Moralisti senza titolo

biglietto bus

Ho sempre pensato che il massimo regalo che può fare un uomo politico al suo paese sia quello di non lasciarsi eredi alle spalle: i delfini sono in genere delle mezze calzette, i figli, quasi sempre, lasciamo stare. La mia idea è stata confermata, stamane, nel leggere la lettera di solidarietà a Vittorio Feltri scritta da Stefania Craxi. Solidarietà è dir poco, e lettera pure: si tratta, nelle intenzioni della scrivente, di un vero e proprio panegirico della figlia di Bettino al Direttore del Giornale, eroico cronista che è riuscito a smascherare Dino Boffo, costringendolo a dare le dimissioni da Avvenire. La cacciata del Boffo è salutata dalla Craxi come un vero e proprio trionfo, e tanto entusiasmo vien giustificato con una serie di ragionamenti serrati, che sono da analizzare per la loro stringente razionalità, perché vien da chiedersi se, una volta sviscerati nelle loro implicazioni logiche sottese, il buon Feltri non farebbe meglio a incazzarsi come una biscia, dato che se gli amici che lo difendono lo fanno con tali argomenti, i nemici sono tutti da rivalutare.

La Stefania comincia dunque a tesser le lodi di monsù Vittorio spiegando che:

Se il Dott. Boffo non si fosse impancato a fustigatore dei cattivi costumi, non avrei approvato l’intrusione nella sua vita privata, anche se responsabile di atti penalmente rilevanti. Ma il Dott. Boffo ha voluto ergersi a moralizzatore senza averne i titoli e Lei ha fatto benissimo a smascherare tanta ipocrisia.

Apprendiamo dunque che per la Stefania medesima, il compito di un bravo giornalista, come è il Feltri secondo il suo parere, non è quello di cercare la notizia per dare informazioni al lettore, ma di cercarla per punire chi non si attiene agli ordini di scuderia: se infatti il Boffo non si fosse azzardato a romper l’anima a Berlusconi, la Craxi non avrebbe mica approvato che si venisse a sapere della sua condanna, no, anzi, quasi quasi, par di capire, le avrebbe dato persino un certo fastidio; ma dato che il Boffo s’è arrischiato a bofonchiare un rimbotto, bene ha fatto Feltri a squadernare i dossier ed impallinarlo. Il grande giornalista, secondo la Craxi, in breve, ha la stessa funzione del picciotto picchiatore di periferia: se stai buono e accetti la protezione del suo Boss, ti lascia in pace, ma se tenti di ribellarti ti telefona a casa per informati che sa bene a che ora tua figlia esce da scuola, e sappiti regolare tu.

Ma la Stefania continua:

Per far capire che i vescovi seguivano la vicenda, e non apparivano, bastavano poche righe o il silenzio.

E qui, ammetterete, le nuove prospettive che s’aprono per la professione di cronista sono immense: per essere un ottimo giornalista, infatti, scrivere non è necessario, anzi è proprio meglio non farlo affatto. Il bravo giornalista, per la Craxi, è come l’Apollo di Delfo, che non dice ma tace, al massimo accenna. Starà al lettore divinare in base agli omissis le posizioni in campo e le opinioni dei protagonisti, e immaginarsi il possibile evolversi degli scenari. Ma volete mettere quanto più divertente sarà così la lettura dei quotidiani? Invece di una noiosa esposizione di punti di vista diverrà una specie di gioco di società, una caccia al tesoro, un quesito della Susy: fra gli innumerevoli tentativi di imitazione che la Settimana Enigmistica conta ci saranno anche le principali testate giornalistiche nazionali.

Boffo, invece, oltre che non dedicarsi alla diffusione del sudoku, sulla faccende private di Silvio s’è intestardito. Ed è andato ancor più oltre:

L’atteggiamento di Avvenire è andato avanti sullo stesso tono di critica al premier e al governo fino all’incredibile, penoso, diffamatorio paragone fra la tragedia della scialuppa con gli eritrei spersa nel Mediterraneo e la Shoah, lo sterminio degli ebrei nella Germania nazista.

Meno male che Feltri ha smascherato i moralisti dei miei stivali (così li avrebbe definiti mio padre) che sempre hanno dato lezioni di morale e buon costume senza averne alcun titolo chiosa infine la Stefania, con tono da Prima Figlia mai dimessa di carica, anche se provvisoriamente sottosegrario agli Esteri. La quale sottosegretario però non spiega, nella foga di gridare urrà, per quale motivo Boffo, seppur supposto noto omosessuale insidiatore di mariti cattolici, non avrebbe però titolo per protestare contro i respingimenti dei clandestini da parte del Governo, o indignarsene. Che lo si possa sputtanare come ipocrita per aver difeso la famiglia dopo aver forse tentato di rovinarne una passi, ma ha per caso anche randellato un senegalese sotto casa dopo aver protestato per i migranti respinti in Libia? Il sepolcro imbiancato ha forse affogato un marocchino nel bidet?

Per la Craxi deve essere considerato dunque un moralista privo di titolo per contestare qualsiasi cosa, d’ora in poi, chiunque abbia commesso un qualsiasi peccato, di qualsiasi tipo, in qualsiasi momento, e di qualsiasi entità il peccato sia?

Ora, vabbe’ che è precetto evangelico dire che solo chi è senza peccato può scagliare la prima pietra, ma anche fra i peccati, e soprattutto fra i reati, poi, c’è pur sempre una graduatoria. Sarebbe come a dire che io non posso permettermi di dire che Totò Riina è un pericoloso boss mafioso e lo considero un assassino, senza che la Craxi mi accusi di essere una moralista senza titolo, perché una volta, una volta sola, nel 1992, mi sono dimenticata di timbrare il biglietto del bus.

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20 pensieri su “Moralisti senza titolo

  1. Se Boffo fosse gay, non poteva dirigere un giornale cattolico. Se Boffo ha subito una condanna per molestie, non poteva dirigere un giornale cattolico. Se Boffo fosse stato un cattolico non avrebbe dovuto permettersi di criticare Berlusconi sul piano morale, perchè il Vangelo dice: chi è senza peccato scagli la prima pietra. Io da cattolica ringrazio Feltri di averci liberato da un cancro! P.s. E ringrazio il Vaticano di aver fatto arrivare sul tavolo di Feltri la famigerata velina, perchè così sono andate le cose!

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  2. > i delfini sono in genere delle mezze calzette
    Per non parlare delle trote! L’associazione d’idee mi è venuta pensando a certi incarichi a 12mila euri all’Expo 2015 assegnata ai… pesciolini in questione con buona pace della meritocrazia.
    Per il resto hai detto tutto.
    Non resta che aspettare l’orda dei papiminkia genuinamente indignati per il ficcanasaggio nel Sacro Lettone… Complimenti, as usual.

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  3. @->Daniela: Oddio, Daniela, forse in fatto di dottrina morale cattolica non hai proprio le idee molto chiare: non vi è in realtà alcuna incompatibilità fra l’essere gay e l’essere cattolico (in realtà la Chiesa dice che l’omosessuale commette peccato se non è casto, ma non ha mai affermato che l’omosessuale non possa essere cattolico in quanto omosessuale!). Da cattolico poteva pure permettersi di criticare Berlusconi (Vangelo per Vangelo, “è opportuno che gli scandali avvengano”, o no?)
    Essendo tu cattolica, mi pare poco opportuno e poco cristiano definire un altro essere umano “un cancro”, e altrettanto poco cristiano mi pare quel ligio servitore vaticano che ha mandato una lettera anonima per far fuori un tizio che gli stava evidentemente sulle balle. Ma son fatti vostri, per carità: ogni volta che parlo con un devoto mi pare evidente che non vi è nulla di più relativo di come ogni buon cattolico possa interpretare il cattolicesimo e la moralità.

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  4. @Daniela: fortunatamente dici che la “velina” è giunta dal Vaticano e non dall’alto dei Cieli direttamente.

    Su S.Craxi: la figlia del Bettino mi ha sempre fatto compassione; si vede che la tragedia della sua famiglia ne ha segnato la sorte e sospetto sia vittima di una vera sindrome da stress post-traumatico. Come sia possibile candidare ed eleggere una persona così (non perchè stia male, ma perchè ogni iniziativa che prende è funzione del ricordo di papà) è mistero fitto.

    P.S.: Bel blog!

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  5. LEI, LA STEFANIA, UNITAMENTE A SUO FRATELLO BOBO, DOVREBBERO SOLO VERGOGNARSI DI FARE VITA POLITICA CON LA DESTRA, MA SOPRATUTTO DEL FATTO DI ESSERE I FIGLI DI COLUI CHE HA INFANGATO E DISTRUTTO IL PARTITO E LA STORIA DEL SOCIALISMO ITALIANO! DUNQUE DOVE, E COME, PRENDE TANTA ARROGANZA ED ALTERIGIA DA ERGERSI A GIUDICE DI BOFFO E AD ADULATRICE DI FELTRI?! L’ultimo ed unico vero socialista. Antonio.

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  6. “Starà al lettore divinare in base agli omissis le posizioni in campo e le opinioni dei protagonisti, e immaginarsi il possibile evolversi degli scenari. Ma volete mettere quanto più divertente sarà così la lettura dei quotidiani? ”

    Purtroppo non mi sembra che ora sia molto diverso

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  7. evidentemente Berlusconi ha inviato il “sicario” Feltri sperando che fare un favore a quella parte del Vaticano che voleva la testa di Boffo potesse portargli favore, ma a sentire oggi, sembrerebbe che non bastera’….
    A parte il disgusto di vedere come l’Italia sia ancora vittima delle beghe ecclesiastiche, io mi ricordo ancora di come Boffo si e’ comportato nel caso Englaro, e cosa ha detto di Peppino Englaro…..
    Qualunque disgrazia gli possa succedere, sara’ difficile che io ne possa provare pieta’…..
    Tanto non sono cattolico….
    😉

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  8. La cacciata di Boffo, è un trionfo contro l’ipocrisia dilagante della chiesa e della sinistra che per DNA si era schierata a favore del mistificatore, uomo di moralità e di chiesa. La sinistra, nonostante Le prove siano tutte dalla parte di Feltri, non solo non si è scusata per la sua stupidità, ma parla di fascismo. Non era la stessa cosa quando i suoi giornali (Avvenire compreso) ricamavano senza prove concrete sulla moralità di Berlusconi. Non sono mai stato un estimatore di Berlusconi, ma ho sempre disprezzato i pagliacci e quelli senza palle, come hanno dimostrato di essere a sinistra.

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  9. @->Mikecas: Personalmente le posizioni di Boffo non mi sono mai piaciute e non l’ho mai stimato uno zero. Pietà non me ne fa neanche un po’. Ma, appunto, non riesco mai a gioire quando le carte che dimostrano che qualcuno è un ipocrita vengono tirate fuori solo quando quell’ipocrita comincia a dare un po’ fastidio, ecco.

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  10. @->Aramis: Sono contenta che Boffo non sia più direttore dell’Avvenire. Adesso però, per usare lo stesso metro e la stessa misura, pretenderei che Berlusconi si dimettesse da Presidente del Consiglio e si facesse processare come ogni cittadino italiano che ha pendenze con la legge. Chiamala ipocrisia di Sinistra, per me è solo una questione di civiltà.

    PS: Tra l’altro, apprendo da Aramis che Avvenire è un giornale di sinistra. Quei comunisti dei vescovi. Ecco perché i cardinali si vestono di rosso! 😀

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  11. @ aramis: Temo di sapere già la risposta ma provo lo stesso: io non parlo di fascismo ma parlo di intimidazione mafiosa. Tappare la bocca a un poveretto solo perché ha osato suggerire che un premier deve comportarsi all’altezza del suo ruolo è un metodo mafioso. Inondare di richieste milionarie di risarcimento danni donne e giornali che palesemente non possono permetterselo è un’intimidazione mafiosa. Intimare agli inserzionisti di non comprare pubblicità dal “nemico” è un’azione mafiosa.
    E per inciso additare uno come omosessuale come se fosse un crimine è un atto inoppugliabilmente fascista.
    Ti piace ancora così tanto?

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  12. Galatea, sarei d’accordo con te se si trattasse solo di un caso di ipocrisia e di piccole vendette, ma Boffo si è comportato peggio di Feltri, perchè non credo che accusare, anche senza prove, qualcuno di essere omosessuale sia peggio di accusare qualcuno di essere un assassino della propria figlia e cercare di scatenargli addosso l’opinione generale, e Boffo è questo individuo….
    Sicuramente quella non è stata una politica decisa da lui, anche Boffo aveva il suo mandante, lui era la controparte di Feltri….
    Inoltre non è che abbia dato un po’ di fastidio, perchè l’intervento di Berlusconi sembra ormai più un tentativo di fare un favore, probabilmente tardivo, alla Curia vaticana che una vera ritorsione. Il problema è tutto interno alle guerre di potere vaticane, alle strategie che coinvolgono come oggetto senza voce in capitolo la politica italiana. Boffo è banalmente una vittima collaterale di questa guerra in cui noi, cittadini italiani, siamo puro oggetto del contendere.
    Guardata da questo punto di vista, la vicenda credo meriti una considerazione diversa, data la puzza che emana…..
    Non credi?

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  13. Il direttore di Avvenire si e’ “spontaneamente” dimesso. Finalmente!
    Il suo successore sarà, sicuramente, moralmente degno se si guarderà bene dal criticare il capo del governo e le sue malefatte e se eviterà, come la peste, “il diffamatorio paragone fra la tragedia della scialuppa con gli eritrei dispersa nel Mediterraneo alla Shoah, lo sterminio degli ebrei nella Germania nazista.” E che ci “azzecca”? Su,via, prudenza ci vuole:respingimenti si chiamano mica gasamenti! Se poi quei disgraziati annegano o muoiono di sete o di stenti in mezzo al “mare nostrum”, noi che centriamo? E poi, un “ricchione”, cattolico e per giunta contrario alle unioni di fatto e ai matrimoni tra gay, mica può parlare o scrivere contro il governo! Auguri al nuovo direttore di Avvenire, ai vescovi e a noi tutti per riconquistata libertà di stampa e per la ritrovata moralità….!!!

    Maurizio Pirrotti

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  14. @->Mikecas: Mikecas, siamo perfettamente d’accordo. In un paese normale Boffo si sarebbe dimesso a furor di popolo dopo la sua sparata su Englaro (O altre campagne ugualmente vergognose), perché come giornalista lasciamo perdere, non è nemmeno definibile, e come ipocrita, dato che si permetteva di coltivare in privato i vizi che poi condannava in pubblico, ripeto non mi fa nemmeno un pochina di pietà. Resta il fatto che non credo si tratti solo di un regolamento di conti “interno” al Vaticano: le critiche di Boffo a Berlusconi avevano irritato una parte della Curia, e qualcuno ha confezionato la velina; Feltri l’ha avuta per le mani e l’ha usata perché Boffo dava fastidio a Berlusconi. Se Boffo non avesse attaccato Silvio, Feltri non avrebbe mai fatto scoppiare il caso, e, se fosse scoppiato comunque, avrebbe difeso Boffo come il più intrasigente dei garantisti, o magari avrebbe cercato qualche velina che incriminava il giudice che aveva condannato Boffo.
    Boffo, concordo con te, è una vittima collaterale: le vere vittime di tutto questo marciume siamo noi.

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  15. “le vere vittime di tutto questo marciume siamo noi”.

    No, meglio “la vera vittima di… sono io”

    Sempre meglio che ciascuno parli per sé.

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  16. “Il suo (di boffo, n.d.r) successore sarà… moralmente degno se… eviterà, come la peste, “il diffamatorio paragone fra la tragedia della scialuppa con gli eritrei dispersa nel Mediterraneo alla Shoah, lo sterminio degli ebrei nella Germania nazista.” E che ci “azzecca”? Su,via, prudenza ci vuole: respingimenti si chiamano mica gasamenti! Se poi quei disgraziati annegano o muoiono di sete o di stenti in mezzo al “mare nostrum”, noi che centriamo?”

    Pirrotti? Sicuro? Proprio Pirr, con due r? E Pirlotti no? Sicuro sicuro?

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