “sinistra al caviale” o delle parrocchie: solo perché è un cittadino che crede nei valori minimi di una democrazia), ormai in questo paese siamo abituati a tutto.E’ che proprio al Governo riescono poi a far pochino di concreto: strepitano per le ronde, cazzeggiano sul crocifisso e sul dialetto a scuola, ma danno poi l’impressione di farsi fregare dai più scafati sulle questioni fondamentali: Sanità, Istruzione, Economia, persino sul tanto sbandierato federalismo. Mi sembrano dispersi in guerra, ma forse mi sono distratta.
    Quanto al resto, red. cac. sarebbe da discuterne con più calma e ora, per motivi lavorativi, non ho il tempo materiale di farlo. Conto di tornarci su più tardi, ora devo andare a produrre.

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  10. D’accordo su 1 e 2 (anche quanto al 2, mi sembrava di averlo detto) non, a parte alcuni dettagli su 3. Io credo che la lega voglia fregare voti a Berlusconi e ancora qualcuno alla sinistra per arrivare alla gestione separata di quella che loro chiamano Padania (tra l’altro, io non c’entro, non so se per fortuna o purtroppo). Del fatto che abbiano le ricette giuste, dubito: del fatto che tutti gli altri, fino ad oggi hanno solo tentato di esorcizzare questi problemi sono invece sicuro.
    Ancora un’annotazione: se le élites non provvedono per tempo e con serietà, le soluzioni dal basso diventano le uniche praticabili, per amore o per forza. Anche la ricetta fascista era semplicistica, ma quella è stata applicata. Per non parlare del nazismo in Germania… e sperando che non si voglia dire che tutte le responsabilità del successo dei due movimenti siano di Mussolini, Hitler e quattro fessi.
    (cioè: se si vuol dire che i fessi erano quattro, concordo pure, purché si stia parlando delle élites – in quel caso internazionali – che avrebbero dovuto pensarci diversamente).
    Dimenticavo: forse Lei trascura il cenno al federalismo antileghista.

    Mi scuso in anticipo per altri eventuali ingorghi, ma ho provato anche quanto Lei mi ha suggerito.

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